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Beato Riccardo Herst Martire

Festa: 29 agosto

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Preston, Lancaster, sec. XVI - Lancaster, 29 agosto 1628

Etimologia: Riccardo = potente e ricco, dal provenzale

Emblema: Palma

Martirologio Romano: A Lancaster in Inghilterra, beato Riccardo Herst, martire, che, padre di famiglia e contadino, fu falsamente accusato di omicidio e condannato all’impiccagione per la sua fede in Cristo sotto il re Carlo I.


La storia delle persecuzioni anticattoliche in Inghilterra, Scozia, Galles, parte dal 1535 e arriva al 1681; il primo a scatenarla fu come è noto il re Enrico VIII, che provocò lo scisma d’Inghilterra con il distacco della Chiesa Anglicana da Roma.
Artefici più o meno cruenti furono oltre Enrico VIII, i suoi successori Edoardo VI (1547-1553), la terribile Elisabetta I, la ‘regina vergine’ († 1603), Giacomo I Stuart, Carlo I, Oliviero Cromwell, Carlo II Stuart.
Morirono in 150 anni di persecuzioni, migliaia di cattolici inglesi appartenenti ad ogni ramo sociale, testimoniando il loro attaccamento alla fede cattolica e al papa e rifiutando i giuramenti di fedeltà al re, nuovo capo della religione di Stato.
Primi a morire come gloriosi martiri, il 4 maggio e il 15 giugno 1535, furono 19 monaci Certosini, impiccati nel tristemente famoso Tyburn di Londra, l’ultima vittima fu l’arcivescovo di Armagh e primate d’Irlanda Oliviero Plunkett, giustiziato a Londra l’11 luglio 1681.
L’odio dei vari nemici del cattolicesimo, dai re ai puritani, dagli avventurieri agli spregevoli ecclesiastici eretici e scismatici, ai calvinisti, portò ad inventare efferati sistemi di tortura e sofferenze per i cattolici arrestati.
In particolare per tutti quei sacerdoti e gesuiti, che dalla Francia e da Roma, arrivavano clandestinamente come missionari in Inghilterra per cercare di riconvertire gli scismatici, per lo più essi erano considerati traditori dello Stato, in quanto inglesi rifugiatosi all’estero e preparati in opportuni Seminari per il rientro.
Tranne rarissime eccezioni come i funzionari di alto rango (Tommaso Moro, Giovanni Fisher, Margherita Pole) decapitati o uccisi velocemente, tutti gli altri subirono prima della morte, indicibili sofferenze, con interrogatori estenuanti, carcere duro, torture raffinate come “l’eculeo”, la “figlia della Scavinger”, i “guanti di ferro” e dove alla fine li attendeva una morte orribile; infatti essi venivano tutti impiccati, ma qualche attimo prima del soffocamento venivano liberati dal cappio e ancora semicoscienti venivano sventrati.
Dopo di ciò con una bestialità che superava ogni limite umano, i loro corpi venivano squartati ed i poveri tronconi cosparsi di pece, erano appesi alle porte e nelle zone principali della città.
Solo nel 1850 con la restaurazione della Gerarchia Cattolica in Inghilterra e Galles, si poté affrontare la possibilità di una beatificazione dei martiri, perlomeno di quelli il cui martirio era comprovato, nonostante i due-tre secoli trascorsi.
Nel 1874 l’arcivescovo di Westminster inviò a Roma un elenco di 360 nomi con le prove per ognuno di loro.
A partire dal 1886 i martiri a gruppi più o meno numerosi, furono beatificati dai Sommi Pontefici, una quarantina sono stati anche canonizzati nel 1970.

Di Riccardo Herst non si sa niente della sua nascita, egli era possidente terriero di Preston nel Lancaster e veniva insidiato dai protestanti per la sua fede cattolica.
Si era al tempo della persecuzione di re Giacomo I Stuart (1566-1625) di fede anglicana; il vescovo di Chester fedele al re, inviò tre suoi uomini per arrestarlo e lo trovarono a lavorare nei campi, ma i suoi contadini li costrinsero alla fuga.
Successe però che uno dei tre nello scappare, cadde e si fratturò una gamba, frattura che nel giro di trenta giorni lo portò alla morte, a questo punto Riccardo Herst fu arrestato con l’accusa di omicidio, fu un puro pretesto perché egli fu scagionato dallo stesso ferito prima di morire; era evidente che il vero motivo dell’arresto era la sua fede cattolica.
Infatti gli venne promessa la libertà se avesse prestato giuramento al re capo della religione di Stato e di mettersi al servizio protestante, ma Riccardo Herst rifiutò energicamente.
Allora per ordine dello sceriffo della contea, fu trascinato con la forza in chiesa per ascoltare il sermone, ma egli si turò le orecchie con le dita e appena poté ritornò alla prigione.
Ci sono pervenute tre sue lettere scritte al direttore spirituale, dove conferma la sua volontà di non cedere al peccato, si offre a Dio pienamente disposto alla sua volontà; chiede che vengano celebrate delle Messe per la sua anima, raccomanda i suoi figli e supplica che vengano pagati i suoi debiti.
Eroica figura di laico cattolico si avviò sereno al patibolo che baciò, con in mano un piccolo crocifisso recitò ad alta voce le preghiere; aiutò il boia a preparare la fune e infine venne impiccato a Lancaster il 29 agosto 1628.
Fu beatificato da papa Pio XI il 15 dicembre 1929 insieme ad altri 106 martiri della persecuzione anglicana.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2004-11-07

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