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San Mummolo di Fleury Abate

Festa: 8 agosto

† Bordeaux, Francia, 8 agosto 680 o 681

Secondo abate dell'abbazia di Saint-Benoît-sur-Loire, storicamente conosciuta come Fleury, il suo nome è indissolubilmente legato a uno degli eventi più significativi per la spiritualità e la cultura europea: il trasferimento delle reliquie di San Benedetto e Santa Scolastica da Montecassino alla Francia. In un'epoca segnata dalle devastanti incursioni longobarde e dalla complessa instabilità politica del regno merovingio, Mummolo seppe agire non come un semplice amministratore di beni terreni, ma come un lungimirante custode del carisma benedettino. La sua coraggiosa azione garantì la sopravvivenza, la continuità e la diffusione dell'ideale monastico in Gallia, trasformando progressivamente Fleury in uno dei principali centri di pellegrinaggio, preghiera e produzione manoscritta dell'alto Medioevo. La sua memoria liturgica è celebrata l'8 agosto.

Etimologia: Deriva dal germanico 'mumon', che indica forza o protezione, o forse correlato al termine franco per orso, simbolo di autorità e vigore.

Emblema: Abito benedettino nero, bastone abbaziale, talvolta raffigurato mentre accoglie o indica le reliquie di San Benedetto e Santa Scolastica.

Martirologio Romano: A Bordeaux in Aquitania, sempre in Francia, san Mummolo, abate di Fleury.


Le notizie biografiche sulle origini di San Mummolo (latino: Mummolus, Mommolenus; francese: Mommole, Mommolin) sono estremamente frammentarie, come spesso accade per le figure dell'alto Medioevo non appartenenti all'alta nobiltà franca. Si sa con certezza che operò nella Gallia del VII secolo, in un periodo in cui il monachesimo stava vivendo una fase cruciale di riorganizzazione, espansione e consolidamento delle regole. Divenne il secondo abate dell'abbazia di Fleury, succedendo direttamente al suo fondatore, l'abate Leodebodo. Il suo abbaziato, durato circa trent'anni (indicativamente dal 632 al 663), fu caratterizzato da una solida e saggia amministrazione delle risorse monastiche e da una profonda vita spirituale comunitaria. Sotto la sua guida, il monastero gettò le basi strutturali e spirituali per il futuro prestigio che lo avrebbe reso uno dei fari della cristianità europea.

L'impresa delle reliquie: un ponte tra Montecassino e Fleury
L'evento che definisce in modo assoluto la figura storica e agiografica di Mummolo è l'organizzazione della celebre spedizione per il recupero delle reliquie di San Benedetto e Santa Scolastica. Secondo la tradizione, ispirato dalla lettura attenta dei Dialoghi di Papa Gregorio Magno, l'abate avrebbe avuto una visione mistica che lo spinse all'azione. Intorno all'anno 672, inviò il fedele monaco Aigulfo in Italia, presso le rovine di Montecassino, devastata e abbandonata a seguito delle incursioni longobarde. La missione aveva lo scopo preciso di traslare i corpi dei santi fondatori in un luogo più sicuro e stabile, dove potessero essere degnamente venerati. Sebbene la storiografia moderna discuta ancora sull'effettiva provenienza delle reliquie, con la tradizione cassinese che sostiene di non averle mai perdute, per Fleury questo evento costituì il momento fondativo della sua identità spirituale. Il possesso delle reliquie attirò pellegrini, donazioni reali e studiosi da tutta Europa, elevando il profilo dell'abbazia.

Gli ultimi anni e la morte a Bordeaux
Dopo aver guidato la sua comunità con dedizione per decenni, Mummolo si ritirò o fu trasferito nel monastero di Santa Croce a Bordeaux, in Aquitania. Qui trascorse gli ultimi anni della sua esistenza terrena, spegnendosi serenamente l'8 agosto del 680 o 681, all'età di circa settant'anni. La sua morte fu immediatamente commemorata da un epitaffio lapidario che ne celebra la mitezza e l'assenza totale di malizia, descrivendolo come un uomo gioioso, pacifico e privo di collera. Fu sepolto nel medesimo monastero bordeaux, dove il suo culto si radicò profondamente nella popolazione locale, sopravvivendo indenne anche alle distruzioni iconoclaste della Rivoluzione francese, grazie alla tempestiva e devota salvaguardia delle sue reliquie.

Il culto e le reliquie
Il culto di San Mummolo è documentato a Bordeaux fin da tempo immemorabile, con una festa fissata all'8 agosto, data riportata anche nel Martirologio Romano. A Fleury, la sua memoria è venerata almeno dall'XI secolo, testimoniando la duratura gratitudine della comunità monastica. Nonostante la distruzione di molti monumenti e arredi sacri durante la Rivoluzione francese, le reliquie del santo furono preservate dalla distruzione. Dal 1878 sono custodite con devozione nella cappella del battistero di Santa Croce a Bordeaux, edificio che è stato successivamente dedicato al suo patronato, mantenendo vivo il legame tra il santo abate e la città aquitana.

Autore: Enrico Quiri
 


 

Si ignora quasi tutto della vita di san Mummolo (lat. Mummulus, fr. Mommole), salvo il fatto che, ispirato alla lettura dei Dialoghi di papa san Gregorio Magno, avrebbe inviato il prete Aigulfo con alcuni monaci a Montecassino per ricercarvi e trasportare in Francia i corpi di san Benedetto e di santa Scolastica. Morì l’8 agosto 680 o 681 nel monastero di santa Croce a Bordeaux e quivi ebbe la sua tomba, come testimonia l’epitafio: «Hic requiescet bonae recordationis humilis XPI Mommolenus, qui vixit annus (circa) septuagenta, apud quem nullus fuit dolus malus, qui fuit sene ira iocundus, hoc est accepii transitum suum diae VI idus augustas ubi fecit augustas dies septem anno V regnum domini nostri Clodovei regis».
Ci si può domandare se l’abate Mommolenus, morto a Bordeaux e l’abate di Fleury siano la stessa persona. C. Jullien nega tale identità, ma i suoi argomenti sono poco probanti come è stato dimostrato da Chauliac e Munding. Chauliac ha anche descritto minuziosamente il culto reso al santo a Bordeaux: le sue confraternite, il suo altare, il suo sarcofago, le sue statue. Tutti i monumenti di epoche precedenti sono andati distrutti durante la Rivoluzione francese, tuttavia le reliquie sono state salvate e si trovano dal 1878 nella cappella del battistero di santa Croce, che è stata poi dedicata al santo. Questi, da tempo immemorabile, aveva la sua festa a Bordeaux l’8 agosto e almeno a partire dal secolo XI a Fleury. La sua memoria si trova in tutti i martirologi benedettini.


Autore:
Rombaut Van Doren


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-07-29

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