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San Girolamo di Pavia Vescovo

Festa: 22 luglio

† Pavia, 770 circa

Un antico catalogo vescovile pavese, trascritto nel XVI sec. dal canonico Beretta ma derivante da primitivi dittici, è ritenuto attendibile dal Lanzoni e confermato da documenti sincroni. Sebbene l’Hoff collochi Girolamo tra Pietro I e Teodoro, le cronotassi recenti lo pongono dopo Agostino e prima di Ireneo, con episcopato indicativamente dal 737 al 770. L’unica certezza documentale è la menzione al Concilio Lateranense del 769 di Stefano III, dove i delegati sottoscrissero: “Theodorus archipresbyter et Petrus diaconus locum praesentantes Hieronimi episcopi Papiae Ticini”. Prima dell’episcopato, Girolamo fu sacerdote a Santa Maria alle Pertiche, che ne accolse la sepoltura. Se fonti locali indicavano il 24 luglio, il Martirologio Romano fissa la sua memoria al 22 luglio.

Etimologia: Dal greco Hieronymos, 'dal nome sacro' o 'che ha un nome sacro'.

Emblema: Abiti pontificali altomedievali, pastorale, mitria.

Martirologio Romano: A Pavia, san Girolamo, vescovo.


Le notizie sulle origini di Girolamo (in latino, Hieronymus) sono avvolte nel silenzio delle fonti coeve. Tutto ciò che è possibile affermare con ragionevole certezza è che, prima di assurgere alla dignità episcopale, egli prestava servizio presso la chiesa di Santa Maria alle Pertiche a Pavia. Le fonti lo qualificano con il termine latino aedituus, che indica un sacerdote con funzioni di sacrestano o custode del luogo di culto. Questo dettaglio, apparentemente minore, è di grande valore storico: testimonia una prassi non rara nell'alto Medioevo, per cui i vescovi venivano spesso scelti tra il clero locale che aveva già dato prova di dedizione e profonda conoscenza del territorio. La chiesa di Santa Maria alle Pertiche era un edificio di notevole importanza, situato fuori dalle mura romane, legato a tradizioni longobarde e a un intenso flusso devozionale.

L'episcopato e il Concilio Lateranense del 769
L'ascesa di Girolamo alla cattedra vescovile di Pavia è collocata dalla storiografia tradizionale intorno al 737, in successione a Pietro, sebbene le cronotassi più recenti tendano a collocarlo dopo Agostino e prima di Ireneo, con una maggiore aderenza ai documenti sincroni. L'unico dato cronologico assolutamente certo della sua vita è la sua partecipazione, seppur tramite delegati, al Concilio Lateranense convocato a Roma nell'aprile del 769 da papa Stefano III. Negli atti conciliari compare la sottoscrizione: "Teodoro arciprete e Pietro diacono, rappresentanti di Girolamo, vescovo di Pavia". Questo concilio fu di fondamentale importanza, poiché condannò l'usurpazione dell'antipapa Costantino II e stabilì nuove regole per l'elezione del pontefice, riservandola al clero romano. La presenza dei delegati pavesi attesta il ruolo attivo della diocesi di Pavia nelle vicende della Chiesa universale e la sua fedeltà al legittimo papa in un periodo di forti tensioni politiche tra il Regno Longobardo di re Desiderio e il Papato.

Gli ultimi anni e la sepoltura
Non si hanno notizie documentate sugli ultimi anni di vita di Girolamo né sulle specifiche attività pastorali svolte a Pavia. La tradizione locale, raccolta in cataloghi episcopali medievali e rinascimentali, concorda nel fissare la sua morte intorno al 770. Secondo le consuetudini dell'epoca, il vescovo fu sepolto nella chiesa di Santa Maria alle Pertiche, lo stesso luogo dove aveva iniziato il suo ministero sacerdotale. Questa scelta sepolcrale rafforza il legame identitario tra il pastore e la sua comunità, trasformando il luogo di culto in un memoriale vivo della sua figura. La chiesa, purtroppo, non è giunta fino a noi nella sua forma originaria, ma la memoria della sepoltura di Girolamo è rimasta saldamente radicata nella topografia sacra della città.

Il culto e la conferma pontificia
Il culto di san Girolamo fu tributato ab antiquo nella diocesi di Pavia, come attestato dai cataloghi dei vescovi pavesi, tra cui quello scoperto "ex vetere libello" e trascritto dal canonico Alessio Beretta nel XVI secolo. Gli storici della Chiesa hanno confermato l'attendibilità di questi elenchi, ritenendoli derivanti dagli antichi dittici liturgici. Tuttavia, a causa della scarsità di documenti agiografici medievali specifici, il culto non era universalmente diffuso al di fuori del territorio pavese. Fu papa Leone XIII, il 20 dicembre 1888, a confermare ufficialmente il culto come santo con un decreto di canonizzazione equipollente, inserendolo a pieno titolo nel novero dei santi della Chiesa cattolica. Il suo elogio è riportato nel Martirologio Romano alla data del 22 luglio.

Curiosità
- La questione del papa del Concilio del 769: Alcune fonti agiografiche locali riportano che Girolamo partecipò al concilio convocato da "papa Stefano II". Si tratta di un'inesattezza storica derivata da vecchie numerazioni: il pontefice che regnò dal 768 al 772 e convocò il concilio è oggi universalmente riconosciuto dalla storiografia come Stefano III, poiché il precedente Stefano II morì prima di essere consacrato.
- La leggenda dell'elezione: Alcune tradizioni tarde, prive di riscontro documentale, narrano che Girolamo sarebbe stato eletto vescovo per ispirazione divina, su indicazione di un angelo, con il beneplacito del re longobardo Desiderio. Sebbene suggestiva, questa narrazione rientra nei topoi dell'agiografia medievale e va distinta dai fatti storicamente accertati.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-07-15

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