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Beati Edmigio Primo Rodriguez, Amalio Zariquiegui Mendoza e Valerio Bernardo Herrero Martínez Religiosi lasalliani, martire

Festa: 31 agosto

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Adalia, 4 aprile 1881; Salinas de Oro, 6 agosto 1886; Porquera de los Infantes, 11 luglio 1909 - Tabernas, 30/31 agosto 1936

Erano Fratelli delle Scuole Cristiane e avevano dedicato la loro vita all'insegnamento e alla formazione cristiana dei giovani. Appartenevano alla comunità del Collegio San José di Almería, dove nel 1936 operavano numerosi religiosi lasalliani. La loro vicenda si inserisce nella causa che riunì due vescovi, Diego Ventaja Milán e Manuel Medina Olmos, e sette Fratelli delle Scuole Cristiane, tutti uccisi durante la persecuzione religiosa. La documentazione ecclesiastica considera il loro martirio come una morte subita in odio alla fede. Edmigio, al secolo Isidoro, era il più anziano dei tre: nato nel 1881, aveva trascorso quasi quarant'anni nella vita religiosa. Amalio, al secolo Justo, nato nel 1886, aveva svolto il ministero educativo in numerose comunità prima di arrivare ad Almería. Valerio Bernardo, al secolo Marciano, nato nel 1909, era invece il più giovane. Tutti e tre furono arrestati nell'estate del 1936 e detenuti insieme ad altri religiosi. Nella notte tra il 30 e il 31 agosto furono condotti nel territorio di Tabernas, presso il pozzo denominato La Lagarta, e uccisi. Il 10 ottobre 1993 Giovanni Paolo II li proclamò beati a Roma insieme agli altri cinque Fratelli della causa e ai due vescovi di Almería e Guadix.

Etimologia: Edmigio, forma religiosa adottata nel XIX secolo, non presenta un'etimologia sufficientemente documentata; Amalio deriva probabilmente dalla radice germanica amal, collegata al lavoro; Valerio deriva

Emblema: Abito religioso dei Fratelli delle Scuole Cristiane, libro o simboli dell'insegnamento, palma del martirio.

Martirologio Romano: Ad Almería in Spagna, beati Edmigio (Isidoro) Primo Rodríguez, Amalio (Giusto) Zariquiegui Mendoza e Valerio Bernardo (Marciano) Herrero Martínez, martiri, che, fratelli delle Scuole Cristiane, durante la persecuzione furono uccisi in odio alla fede.


I tre appartenevano all'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane, fondato da san Giovanni Battista de La Salle. La loro consacrazione religiosa non era separata dall'attività scolastica: insegnare, educare e formare cristianamente i giovani costituiva il centro concreto della loro missione.
Nel 1936 la presenza lasalliana ad Almería era significativa. I Fratelli erano diciannove: quindici operavano nel Collegio San José e quattro nella scuola di Las Chocillas. Sette di loro sarebbero stati uccisi nel corso della persecuzione. La loro causa di beatificazione fu collegata a quella dei due vescovi della regione, perché le vicende della detenzione e della morte erano documentate all'interno dello stesso quadro processuale.
Il ministero dei Fratelli non aveva carattere straordinario. La loro attività si svolgeva nelle aule, nella preparazione degli allievi, nella catechesi e nella vita quotidiana delle comunità scolastiche. Proprio questa dimensione ordinaria rende particolarmente significativa la loro testimonianza: il martirio non rappresentò una scelta improvvisa, ma l'ultima conseguenza di una vita già interamente orientata alla consacrazione religiosa e all'educazione.

Edmigio, una lunga esperienza di insegnamento
Edmigio nacque ad Adalia, nella provincia di Valladolid, il 4 aprile 1881. Al battesimo ricevette il nome di Isidoro Primo Rodríguez González. Era figlio di Mariano e Leandra. Rimasto orfano di padre a sette anni, fu accolto, per iniziativa della madre, nell'internato dei Fratelli presso La Santa Espina, nei Montes Torozos. Fu proprio in quell'ambiente educativo che maturò la sua vocazione.
Il 3 agosto 1898 entrò nel noviziato di Bujedo e il successivo 8 ottobre ricevette l'abito religioso e il nome di Fratel Edmigio. Dopo i primi voti iniziò lo scolasticato e nel 1906 conseguì il titolo di maestro. La professione perpetua fu emessa l'11 agosto 1911.
La sua attività educativa si sviluppò in diverse realtà. Fu a Cóbreces, nel Santander, quindi a Madrid, prima nel centro di Beneficenza, poi nell'Asilo degli Orfani del Sacro Cuore e nel Collegio Maravillas. Nel 1915 fu inviato a Melilla, dove gli venne affidato l'ultimo corso del Bachillerato. Nel 1931 passò a Cuevas e nel 1933 giunse al Collegio San José di Almería.
Le testimonianze conservate nella documentazione lasalliana lo ricordano come un religioso diligente e un educatore particolarmente competente. Gli venivano riconosciuti prudenza, laboriosità e dedizione agli alunni. Anche la sua vita spirituale era descritta attraverso pratiche semplici e regolari, come la visita al Santissimo Sacramento e la Via Crucis.
Nel 1936 aveva cinquantacinque anni e portava con sé una lunga esperienza di vita religiosa e scolastica. La sua vicenda mostra come la missione educativa dei Fratelli fosse strettamente connessa alla loro consacrazione.

Amalio, educatore attento ai più giovani
Amalio era il nome religioso di Justo Zariquiegui Mendoza. Nacque a Salinas de Oro, in Navarra, il 6 agosto 1886, da Ángel e Pía. Fu battezzato il giorno successivo nella parrocchia di San Miguel. Entrò nell'Aspirantato di Bujedo il 23 agosto 1901 e iniziò il postulantato nel 1902. Il 13 settembre dello stesso anno ricevette l'abito religioso e il nome di Fratel Amalio. La professione perpetua ebbe luogo a San Fernando il 4 agosto 1915.
La sua esperienza scolastica fu molto ampia. Insegnò ad Anaz, Los Corrales e Bilbao, quindi a Sanlúcar de Barrameda, Cádiz, Jerez e Madrid. Nel 1930 fu destinato al Collegio San José di Almería. Aveva dunque maturato una lunga esperienza educativa quando la persecuzione interruppe il suo ministero.
Le testimonianze sulla sua personalità insistono sul rapporto con gli alunni e sulla particolare attenzione verso quelli più bisognosi. Questa caratteristica si inserisce bene nella tradizione pedagogica lasalliana, nella quale l'educazione cristiana dei giovani, soprattutto di quelli meno favoriti, costituiva una componente fondamentale della missione dell'Istituto.
Nel 1936 Amalio aveva cinquant'anni. La sua permanenza ad Almería, iniziata sei anni prima, si concluse con l'arresto e con il martirio condiviso con Edmigio e Valerio Bernardo.

Valerio Bernardo, il più giovane
Valerio Bernardo era il nome religioso di Marciano Herrero Martínez. Nacque a Porquera de los Infantes, nella provincia di Palencia, l'11 luglio 1909, da Juan e Sabina. Fu battezzato il giorno successivo nella parrocchia di Santa María. Ricevette la Confermazione ad Aguilar de Campoo nel 1921.
Entrò nell'Aspirantato di Griñón, presso Madrid, nel gennaio 1923. Passò al noviziato il 29 agosto 1925 e il 1° febbraio 1926 ricevette l'abito religioso e il nome di Valerio Bernardo. Emise i voti perpetui a Bujedo il 26 agosto 1934.
Terminata la formazione, esercitò il ministero educativo a Sanlúcar de Barrameda, a Jerez de la Frontera e, dal 1933, nel Collegio San José di Almería. Aveva quindi soltanto ventisette anni quando venne ucciso.
Le testimonianze raccolte dalla famiglia lasalliana lo descrivono come un giovane religioso dal carattere allegro, semplice e rispettoso, apprezzato per la disponibilità e per la serietà con cui svolgeva il proprio compito di insegnante. La sua figura completa il quadro dei tre martiri: Edmigio rappresentava la lunga esperienza, Amalio la maturità dell'educatore e Valerio Bernardo la giovane età di una vocazione ancora agli inizi della sua piena maturità.

La persecuzione del 1936
La guerra civile spagnola, iniziata nel luglio 1936, ebbe conseguenze drammatiche per la Chiesa cattolica. In numerose zone controllate dalle forze repubblicane si sviluppò una violenta persecuzione contro sacerdoti, religiosi e laici identificati con la Chiesa. La documentazione ecclesiastica relativa ai martiri di Almería presenta la loro uccisione come avvenuta in odio alla fede.
I Fratelli del Collegio San José furono arrestati il 22 luglio 1936. Le testimonianze lasalliane ricordano il periodo della detenzione come segnato da privazioni, umiliazioni e maltrattamenti. Edmigio, Amalio e Valerio Bernardo rimasero in carcere insieme agli altri confratelli fino al trasferimento sul piroscafo carboniero Astoy Mendi.
Il processo di beatificazione non presenta i tre come vittime di un episodio isolato, ma come parte di una persecuzione più ampia. La stessa causa comprende infatti due vescovi e sette Fratelli delle Scuole Cristiane, uccisi in momenti differenti ma all'interno della medesima situazione persecutoria.

La notte del martirio
Nella notte tra il 30 e il 31 agosto 1936 Edmigio, Amalio e Valerio Bernardo furono prelevati insieme ad altri prigionieri. Un camion li trasportò verso il territorio di Tabernas, dove si trovavano diversi pozzi asciutti e abbandonati. Le fonti lasalliane indicano il luogo del martirio presso il pozzo chiamato La Lagarta.
La ricostruzione tradizionale riferisce che i tre furono fucilati e i loro corpi gettati nel pozzo. La documentazione vaticana registra più sobriamente la loro morte ad Almería nella notte tra il 30 e il 31 agosto 1936 e li qualifica come martiri uccisi durante la persecuzione religiosa.
La differenza tra le due formulazioni è significativa sul piano storico: il luogo specifico e le modalità materiali dell'esecuzione provengono soprattutto dalle testimonianze raccolte nella documentazione della causa, mentre il giudizio ecclesiale sul carattere martiriale è espresso ufficialmente dalla Chiesa.

Una morte condivisa
Il martirio di Edmigio, Amalio e Valerio Bernardo fu il primo dei tre episodi che portarono alla morte dei sette Fratelli lasalliani di Almería.
Nella sera dell'8 settembre furono uccisi Teodomiro Joaquín ed Evencio Ricardo. Nella notte tra il 12 e il 13 settembre subirono la stessa sorte Aurelio María e José Cecilio. La loro storia rimase quindi strettamente unita a quella dei tre compagni commemorati il 31 agosto.
La causa di beatificazione mantenne volutamente questa unità. Il processo dei sette Fratelli fu infatti collegato a quello dei vescovi Diego Ventaja Milán e Manuel Medina Olmos, anch'essi vittime della persecuzione ad Almería.

Il riconoscimento ecclesiale
La causa giunse alla beatificazione il 10 ottobre 1993, quando Giovanni Paolo II celebrò in Piazza San Pietro la Messa per la beatificazione di tredici Servi di Dio. Tra essi figuravano i due vescovi di Almería e Guadix e i sette Fratelli delle Scuole Cristiane.
Nell'omelia il Papa ricordò esplicitamente i sette religiosi del Collegio La Salle di Almería e mise in evidenza la loro vita consacrata, caratterizzata dai voti di povertà, castità e obbedienza e dall'umile lavoro educativo. Il loro apostolato non si era svolto in circostanze eccezionali: era stato quello quotidiano dell'insegnamento cristiano ai bambini e ai giovani.
La Santa Sede registra la causa con il titolo Diego Ventaja Milán e compagni. Il breve di beatificazione è pubblicato negli Acta Apostolicae Sedis, vol. LXXXVI, 1994, alle pagine 563-565.

Il culto e la memoria liturgica
Il Martirologio Romano commemora il 31 agosto i beati Edmigio, Amalio e Valerio Bernardo, ricordandoli come Fratelli delle Scuole Cristiane uccisi durante la persecuzione in odio alla fede.
Per l'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane la memoria dell'intero gruppo dei martiri di Almería è fissata al 16 novembre. La diocesi di Almería, invece, li comprende nella memoria del 6 novembre dedicata ai martiri del XX secolo in Spagna. La stessa diocesi precisa che non esiste un'altra memoria propria dei sette Fratelli nel calendario diocesano approvato dalla Santa Sede.
La data del 31 agosto è dunque particolarmente legata a Edmigio, Amalio e Valerio Bernardo, che furono i primi tre Fratelli della causa a subire il martirio.

Le reliquie
La vicenda delle reliquie è stata oggetto di successive sistemazioni. Dopo la beatificazione, i resti dei martiri di Almería furono custoditi insieme nella Cattedrale di Almería. In seguito, con l'autorizzazione della Santa Sede, i resti dei Fratelli di La Salle furono trasferiti nella cripta martiriale della chiesa di San Miguel Arcángel, a Las Salinas de San Miguel, nel territorio di Cabo de Gata.
La diocesi ha inoltre predisposto reliquie di primo grado dei martiri, accompagnate dai relativi documenti di autenticità, per la venerazione nelle parrocchie e nelle comunità interessate.
Nel 2023, in occasione del trentesimo anniversario della beatificazione, nella Cattedrale di Almería fu benedetta un'arca destinata a contenere reliquie dei beati martiri della diocesi. La loro memoria continua quindi a essere collegata alla storia religiosa della città e alla tradizione educativa lasalliana.

Una testimonianza di educatori
Il tratto più originale della vicenda di Edmigio, Amalio e Valerio Bernardo non consiste soltanto nella morte violenta, ma nel modo in cui il martirio conclude una lunga esperienza di educazione.
Tutti e tre avevano scelto una forma di vita religiosa nella quale l'insegnamento costituiva il principale campo apostolico. Edmigio aveva trascorso quasi quattro decenni nell'Istituto; Amalio aveva insegnato in numerose comunità; Valerio Bernardo, il più giovane, aveva appena iniziato la fase più intensa del suo apostolato.
Il loro itinerario mostra così una continuità tra vocazione, educazione e testimonianza. Prima ancora di essere ricordati come martiri, furono religiosi impegnati nella formazione dei giovani. È proprio questa dimensione quotidiana che la memoria ecclesiale conserva come elemento essenziale della loro identità.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-08-17

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