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Beato Riccardo Langhorne Avvocato, martire
Festa:
14 luglio
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Bedforshire, Inghilterra, ca. 1624 - Londra, Inghilterra, 14 luglio 1679
Figlio di Guglielmo e Letizia Needham, Riccardo Langhorne nacque nel Bedfordshire intorno al 1624. Nel 1645 entrò nell’Inner Temple e nel 1654 divenne avvocato, una delle poche professioni accessibili ai cattolici inglesi con autorizzazione parlamentare. Grazie alla sua competenza giuridica divenne uno dei più stimati professionisti del suo tempo e fu scelto come legale di fiducia dai gesuiti e da numerosi cattolici influenti. La sua posizione lo rese sospetto durante la cosiddetta “congiura papista” del 1678, orchestrata dalle false accuse di Titus Oates. Arrestato il 7 ottobre di quell’anno, fu rinchiuso a Newgate e rimase per mesi senza conoscere precisamente le accuse contro di lui. Dopo otto mesi di prigionia fu processato all’Old Bailey il 14 giugno 1679 con l’accusa di aver cospirato contro il re e il governo inglese. Condannato a morte per alto tradimento, subì forti pressioni affinché confessasse un inesistente complotto e facesse i nomi dei presunti complici, ma rifiutò sempre di dichiarare il falso. Nonostante una richiesta di grazia al sovrano, nella quale ribadiva la propria innocenza e fedeltà alla corona, fu giustiziato a Tyburn il 14 luglio 1679. Lasciò scritti spirituali e memoriali sulla sua prigionia, pubblicati dopo la morte dal figlio.
Martirologio Romano: A Londra in Inghilterra, beato Riccardo Langhorne, martire, che, insigne avvocato, fu condannato a morte con la falsa accusa di tradimento sotto il re Carlo II e rese lo spirito sul patibolo di Tyburn.
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Riccardo Langhorne visse in un’epoca segnata dalle profonde fratture religiose nate dalla Riforma protestante inglese del XVI secolo. Dopo lo scisma di Enrico VIII da Roma, i cattolici inglesi furono progressivamente esclusi dalla vita pubblica e sottoposti a diverse restrizioni. Durante il XVII secolo la situazione alternò periodi di relativa tolleranza e nuove ondate persecutorie. Dopo la restaurazione della monarchia con Carlo II (1660), molti cattolici sperarono in una maggiore libertà religiosa, ma il clima mutò radicalmente nel 1678 con le accuse diffuse dal falso testimone Titus Oates, che denunciò un presunto complotto cattolico per assassinare il sovrano e ristabilire il cattolicesimo in Inghilterra. Queste accuse provocarono una violenta reazione politica e giudiziaria, conosciuta come “Popish Plot”, durante la quale numerosi cattolici furono perseguitati.
Origini e formazione Le informazioni sulla giovinezza di Riccardo Langhorne sono limitate. Nacque probabilmente intorno al 1624 nel Bedfordshire, in una famiglia cattolica o vicina alla tradizione cattolica clandestina inglese. Ricevette una formazione giuridica e intraprese la carriera di avvocato. Grazie alla sua preparazione professionale raggiunse una posizione di rilievo nel foro londinese. La sua competenza nel diritto gli consentì di assistere numerosi membri della comunità cattolica, spesso coinvolti in controversie legali a causa delle discriminazioni religiose vigenti.
L’avvocato dei cattolici inglesi Langhorne esercitò la professione in un ambiente nel quale il diritto e la religione erano strettamente collegati. Non fu un sacerdote né un religioso, ma un laico impegnato che mise le proprie capacità professionali al servizio della comunità cattolica. Secondo le testimonianze raccolte dopo la sua morte, era conosciuto per la rettitudine morale, la prudenza e la disponibilità verso coloro che si trovavano in difficoltà. Il suo ruolo di avvocato divenne però anche una delle ragioni per cui fu sospettato dalle autorità durante la crisi del 1678: la sua attività a favore dei cattolici fu interpretata dai persecutori come un segno di appartenenza a una presunta rete clandestina.
Arresto e processo Nel clima di sospetto generato dalle accuse di Titus Oates, numerosi cattolici furono arrestati. Riccardo Langhorne venne incarcerato nel 1678 con l’accusa di aver partecipato a un complotto contro il re. Le accuse contro di lui erano fondate principalmente sulle dichiarazioni di informatori la cui attendibilità è stata successivamente fortemente messa in discussione dagli storici. Durante il processo del 1679 egli respinse con decisione ogni imputazione di tradimento. Difese la propria innocenza sostenendo di aver sempre agito secondo la legge e di non aver mai partecipato ad alcun progetto contro la monarchia. Nonostante la mancanza di prove solide, fu condannato per alto tradimento.
Martirio a Tyburn Riccardo Langhorne fu giustiziato il 14 luglio 1679 a Tyburn, luogo tradizionale delle esecuzioni pubbliche londinesi. Secondo le testimonianze agiografiche, affrontò la morte con grande serenità, pregando e perdonando coloro che lo avevano accusato. Come previsto per i condannati per alto tradimento, la pena era particolarmente crudele; tuttavia, per rispetto della sua dignità e della sua reputazione, gli fu concesso di morire prima di essere sottoposto alle successive fasi previste dalla condanna. La Chiesa cattolica lo ha riconosciuto come martire perché morì a causa della sua fede e della sua appartenenza alla comunità cattolica perseguitata.
Beatificazione e culto Riccardo Langhorne fu beatificato il 15 dicembre 1929 da papa Pio XI insieme ad altri martiri inglesi perseguitati tra il XVI e il XVII secolo. La sua memoria liturgica è fissata al 14 luglio, anniversario della morte. È venerato come uno dei numerosi martiri cattolici inglesi che testimoniarono la fede durante il lungo periodo delle persecuzioni successive alla Riforma.
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