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† Londra e dintorni, Inghilterra, 28 agosto 1588
Sotto il regno di Elisabetta I d'Inghilterra, la professione della fede cattolica era considerata un atto di alto tradimento. L'agosto del 1588, segnato dal fallimento dell'Invincibile Armata spagnola, scatenò un'ondata di paranoia e di feroce repressione contro i cosiddetti papisti. In questo clima rovente, il 28 agosto di quell'anno, otto uomini affrontarono il patibolo in diversi luoghi di Londra e delle contee limitrofe. Guidati simbolicamente dal sacerdote Guglielmo Dean, il gruppo comprendeva sei sacerdoti, un frate e due laici. Non si conoscevano tutti tra loro, ma furono accomunati dallo stesso destino e dalla medesima ferma testimonianza: preferire la morte fisica piuttosto che rinnegare la comunione con la Chiesa di Roma. Le loro esecuzioni, consumate tra impiccagioni e squartamenti, rappresentano una delle pagine più drammatiche della persecuzione elisabettiana.
Etimologia: Dal germanico Willahelm, 'elmo della volontà' o 'protettore tenace'.
Emblema: Palma del martirio, corda da impiccagione, abito sacerdotale o francescano, strumenti del supplizio.
Martirologio Romano: A Londra in Inghilterra, beati Guglielmo Dean, sacerdote, e sette compagni, martiri, che, sotto la regina Elisabetta I, nello stesso giorno, ma in diversi luoghi della città o nelle vicinanze, per il regno di Dio subirono il martirio con l’impiccagione.
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Nell'estate del 1588, l'Inghilterra elisabettiana visse momenti di estrema tensione. L'avvistamento e il successivo naufragio dell'Invincibile Armata spagnola riaccesero i timori di un'imminente invasione straniera e di una cospirazione cattolica interna. Il governo della regina Elisabetta I rispose inasprendo le leggi penali: i sacerdoti formati nei seminari continentali, come quello di Reims, erano considerati spie e traditori. Essere cattolici, e in particolare offrire rifugio a un prete, era un crimine capitale. In questo contesto di caccia all'uomo, numerosi missionari caddero nelle mani dei cacciatori di preti e vennero rinchiusi nelle prigioni londinesi come Newgate, il Clink e Bridewell.
I profili dei martiri Il gruppo degli otto martiri del 28 agosto era eterogeneo per età, estrazione sociale e origine geografica, a dimostrazione di quanto il cattolicesimo fosse ancora trasversale nella società inglese. Guglielmo Dean, nato nello Yorkshire, aveva studiato al Collegio Inglese di Reims ed era stato ordinato sacerdote. Tornato in patria come missionario, fu arrestato e detenuto in condizioni durissime. Roberto Morton, originario di Bawtry, proveniva da una famiglia colta; studiò a Reims e fu un prete molto stimato per la sua dottrina. Guglielmo Gunter, nato nel Galles, e Tommaso Holford, noto anche con l'alias Thomas Acton, del Cheshire, condividevano lo stesso ardore missionario. Giacomo Claxton, dello Yorkshire, era stato ordinato nel 1582 e aveva svolto il suo ministero in clandestinità per anni. Accanto ai sacerdoti, vi erano figure di spicco del laicato e dei regolari. Enrico Webley, un laico di Gloucester, fu arrestato per il solo crimine di aver offerto asilo a Guglielmo Dean. Ugo More, un giovane studioso di Grantham formatosi a Oxford, si era convertito al cattolicesimo e aveva abbracciato la fede fino alle estreme conseguenze. Particolarmente toccante è la figura di Tommaso Felton. Nato a Bermondsey nel 1567, era figlio di Giovanni Felton, un ricco laico che nel 1570 era stato squartato per aver affisso sui muri di Londra la bolla papale Regnans in Excelsus, con cui Pio V scomunicava Elisabetta I. Cresciuto nel mito del padre martire, Tommaso si fece frate Minimo e, catturato, non esitò a seguirne le orme.
Il giorno del supplizio Il 28 agosto 1588, le autorità londinesi organizzarono un'esecuzione di massa per lanciare un chiaro monito alla popolazione. I condannati vennero trascinati in diversi luoghi di supplicio per massimizzare l'impatto del terrore. Guglielmo Dean ed Enrico Webley furono portati a Mile End Green. Dean subì la pena riservata ai traditori: l'impiccagione seguita dallo sventramento e dallo squartamento. Webley, in quanto laico, fu semplicemente impiccato fino alla morte. A Clerkenwell, il patibolo accolse Guglielmo Gunter e Tommaso Holford, entrambi sottoposti al medesimo atroce supplizio di Dean. A Lincoln's Inn Fields, nel cuore della Londra forense, furono giustiziati Roberto Morton e il giovane laico Ugo More. La loro morte pubblica servì a intimorire gli studenti di legge e i professionisti della City. Infine, a Brentford, nel Middlesex, furono condotti Giacomo Claxton e il giovane frate Tommaso Felton. Nonostante la giovane età, Felton affrontò la morte con la stessa fermezza che aveva reso celebre suo padre, perdonando i suoi carnefici e professando la sua fede cattolica fino all'ultimo respiro.
Culto e Beatificazioni La memoria di questi otto martiri è rimasta viva nella coscienza dei cattolici inglesi. Per secoli, le loro gesta sono state tramandate attraverso i diari dei perseguitati e le cronache dei gesuiti. Il 15 dicembre 1929, papa Pio XI beatificò 136 martiri di Inghilterra e Galles, includendo nel novero Guglielmo Dean e sei dei suoi compagni. Enrico Webley, invece, fu riconosciuto come martire in un secondo momento e beatificato da papa Giovanni Paolo II il 22 novembre 1987, unendosi agli altri Ottantacinque Martiri di Inghilterra e Galles. Il Martirologio Romano li commemora uniti alla data del 28 agosto, sottolineando che, pur avendo subito il martirio in luoghi diversi, essi formarono un'unica corona di fede sotto la stessa persecuzione.
Autore: Enrico Quiri
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