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Beato Giuseppe Lambton Martire
Festa:
24 luglio
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Malton in Ryedale, Yorkshire, Inghilterra, 1568/1569 - Newcastle-upon-Tyne, Inghilterra, 24 luglio 1592
Il Beato Giuseppe Lambton rappresenta una delle figure più intense e tragiche della persecuzione anticattolica nell'Inghilterra elisabettiana. Sacerdote formato nei seminari continentali, dedicò alla missione patria un lasso di tempo brevissimo, forse poche settimane, prima di essere catturato e condannato a morte. La sua vicenda, consumatasi a Newcastle-upon-Tyne nel 1592, racchiude in sé l'essenza del martirio sacerdotale: la scelta consapevole di tornare in una terra ostile per amministrare i sacramenti ai fedeli rimasti clandestini, accettando il rischio estremo. A soli ventiquattro anni, Giuseppe offrì la vita senza ritrattazione, subendo il supplizio riservato ai traditori della Corona. La sua beatificazione, avvenuta nel 1987, ha restituito alla Chiesa universale la memoria di un giovane che fece della fedeltà al proprio sacerdozio il sigillo definitivo della propria esistenza.
Etimologia: Giuseppe, dall'ebraico Yosef, 'Dio aggiunga' o 'Dio moltiplichi'.
Emblema: Abito talare nero, palma del martirio, rappresentazione simbolica della corda o del coltello del supplizio.
Martirologio Romano: A Newcastle-on-Tyne sempre in Inghilterra, beato Giuseppe Lambton, sacerdote e martire, che, a ventiquattro anni, dopo atroci torture, nella medesima persecuzione fu dilaniato vivo per il suo sacerdozio.
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Giuseppe Lambton nacque nella seconda metà del XVI secolo, con ogni probabilità nel 1568 o 1569, a Malton, nella regione del Ryedale in Yorkshire. Proveniva da una famiglia della gentry locale, essendo il secondo figlio di Thomas Lambton. In un'epoca in cui l'Inghilterra aveva ufficialmente rotto con Roma e la pratica del cattolicesimo era severamente penalizzata, la scelta vocazionale di Giuseppe rappresentava un atto di forte discontinuità rispetto alle aspettative sociali del suo rango. Intorno al 1584, giovanissimo, lasciò la patria per raggiungere il Collegio Inglese di Reims, uno dei principali centri di formazione per i sacerdoti missionari destinati a operare clandestinamente in Inghilterra. Proseguì successivamente gli studi a Roma, dove completò il percorso teologico e spirituale. Fu ordinato presbitero nel 1592, acquisendo la preparazione necessaria per affrontare le insidie di una missione ad altissimo rischio.
Il ritorno in Inghilterra e l'arresto Appena ordinato, Giuseppe Lambton fece ritorno in patria, animato dal desiderio di servire i cattolici inglesi privati dei sacramenti. La sua permanenza in libertà fu tuttavia brevissima. Le reti di spionaggio elisabettiane, attive nel contrastare l'infiltrazione di sacerdoti formati all'estero, intercettarono presto il giovane missionario. Fu arrestato quasi immediatamente dopo il suo sbarco o nei primissimi mesi del suo ministero, senza che avesse avuto il tempo di consolidare un'opera pastorale duratura. Questa rapidità nella cattura sottolinea la pericolosità oggettiva della missione e la determinazione con cui Giuseppe accettò di giocare la propria vita.
Il martirio a Newcastle Tradotto nel carcere di Newcastle-upon-Tyne, Giuseppe fu processato con l'accusa di tradimento, un capo d'imputazione che, per la legislazione dell'epoca, scattava automaticamente per il solo fatto di essere un sacerdote cattolico ordinato all'estero e presente sul suolo inglese. Rifiutò di rinnegare la propria fede e la validità del proprio sacerdozio. La sentenza fu eseguita il 24 luglio 1592. All'età di circa ventiquattro anni, subì la pena dell'impiccagione, sventramento e squartamento, il supplizio più infamante e doloroso previsto dalla Corona per i condannati per alto tradimento. Le cronache dell'epoca, inclusi i registri contabili della città di Newcastle, testimoniano con fredda precisione l'evento, confermando la brutalità dell'esecuzione e la sua collocazione temporale. La sua morte, descritta dal Martirologio Romano come un essere "dilaniato vivo per il suo sacerdozio", sigillò un'offerta totale, consumata in un'atmosfera di feroce persecuzione religiosa.
Il culto e la beatificazione La memoria di Giuseppe Lambton sopravvisse nella tradizione orale e negli scritti dei cattolici inglesi che tentarono di preservare la memoria dei loro martiri. Tuttavia, il riconoscimento formale del suo martirio da parte della Santa Sede giunse solo nel XX secolo. Il 22 novembre 1987, Papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato a Roma, inserendolo nel gruppo degli Ottantacinque Martiri di Inghilterra e Galles. La sua memoria liturgica è fissata al 24 luglio, giorno anniversario della sua morte terrena. Non essendo sopravvissute reliquie corporee a causa della natura stessa della condanna, il culto si concentra sulla testimonianza spirituale e sulla preghiera di intercessione.
Curiosità I registri contabili dei tesorieri della città di Newcastle, risalenti ai primi anni Novanta del Cinquecento, conservano ancora oggi le voci di spesa relative all'esecuzione di Giuseppe Lambton. Questi documenti, redatti con burocratica freddezza, elencano i costi sostenuti dalla città per la corda, il coltello e la legna necessaria al supplizio, fornendo una delle prove storiche più concrete e agghiaccianti della realtà del martirio, al di là delle narrazioni agiografiche.
Autore: Enrico Quiri
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