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Beato Giovanni Fingley Martire
Festa:
8 agosto
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Barmby, Yorkshire, Inghilterra, circa 1550 - York, Inghilterra, 8 agosto 1586
Nato nello Yorkshire intorno alla metà del XVI secolo, compì i propri studi tra Cambridge e il Collegio Inglese di Reims, dove fu ordinato presbitero nel 1581. Rientrato clandestinamente in patria, svolse il proprio ministero tra le comunità cattoliche rimaste fedeli a Roma, operando in un contesto di crescente persecuzione. Arrestato a York, fu condannato a morte esclusivamente per il suo sacerdozio. Subì il martirio l'8 agosto 1586, diventando un simbolo della resistenza silenziosa ma ferma di quanti scelsero di non abiurare la propria fede. La sua memoria è stata ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa quando Papa Giovanni Paolo II lo ha beatificato nel 1987, inserendolo nel novero degli 85 Martiri d'Inghilterra e Galles.
Etimologia: Dall'ebraico Yohanan, che significa 'Dio è misericordioso'.
Emblema: Abito talare nero, palma del martirio, talvolta rappresentato con i ferri della prigionia o con lo sfondo della città di York.
Martirologio Romano: A York sempre in Inghilterra, beato Giovanni Fingley, sacerdote e martire, che sotto la stessa regina fu condannato a morte per il suo sacerdozio e condotto al patibolo. Insieme a lui si commemora anche il beato Roberto Bickendike, martire, che, nello stesso periodo, ma in giorno e anno ignoti, patì i medesimi tormenti per essersi riconciliato con la Chiesa cattolica.
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Giovanni Fingley vide la luce a Barmby, una località situata vicino a Howden, nella contea dello Yorkshire, in un periodo storico segnato dalle profonde turbolenze religiose seguite allo scisma anglicano. Le fonti storiche collocano la sua nascita intorno al 1550, anche se alcuni documenti propongono il 1555. Cresciuto in un ambiente dove la fede cattolica era progressivamente marginalizzata, dimostrò presto una spiccata inclinazione agli studi. Inizialmente frequentò l'Università di Cambridge, un centro nevralgico della formazione anglicana, dove tuttavia maturò la convinzione di abbracciare il sacerdozio cattolico. Per realizzare questa vocazione, lasciò l'Inghilterra e si recò in Francia, presso il Collegio Inglese di Reims, istituzione fondata dal cardinale William Allen per formare i sacerdoti destinati alla missione nel loro paese d'origine. Qui completò la sua preparazione teologica e spirituale, ricevendo l'ordinazione presbiterale nel 1581.
Il ministero in Inghilterra Dopo l'ordinazione, Giovanni Fingley fece ritorno in patria, consapevole dei gravissimi rischi che tale scelta comportava. Nel 1585, il Parlamento inglese aveva infatti approvato una legge che considerava alto tradimento l'essere ordinati sacerdoti cattolici all'estero e rientrare nel regno. Nonostante il pericolo, Fingley operò in clandestinità, celebrando l'Eucaristia in case private e amministrando i sacramenti ai fedeli che rifiutavano di conformarsi alla Chiesa d'Inghilterra. La sua attività si svolse principalmente nella regione dello Yorkshire, dove le comunità cattoliche, sebbene sotto pressione, mantenevano una rete di sostegno reciproco. La sua presenza era un punto di riferimento spirituale, ma lo rendeva anche un bersaglio prioritario per le autorità locali incaricate di scovare i sacerdoti formati nei seminari continentali.
L'arresto e il martirio L'inevitabile conclusione del suo ministero giunse quando le autorità di York riuscirono a identificare e catturare il sacerdote. Non vi furono accuse di cospirazione politica o di atti violenti contro la Corona; il capo d'imputazione fu esclusivamente il suo essere un prete cattolico. Sottoposto a processo, Fingley non rinnegò la propria identità né la propria missione. Fu condannato alla pena prevista per i traditori: essere impiccato, sventrato e squartato. La sentenza fu eseguita a York l'8 agosto 1586. Le cronache dell'epoca riportano che affrontò la morte con dignità e risolutezza, confermando fino all'ultimo la propria fedeltà alla Chiesa di Roma. Il suo sacrificio si inserisce nel più ampio quadro delle persecuzioni elisabettiane, che nel solo Yorkshire mieté numerose vittime tra il clero e i laici fedeli al cattolicesimo.
Il culto e la beatificazione La memoria di Giovanni Fingley è stata preservata nei martirologi cattolici come esempio di fedeltà al ministero. Per secoli, il suo culto è rimasto limitato a devozioni locali e alla commemorazione privata da parte delle famiglie cattoliche inglesi. La causa di beatificazione è stata istruita nel XX secolo, inserendolo nel gruppo più ampio dei martiri inglesi e gallesi. Il 22 novembre 1987, Papa Giovanni Paolo II ha solennemente beatificato Giovanni Fingley insieme ad altri 84 compagni di martirio, riconoscendo in loro un'unica testimonianza di fede resa in un arco temporale che va dal 1534 al 1680. La loro memoria liturgica collettiva è fissata al 4 maggio, mentre la data del suo martirio, l'8 agosto, rimane la sua ricorrenza specifica nel Martirologio Romano.
Curiosità Nei registri storici e nelle fonti agiografiche, il cognome del beato appare con due grafie differenti: Fingley e Finglow. Questa variante è dovuta alle trascrizioni fonetiche degli scribi dell'epoca e alle diverse modalità di registrazione nei documenti giudiziari di York e negli archivi del Collegio di Reims. Entrambe le forme sono considerate valide e si riferiscono alla medesima persona.
Autore: Enrico Quiri
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