Santa Valentina

Martire

Festa: 25 luglio

Nascita-morte: † Cesarea Marittima, Palestina, 25 luglio 308/309

Immagini di Santa Valentina MartireImmagini di Santa Valentina MartireImmagini di Santa Valentina Martire

Nascita - morte:
† Cesarea Marittima, Palestina, 25 luglio 308/309

Festa:
25 luglio

Etimologia:
Valentina = 'forte', 'sano', 'vigoroso', 'che sta in buona salute', dal latino

Emblema:
Palma del martirio, fiamme, altare pagano rovesciato.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera V

Calendario: I santi del 25 luglio

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

A Cesarea in Palestina, santi Valentina, Tea e Paolo, martiri nella persecuzione dell’imperatore Massimiano, sotto il governatore Firmiliano. La vergine Valentina, che aveva rovesciato a calci un altare dedicato agli idoli pagani, dopo varie crudeli torture, corse incontro allo Sposo gettata nel fuoco insieme alla vergine Tea; Paolo, invece, condannato a morte, dopo avere ottenuto un breve tempo per la preghiera e aver implorato con tutto il cuore Dio per la salvezza di tutti, ricevette la corona del martirio con la decapitazione.

Giovane cristiana, affrontò il processo davanti al governatore Firmiliano con straordinaria fermezza. Secondo il racconto di Eusebio, mentre le veniva imposto di sacrificare agli dèi, reagì con un gesto clamoroso: rovesciò con un calcio l'altare destinato ai sacrifici pagani. Per questo fu sottoposta a crudeli torture e infine condannata al rogo insieme alla vergine Tea (Thea). Nello stesso giorno il martire Paolo venne decapitato dopo avere ottenuto il permesso di pregare per tutti i presenti. La memoria liturgica della Chiesa ricorda così un piccolo gruppo di martiri uniti dalla stessa testimonianza di fede. 

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Il martirio di Valentina si colloca durante l'ultima e più violenta persecuzione contro i cristiani promossa dagli imperatori della Tetrarchia. Nelle province orientali l'applicazione degli editti imperiali fu particolarmente severa e il governatore Firmiliano si distinse per il rigore con cui impose il culto degli dèi tradizionali.
Cesarea Marittima, capitale della provincia di Palestina, era il principale centro amministrativo della regione e sede del tribunale davanti al quale venivano processati i cristiani accusati di rifiutare i sacrifici prescritti dalle autorità.

Il processo
Le fonti riferiscono che Valentina era una giovane vergine cristiana. Condotta davanti al governatore, ricevette l'ordine di offrire incenso agli idoli.
Fu allora che compì il gesto destinato a renderla celebre: invece di obbedire, si avvicinò all'altare pagano e lo colpì con un calcio, facendolo cadere e manifestando pubblicamente il proprio rifiuto dell'idolatria.
Questo episodio, narrato da Eusebio di Cesarea, costituisce il nucleo storicamente più solido della sua vicenda ed è alla base della successiva tradizione iconografica.

Le torture
Il gesto provocò l'immediata reazione delle autorità.
Valentina fu percossa, sottoposta a torture e interrogata nel tentativo di costringerla ad abiurare la fede cristiana.
Le fonti sottolineano soprattutto la sua serenità e la sua fermezza, caratteristiche ricorrenti nei racconti dei martiri palestinesi descritti da Eusebio.

Il martirio insieme a Tea
Alla fine del processo Valentina venne condannata alla morte sul rogo insieme alla vergine Tea, anch'essa arrestata per la fede cristiana.
Entrambe affrontarono l'esecuzione mantenendo la propria confessione di fede fino all'ultimo.
Il loro martirio viene ricordato come una testimonianza comune, tanto che il Martirologio Romano le celebra nello stesso giorno.

Il martirio di Paolo
Nella medesima occasione fu giustiziato anche Paolo.
Secondo Eusebio, prima dell'esecuzione gli fu concesso qualche istante di preghiera. Egli pregò non soltanto per i cristiani, ma anche per i giudici, gli spettatori, gli stessi persecutori e perfino per l'imperatore. Terminata la preghiera, venne decapitato.
Questo episodio conferisce al racconto una particolare forza spirituale e mostra il clima nel quale maturò anche il sacrificio di Valentina.

Il culto
Santa Valentina è ricordata dal Martirologio Romano il 25 luglio, insieme ai santi Tea e Paolo.
Il culto deriva direttamente dalla memoria liturgica delle Chiese orientali e dalla tradizione occidentale che accolse il racconto di Eusebio.
Non risultano particolari sviluppi devozionali né importanti centri di pellegrinaggio a lei dedicati, ma il suo nome continua a figurare stabilmente nei calendari liturgici cattolici.

Aggiunto/modificato il 20 luglio 2026