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San Leone IV Papa

Festa: 17 luglio

† 855

(Papa dal 10/04/847 al 17/07/855)
Appena eletto, s’impegna energicamente a realizzare l’opera difensiva iniziata dal predecessore, e circonda l’area dei borghi con mura e torrioni, creando così la “Città Leonina”. Nell’849, quando i lavori sono ancora in corso, ecco arrivare un’altra flotta di predoni: ma li affrontano subito, in mare, le navi di Napoli, Gaeta e Amalfi, ora alleate del Papa. Riesce ugualmente a sbarcare una parte dei predoni: ma a terra viene rapidamente dispersa da un piccolo esercito, al comando dello stesso Leone IV. È la prima vittoria non bizantina e non carolingia nella Penisola; la prima modesta e preziosa vittoria tutta “italiana”. Leone IV è ricordato soprattutto come grande costruttore: ha riedificato l’antica città marittima di Porto e fortificato Civitavecchia, Ostia e Ameria (oggi Amelia). In Roma ha ricostruito e rifatto importanti chiese, e altre ne ha innalzate o restaurate fuori dall’Urbe.
È un pastore che per necessità deve farsi anche diplomatico e stratega, ma che non dimentica il suo dovere primario, occupandosi soprattutto di rafforzare la disciplina del clero. A questa necessità dedica infatti due concili particolari: quello di Pavia nell’850 e quello di Roma nell’853. Verso la fine del pontificato vede giungere dalla Gran Bretagna il re Etelvolfo, sovrano dei Sassoni occidentali, che riceve da lui la corona regia in San Pietro, accompagnato dal figlio e futuro successore Alfredo. Il loro soggiorno nell’Urbe dura un anno, ed è un evento provvidenziale per i numerosi Sassoni che vi risiedono, e che poco tempo prima hanno perduto le loro case nel famoso “incendio di Borgo”: i due sovrani, infatti, li aiutano generosamente a ricostruirle.

Martirologio Romano: A Roma presso san Pietro, san Leone IV, papa, difensore dell’Urbe e sostenitore del primato di Pietro.


Nato a Roma ma di origini longobarde, curiosamente di Papa Leone IV si conosce il nome del padre, Ridolfo, ma non quello che egli gli impone con il Battesimo. Uomo di comprovata purezza e integrità interiore, viene “prelevato” dal monastero benedettino di San Martino in cui è monaco da Papa Gregorio IV che lo vuole accanto a sé nel clero romano. Così diverrà Papa nell’847 per acclamazione di popolo.

Catastrofi naturali e calamità umane
Quando sale al soglio pontificio, la situazione di Roma è abbastanza drammatica: l’anno precedente c’era stata un’incursione dei Saraceni piuttosto dolorosa. Per questo la sua elezione avviene in fretta, senza attendere l’approvazione imperiale. L’imperatore non se ne ha a male: probabilmente si sente in colpa per non aver sostenuto la città contro gli arabi. Intanto a preoccupare Leone IV arrivano una serie di catastrofi naturali: prima un terremoto che mette Roma in ginocchio (e fa crollare anche un pezzo del Colosseo), e poi un incendio che devasta l’area di Borgo, ma risparmia la vicina San Pietro grazie a una benedizione impartita proprio dal Papa. Questo evento è stato immortalato da Raffaello in un affresco noto come “L’incendio di Borgo” ed è conservato nei Musei Vaticani.

L’esperimento della Lega antisaracena
Presto ritorna a farsi viva la minaccia saracena. Leone IV, però, non si fa trovare impreparato: incurante della stretta relazione con l’imperatore, stringe accordi con i sovrani dei ducati limitrofi quali Amalfi, Gaeta, Napoli e Sorrento, promuovendo una lega navale (chiamata poi Lega campana) guidata dal napoletano Cesario Console, incaricata di difendere le coste campano-laziali. La minaccia si concretizza nell’estate dell’849, quando nella battaglia passata alla storia come Battaglia di Ostia, i Saraceni vengono sconfitti. Anche stavolta l’evento è celebrato in un affresco dall’omonimo titolo, sempre firmato da Raffaello e custodito nelle stanze vaticane.

Il “restauratore di Roma”
Le imprese che però valgono a Leone IV l’appellativo di “restauratore di Roma”, sono altre. Facendo leva sulla sua propria caratura spirituale ma anche sui sensi di colpa dell’imperatore, riesce a ottenere da Lotario un’ingente somma di denaro che impiega per diverse ristrutturazioni. La prima e più importante di tutte è la costruzione di una cinta muraria più ampia di quella eretta all’epoca da Aureliano e che comprenda finalmente anche il Colle Vaticano. Seguono i restauri delle basiliche di San Pietro e San Paolo, la fortificazione dello scalo marittimo di Porto e la ricostruzione dell’antica Centumcellae nell’attuale Civitavecchia, oltre a Tarquinia, Orte e Amelia. Ma il “restauratore” non si ferma a questo: si occupa anche dell’aiuto diretto alla popolazione vulnerabile, con la distribuzione di generi alimentari.

Concili e dintorni
Ma Leone IV è soprattutto un pastore e come tale dedica il suo Pontificato a rafforzare la disciplina del clero. Per questo indice due consigli particolari: quello di Pavia nell’850 e quello di Roma nell’853; a quest’ultimo in particolare lavora per ribadire la purezza della fede e dei costumi del popolo. Intanto, con lo stesso obiettivo, si moltiplicano i sinodi in tutta Europa: a Magonza, Limoges, Lione, Parigi e in Inghilterra. Nel corso dei concili viene risolta anche la questione disciplinare legata alla scomunica di Anastasio, cardinale di S. Marcello con velleità di antipapa che, sordo ai richiami del Pontefice, aveva lasciato la sua diocesi stabilendosi altrove.

Il rapporto con i sovrani cristiani
Non sono cattivi i rapporti tra Leone IV e l’impero, tanto che nel giorno di Pasqua dell’850 Lotario gli fa incoronare imperatore suo figlio Ludovico. Cinque anni dopo, però, accade qualcosa che rischia di compromettere seriamente la serenità della relazione: Daniele, il magister militum dell’Impero a Roma, accusa Graziano, comandante della milizia molto vicino al Papa, di tramare per un riavvicinamento tra il Papato e l’Impero d’Oriente. È Ludovico stesso, allora, a precipitarsi a Roma, dove avviene il confronto, e le accuse a Leone IV risultano infondate. Da quel momento in poi saranno molti i sovrani dei regni cristiani europei a chiedere di essere incoronati dal Pontefice, con l’intento di ottenere in questo modo il riconoscimento della propria sovranità “per grazia divina”.

(Vatican News)

 


 

Sin da giovane era conosciuto fra i suoi concittadini romani, come un uomo d’esempio di purezza e maestro di vita interiore, fama che travalicava le mura del monastero benedettino di S. Martino, vicino alla Basilica di S. Pietro, di cui era monaco stimato.
Papa Gregorio IV (827-844) che lo aveva avuto come suddiacono al Laterano, conosciuti i suoi pregi di monaco esemplare, lo volle nel clero romano, così egli mutò luogo e ordine ecclesiastico, ma conservando la sua vita ascetica.
Il figlio di Radoaldo, di cui non si conosce purtroppo il nome, fu ordinato sacerdote dal papa Sergio II (844-847) il quale lo nominò anche cardinale, pertanto con la fama di santità che aveva, quando il 27 gennaio 847, morì papa Sergio, lo stesso giorno fu eletto a succedergli, acclamato all’unanimità da clero e popolo.
Per l’urgenza della situazione creatasi con le incursioni saracene dell’846, la sua consacrazione avvenne il 12 aprile 847 senza attendere l’approvazione imperiale, come da consuetudine. Divenuto papa, Leone IV si prodigò per riparare i danni subiti da Roma a causa delle incursioni arabe, ricostruendo chiese e monumenti; apprestò una flotta sul mare per contrastarli e stabilì guarnigioni di difesa lungo tutta la costa tirrenica; creò la “città leonina”, cioè fortificò con mura di difesa tutto il quartiere intorno a S. Pietro, da Trastevere a Castel S. Angelo.
Quest’opera grandiosa fu realizzata con il contributo dell’imperatore Lotario, della Francia e della Germania, alla sua costruzione furono adibiti i saraceni catturati nella battaglia navale di Ostia, avvenuta nell’849, vinta dalla Lega promossa dal papa tra Napoli, Amalfi, Gaeta e la flotta romana, la costruzione fu inaugurata il 27 giugno 852.
Ricostruì in un luogo più sicuro la distrutta, sempre dai saraceni, ‘Centumcellæ’ che prese il nome di Leopoli (oggi Civitavecchia). La sua opera di pontefice lo vide impegnato a dirimere varie questioni di competenza fra vescovi dell’impero e nel contempo ad affermare sempre più la dignità e l’indipendenza della Santa Sede dall’Impero stesso, per questo i rapporti fra il papa e Lotario e suo figlio Ludovico, a partire dalla mancata ratifica imperiale alla sua elezione, si fecero difficili e spesso vicini alla rottura.
L’imperatore non rinunciò ad affermare i diritti sovrani su Roma, Leone IV si lamentò del contegno avuto da emissari imperiali, i quali avevano assassinato un legato pontificio inviato a Lotario. Leone recatosi a Ravenna dove stavano gli assassini, li arrestò e condotti a Roma furono processati e condannati a morte, fra la protesta dell’imperatore che si richiamava ad accordi stipulati con il papa Gregorio II, per l’inviolabilità delle persone poste sotto la protezione del sovrano o del papa.
Poi vi fu la questione della protezione dell’imperatore accordata allo scomunicato cardinale Anastasio, che aveva idee di antipapa, che poi metterà in pratica dopo la morte di Leone.
Convocò in S. Pietro un Concilio (853-854) per il ristabilimento della disciplina ecclesiastica, della purezza della fede e dei costumi del popolo cristiano; sotto il suo pontificato furono tenuti i sinodi di Magonza, Lione, Limoges, Parigi ed in Inghilterra.
Fu il primo pontefice ad apporre la data sui documenti ufficiali, confermò ai Veneti il diritto di eleggersi un Doge. Morì il 17 luglio 855 e fu sepolto in S. Pietro; nel 1099 le sue reliquie unitamente a quelle di s. Leone II e s. Leone III, furono poste vicino a quelle del grande s. Leone I Magno, per volere del papa Pasquale II.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2002-04-18

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