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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera F > Beati Federico (Carlo) Rubio Álvarez e 3 compagni Condividi su Facebook

Beati Federico (Carlo) Rubio Álvarez e 3 compagni Religiosi e martiri

Festa: 25 luglio

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† Talavera de la Reina, Toledo, Spagna, 25 luglio 1936

Beati Federico (Carlo) Rubio Álvarez e tre compagni sono figure emblematiche del martirio durante la Guerra Civile Spagnola. Membri dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, furono uccisi in odio alla fede il 25 luglio 1936 nelle vicinanze di Talavera de la Reina, in provincia di Toledo. Il gruppo, eterogeneo per età e ruolo, comprendeva il sacerdote Federico Rubio Álvarez, di oltre settant'anni, e tre fratelli professi: Primo Martínez di San Vincenzo Castillo, Girolamo Ochoa Urdangarín e Giovanni della Croce Delgado Pastor. Uniti dallo stesso carisma ospedaliero, condivisero la stessa sorte, rifiutando di abbandonare la loro missione di cura anche di fronte alla minaccia mortale. La loro beatificazione è stata celebrata da Giovanni Paolo II nel 1992.

Emblema: Abito religioso dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, palma del martirio.

Martirologio Romano: Vicino a Talavera de la Reina nel territorio di Toledo sempre in Spagna, beati martiri Federico (Carlo) Rubio Álvarez, sacerdote, Primo Martínez di San Vincenzo Castillo, Girolamo Ochoa Urdangarín e Giovanni della Croce (Eligio) Delgado Pastor, religiosi e martiri, che, tutti membri dell’Ordine di San Giovanni di Dio, nella medesima persecuzione conseguirono meritatamente la corona della gloria.


Federico Rubio Álvarez nacque a Benavides de Órbigo, in provincia di León, il 3 dicembre 1862. Entrato nell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio in giovane età, fu ordinato sacerdote e svolse il ministero con dedizione, ricoprendo anche incarichi di responsabilità all'interno della congregazione. Primo Martínez di San Vincenzo Castillo vide la luce a San Román de Campezo, in Álava, il 9 giugno 1869, dedicando la vita alla professione religiosa come fratello laico, con umiltà e costanza.
A distanza di decenni, si unirono idealmente a loro due giovani confratelli, rappresentanti della nuova generazione dell'Ordine. Girolamo Ochoa Urdangarín nacque a Goñi, in Navarra, il 28 febbraio 1904, settimo di otto figli, e scelse la vita religiosa con precoce convinzione. Giovanni della Croce Delgado Pastor, originario di Puebla de Alcocer, in provincia di Badajoz, nacque nel 1914 ed emise i voti in giovane età, mostrando grande zelo per la cura degli infermi. Tutti condivisero il carisma ospedaliero, votandosi totalmente al servizio dei sofferenti secondo la regola di san Giovanni di Dio.

La tempesta del 1936

Lo scoppio della Guerra Civile Spagnola nel luglio 1936 portò con sé un'ondata di violenta persecuzione religiosa, particolarmente feroce nelle zone sotto il controllo del fronte repubblicano. Le comunità religiose furono prese di mira, gli edifici sacri profanati e i religiosi costretti alla clandestinità, all'esilio o alla prigionia. Il gruppo si trovava a Talavera de la Reina, nella provincia di Toledo, dove la tensione era palpabile e il pericolo imminente. Nonostante le minacce e le possibilità di fuga, i quattro decisero di non abbandonare il loro posto, rimanendo fedeli alla loro vocazione e alla comunità che li ospitava, accettando con lucidità i rischi che la loro condizione comportava.

Il martirio
Il 25 luglio 1936, la loro fedeltà fu suggellata dal sangue. Arrestati esclusivamente a causa del loro stato religioso e del loro abito, i quattro furono condotti fuori dall'abitato di Talavera de la Reina. Senza processo, senza possibilità di difesa e senza alcuna colpa civile, furono fucilati in odio alla fede. Le testimonianze raccolte durante il processo di beatificazione riportano che affrontarono la morte con serenità, perdonando i loro carnefici e rimanendo fedeli fino all'ultimo respiro ai voti pronunciati. La loro fine, rapida e crudele, li unì indissolubilmente nella testimonianza del Vangelo, trasformando il luogo dell'esecuzione in uno spazio di grazia.

Il riconoscimento ecclesiale
La memoria del loro sacrificio non si spense con la fine del conflitto. La Chiesa avviò le indagini diocesane per raccogliere le testimonianze sui loro ultimi giorni e sulle virtù della loro vita religiosa. Il 25 ottobre 1992, Papa Giovanni Paolo II li ha proclamati beati, riconoscendone ufficialmente il martirio in odio alla fede. La loro memoria liturgica è fissata al 25 luglio, giorno della loro nascita al cielo, e la loro figura è oggi proposta come esempio di resistenza spirituale e di carità eroica.


Autore:
Enrico Quiri

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Aggiunto/modificato il 2026-07-20

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