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San Pietro Doan Cong Quy Sacerdote e martire
Festa:
31 luglio
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Cantone di Binh Thanh, Vietnam, 1826 - Cây Mét, Vietnam, 31 luglio 1859
San Pietro Đoàn Công Quỳ fu uno dei più giovani sacerdoti vietnamiti caduti durante le persecuzioni anticristiane dell’imperatore Tu Duc. Nato intorno al 1826 nella regione di Búng, in Cocincina, esercitò il ministero sacerdotale nel Vicariato apostolico della Cocincina occidentale in un periodo in cui la presenza cattolica era considerata sospetta dalle autorità imperiali. La sua vicenda è strettamente legata a quella del laico Emanuele Le Van Phụng, che offrì ospitalità ai missionari e ai sacerdoti perseguitati. Il 7 gennaio 1859, mentre celebrava la Messa nella casa di Emanuele, Pietro venne arrestato insieme al suo ospite. Dopo circa sette mesi di prigionia, interrogatori e pressioni perché rinnegassero la fede cristiana, entrambi rimasero saldi nelle loro convinzioni. La sentenza di morte fu eseguita il 31 luglio 1859 a Cây Mét, presso Châu Đốc: Pietro fu decapitato, mentre Emanuele fu strangolato.
Etimologia: Pietro: dal greco pétros, pietra, roccia.
Emblema: Palma del martirio, abito sacerdotale vietnamita, croce, talvolta raffigurato accanto a sant’Emanuele Lê Văn Phụng.
Martirologio Romano: In località Cây Mét vicino a Saigon in Cocincina, ora Viet Nam, santi Pietro Doàn Công Quy, sacerdote, ed Emanuele Phung, martiri, che, dopo circa sette mesi in carcere, furono decapitati per Cristo sotto l’imperatore Tu Duc.
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La vita di Pietro si svolse nel contesto delle dure persecuzioni che colpirono i cattolici vietnamiti nel XIX secolo. L’imperatore Tu Duc (1847-1883) considerava l’espansione del cristianesimo un potenziale fattore di destabilizzazione politica e culturale, anche a causa dei legami tra missionari europei e potenze straniere. Furono emanati editti che imponevano la registrazione dei cristiani, la distruzione dei luoghi di culto e la consegna dei sacerdoti alle autorità. In questo clima, il clero locale dovette esercitare il ministero spesso in clandestinità, spostandosi tra villaggi e comunità per amministrare i sacramenti.
Origini e vocazione Le fonti concordano nell’indicare che Pietro nacque a Búng, nel Vietnam meridionale, attorno al 1826. Le notizie sulla sua famiglia e sulla formazione iniziale sono scarse, ma è certo che entrò nel clero del Vicariato apostolico della Cocincina occidentale e fu ordinato sacerdote in giovane età. I contemporanei lo ricordano come un presbitero zelante, coraggioso e vicino ai fedeli, impegnato nel sostenere le comunità cristiane minacciate dalla repressione.
L’arresto durante la Messa Il momento decisivo della sua vita avvenne il 7 gennaio 1859. Pietro stava celebrando l’Eucaristia nella casa del catechista e benefattore Emanuele Le Văn Phung, nell’area di Châu Đốc, quando le autorità fecero irruzione. Secondo la tradizione locale, gli fu offerta la possibilità di fuggire, ma egli preferì rimanere accanto ai fedeli e al suo ospite. Entrambi furono arrestati e condotti in carcere.
La prigionia La detenzione durò circa sette mesi. Durante gli interrogatori, ai due prigionieri venne chiesto di abiurare la fede cristiana e di compiere i gesti pubblici richiesti dagli editti imperiali per dimostrare l’abbandono del cristianesimo. Le fonti agiografiche riferiscono che Pietro rifiutò costantemente ogni compromesso, mantenendo la propria identità sacerdotale e incoraggiando il compagno di prigionia.
Il martirio La condanna a morte giunse alla fine di luglio del 1859. All’alba del 31 luglio 1859, i due martiri furono condotti fuori dalla prigione di Cây Mét, nei pressi di Châu Đốc. San Pietro Đoàn Công Quỳ venne decapitato, pena comunemente inflitta ai sacerdoti cattolici. Sant’Emanuele Lê Văn Phụng fu invece strangolato. I corpi rimasero esposti per alcune ore sotto la sorveglianza dei soldati, quindi furono recuperati dai cristiani della zona e sepolti con venerazione.
Culto e canonizzazione La fama di martirio di Pietro si diffuse rapidamente nelle comunità cattoliche della Cocincina. Il suo nome entrò nelle raccolte dei martiri vietnamiti e fu riconosciuto ufficialmente dalla Santa Sede.
Il legame con sant’Emanuele Lê Văn Phụng La vicenda dei due santi mostra la stretta collaborazione tra clero e laicato nella Chiesa vietnamita del XIX secolo. Emanuele, padre di famiglia e catechista, mise la propria casa e le proprie risorse al servizio dei sacerdoti perseguitati; Pietro vi trovò rifugio e sostegno pastorale. Arrestati insieme, condivisero prigionia e condanna, diventando un simbolo dell’unità della comunità cristiana davanti alla persecuzione.
Le reliquie Dopo il martirio, il corpo di Pietro fu sepolto nella chiesa di Năng Gù. Nel 1959, in occasione del centenario del martirio, le reliquie furono traslate nel seminario dell’isola di Cù Lao Giêng, importante centro cattolico del delta del Mekong, dove sono tuttora venerate.
Autore: Giampietro Cattini
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