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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera G > San Giacinto di Amastris Condividi su Facebook

San Giacinto di Amastris Martire

Festa: 17 luglio

Amastris, Paflagonia, Asia Minore, III sec. circa

San Giacinto di Amastris è un martire cristiano dell’antica Paflagonia, regione dell’Asia Minore settentrionale, ricordato dalla Chiesa per la sua fedeltà alla fede cristiana durante le persecuzioni dell’età imperiale romana. Le informazioni storiche sulla sua vita sono molto scarse e provengono principalmente da tradizioni agiografiche orientali, nelle quali elementi storici e motivi simbolici tipici delle narrazioni dei martiri si intrecciano. La sua memoria è legata alla città di Amastris, importante centro portuale sul Mar Nero, dove il cristianesimo si diffuse già nei primi secoli. Secondo la Passio conservata dalla tradizione bizantina, Giacinto avrebbe affrontato con coraggio l’ostilità del mondo pagano, rifiutando il culto degli idoli e subendo torture fino alla morte. Pur appartenendo alla schiera dei martiri meno conosciuti dell’antichità cristiana, la figura di Giacinto testimonia la diffusione della fede nelle comunità dell’Asia Minore e il ruolo della testimonianza personale in un periodo nel quale l’adesione al cristianesimo poteva comportare gravi conseguenze sociali e giudiziarie.

Emblema: Palma del martirio; talvolta raffigurato come giovane con gli strumenti della passione.

Martirologio Romano: Ad Amasra in Paflagonia, nell’odierna Turchia, san Giacinto, martire.


Amastris, oggi Amasra nella provincia turca di Bartın, era un’antica città della Paflagonia affacciata sul Mar Nero. Durante l’Impero romano costituiva un centro commerciale significativo, inserito nelle reti marittime che collegavano l’Asia Minore alle altre regioni del Mediterraneo orientale.
Il cristianesimo raggiunse progressivamente questa area tra il I e il III secolo. Le comunità cristiane della regione subirono diverse fasi di pressione da parte delle autorità imperiali, soprattutto quando il rifiuto dei sacrifici agli dèi tradizionali veniva interpretato come un atto di disobbedienza politica oltre che religiosa.
La vicenda di San Giacinto si colloca probabilmente in questo ambiente storico, anche se non è possibile stabilire con certezza né l’anno della persecuzione né l’autorità imperiale sotto la quale sarebbe avvenuto il martirio.

Le origini
Le fonti agiografiche orientali presentano Giacinto come nato ad Amastris da una famiglia cristiana. Non possediamo tuttavia dati storici verificabili sulla sua famiglia, sulla sua formazione o sulle circostanze della sua conversione.
Secondo una tradizione riportata nella letteratura agiografica bizantina, fin dall’infanzia avrebbe mostrato una particolare fede e una precoce sensibilità spirituale. Alcuni racconti attribuiscono alla sua fanciullezza episodi prodigiosi, elementi frequenti nelle vite dei santi antichi destinati a sottolineare la predestinazione del martire.
Questi particolari appartengono però al genere edificante della biografia agiografica e non possono essere considerati storicamente documentati.

La lotta contro il culto pagano
L’episodio centrale della tradizione su San Giacinto riguarda il suo rifiuto dell’idolatria.
Secondo la Passio, il giovane cristiano avrebbe abbattuto un albero venerato dai pagani come oggetto di culto. Questo gesto avrebbe provocato la sua denuncia alle autorità e l’inizio delle persecuzioni contro di lui.
Il racconto possiede un forte valore simbolico: molti testi martiriali dell’antichità presentano i santi come testimoni della superiorità della fede cristiana sugli antichi culti, descrivendo il confronto con gli idoli come una battaglia spirituale.
Non è possibile verificare storicamente il particolare dell’albero sacro, ma esso riflette bene il tema ricorrente nelle narrazioni dei martiri orientali: il cristiano chiamato a scegliere tra l’adorazione del vero Dio e la partecipazione ai culti pubblici dell’Impero.

Il martirio
Secondo la tradizione, dopo la denuncia Giacinto sarebbe stato arrestato e sottoposto a torture.
La narrazione agiografica riferisce che gli furono spezzati i denti e che venne trascinato con violenza, quindi rinchiuso in carcere dove morì a causa delle sofferenze subite.
Come accade per molti racconti martiriali dei primi secoli, la descrizione delle pene può contenere elementi letterari destinati a evidenziare la pazienza eroica del santo più che a fornire una cronaca giudiziaria precisa.
L’elemento essenziale conservato dalla tradizione ecclesiale è la confessione pubblica della fede cristiana fino alla morte.

Il culto
San Giacinto di Amastris è venerato sia nella tradizione orientale sia in quella occidentale.
Il Martirologio Romano lo ricorda il 17 luglio con una breve commemorazione: «Ad Amasra in Paflagonia, nell’odierna Turchia, san Giacinto, martire».
La Chiesa bizantina ne celebra invece la memoria il 18 luglio, secondo il proprio calendario liturgico.
La diversa collocazione deriva dalle tradizioni liturgiche locali che hanno conservato autonomamente il ricordo del martire.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

I sinassari bizantini commemorano il martire Giacinto (lat. Hyacinthus) al 18 luglio. Il Martirologio Romano invece lo celebra il giorno precedente, per l'unica ragione che la notizia è stata presa dal Menologium del cardinale Sirleto dove si trova, non si sa perché, spostata al 17 luglio. Poche notizie sono pervenute su Giacinto nato ad Amastris (oggi Amasra) sul mar Nero in Paflagonia da genitori cristiani, Teoclito e Neonilla, al tempo del vescovo Eraclio, fu gratificato sin dall'infanzia del dono dei miracoli e pervenne ad un'età avanzata.
Avendo visto i pagani adorare un albero sacro, egli ebbe premura di andare a sradicare di nascosto quell’oggetto di superstizione. Tale atto di disprezzo verso coloro che non condividevano la fede cristiana, suscitò una reazione. Giacinto sospettato e accusato, venne tradotto davanti al preside Kastrikios ed ai magistrati della città. Sottoposto ai diversi tormenti crudeli e dopo esser stato tratto fuori delle mura, venne gettato in prigione; ivi tese lo spirito.
Il nome del vescovo Eraclio non sembra sia stato trovato in altri documenti; M. Le Quien lo menziona nella sua lista dei vescovi di Amastris, ma sull’unica base delle fonti agiografiche, quindi senza potergli assegnare una data precisa. Più recentemente S. Vailhé non ha creduto nemmeno di lasciare il nome di Eraclio nella sua lista dei vescovi di Amastris. Il nome del preside Kastrikios che si presenta sotto forme diverse non ci è di nessun aiuto per accertare l’epoca del martirio.
Aggiungiamo che, secondo la tradizione, ogni anno, il giorno del dies natalis di Giacinto, mentre il popolo cantava intorno al sepolcro del santo, usciva da esso una specie di polvere che il vescovo raccoglieva per distribuirla agli assistenti i quali la usavano come medicina miracolosa.
Il culto del santo era ancora molto vivo nel secolo IX, epoca in cui fu pronunciato, da un compatriota, Niceta il Paflagonio, il panegirico in suo onore a noi pervenuto.


Autore:
Joseph-Marie Sauget


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-07-14

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