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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera A > Sant' Ansuero di Ratzeburg Condividi su Facebook

Sant' Ansuero di Ratzeburg Abate e martire

Festa: 15 luglio

chleswig o Haithabu, 1038 circa - Ratzeburg, Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Germania, 15 luglio 1066

Abate benedettino, dedicò la sua breve esistenza all'evangelizzazione delle popolazioni slave polabe, pagando con la vita il suo impegno apostolico. La sua vicenda si inserisce nel contesto turbolento della cristianizzazione della Marca dei Billunghi, dove la fede si scontrò violentemente con le antiche tradizioni pagane. Lapidato insieme ai suoi compagni monaci nel 1066, Ansuero divenne simbolo di resistenza spirituale e perdono. Il suo culto, radicato nella regione del Meclemburgo, è stato progressivamente riconosciuto dalla Chiesa universale, offrendo ai fedeli un esempio di coerenza evangelica fino all'estremo sacrificio.

Etimologia: Dal germanico 'Ans' (divinità) e 'war' (attento, protettore), ovvero 'protetto dal divino'.

Emblema: Abito benedettino nero, pietre, libro o croce astile.

Martirologio Romano: A Ratzeburg nell’Alsazia, ora in Germania, sant’Ansuero, abate e martire, che fu lapidato con altri ventotto monaci dai Vinédi insorti contro i predicatori della fede cristiana.


Nato intorno al 1038 a Schleswig, in una nobile e agiata famiglia sassone, Ansuero (in tedesco: Ansverus, Ansuerus, Answer) ricevette un'educazione cristiana rigorosa. La tradizione agiografica riferisce che, appena quindicenne, fece esperienza di una visione onirica che lo spinse a lasciare la sicurezza della sua casa. Con un pretesto, si recò nella regione di Ratzeburg, allora parte dell'influente ma instabile regno degli Obodriti, per entrare nel monastero benedettino di San Giorgio, situato su un'altura dominante la città.

Il ministero abbaziale e missionario
All'interno della comunità monastica, Ansuero si distinse per la sua rigorosa osservanza della Regola di san Benedetto e per un fervente zelo missionario. Ordinato sacerdote, fu presto elevato alla carica di abate. Sotto la sua guida, il monastero divenne un centro di irradiazione culturale e spirituale, ottenendo significative conversioni tra le popolazioni locali. Tuttavia, la cristianizzazione della regione era un processo fragile, sostenuto politicamente dal principe cristiano Gottschalk, la cui autorità era mal tollerata dalle fazioni pagane tradizionaliste.

La rivolta degli Obodriti e il martirio
Nell'estate del 1066, la tensione esplose in una violenta rivolta pagana guidata dagli Obodriti contro i signori tedeschi e la fede cristiana. Le chiese e i monasteri furono presi d'assalto e dati alle fiamme. Il 15 luglio 1066, Ansuero e i suoi monaci furono catturati. Condotti sul monte Rinsberg, presso l'attuale località di Einhaus, furono condannati a morte per lapidazione. Le fonti agiografiche sottolineano che, mentre le pietre si abbattevano su di lui, l'abate non cessò di pregare per i suoi persecutori, offrendo la propria vita in spirito di sacrificio. Il Martirologio Romano ricorda il suo martirio insieme a quello di ventotto compagni tra monaci e laici, sebbene alcune cronache locali tedesche ne indichino diciotto.

Reliquie e Traslazione
Inizialmente sepolto tra le rovine della chiesa di San Giorgio sul monte a Ratzeburg, le spoglie di Ansuero furono traslate con solennità nel 1170 all'interno del nuovo Duomo di Ratzeburg, divenendo oggetto di venerazione locale.

Iconografia
Viene tradizionalmente raffigurato con l'abito nero benedettino, spesso nell'atto di reggere un libro o una croce, con le pietre del martirio ai suoi piedi o in mano. Un celebre "Ansveruskreuz" (Croce di Ansuero) in pietra calcarea di Gotland, eretto nel XV secolo, segnala il luogo tradizionale del suo martirio presso Einhaus.

Culto
La sua memoria è celebrata il 15 luglio. Dal 1950, una processione annuale si tiene presso la croce commemorativa di Einhaus, rinnovando il legame tra la comunità locale e la sua eredità spirituale.
Una particolarità filologica riguarda l'edizione italiana del Martirologio Romano, che alla data del 15 luglio riporta la dicitura "A Ratzeburg nell'Alsazia, ora in Germania ...". Si tratta di un noto e consolidato errore tipografico o di traduzione presente nell'edizione italiana: Ratzeburg si trova storicamente nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, a centinaia di chilometri di distanza dalla regione dell'Alsazia. Le edizioni in altre lingue riportano correttamente la localizzazione nel nord della Germania.

Autore: Enrico Quiri
 


 

Nato a Schleswig, fu monaco e poi abate del monastero benedettino di San Giorgio, a Ratzeburg, e zelante apostolo del cattolicesimo presso gli Slavi. In un assalto di una tribù pagana degli Obodriti fu trascinato su una montagna e lapidato, con ventotto compagni monaci e laici, il 15 luglio 1066. Pregò i carnefici di ucciderlo per ultimo, perché ai compagni non venisse meno, nel momento supremo, il conforto del loro capo spirituale. Morì in ginocchio, sull'esempio di santo Stefano, pregando per i suoi nemici.
Le reliquie di Ansuero furono traslate dal vescovo Evermodo (1154-87) nel Duomo di Ratzeburg (un braccio a Santa Maria in Stade). Il suo culto è attestato da un Officio proprio nei breviari di Schleswig e di Ratzeburg. La Riforma disperse le reliquie e affievolì la venerazione per il santo; ma tuttora, la domenica successiva al 15 luglio, si tiene nel Lauenburg una funzione di ringraziamento per la conversione dal paganesimo al cristianesimo. Presso Ratzeburg si vede una croce di sant'Ansuero, e nel Duomo della città un grande quadro con dodici figurazioni della vita e del martirio del santo. La sua memoria, nell'Ordine benedettino, ricorre il 15 luglio.


Autore:
Alfonso M. Zimmermann


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-07-13

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