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San Gozzelino di Toul Vescovo

Festa: 7 settembre

† 7 settembre 962

Martirologio Romano: A Toul in Lotaringia nell’odierna Francia, san Gozzelino, vescovo, che promosse la disciplina monastica.


Gozzelino (lat. Gauzelinus) apparteneva ad una nobile famiglia franca. Prete, entrò nella cancelleria reale di Francia, dove si trova come notaio a partire dal 13 agosto 913. Nel 922 Carlo il Semplice lo designò ai suffragi del clero di Toul e fu consacrato vescovo il 17 marzo dall'arcivescovo Rudgerus di Treviri assistito dai vescovi di Metz e di Verdun.
I suoi quarantanni di episcopato si svolsero in un periodo assai agitato e disordinato: la Lotaringia, nelle mani di duchi che parteggiavano ora per la Francia e ora per la Germania, andò finalmente a Brunone, arcivescovo di Colonia e fratello di Ottone I, che creò nel 959 i ducati dell’Alta e della Bassa Lorena: la diocesi di Toul fece parte dell’Alta Lorena. Città e diocesi ebbero molto a soffrire dalle tragiche invasioni degli Ungheri sia nel 928, sia nel 954.
Malgrado la sua origine e le sue relazioni con la corte del re di Francia, Gozzellino sembra essere rimasto estraneo alle competizioni politiche. Egli si sforzò invece di mantenere e di ingrandire il patrimonio della sua Chiesa; favorì soprattutto la restaurazione della vita monastica: il primicerio del capitolo di Toul, Einoldo, dopo vari tentativi, andò nel 933 a rilevare l’abbazia di Gorze (nella diocesi di Metz, ma vicina alla diocesi di Toul), conducendo con sé due arcidiaconi e un prete, il beato Giovanni di Vandières, che poi ne divenne abate. Nel 934 il vescovo riformò personalmente l’abbazia di Saint-Evre-devant-Toul, introducendovi gli usi di Fleury-sur-Loire, dove le osservanze cluniacensi erano state adottate nel 930; confermò fondazioni di priorati a Bainville-aux-Miroirs (947), Flavigny-sur-Moselle (prima del 959) e fondò, prima del 947, la casa che doveva diventare, sotto il suo successore, l’abbazia di Saint-Mansuy-Les-Toul. Infine, prima del 941, fondò, presso l’attuale città di Nancy, l’abbazia femminile di Bouxières-aux-Dames dove fu inumato dopo la sua morte sopravvenuta il 7 settembre 962.
Le sue reliquie, conservate a Bouxières fino alla fine del secolo XVIII, sono al presente nella cattedrale di Nancy, dove si conservano pure un calice, una patena, un evangeliario e un pettine liturgico, che furono usati da lui. Il calice, la patena e la rilegatura dell’evangeliario figurano fra i più bei pezzi di oreficeria del X secolo che siano giunti fino a noi.
 


Autore:
Jacques Choux


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2018-03-08

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