Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera B > Beato Bartolomeo Jarrige de la Morélie de Biars Condividi su Facebook

Beato Bartolomeo Jarrige de la Morélie de Biars Sacerdote e martire

Festa: 13 luglio

>>> Visualizza la Scheda del Gruppo cui appartiene

Moutier, Alta Vienne, Francia, 18 marzo 1753 - † sulla nave-prigione Deux-Associés, davanti a Rochefort , Francia, 13 luglio 1794

Il beato Bartolomeo Jarrige de la Morélie de Biars appartiene al numeroso gruppo dei sacerdoti francesi che, durante la Rivoluzione, furono perseguitati per la loro fedeltà alla Chiesa cattolica. La sua vicenda si inserisce nella tragica storia dei cosiddetti “martiri dei pontoni di Rochefort”, ecclesiastici deportati sulle navi-prigione ancorate nell’oceano Atlantico e sottoposti a condizioni di vita disumane. Monaco benedettino e sacerdote della diocesi di Limoges, Bartolomeo non morì per un’esecuzione immediata, ma consumato dalle malattie contratte durante la prigionia. Secondo la testimonianza conservata dal Martirologio Romano, la sua morte fu anche conseguenza della carità esercitata verso i compagni di cattività, ai quali continuò a prestare assistenza nonostante il pericolo del contagio.

Martirologio Romano: In una sordida galera all’ancora davanti a Rochefort sulla costa francese, beati Ludovico Armando Giuseppe Adam, dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, e Bartolomeo Jarrige de la Morélie de Biars, sacerdoti e martiri, che, condannati durante la persecuzione contro la Chiesa per il loro sacerdozio ad essere confinati agli arresti navali, morirono di malattia, vittime della loro carità per i compagni di prigionia.


Bartolomeo Jarrige nacque nel 1753 in una Francia ancora caratterizzata dall’antico ordinamento monarchico e da una forte presenza della Chiesa nella società. Apparteneva alla famiglia Jarrige de la Morélie, una casata della nobiltà locale del Limousin.
La sua vita religiosa si sviluppò in un periodo di profondi cambiamenti politici e sociali. La Rivoluzione francese del 1789 modificò radicalmente i rapporti tra Stato e Chiesa. Con la Costituzione civile del clero del 1790, molti sacerdoti furono obbligati a prestare giuramento di fedeltà al nuovo ordinamento ecclesiastico imposto dallo Stato rivoluzionario.
Una parte significativa del clero rifiutò tale giuramento, ritenendolo contrario alla libertà della Chiesa e alla comunione con il papa. Questi sacerdoti furono definiti “refrattari” e divennero oggetto di persecuzioni, arresti e deportazioni.

Formazione religiosa e ministero sacerdotale
Bartolomeo entrò nella vita religiosa benedettina, scegliendo la tradizione monastica dell’abbazia di Lézat, nell’attuale diocesi di Pamiers. Dopo la formazione ecclesiastica fu ordinato sacerdote e svolse il suo ministero nella regione di Limoges.
Le informazioni disponibili sulla sua attività pastorale prima della Rivoluzione sono limitate. Le fonti agiografiche concordano tuttavia nel presentarlo come un sacerdote profondamente legato alla propria vocazione e fedele alla Chiesa durante il periodo delle persecuzioni.

L’arresto e la deportazione a Rochefort
Dopo l’inasprimento delle misure contro i sacerdoti non giurati, Bartolomeo fu arrestato insieme a numerosi altri ecclesiastici. La politica rivoluzionaria prevedeva la deportazione dei sacerdoti refrattari nelle colonie francesi, ma molti di essi furono invece concentrati sulle navi-prigione ancorate presso Rochefort, sulla costa atlantica.
Nel 1794 fu trasferito sulla nave Deux-Associés, una vecchia imbarcazione negriera trasformata in carcere galleggiante. Le condizioni di detenzione erano estremamente dure: sovraffollamento, mancanza di igiene, scarsità di alimenti e diffusione di epidemie.
A bordo furono rinchiusi oltre quattrocento sacerdoti e religiosi. Molti morirono per malattia e stenti senza mai essere processati né inviati a destinazione.

La morte come martire della carità
Bartolomeo Jarrige morì il 13 luglio 1794 sulla Deux-Associés, all’età di quarantuno anni.
Il Martirologio Romano ricorda che egli e il beato Ludovico Armando Giuseppe Adam furono “vittime della loro carità per i compagni di prigionia”. Questa espressione sottolinea un elemento centrale della loro testimonianza: nella sofferenza non si limitarono a sopportare passivamente la prigionia, ma continuarono a vivere il ministero sacerdotale attraverso l’assistenza ai fratelli ammalati.
La loro morte fu quindi interpretata dalla Chiesa non soltanto come conseguenza della persecuzione religiosa, ma come un’offerta della propria vita vissuta nel servizio agli altri.

I martiri dei pontoni di Rochefort
Bartolomeo è uno dei numerosi martiri legati alla vicenda delle navi-prigione di Rochefort. Tra il 1794 e il 1795 centinaia di sacerdoti morirono in condizioni terribili sulle navi Deux-Associés e Washington.
Il gruppo dei martiri di Rochefort comprende sacerdoti secolari e religiosi appartenenti a diversi ordini: francescani conventuali, carmelitani, benedettini, cistercensi e membri del clero diocesano.
La memoria di questi martiri è particolarmente legata all’isola Madame, dove ogni anno si svolgono iniziative commemorative in ricordo dei sacerdoti deportati.

Beatificazione e culto
Bartolomeo Jarrige de la Morélie de Biars fu beatificato il 1° ottobre 1995 da papa Giovanni Paolo II insieme ad altri martiri della Rivoluzione francese.
La Chiesa riconobbe in questi sacerdoti una testimonianza di fedeltà cristiana vissuta in una situazione estrema, nella quale la sofferenza personale si unì alla solidarietà verso gli altri prigionieri.
La sua memoria liturgica viene celebrata il 13 luglio, giorno della sua morte.


Autore:
Giampietro Cattini

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-07-13

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati