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Ulster, Irlanda, V sec. - Killaraght (Contea di Sligo), Irlanda, VI sec.
Le agiografie descrivono Attracta come figlia di un capo tribù dell'Ulster, che fin dall'infanzia manifestò il desiderio di consacrarsi a Dio. I genitori, desiderosi di un matrimonio vantaggioso, si opposero alla sua vocazione, ma la giovane nobile fuggì di casa con due servi fedeli per seguire la sua chiamata. San Patrizio, secondo la tradizione, le impose personalmente il velo monastico a Coolavin, affidandole la guida di una comunità di donne consacrate. Attracta fondò poi il monastero di Killaraght sulle rive del Lough Gara, con annesso un ospizio per pellegrini che sarebbe sopravvissuto per quasi un millennio. La tradizione le attribuisce numerosi prodigi: avrebbe caricato la legna su cervi selvatici per sfidare un re prepotente, usato i propri capelli come corde miracolose, liberato la popolazione da un mostro feroce e aperto le acque del lago per salvare un esercito assediato.
Etimologia: Dal latino 'attracta', colei che è stata attratta verso Dio, o latinizzazione dell'irlandese 'Adhracht' (devozione).
Emblema: Bastone pastorale, coppa (calice), croce, velo monastico, mostro ai suoi piedi, pozzo.
Martirologio Romano: In Irlanda, santa Attratta, badessa, che si dice abbia ricevuto il velo delle vergini da san Patrizio.
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La tradizione agiografica, filtrata attraverso le raccolte di John Colgan e il folklore del Schools' Collection, descrive Attratta (Attracta, Athracht, Naomh Adhracht) come figlia di Talan (o Talchan), un capotribù appartenente alla stirpe di Irius, stanziata nell'Ulster. Nata in una famiglia di rango elevato, mostrò fin da bambina una chiara inclinazione alla vita religiosa. Le fonti le attribuiscono un fratello, San Coeman, anch'egli poi venerato come santo, suggerendo un ambiente familiare profondamente permeato dalla nuova fede cristiana. Cresciuta nel V secolo, in un'Irlanda in piena transizione dal paganesimo druidico al cristianesimo, Attratta fece voto di verginità in giovanissima età, attirando l'opposizione del padre, che sperava per lei un matrimonio politico vantaggioso.
L'incontro con San Patrizio e la consacrazione La svolta della sua vita avvenne, secondo le antiche biografie patriziane, con l'arrivo di San Patrizio nella regione. Attratta si recò a Coolavin (Cúl Mhuine), nei pressi del Lough Gara, dove l'apostolo d'Irlanda stava fondando una comunità femminile. La Vita Tripartita riferisce che San Patrizio stesso le impose il velo delle vergini, gesto di straordinaria rilevanza ecclesiale. Il racconto è accompagnato da un elemento miracoloso: la sua consacrazione sarebbe stata suggellata da segni prodigiosi che confermarono la sua chiamata divina. Entrata nella comunità, Attratta non si limitò alla vita claustrale, ma dimostrò subito doti di governo, prudenza e carità che la portarono, ancora giovane, a essere eletta badessa della nuova fondazione.
Le fondazioni monastiche e l'ospitalità L'opera più significativa di Attratta fu la fondazione del monastero di Killaraght (Cill Adhracht o Cell Sáile), situato sulle rive del Lough Gara, nell'attuale contea di Sligo. La comunità da lei guidata si distinse per una caratteristica peculiare nel panorama monastico celtico: l'ospitalità estesa ai viaggiatori, ai poveri e ai pellegrini. Per questo motivo, alcuni storici moderni l'hanno definita "la prima Suora di Carità irlandese". Accanto al monastero sorse un ospizio che, secondo documenti ecclesiastici, rimase in funzione fino al 1539, resistendo a secoli di turbolenze storiche. Altre fondazioni minori sono attribuite alla sua attività apostolica: chiese a Drumconnell, presso Boyle, e in diverse località delle contee di Galway e Sligo. L'attenzione ai viandanti non era solo un atto di pietà, ma rispondeva a un'esigenza concreta dell'Irlanda medievale, dove le strade erano impervie e i pellegrinaggi frequenti.
La tradizione agiografica e i miracoli Come per molti santi dell'Irlanda primitiva, la biografia di Attratta è costellata di elementi miracolosi che, pur appartenendo al registro agiografico, ne definiscono l'immaginario popolare. Il più celebre riguarda la sconfitta di un mostro che infestava le campagne rubando il bestiame: Attratta, secondo il racconto, tracciò il segno della croce e colpì la bestia con il suo bastone pastorale, liberando la popolazione. Un altro racconto popolare le attribuisce l'apertura del Lough Gara, che sarebbe scaturito dal terreno colpito dal suo bastone, in una chiara eco del miracolo mosaico. Si racconta inoltre che operasse numerose guarigioni, spesso legate all'acqua del suo pozzo sacro, e che fosse in grado di prevedere eventi futuri. Questi racconti, raccolti nei secoli dalla tradizione orale, testimoniano quanto fosse radicata la sua figura come protettrice delle comunità rurali irlandesi.
Gli ultimi anni e la morte Gli ultimi anni di Attratta sono avvolti nel silenzio delle fonti scritte. La tradizione colloca la sua morte nel VI secolo a Killaraght, dove fu sepolta nella chiesa da lei fondata. La data precisa del transito non è nota, ma la sua festa fu fissata l'11 agosto, data che il Martirologio Romano ha ufficialmente recepito. In alcune diocesi irlandesi la memoria è celebrata il 12 agosto, probabilmente per ragioni di calendario locale. La sua morte non segnò la fine della sua influenza: il monastero continuò a fiorire per secoli, e la sua tomba divenne meta di pellegrinaggio, soprattutto da parte dei malati in cerca di guarigione.
Culto e reliquie Presso la chiesa di Killaraght furono a lungo venerate due reliquie considerate preziosissime: una croce associata a un miracolo di San Patrizio e la coppa personale di Attratta, utilizzata per le opere di carità. Un terzo oggetto di culto, un reliquiario a forma di scarpa d'argento, è menzionato nelle cronache ma risulta disperso dopo le soppressioni monastiche del XVI secolo. La venerazione liturgica conobbe un rinnovato vigore nel XIX secolo: con indulto del 28 luglio 1864, Pio IX concesse alla diocesi di Achonry di celebrare la santa con il rito di "Doppio minore di IX classe". Oggi è compatrona della diocesi insieme a San Nathy.
Il pozzo sacro di Toberaraght Uno dei luoghi di pellegrinaggio più significativi legati alla santa è il pozzo sacro di Toberaraght (in irlandese Tobar Adhracht, il pozzo di Attratta), situato presso Tample, sulle sponde del Lough Gara. La tradizione attribuisce a queste acque proprietà taumaturgiche, in particolare per le malattie cutanee e i problemi di fertilità. Sul bordo del pozzo sono incastonate le cosiddette "cure stones", pietre rotonde che i pellegrini portavano con sé come reliquie. Fino alla metà del XX secolo, un grande pellegrinaggio si svolgeva dall'ultima domenica di luglio fino al 15 agosto; oggi la messa è celebrata al pozzo il 15 agosto di ogni anno, mantenendo viva una continuità rituale di oltre tredici secoli.
Autore: Enrico Quiri
Probabilmente un monaco cistercense dell'abbazia di Boyle nel Connaught vissuto nel sec. XII, fu l'autore della Vita di Attracta (Araght, Tarahata, Taraghta) opera contenuta, mutila, nel cod. Attracta 24 della Biblioteca dei Frati Minori di Dublino. E' molto difficile discernere in questo testo gli elementi oggettivi atti a ricostruire la vita di Attracta, dal momento che la sua figura è stata completamente assorbita dalla leggenda. Il bollandista Henschen, che riprodusse in parte la Vita di Attracta traendola dall'edizione del Colgan, omette alcuni dei numerosi episodi favolosi e stravaganti ivi contenuti, giudicandoli futili («ut plurima Hibernica sunt », nota egli maliziosamente).
Molto discordi sono le opinioni riguardo l'epoca in cui Attracta visse. Lanigan sostiene che Attracta fiorì nella seconda metà del sec. VI, fondando la sua affermazione sul fatto che è detta contemporanea di san Corbmac fratello di sant'Evin, abate di Roi Glas, e contemporanea di san Nathy di Achonry, vissuto nel VI o VII sec. Da alcuni autori Attracta è detta sorella di san Patrizio, ma tra le pretese sorelle del santo, non è nominata alcuna donna di questo nome. Se pure è falsa la notizia di un rapporto di parentela tra Attracta e Patrizio, tuttavia, come nota O'Hanlon, nelle antiche Vitae del santo compare il nome di Attracta, discepola di Patrizio che da lui ricevette il velo. Per O'Hanlon, quindi, Attracta visse nel sec. V.
Mal note sono le origini di Attracta; pur dovendosi ritenere che ella appartenne a una famiglia di buona condizione, forse nobile, non si sa se i genitori erano cristiani o pagani e incerto è pure il luogo della sua nascita, che però, forse, è da porsi nella diocesi di Killala (Mayo) o in quella, adiacente. di Achonry (Roscommon). Secondo la Vita, Attracta sin dall'infanzia decise di dedicarsi a Dio e quando, più tardi, i genitori pensarono a preparane un buon matrimonio, ella, intenzionata a mantenere il suo proposito, fuggì nel Gregraighe (od. baronia di Coolavin, Sligo) con l'ancella Mitain ed il servo Mochain. La santa consacrò a Dio la sua verginità, promettendo al tempo stesso di dedicarsi al bene del prossimo, in particolare dei pellegrini, e impegnandosi a non fissare la sua dimora se non all'incrocio di sette strade, dove le occasioni per la sua attività caritativa sarebbero state numerose. Il servo Mochain trovò tale luogo nei pressi del lago Gara e la santa vi fondò un ospizio che rimase in esercizio fino al 1539. Tale luogo, poi, dalla santa prese il nome di Killaraght o Kill Athracta. Secondo la Vita tripartita Sancti Patricii, invece, Patrizio aveva fondato un convento in quel luogo, e vi aveva messo a capo Attracta, cui aveva imposto il velo verginale. Nella stessa fonte si narra che san Patrizio donò al convento in questa occasione il calice e la patena colla quale aveva celebrato, e che, mentre i due santi conversavano, cadde dal cielo una casula, che il santo parimenti lasciò ad Attracta attribuendole il merito di tal prodigio. Anche la Vita Sanctae Attractae unisce le figure di Patrizio e di Attracta, ricordando un analogo episodio. In seguito Attracta lasciò l'ospizio, desiderando costruirsi una cella nei pressi di Boyle dove abitava san Connall, suo fratello uterino, famoso per la sua vita di penitenza. Ma Connall le inviò san Dachonna pregandola per amor di Dio di desistere dal suo proposito. Attracta indignata reagì con vigore (più da irlandese che da santa, commenta il Butler). Infatti rispose al fratello e al suo compagno che, essendo stata pregata per amor di Dio, se ne sarebbe andata, ma augurò varie cose sgradevoli, assicurò che danni sarebbero venuti alla loro chiesa, annunziando in particolare una riduzione pressocché totale delle offerte, mentre un monastero che sarebbe sorto nello stesso luogo li avrebbe privati delle primizie. L'autore, accennando chiaramente alla costruzione dell'abbazia cistercense di Boyle, nota l'adempimento delle predizioni di Attracta dandoci in tal modo un indizio circa la sua identità. Tra i numerosi miracoli che Attracta avrebbe operato, si annovera la sua vittoria su un immane mostro che terrorizzava gli abitanti del Lugna e che era probabilmente un lupo o un cinghiale trasformato dall'immaginazione popolare o dalla tradizione in un mostruoso animale metà drago e metà orso. Inoltre Attracta avrebbe soccorso l'esercito del re del Lugna che, circondato da quello del re di Connaught sulla sponda del Gara, fu salvato dalla santa che spartì le acque del lago, permettendo ai combattenti la ritirata.
Nella Vita, poi, oltre a numerose altre vicende prodigiose di cui Attracta fu protagonista, si narra un altro episodio che pone la santa in relazione con san Nathy, vescovo di Achonry. Un re del Connaught, certo Keannfaelid, aveva ordinato ai suoi sudditi, nessuno escluso, di fornire il loro aiuto alla costruzione di uno stupendo castello. Attracta andò dal re protestando la sua immunità da una tale esazione e promettendo, al tempo stesso, l'arrivo prodigioso di ricchi tesori da terre lontane. Il re però non volle cedere e pretese la cooperazione della santa che, obbedendo, si recò assieme a san Nathy, con pochi uomini e alcuni cavalli, a tagliar legna in un bosco. Ma poi, per colpire la superbia del re, trascurando i cavalli, la legna fu caricata su dei cervi; spezzatisi i lacci, i carichi furono assicurati dalla santa con alcuni suoi capelli.
Nulla si sa della morte di Attracta dal momento che la biografia pervenuta è mutila.
Nei calendari non irlandesi, Attracta è chiamata Tarachta o Tarahata, nel Martirologio di Tallaght, Etrachta. La sua festa ricorre l'11aprile nei martirologi irlandesi, mentre sembra che feste secondarie fossero al 9 e all'11 febbraio.
Attracta è venerata come patrona della chiesa di Killaraght e nei pressi dell'abitato è una fonte detta di sant'Attracta a cui la gente dei dintorni usava recarsi l'11aprile di ogni anno. Numerose chiese e fondazioni perpetuano il nome di Attracta che era particolarmente invocata per la liberazione dei prigionieri e per stroncare il pericolo di pestilenze. Assieme a san Nathy, Attracta è patrona anche della diocesi di Achonry.
Autore: Gian Michele Fusconi
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