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Sant' Agricolo di Avignone Vescovo

Festa: 2 settembre

Avignone, Francia, 630 c. - Avignone, Francia, 2 settembre 700 (?)

Nato ad Avignone verso il 630 dal b. Magno, vescovo della città, e da Gandaltrude o Austadiala a quattordici anni fu mandato a perfezionarsi negli studi e nella virtù nel cenobio di Sant'Onorato di Lérins, ove rimase per sedici anni, durante i quali venne ordinato sacerdote. Fu poi chiamato dal padre, che lo nominò arcidiacono della chiesa di Avignone e che, verso il 660, lo fece eleggere dal clero e dal popolo adunati, suo successore. Nel corso del suo episcopato, Agricolo fece costruìre a proprie spese una seconda chiesa entro le mura della città, non bastando più la precedente a contenere il numero accresciuto dei fedeli, e chiamò a ufficiarla i monaci di Lérins. Morì un 2 settembre, probabilmente nell'anno 700. Il suo corpo fu sepolto nella cappella di San Pietro nella cattedrale di Avignone: il fatto è ricordato in un documento del 919. Una bolla di Giovanni XXII del 1321 parla della ricostruzione della chiesa di Sant'Agricolo (evidentemente si tratta della chiesa costruita da lui, che in seguito gli fu dedicata) e dell'elevazione di essa al rango di collegiata. Nel 1647 fu dichiarato ufficialmente patrono della città.

Patronato: Avignone; agricoltura e raccolti; invocato anche per ottenere la pioggia nei periodi di siccità.

Etimologia: Agricolo = agricoltore, dal latino

Emblema: Vescovo, spesso accompagnato da una cicogna che tiene nel becco un serpente.

Martirologio Romano: Ad Avignone in Provenza, sant’Agricola, vescovo, che, dopo aver condotto vita monastica nell’isola di Lérins, fu di aiuto a san Magno, suo padre, e gli succedette nell’episcopato.


La figura di Agricolo si colloca nel VII secolo, quando la Provenza faceva parte del mondo politico dei regni franchi e Avignone costituiva un'importante sede episcopale della Gallia meridionale. Di questa fase della storia avignonese rimangono documenti relativamente scarsi e la cronotassi dei vescovi è stata ricostruita in parte attraverso fonti medievali e moderne.
Il dato essenziale trasmesso dalla tradizione ecclesiastica è che Agricolo appartenne alla Chiesa di Avignone e ne fu vescovo dopo san Magno. Il Martyrologium Romanum lo ricorda come vescovo che, dopo aver condotto vita monastica nell'isola di Lérins, fu di aiuto a san Magno, suo padre, e gli succedette nell'episcopato.
Le fonti più prudenti sottolineano tuttavia un elemento importante: non possediamo una documentazione contemporanea sufficiente per ricostruire con precisione la sua vita. Il diocesi di Avignone afferma esplicitamente che, dal punto di vista strettamente storico, non si conosce molto della sua vita e del suo episcopato. È dunque necessario distinguere i pochi dati documentari dalle informazioni trasmesse dalla tradizione agiografica successiva.

Le origini e la formazione a Lérins
Secondo la tradizione, Agricolo nacque ad Avignone intorno al 630 e apparteneva a una famiglia cristiana. Suo padre sarebbe stato Magno, già vescovo di Avignone e successivamente ricordato anch'egli come santo.
Questa parentela è attestata dalla tradizione agiografica, ma i dettagli relativi alla famiglia di Agricolo non possono essere considerati altrettanto sicuri quanto il rapporto che la memoria ecclesiastica stabilì fra i due vescovi.
La Vita utilizzata dagli eruditi dell'età moderna racconta che Agricolo, all'età di quattordici anni, sarebbe stato inviato all'abbazia di Lérins. Vi avrebbe trascorso circa sedici anni, ricevendo una formazione religiosa e diventando monaco e sacerdote. La tradizione presenta dunque Lérins come il luogo decisivo della sua formazione spirituale e culturale.
L'abbazia di Lérins, situata sulle isole al largo della Provenza, aveva avuto un ruolo di primo piano nella diffusione della cultura monastica nella Gallia meridionale. Il legame attribuito ad Agricolo con quel centro aiuta a comprendere la fisionomia che la tradizione gli riconobbe in seguito: quella di un vescovo fortemente legato alla vita monastica e alla formazione del clero.

Il ritorno ad Avignone
Dopo il periodo trascorso a Lérins, Agricolo sarebbe stato richiamato ad Avignone dal padre. Secondo la Vita, Magno lo avrebbe nominato arcidiacono della Chiesa avignonese.
La stessa fonte colloca intorno al 660 la successione di Agricolo al padre nella sede episcopale. Il passaggio sarebbe avvenuto mentre Magno era ancora in vita e con il consenso del clero e del popolo della città. La Gallia Christiana, pur riportando questa tradizione, manifesta già un atteggiamento critico nei confronti della fonte biografica e segnala problemi cronologici e documentari.
La data del 660 deve quindi essere considerata una ricostruzione tradizionale, non un dato assolutamente certo. Più sicura è invece la collocazione di Agricolo nella successione dei vescovi di Avignone nel VII secolo.
La tradizione racconta inoltre che Magno, dopo aver ceduto la sede al figlio, avrebbe destinato i propri beni alla Chiesa. Il racconto ha probabilmente contribuito a costruire l'immagine di una successione episcopale fondata sulla continuità della vita cristiana e pastorale della comunità.

Il ministero episcopale
Le fonti attribuiscono ad Agricolo un episcopato lungo e caratterizzato dall'espansione della comunità cristiana di Avignone.
Secondo la tradizione, il numero dei fedeli era aumentato al punto che la chiesa allora esistente non era più sufficiente. Agricolo avrebbe quindi promosso la costruzione di una seconda chiesa all'interno della città, affidandone il servizio ai monaci provenienti da Lérins. La Gallia Christiana riprende questo elemento e considera la fondazione di una comunità religiosa sotto la guida di monaci lerinesi una delle principali opere attribuite al vescovo.
La tradizione locale gli attribuisce inoltre la costruzione di altre chiese, arrivando in alcune versioni a parlare di sette edifici di culto. Questo particolare, però, non può essere assunto senza riserve come un dato storico. La documentazione disponibile non permette infatti di attribuire con certezza a un singolo episcopato tutte le costruzioni ricordate dalla tradizione.
Più significativo è il quadro generale che emerge: Agricolo fu ricordato dalla Chiesa avignonese come un vescovo impegnato nell'organizzazione della comunità cristiana e nella diffusione della vita religiosa.

La memoria antica del suo culto
La prima testimonianza particolarmente importante per la storia del culto di Agricolo è molto più tarda della sua morte, ma precede di molti secoli le narrazioni agiografiche moderne.
Una carta del 919 ricorda infatti che Agricolo era stato sepolto in una chiesa avignonese dedicata a san Pietro. Questa testimonianza è fondamentale perché mostra che, all'inizio del X secolo, la memoria della sua sepoltura era già stabilmente legata alla città.
Alla fine dell'XI secolo compare inoltre la menzione di un'abbazia o istituzione religiosa dedicata a sant'Agricolo. L'esistenza di questa fondazione conferma la progressiva affermazione del suo culto nella Chiesa locale.
Intorno al 1050, secondo la documentazione richiamata dal diocesi di Avignone e da Nominis, il martirologio della Chiesa avignonese ricordava Agricolo come un suo glorioso vescovo, celebrato per le virtù e per i miracoli attribuitigli. Questa testimonianza costituisce un passaggio importante nello sviluppo della sua memoria liturgica.

La chiesa di Saint-Agricol
La chiesa dedicata ad Agricolo compare nelle fonti nel XII secolo. La sua storia sarebbe poi stata strettamente legata allo sviluppo del culto del santo.
Nel 1321 papa Giovanni XXII elevò la chiesa al rango di collegiata, dotandola di statuti e rendite. L'attuale edificio è il risultato di successive ricostruzioni e trasformazioni medievali, ma il luogo conserva la memoria del santo che la tradizione considera il fondatore della prima chiesa sorta in quel sito.
Secondo la tradizione, proprio nel 1321 sarebbe avvenuta la traslazione delle reliquie di Agricolo dalla precedente sepoltura alla nuova chiesa a lui dedicata. Il diocesi di Avignone considera probabile che il trasferimento delle reliquie sia avvenuto in questa fase, pur presentandolo con la necessaria cautela storica.
La collegiata divenne così il principale centro della venerazione di Agricolo e contribuì in maniera decisiva alla diffusione della sua memoria nella città.

Il patrono di Avignone
Il culto di Agricolo assunse una particolare importanza nella storia religiosa di Avignone. Il suo nome venne associato alla protezione della città, ma anche alla fertilità della terra e alla buona riuscita dei raccolti.
Nel 1647 l'arcivescovo César Argelli lo proclamò ufficialmente patrono della città. La scelta non rappresentava la nascita del culto, che era già molto antico, ma il riconoscimento istituzionale di una devozione profondamente radicata nella comunità avignonese.
La sua memoria si collegò anche alle necessità della popolazione rurale. Per il significato stesso del nome Agricola, egli venne invocato come protettore delle coltivazioni e dei raccolti. Antiche tradizioni locali lo ricordano inoltre come intercessore nei periodi di siccità, quando la popolazione chiedeva la pioggia necessaria ai campi.
Questa dimensione del culto mostra come la memoria di un vescovo dell'alto Medioevo sia stata progressivamente integrata nelle esigenze concrete della società avignonese.

La leggenda della cicogna e dei serpenti
Uno degli episodi più caratteristici della tradizione agiografica di Agricolo è quello della cicogna.
Secondo il racconto, Avignone sarebbe stata invasa da serpenti e altri animali nocivi. Una grande quantità di cicogne avrebbe portato nella città i rettili di cui si nutriva, provocando una situazione considerata pericolosa per gli abitanti. Agricolo sarebbe allora intervenuto con la preghiera, chiedendo che gli animali abbandonassero la città.
La leggenda attribuisce al santo la liberazione di Avignone dal flagello e spiega la presenza della cicogna nell'iconografia di Agricolo e nell'araldica collegata alla sua chiesa.
Si tratta chiaramente di un racconto appartenente alla tradizione agiografica e non di un episodio storicamente verificabile. La sua importanza, tuttavia, è notevole per comprendere lo sviluppo del culto: il santo venne percepito come protettore concreto della comunità, capace di intervenire nelle calamità che minacciavano la vita quotidiana.
La cicogna con un serpente nel becco divenne così uno degli attributi più riconoscibili di Agricolo.

Gli ultimi anni e la morte
La tradizione colloca la morte di Agricolo al 2 settembre dell'anno 700 circa. La data non è documentata con la precisione che sarebbe necessaria per considerarla assolutamente certa, ma è quella entrata stabilmente nella tradizione liturgica e nella memoria del santo.
La Gallia Christiana registra la tradizione secondo cui Agricolo avrebbe governato la Chiesa di Avignone dal 660 al 700. La stessa opera, tuttavia, mostra una notevole prudenza nell'utilizzare la Vita, rilevandone problemi di attendibilità e possibili anacronismi.
Il Martyrologium Romanum lo ricorda semplicemente come vescovo di Avignone e collega alla sua figura il periodo di vita monastica a Lérins e la successione al padre Magno. Questa sobrietà della memoria liturgica moderna è significativa: gli elementi essenziali della tradizione vengono conservati, mentre non vengono riproposti come dati certi i particolari più leggendari della biografia.

Le reliquie
La testimonianza del 919 colloca la sepoltura di Agricolo nella chiesa avignonese di San Pietro. Le vicende successive delle reliquie sono legate alla trasformazione della chiesa di Saint-Agricol in collegiata.
La tradizione riferisce che nel 1321, in occasione dell'erezione della chiesa a collegiata, il corpo del santo sarebbe stato trasferito nella nuova sede. Il diocesi di Avignone considera probabile tale trasferimento e indica ancora oggi la collegiata di Saint-Agricol come luogo nel quale sono conservate le sue reliquie.
La storia delle reliquie testimonia quindi la continuità del culto attraverso il Medioevo e l'età moderna, anche se non tutti i passaggi della loro traslazione possono essere ricostruiti con assoluta certezza.

Un culto antico senza canonizzazione formale
Agricolo appartiene alla categoria dei santi dell'antichità cristiana il cui culto si è sviluppato localmente molto prima dell'introduzione delle procedure moderne di canonizzazione.
Non esiste dunque una documentazione relativa a una beatificazione o a una canonizzazione nel senso giuridico contemporaneo. Il riconoscimento della sua santità deriva dalla tradizione ecclesiale antica, dalla memoria liturgica e dal culto pubblico sviluppatosi nella Chiesa di Avignone.
La sua memoria è stata successivamente recepita nel Martyrologium Romanum, che lo commemora il 2 settembre come vescovo di Avignone.

Eredità spirituale e storica
La figura di Agricolo è importante soprattutto per la storia religiosa di Avignone. Le fonti non consentono di ricostruire una biografia dettagliata paragonabile a quella di santi medievali meglio documentati, ma permettono di seguire la progressiva formazione della sua memoria.
Il nucleo più antico è costituito dalla sua appartenenza alla successione episcopale avignonese e dalla tradizione che lo collega al monastero di Lérins e a san Magno. A questo nucleo si aggiunsero nel corso dei secoli racconti, miracoli e tradizioni che trasformarono Agricolo nel protettore della città.
Il suo culto mostra inoltre un fenomeno tipico dell'agiografia medievale: la figura del vescovo viene progressivamente associata alla protezione della comunità, dei raccolti e dell'ordine naturale. La leggenda della cicogna e dei serpenti ne rappresenta l'espressione più famosa.
La storia di Agricolo va quindi letta su due piani distinti ma complementari. Da una parte vi sono le poche testimonianze che consentono di collocare il vescovo nella Chiesa avignonese del VII secolo; dall'altra vi è la lunga elaborazione della memoria ecclesiale, che dal Medioevo all'età moderna ne ha fatto il principale patrono della città.

Agricolo e san Magno
Il rapporto fra Agricolo e Magno costituisce uno degli elementi centrali della tradizione. Magno è ricordato come padre di Agricolo e suo predecessore sulla cattedra di Avignone. Le fonti antiche e moderne insistono sulla continuità tra i due episcopati.
La Gallia Christiana riporta esplicitamente la tradizione secondo cui Agricolo sarebbe stato figlio di Magno e gli sarebbe succeduto nel 660, ma nello stesso tempo mette in guardia sulla tarda origine della Vita utilizzata per ricostruire questi avvenimenti.

Il rapporto con Lérins
Il legame con Lérins è uno degli aspetti più significativi della tradizione su Agricolo. L'abbazia rappresentava uno dei grandi centri monastici della Provenza e il ricordo di Agricolo come monaco lerinese conferisce alla sua figura una precisa impronta spirituale.
Il Martyrologium Romanum conserva proprio questo elemento, ricordando che Agricolo condusse vita monastica nell'isola di Lérins prima di collaborare con il padre e succedergli come vescovo.

Patrono dell'agricoltura e della pioggia
L'associazione tra Agricolo e l'agricoltura deriva innanzitutto dal suo nome latino, Agricola. La devozione popolare sviluppò su questa base un particolare affidamento del santo per la protezione dei raccolti.
Secondo il diocesi di Avignone, antiche tradizioni lo invocavano anche per ottenere la pioggia durante i periodi di siccità. Questo patronato appartiene alla storia del culto e non deve essere interpretato come un elemento della biografia storicamente documentata del vescovo.

Iconografia
L'attributo più caratteristico di sant'Agricolo è la cicogna, spesso raffigurata con un serpente nel becco. L'immagine deriva dalla leggenda della liberazione di Avignone dai rettili e divenne una caratteristica della sua iconografia.
La cicogna compare anche nella tradizione araldica legata alla chiesa di Saint-Agricol.

La collegiata di Saint-Agricol
La collegiata di Saint-Agricol costituisce ancora oggi il principale monumento legato alla memoria del santo ad Avignone. La chiesa attuale appartiene a una storia architettonica molto più tarda rispetto all'epoca del vescovo ed è stata ricostruita e ampliata nel corso dei secoli.
Nel 1321 Giovanni XXII la elevò a collegiata, contribuendo a rafforzarne il ruolo religioso e istituzionale.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Sant’Agricolo (Agricol o Agricola) è stato un vescovo di Avignone vissuto nel VII secolo.
Nella cronotassi dei vescovi della diocesi, figura all’undicesimo posto, dopo San Magno e prima di San Veredemio.
Non sappiamo nulla di storicamente verificato sulla sua vita e del suo episcopato.
Esiste una sua “Vita”, redatta dopo il 1574, dove sono ri portati i dati cronologici su Sant’Agricolo. Nato ad Avignone intorno al 630, anche se alcuni storici affermano nel 627, da Magno, futuro vescovo della città, e da Gandaltrude o Austadiala.
Da giovane, all’età di 14 anni fu mandato s studiare nel monastero di Sant’Onorato di Lérins, dove rimase per sedici anni. In quel periodo, compiuti gli studi teologici, oltre ad essere divenuto monaco è stato ordinato sacerdote. Dopo quel periodo fu chiamato da padre ad Avignone e nominato arcidiacono.
Intorno all’anno 660 il padre lo fece eleggere suo successore dal clero e da popolo della città.
Con l’aumento del numero dei fedeli, nel corso del suo episcopato fece erigere a proprie spese una seconda chiesa dentro le mura della città, chiamando ad officiarla i monaci di Lérins.  Successivamente, durante il suo episcopato fece erigere altre sei chiese.
Si ritiene che Sant’Agricolo, morì il giorno 2 settembre 700.
In un documento del 919 ri porta che il vescovo è stato sepolto nella cappella di San Pietro nella cattedrale di Avignone “in templus divae Mariae de Dominis, in sacello Sancti Petri”
In una bolla papale del 1321 si parla della ricostruzione della chiesa di Sant’Agricolo, la chiesa che lui aveva fatto costruire e che dopo la sua morte gli fu dedicata, e dell’elevazione della stessa a rango di collegiata.
Sempre nello stesso anno, secondo la Vita, il corpo di sant'Agricolo venne solennemente traslato dalla cattedrale nella collegiale di Sant’Agricola, dove sono conservate ancor oggi.
Nel 1647 fu dichiarato ufficialmente patrono della città di Avignone, dal vescovo Cesare Argelli. Sant’Agricola era invocato per proteggere i raccolti agricoli, e secondo alcuni antichi manoscritti era invocato per ottenere la pioggia nei periodi di siccità.
Sant’Agricolo vescovo di Avignone, nel Martirologio Romano è festeggiato e ricordato nel giorno 2 settembre.


Autore:
Mauro Bonato


Note:
La memoria di sant'Agricolo è tradizionalmente celebrata il 2 settembre, data riportata dal Martyrologium Romanum e dalla tradizione liturgica generale. Il sito ufficiale della diocesi di Avignone presenta attualmente una pagina dedicata al santo con la data del 1 settembre, mentre le fonti liturgiche e agiografiche maggiormente consolidate indicano il 2 settembre.

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Aggiunto/modificato il 2026-08-18

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