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Croes-yn-Eirias, Galles, circa 1555 - Castello di Beaumaris, Galles, 27 luglio 1593
Sacerdote formato nei seminari continentali, scelse di tornare nella sua terra natale per esercitare il ministero in clandestinità, trasformando le proprie conoscenze in un faro di resistenza spirituale e culturale. La sua vita si intreccia con la storia della lingua gallese, avendo contribuito alla diffusione clandestina di testi religiosi nella lingua locale. Arrestato mentre accompagnava giovani seminaristi verso la salvezza, affrontò anni di prigionia con fermezza serena, rifiutando compromessi che avrebbero salvato la sua vita a scapito della coscienza. Il suo martirio, consumato nel 1593 nel castello di Beaumaris, non fu solo un atto di suprema fedeltà alla Chiesa, ma un seme di luce gettato su quella che egli stesso definì 'l'isola oscura'. Beatificato da Giovanni Paolo II nel 1987.
Etimologia: Dal germanico Willahelm, composto da 'will' (volontà) e 'helm' (protezione), significa 'colui che protegge con la volontà'. Davies: patronimico gallese che significa 'figlio di David', dall'ebraico 'a
Emblema: Abito talare nero, palma del martirio, talvolta un libro in mano a simboleggiare la sua attività di maestro e la stampa clandestina.
Martirologio Romano: A Beaumaris in Galles, beato Guglielmo Davies, sacerdote e martire, che nella medesima persecuzione, per il solo suo sacerdozio, dopo aver pregato per i presenti, subì lo stesso supplizio.
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Nato intorno al 1555 a Croes-yn-Eirias, nel Denbighshire (odierno Conwy), Guglielmo Davies proveniva da una famiglia di buone condizioni, sebbene le fonti discordino sul suo esatto status sociale. La sua formazione sacerdotale si svolse nel contesto del Collegio Inglese di Douai, poi trasferito a Reims, dove giunse il 6 aprile 1582. Fu ordinato presbitero il 5 aprile 1585. I registri del seminario attestano che, appena due mesi dopo l'ordinazione, fece ritorno in patria per svolgere il ministero missionario tra il suo popolo, consapevole dei gravi rischi che la legislazione elisabettiana riservava ai sacerdoti cattolici.
Il ministero clandestino in Galles Rientrato in Galles, Davies operò nella penisola di Creuddyn, nel nord del paese, sotto la protezione di Robert Puw, un membro della gentry locale rimasto fedele al cattolicesimo. La residenza di Puw divenne un centro nevralgico per l'educazione cattolica clandestina, fungendo di fatto da seminario minore. In questo periodo, Davies si distinse non solo come pastore, ma anche come difensore della cultura gallese. Tra il 1586 e il 1587, per sfuggire alla repressione avviata dal Lord Presidente del Galles, si nascose in una grotta presso il promontorio di Little Orme. Qui, in condizioni di estrema precarietà, collaborò alla stampa clandestina di 'Y Drych Cristianogawl' (Lo Specchio Cristiano), considerato il primo libro stampato in lingua gallese in territorio gallese, un'opera di fondamentale importanza per la sopravvivenza della fede e della lingua locale.
L'arresto e la prigionia Il 15 marzo 1592, Davies fu arrestato a Holyhead mentre scortava quattro giovani seminaristi verso l'Irlanda, da dove avrebbero dovuto raggiungere il collegio di Valladolid per completare gli studi. Condannato per il solo fatto di essere sacerdote, fu condotto al castello di Beaumaris e interrogato dal vescovo anglicano di Bangor, Hugh Bellot. Davies confessò il proprio sacerdozio ma rifiutò categoricamente di prestare il Giuramento di Supremazia o di fare i nomi dei cattolici che lo avevano ospitato. Inizialmente rinchiuso in una segreta, col tempo gli fu concessa una relativa libertà di movimento all'interno della prigione. La sua cella divenne un luogo di incontro per i fedeli locali, che vi assistevano alla Messa, e persino per ministri protestanti che venivano a disputare con lui. Trasferito temporaneamente a Ludlow e Bewdley per essere sottoposto a ulteriori pressioni, rifiutò ogni tentativo di evasione organizzato dai suoi amici, poiché ciò avrebbe implicato l'uso della violenza. Tornato a Beaumaris, visse con i suoi quattro compagni di prigionia come una vera comunità religiosa, scandita da preghiera e studio.
Il martirio a Beaumaris Il 27 luglio 1593, la sentenza di morte per alto tradimento fu eseguita. A causa dell'ostilità della popolazione locale, che si rifiutava di partecipare all'esecuzione di un uomo così stimato, fu necessario far arrivare un boia da Chester. Prima di salire sul patibolo, Davies pregò per la regina Elisabetta, augurandole una lunga vita e la grazia di morire membro della Chiesa cattolica. Rivolgendosi alla folla, pronunciò parole memorabili: 'Questa isola fu anticamente chiamata l'isola oscura, e mai questo nome le è stato più appropriato di ora; ma supplico Dio che il sangue che sto per versare possa darle la luce di quella Fede che ha ricevuto oltre mille anni fa'. Impedito di continuare il suo discorso, pronunciò tre volte in latino 'In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum' e fu giustiziato. Il suo corpo fu squartato e i resti esposti in diverse fortezze della regione come monito, mentre i suoi compagni seminaristi, condannati all'ergastolo, riuscirono in seguito a fuggire.
Scritti Gli è attribuita la composizione di 'Carol Santaidd i'r Grawys' (Un Santo Cantico per la Quaresima), un'opera di poesia bardica gallese scritta durante la prigionia, che testimonia la sua profonda vita interiore.
Reliquie Il boia vendette a caro prezzo la tonaca insanguinata, gli strumenti del supplizio e il tavolo usato come altare in prigione, che furono recuperati dai fedeli. La famiglia Puw conservò per generazioni una mano del martire come preziosa reliquia, simbolo di fedeltà alla causa cattolica.
Curiosità - Prima dell'esecuzione, il boia chiese a Davies cosa pensasse della regina. La sua risposta, lungi dall'essere una provocazione politica, fu un atto di carità cristiana: pregò affinché ella avesse un regno prospero e la grazia di morire nella fede cattolica. - Inoltre, il suo martirio è legato a uno dei primi libri stampati in gallese, rendendolo non solo un martire della fede, ma anche un custode dell'identità culturale del suo popolo.
Autore: Enrico Quiri
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