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Beati Giovanni Sugar e Roberto Grissold Martiri
Festa:
16 luglio
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† Warwick, Warwickshire, Inghilterra, 16 luglio 1604
I beati Giovanni Sugar e Roberto Grissold rappresentano una delle testimonianze più limpide della resistenza cattolica nell'Inghilterra del XVII secolo. La loro vicenda, consumatasi a Warwick nel 1604 sotto il regno di Giacomo I, non è solo la cronaca di un'esecuzione capitale, ma il ritratto di una scelta di libertà radicale. Giovanni, sacerdote formato nei collegi continentali, e Roberto, laico della yeomanry locale, incarnano due vocazioni che si intrecciano indissolubilmente sul patibolo. La loro memoria, custodita dal Martirologio Romano, illumina il prezzo pagato da chi rifiutò di piegare la coscienza alle leggi penali che criminalizzavano il ministero sacerdotale e la semplice assistenza ai fedeli perseguitati.
Etimologia: Giovanni: 'Dio è benefico', dall'ebraico Yochanan. Roberto: 'famoso per la sua brillantezza', dal germanico Hrodebert.
Martirologio Romano: A Warwick in Inghilterra, beati Giovanni Sugar, sacerdote, e Roberto Grissold, martiri, che, condannati sotto il re Giacomo I, l’uno per essere entrato in Inghilterra da sacerdote, l’altro per averlo aiutato, giunsero dopo aspre torture alla palma del martirio.
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Giovanni Sugar nacque intorno al 1558 a Wombourne, nel Staffordshire. Dopo un breve periodo di studi all'Università di Oxford, dove si scontrò con le imposizioni religiose anglicane, intraprese la via del sacerdozio cattolico. Fu ordinato presbitero al Collegio Inglese di Douai nel 1601 e inviato immediatamente in missione nella patria proibita, dove il ministero cattolico era clandestino e severamente punito. Roberto Grissold, nato attorno al 1575 a Rowington, nel Warwickshire, proveniva da un'antica famiglia di yeomen, piccoli proprietari terrieri, e prestava servizio presso la famiglia Sheldon, nota per la sua fedeltà alla vecchia fede.
L'arresto e la prigionia L'8 luglio 1603, mentre lasciavano Rowington, i due furono intercettati e arrestati su una strada di campagna. Le cronache riportano un episodio significativo: un parente di Roberto gli offrì la possibilità di fuggire e salvarsi. La risposta del laico fu netta e immediata, rifiutandosi di separarsi dal suo amico e sacerdote. Questa scelta volontaria trasformò la sua posizione da semplice testimone a complice consapevole agli occhi della legge, segnando irrevocabilmente il suo destino. Entrambi furono rinchiusi nelle carceri di Warwick per circa un anno, in attesa di un processo che avrebbe deciso le loro sorti.
Il processo e il martirio Il 14 luglio 1604 si celebrò il processo. Non fu contestato loro alcun atto di tradimento politico, cospirazione o violenza. Giovanni Sugar fu condannato esclusivamente in base allo statuto del 1584, rinnovato nel 1604, che rendeva alto tradimento il fatto di essere un sacerdote cattolico ordinato all'estero e presente in Inghilterra. Roberto Grissold fu condannato per aver assistito e ospitato un sacerdote, reato equiparato alla complicità. Il 16 luglio 1604, a Gallows Hill, nei pressi di Warwick, la sentenza fu eseguita con la pena dell'impiccagione, sventramento e squartamento. Secondo le testimonianze dell'epoca, a Roberto fu offerta la vita in cambio della rinuncia alla fede cattolica, ma egli rifiutò con fermezza, condividendo fino all'ultimo la sorte del sacerdote.
Il culto e la beatificazione La venerazione per i martiri di Warwick rimase viva nella memoria cattolica locale attraverso i secoli, nonostante la repressione e la confisca dei beni. La loro causa fu ripresa nel XX secolo nel contesto più ampio della ricognizione dei martiri inglesi e gallesi. Il 22 novembre 1987, Papa Giovanni Paolo II li proclamò beati a Roma, insieme ad altri ottantatré compagni di persecuzione, riconoscendo il valore universale del loro sacrificio e la validità della loro testimonianza di fede.
Contesto storico Il regno di Giacomo I, pur iniziando con modulate aspettative di tolleranza da parte di alcuni cattolici, inasprì rapidamente le leggi penali. La figura del sacerdote seminarista era considerata dal governo un agente di potenze straniere, rendendo ogni atto di ospitalità verso di essi un reato capitale. La condanna di Sugar e Grissold si inserisce in questo quadro di criminalizzazione sistematica della presenza cattolica.
Curiosità Il rifiuto di Roberto Grissold di accettare la libertà offerta dal parente è diventato un esempio classico di lealtà e coerenza nelle agiografie dei martiri inglesi. La sua risposta, tramandata come 'Non andrò, a meno che non possa avere il mio amico con me', evidenzia come il martirio laicale fosse spesso una scelta attiva e non solo una conseguenza passiva dell'arresto.
Autore: Enrico Quiri
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