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San Vulmaro Sacerdote
Festa:
20 luglio
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Boulogne (Boulonnais), Piccardia, Francia, 620 circa - Boulogne, Francia, 20 luglio 689 (o 700 circa)
Nato come umile pastore nella regione di Boulogne, la sua sete di conoscenza e la sua devozione lo condussero, attraverso la formazione ecclesiastica, al sacerdozio e alla vita monastica. La sua esistenza, segnata da un profondo desiderio di solitudine e preghiera, lo portò a fondare due importanti comunità religiose, diventando un punto di riferimento spirituale per la sua epoca. La sua figura, priva di enfasi retoriche, rappresenta un ponte tra la vita rurale e la guida spirituale, dimostrando come la vocazione possa trasformare radicalmente il destino di un individuo, mantenendo intatta l'essenza della sua umile origine.
Patronato: Samer (Francia)
Etimologia: Dal germanico Wulfmar o Willimar, composto da wulf (lupo) o wil (volontà) e mar (famoso, illustre). Significa 'lupo illustre' o 'famoso per la sua volontà'.
Emblema: Abito monastico benedettino, bastone pastorale, a volte rappresentato mentre pascola il gregge o con un libro.
Martirologio Romano: Nel territorio di Boulogne in Francia, san Vulmaro, sacerdote, che, umile pastore, avuta la possibilità di studiare e raggiunto il ministero sacerdotale, si ritirò in un eremo secondo le consuetudini degli antichi padri e fondò poi a Hautmont in Francia, tra i boschi della sua patria, due monasteri, l’uno maschile e l’altro per le sacre vergini.
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Vulmaro (latino: Vulmarus; varianti: Wulmar, Ulmar, Vilmarus, Volmar) nacque nel VII secolo nella regione del Boulonnais, in Piccardia, da una famiglia di modeste condizioni. Le prime fonti agiografiche lo descrivono come un umile pastore, incaricato di custodire il gregge e di provvedere alle necessità materiali di una comunità monastica, probabilmente quella di Hautmont. In questo contesto di vita rurale e di servizio, emerse in lui un desiderio ardente di istruzione e di avvicinamento a Dio. La sua dedizione nel lavoro manuale non fu un ostacolo, ma il terreno fertile in cui germogliò la sua vocazione.
La formazione e il sacerdozio Riconoscendo le sue potenzialità, i superiori gli concessero l'opportunità di studiare. Vulmaro affrontò il percorso formativo con straordinaria dedizione, acquisendo una solida preparazione teologica e spirituale. Questa fase di crescita intellettuale e umana lo portò a essere ordinato sacerdote. Anche dopo aver raggiunto il ministero sacro, mantenne un atteggiamento di profonda umiltà, continuando a servire la comunità con la stessa semplicità che aveva caratterizzato la sua giovinezza. La sua vita di preghiera e la sua competenza lo resero presto un punto di riferimento per i confratelli.
L'esperienza eremitica e le fondazioni Desideroso di una consacrazione più totale a Dio, Vulmaro decise di ritirarsi in un eremo, seguendo le consuetudini degli antichi padri del deserto. Tuttavia, la sua reputazione di santità e saggezza attirò presto dei discepoli, rendendo impossibile la vita solitaria. Intorno al 688, fondò un monastero maschile a Samer (originariamente noto come Sylviacus), sulla sua terra natale, assumendone la guida come abate. Poco dopo, per rispondere alle necessità spirituali delle donne della regione, istituì anche un monastero femminile a Wierre-aux-Bois, a circa un miglio di distanza, affidandolo alla cura di sua nipote. Queste fondazioni divennero centri di preghiera, cultura e stabilità in un periodo storico spesso turbolento.
Gli ultimi anni e la morte Vulmaro guidò le sue comunità con saggezza e mitezza fino alla fine dei suoi giorni. La tradizione riporta che la sua vita fu caratterizzata da un continuo spirito di preghiera e da una particolare attenzione ai poveri e ai bisognosi. Morì il 20 luglio del 689 (alcune fonti indicano il 700 circa) a Boulogne, lasciando un'eredità spirituale duratura. La sua morte fu pianto dai suoi discepoli, che riconobbero in lui un padre e un maestro di vita spirituale.
Culto e Reliquie Il culto di San Vulmaro si diffuse rapidamente dopo la sua morte. Le sue reliquie, inizialmente conservate a Samer, furono traslate in diverse occasioni, in particolare per proteggerle dalle incursioni normanne del IX secolo. Alcuni resti furono portati a Boulogne e in altre abbazie della regione, diventando oggetto di venerazione.
Iconografia Nell'arte sacra, San Vulmaro è generalmente raffigurato con l'abito monastico benedettino e il bastone pastorale, a ricordare il suo ruolo di abate. Talvolta è rappresentato nelle sue vesti di umile pastore, con un gregge di pecore, a simboleggiare le sue origini e la sua cura per le anime.
Autore: Enrico Quiri
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