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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera D > San Davide di Svezia (David di Vasteras) Condividi su Facebook

San Davide di Svezia (David di Vasteras) Monaco e vescovo

Festa: 15 luglio

† Munktorp, Västmanland, Svezia, intorno al 1082

Monaco di origine anglosassone e di formazione cluniacense, dedicò la sua vita alla conversione delle popolazioni ancora legate al paganesimo nel cuore della Svezia, in particolare nella regione del Västmanland. La sua opera non si limitò alla predicazione, ma si concretizzò nella fondazione di comunità monastiche e luoghi di culto, tra cui spicca Munktorp. Sebbene la tradizione successiva lo abbia elevato al rango di primo vescovo di Västerås, le analisi storiche moderne hanno ridimensionato tale ruolo, attribuendolo a interpolazioni documentali tardive. Tuttavia, la solidità del suo culto locale portò, nel XV secolo, alla traslazione delle sue reliquie nella cattedrale diocesana, consacrandolo come patrono e punto di riferimento spirituale per l'intera regione. La sua memoria è fissata al 15 luglio.

Etimologia: Davide = 'l'amato' o 'il diletto', dall'ebraico

Emblema: Guanto, Bastone pastorale

Martirologio Romano: A Västerås in Svezia, san Davide, vescovo, che, di nazionalità inglese, dopo essere divenuto monaco cluniacense, partì per convertire gli Svedesi a Cristo e, ormai anziano, morì piamente nel monastero da lui stesso fondato.


Le notizie sulle origini di Davide (noto anche come Davide di Västerås o Davide di Munktorp) sono frammentarie, ma la concordanza delle fonti medievali lo indica come un monaco di nazionalità inglese, formatosi nella rigorosa tradizione dell'Ordine cluniacense. Secondo il Breviarium Upsaliense, la svolta nella sua vita avvenne quando apprese del martirio di Unaman, Sunaman e Vinaman, nipoti del celebre missionario Sigfrido, avvenuta nella regione di Värend. Lungi dall'essere scoraggiato da tale destino, Davide ne fu profondamente attratto, vedendo nel sacrificio la suprema forma di testimonianza. Decise così di unirsi al flusso di missionari anglosassoni diretti verso la Svezia, con l'intento di portare il cristianesimo nelle terre ancora non evangelizzate.

La missione in Västmanland e la fondazione di Munktorp
Giunto in Svezia, Davide indirizzò i suoi sforzi verso la regione centro-orientale del paese, il Västmanland. La tradizione lo descrive mentre sceglie un luogo specifico, noto come Snevringe härad, per stabilire la sua base operativa. Qui fondò un insediamento monastico e una chiesa, dando origine al nucleo abitato che sarebbe diventato Munktorp (il villaggio dei monaci). Il toponimo stesso costituisce una delle prove storiche più solide della sua presenza, preservando nei secoli il ricordo del monaco che battezzava i nuovi convertiti utilizzando l'acqua di una sorgente locale. La sua azione fu caratterizzata da un approccio graduale e radicato nel territorio, tipico della metodologia missionaria cluniacense, che privilegiava la stabilità e l'esempio di vita comunitaria.

Gli ultimi anni e la questione episcopale
Contrariamente alle sue iniziali aspirazioni, Davide non raggiunse il martirio. Le cronache riportano che morì di vecchiaia a Munktorp, probabilmente intorno all'anno 1082, dopo una lunga vita dedicata alla cura spirituale della comunità. Per secoli, la sua tomba fu meta di venerazione locale. Tuttavia, la sua elevazione a primo vescovo di Västerås è oggi considerata dalla storiografia critica un'aggiunta tardiva e infondata. Tale affermazione trova la sua origine in documenti manipolati dal falsario seicentesco Nils Rabenius, nel tentativo di nobilitare le origini della diocesi. Nonostante l'infondatezza storica del titolo episcopale, la reputazione di santità di Davide era ormai così radicata che, nel 1463, il vescovo Birger Månsson ottenne il permesso di traslare le sue reliquie nella cattedrale di Västerås, la quale fino ad allora era priva delle spoglie di un patrono locale.

Il culto e le reliquie
La devozione per Davide crebbe costantemente nel tardo medioevo, culminando con la traslazione del 1463. Le sue reliquie furono collocate in un prezioso sarcofago nella cattedrale di Västerås, diventando un punto focale per la vita religiosa della diocesi. Con l'avvento della Riforma luterana in Svezia nel XVI secolo, il culto dei santi subì una drastica repressione. Il sarcofago di Davide fu distrutto e i suoi resti mortali, rimossi dalla cattedrale, furono sepolti in una fossa comune nel cimitero circostante, segnando la fine della sua venerazione pubblica ufficiale, sebbene la memoria storica sia sopravvissuta a livello locale.

Iconografia
Nell'arte sacra, Davide è raffigurato con gli abiti monastici, talvolta sovrapposti ai paramenti vescovili (mitra e piviale), riflesso della tradizione tardiva che lo voleva vescovo. L'attributo più distintivo e peculiare è il guanto, che lo accompagna spesso insieme al bastone pastorale, simbolo della sua guida spirituale.

Curiosità
Una delle leggende agiografiche più note, riportata nelle raccolte di miracoli medievali, riguarda la sua presunta distrazione e miopia. Si narra che, in un'occasione, Davide abbia appeso i propri guanti a un raggio di sole invece che al consueto chiodo della parete. Secondo il racconto, i guanti rimasero sospesi nell'aria, sostenuti dalla luce, finché il suo assistente non andò a recuperarli, episodio interpretato come un segno di familiarità del santo con le forze della natura e la grazia divina.

Autore: Enrico Quiri
 


 

Vi sono ben 18 santi con questo nome riportati dall’autorevole “Bibliotheca Sanctorum”, questo sta a dimostrarci la grande devozione che in ogni tempo, sia in Oriente che in Occidente, si è avuta in onore del grande profeta biblico.
Il Davide o meglio David che si celebra il 15 luglio fu vescovo di Västeras in Svezia, egli era un monaco cluniacense di origine anglosassone mandato verso il 1020 come missionario nella terra svedese.
Lavorò evangelizzando gli svedesi ancora pagani a partire dal Sud e poi nella Regione Centro-orientale del paese; abitò nel luogo dove ora sorge la chiesa di Munkathorp che con il suo nome ricorda appunto il monaco (munk) che battezzava i nuovi convertiti nell’acqua di una vicina sorgente.
Nella storia ecclesiastica della Svezia viene ricordato come l’apostolo del Västmanland e primo vescovo di Västerås. Probabilmente morì nel 1082 e il suo corpo fu sepolto a Munkathorp; quattro secoli dopo nel 1463 fu traslato nella cattedrale della sua sede vescovile.
Purtroppo come per altre reliquie di santi cattolici, quando in Svezia subentrò il luteranesimo, esse furono prese e sepolte nel cimitero e il suo sarcofago distrutto.
Il suo simbolo è un guanto, perché una leggenda dice che una volta appese i suoi guanti ad un raggio di sole.
Festa liturgica il 15 luglio.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2026-07-13

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