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Londra, Inghilterra, 1584 - Dorchester, Inghilterra, 19 agosto 1642
Nato a Londra intorno al 1584 in una famiglia protestante, studiò al Peterhouse di Cambridge e conseguì il titolo accademico nel 1605. La sua conversione al cattolicesimo lo condusse nel 1610 al Collegio inglese di Douai, dove si preparò al sacerdozio. Dopo una breve esperienza presso i Cappuccini, nel 1612 fu ordinato sacerdote e tornò in patria come missionario clandestino. Per circa trent'anni esercitò il ministero nel Dorset, soprattutto nell'ambiente cattolico legato alla famiglia Arundell e al castello di Chideock. La relativa tolleranza degli anni precedenti lasciò infine il posto a nuove misure repressive. Nel 1642 Carlo I dispose l'espulsione dei sacerdoti cattolici dal regno. Green decise di obbedire e tentò di lasciare l'Inghilterra, ma fu arrestato a Lyme Regis mentre cercava un'imbarcazione per la Francia. Trasferito a Dorchester, fu processato e condannato a morte. Il 19 agosto 1642 subì il supplizio riservato ai sacerdoti cattolici accusati di alto tradimento. La morte fu particolarmente crudele e la sua vicenda entrò nella memoria dei martiri inglesi. Pio XI lo beatificò il 15 dicembre 1929 insieme a numerosi altri martiri dell'Inghilterra e del Galles.
Etimologia: Dal germanico Hug, collegato ai concetti di 'intelletto', 'spirito', 'pensiero'.
Emblema: Abito sacerdotale, crocifisso, libro o palma del martirio.
Martirologio Romano: A Dorchester in Inghilterra, beato Ugo Green, sacerdote e martire, che, ordinato a Douai, esercitò il ministero per trent’anni in patria, finché sotto il re Carlo I, crudelmente e a lungo sottoposto a sventramento, meritò di essere associato alla passione di Cristo.
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Le notizie sui primi anni di Ugo Green sono relativamente scarse. Le fonti tradizionali collocano la sua nascita a Londra intorno al 1584 e affermano che i genitori appartenevano alla confessione protestante. La famiglia gli garantì una buona formazione culturale, inviandolo all'Università di Cambridge, presso il Peterhouse, dove conseguì il titolo accademico nel 1605. La svolta decisiva della sua vita fu la conversione al cattolicesimo. Non disponiamo di una documentazione sufficientemente ampia per ricostruire con precisione le circostanze spirituali e personali della conversione. È tuttavia certo che Green abbandonò la confessione nella quale era stato educato e scelse di prepararsi al sacerdozio cattolico. Nel 1610 si trasferì a Douai, nelle Fiandre meridionali allora sotto dominio spagnolo, dove funzionava il celebre collegio destinato alla formazione dei sacerdoti inglesi. Il Collegio di Douai ebbe un ruolo fondamentale nella sopravvivenza della comunità cattolica inglese durante e dopo la Riforma: da quelle istituzioni uscirono numerosi sacerdoti destinati a rientrare clandestinamente in Inghilterra. Green sarebbe diventato uno di loro.
La formazione a Douai e l'esperienza cappuccina La permanenza di Green a Douai fu orientata alla preparazione sacerdotale. Le fonti riferiscono inoltre che nel 1612 egli tentò per un certo periodo la vita religiosa tra i Cappuccini. L'esperienza non ebbe seguito, probabilmente per motivi di salute o per altre circostanze che le fonti non consentono di precisare. Nello stesso anno fu ordinato sacerdote. Una fonte secondaria indica con precisione il 14 giugno 1612 come data dell'ordinazione; il dato è compatibile con la tradizione biografica, anche se le fonti più antiche consultate da John Hungerford Pollen nella Catholic Encyclopedia si limitano a indicare il 1612. È quindi opportuno considerare il 1612 come dato certo e il 14 giugno come data riportata da tradizioni documentarie successive.
Il ritorno in Inghilterra Dopo l'ordinazione Green rientrò in Inghilterra, consapevole dei rischi ai quali si esponeva. La legislazione inglese aveva progressivamente trasformato la presenza dei sacerdoti cattolici in un problema non soltanto religioso ma anche politico. La sua destinazione fu il Dorset, una delle regioni dove la fede cattolica era rimasta particolarmente radicata grazie ad alcune famiglie aristocratiche. Green divenne cappellano della famiglia Arundell presso Chideock Castle. Il castello rappresentava uno dei principali centri della presenza cattolica locale e gli Arundell avevano una lunga tradizione di protezione nei confronti dei sacerdoti clandestini. Chideock aveva già conosciuto il martirio di altri cattolici. Padre Thomas Pilchard vi aveva esercitato il ministero prima di essere giustiziato nel 1587; nel 1594 erano stati messi a morte John Cornelius, Thomas Bosgrave, John Carey e Patrick Salmon. Green si inserì dunque in una tradizione locale di resistenza religiosa che avrebbe trasformato Chideock in uno dei principali luoghi della memoria dei martiri cattolici del Dorset.
Trent'anni di ministero clandestino Per circa trent'anni Green esercitò il sacerdozio nel Dorset. Il Martirologio Romano sintetizza questo lungo periodo affermando che, dopo essere stato ordinato a Douai, esercitò il ministero in patria per trent'anni, fino alla persecuzione che lo condusse alla morte. La documentazione disponibile non permette di ricostruire giorno per giorno questa attività. È però significativo che Green sia riuscito a svolgere per decenni il ministero sacerdotale in un ambiente nel quale la pratica cattolica sopravviveva soprattutto grazie alla rete costituita da famiglie, sacerdoti clandestini e luoghi sicuri. Il suo ministero non ebbe quindi il carattere pubblico tipico della pastorale cattolica ordinaria. Celebrazione della Messa, confessioni, amministrazione dei sacramenti e accompagnamento spirituale dei fedeli dovevano essere svolti con prudenza e spesso nel segreto.
La nuova persecuzione sotto Carlo I La situazione mutò profondamente nel contesto politico che precedette la guerra civile inglese. Il 8 marzo 1641 secondo il computo allora vigente in Inghilterra, corrispondente al 1642 secondo il nostro modo di datare l'anno, Carlo I emanò una proclamazione contro i sacerdoti cattolici, ordinandone l'espulsione dal regno. Le fonti tradizionali ricordano che fu concesso un periodo di tempo per lasciare il paese. Green decise di rispettare l'ordine e di lasciare l'Inghilterra. La tradizione agiografica sottolinea però che il provvedimento gli fu comunicato con ritardo e che il termine concesso era già scaduto quando egli cercò concretamente di partire. Si recò quindi verso Lyme Regis, sulla costa del Dorset, nel tentativo di trovare una nave diretta in Francia. Fu arrestato mentre cercava di allontanarsi dal paese. La Chideock Martyrs Church conserva questa memoria come l'ultimo capitolo della sua lunga attività sacerdotale nel Dorset.
L'arresto e il processo Dopo l'arresto a Lyme Regis, Green fu condotto a Dorchester. Qui venne processato e condannato a morte. Il punto essenziale della vicenda è che la sua condanna non fu legata a un atto di violenza o a una partecipazione militare, ma alla sua condizione di sacerdote cattolico che aveva esercitato il ministero in Inghilterra. Il contesto giuridico dell'epoca assimilava infatti il sacerdote cattolico clandestino a un soggetto potenzialmente sovversivo. Dorchester era già stata teatro delle esecuzioni di numerosi cattolici. Green sarebbe diventato l'ultimo martire cattolico noto giustiziato sulla collina delle esecuzioni della città. Un documento storico del Comune di Dorchester lo ricorda infatti come l'ultimo martire cattolico impiccato in quel luogo.
Le ultime ore Le fonti agiografiche antiche attribuiscono a Green una particolare serenità durante la prigionia. Secondo il racconto raccolto da John Hungerford Pollen nella Catholic Encyclopedia, alcune donne condannate a morte che si trovavano in carcere con lui chiesero di ricevere l'assoluzione sacramentale. Green le avrebbe ascoltate e assolte. La stessa tradizione riferisce poi che un sacerdote gesuita, rischiando a sua volta l'arresto, riuscì ad avvicinarsi clandestinamente al luogo dell'esecuzione e a impartire a Green l'assoluzione. Questi episodi appartengono soprattutto alla tradizione agiografica tramandata dalle fonti cattoliche dei martiri inglesi. Non è possibile ricostruirne ogni particolare con lo stesso grado di certezza delle informazioni relative all'arresto, al processo e all'esecuzione.
Il martirio a Dorchester Ugo Green fu giustiziato il 19 agosto 1642 a Dorchester. Il supplizio fu particolarmente crudele. Le fonti riferiscono che l'esecuzione venne eseguita con grande imperizia e che il supplizio si protrasse a lungo. La Catholic Encyclopedia, sulla base delle testimonianze più antiche allora disponibili, riferisce che il carnefice ebbe difficoltà nell'eseguire la parte finale dell'esecuzione e che Green rimase sottoposto a terribili sofferenze per un periodo insolitamente lungo. Il Martirologio Romano conserva sobriamente la memoria di questa morte, ricordando che, sotto Carlo I, Green fu sottoposto crudelmente e a lungo allo sventramento prima di essere associato alla passione di Cristo. Una tradizione riportata dalle fonti agiografiche racconta inoltre che, dopo la morte, la testa del martire sarebbe stata oltraggiata dalla folla e utilizzata come una palla. È un episodio tramandato da fonti antiche e non necessario per comprendere storicamente il martirio; per questo deve essere presentato come testimonianza della tradizione e non come particolare indipendentemente documentato.
Il culto e la beatificazione La memoria di Ugo Green rimase legata soprattutto a Chideock e a Dorchester. Insieme agli altri martiri collegati alla famiglia Arundell e a Chideock, egli divenne parte della memoria cattolica locale. Il 15 dicembre 1929 papa Pio XI beatificò un vasto gruppo di martiri dell'Inghilterra e del Galles. Tra essi figurava Ugo Green, indicato anche con il nome di Ferdinand Brooke. La lista comprendeva numerosi sacerdoti, religiosi e laici uccisi in diversi momenti delle persecuzioni anticattoliche inglesi. Green non è stato canonizzato e il suo titolo ecclesiale rimane pertanto quello di Beato. La memoria liturgica individuale è fissata al 19 agosto. Il Martirologio Romano lo ricorda a Dorchester come sacerdote e martire. La Conferenza Episcopale Italiana ripropone nella liturgia del 19 agosto la medesima memoria, sottolineando i trent'anni di ministero svolti in patria e la sua morte durante il regno di Carlo I.
Chideock e i martiri del Dorset La figura di Ugo Green non può essere compresa pienamente senza considerare il particolare ruolo svolto da Chideock. Il castello degli Arundell era uno dei luoghi nei quali il cattolicesimo del Dorset riuscì a sopravvivere alla persecuzione. Prima di Green vi avevano prestato servizio altri sacerdoti clandestini, alcuni dei quali subirono il martirio. La tradizione locale identifica complessivamente otto persone legate a Chideock che morirono o furono perseguitate per la fede tra il XVI e il XVII secolo. Sette furono messi a morte e uno, John Jessop, morì in prigione. Green è l'ultimo di questi martiri direttamente collegati a Chideock a essere stato giustiziato a Dorchester. La sua vicenda conclude simbolicamente una stagione iniziata nel XVI secolo. Ancora oggi la chiesa di Our Lady Queen of Martyrs and St Ignatius di Chideock conserva la memoria dei martiri locali e costituisce un punto di riferimento per la loro venerazione.
La memoria di Dorchester Il luogo della sua esecuzione, Gallows Hill, è diventato successivamente uno spazio della memoria dei cattolici perseguitati. Nel 1983 la scultrice britannica Elisabeth Frink realizzò il Dorset Martyrs' Memorial, installato nel 1986 presso Gallows Hill. Il monumento ricorda i cattolici del Dorset messi a morte per la loro fede durante le persecuzioni dei secoli XVI e XVII, tra cui Ugo Green. La memoria pubblica di Green non è dunque limitata all'ambito liturgico: il suo nome è entrato nella storia locale di Dorchester e nella memoria dei rapporti, spesso drammatici, tra confessioni religiose nell'Inghilterra della prima età moderna.
Ugo Green e i martiri di Douai Green appartiene anche alla grande schiera dei cosiddetti Martiri di Douai, cioè dei sacerdoti britannici formatisi presso il Collegio inglese di Douai e successivamente rientrati in patria per esercitare clandestinamente il ministero. La denominazione non indica un'unica persecuzione né un unico gruppo martiriale, ma una lunga serie di sacerdoti che, tra il 1577 e il 1680, subirono la morte a causa della loro attività sacerdotale e della loro appartenenza alla Chiesa cattolica. La memoria di Green è quindi inserita in una vicenda molto più ampia della storia religiosa inglese. La sua peculiarità è il lungo periodo trascorso in patria: circa trent'anni di ministero precedettero il martirio. Il dato, conservato anche dal Martirologio Romano, permette di cogliere il significato della sua vicenda non soltanto nell'atto finale della morte, ma nell'intero arco di un'esistenza sacerdotale vissuta in condizioni di clandestinità. Autore: Giampietro Cattini
Nato a Londra da genitori protestanti intorno al 1584, studiò nel Saint-Peter's College di Cambridge. Convertitosi alla fede cattolica, volle poi abbracciare lo stato ecclesiastico, per cui fu accolto il 7 luglio 1610 nel seminario di Douai in Francia, ricevendo quindi la sacra ordinazione in Arras il 14 giugno 1612. Lasciato il seminario il 6 agosto successivo, avrebbe vivamente desiderato di entrare tra i Cappuccini, ma ne fu impedito dalla sua malferma salute o da qualche altra ragione, per cui venne assegnato alle missioni inglesi. Rimpatriato perciò poco dopo, esercitò in seguito per trent'anni il ministero sacerdotale sotto il nome fittizio di Ferdinand Brooks, andandosi da ultimo a stabilire come cappellano a Chideock, nel Dorsetshire, presso Lady Arundell di Lanherne.
In ottemperanza all'editto emanato l'8 marzo 1641 da Carlo I, con cui, per tacitare il parlamento puritano, il re ordinava a tutti i preti cattolici di lasciare l'Inghilterra entro un dato tempo, il Green si apprestava ad imbarcarsi per il continente dal porto di Lyme denunziando la sua qualità di sacerdote, allorché si sentì rispondere che il tempo utile per lasciare il paese era già scaduto, per cui venne arrestato ed inviato alle prigioni di Dorchester, e dopo cinque mesi di duro carcere fu processato e condannato alla pena capitale. Il Green accettò la sua sorte con cristiana rassegnazione, andò incontro al martirio con fermo coraggio, tanto da suscitare una profonda impressione su quanti assistevano alla sua esecuzione.
Impiccato a Dorchester il 19 agosto 1642, il suo corpo fu posto in ludibrio e fatto in pezzi dalla folla inferocita, contro la disposizione del giudice che ne aveva autorizzata la consegna a Lady Elisabeth Willoughby, che aveva assistito il martire sul patibolo ed a cui devesi una particolareggiata narrazione della morte di Green, pubblicata in Palmae cleri anglicani di Jean Chifflet. Beatificato da Pio XI il 15 dicembre 1929, insieme con altri cento-trentacinque martiri inglesi che patirono per la fede cattolica tra il 1535 ed il 1681, il beato Green viene commemorato il 19 agosto.
Autore: Niccolò Del Re
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