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Beati Giuseppe Cecilio Rodriguez Gonzalez, Teodomiro Gioacchino Sainz Sainz ed Evenzio Riccardo Ujurra Religiosi lasalliani, martiri

Festa: 8 settembre

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† Almeria, Spagna, 8-13 settembre 1936

Furono tre Fratelli delle Scuole Cristiane, membri della comunità lasalliana di Almería, uccisi nel 1936 durante la persecuzione religiosa sviluppatasi nel contesto della guerra civile spagnola. La loro vicenda appartiene a quella dei sette religiosi di La Salle che lavoravano nella città e che furono arrestati e successivamente assassinati. Nel 1936 ad Almería erano presenti diciannove Fratelli delle Scuole Cristiane, quindici impegnati nel Colegio San José e quattro nella scuola di Las Chocillas; sette di loro sarebbero diventati martiri. I tre ebbero però destini differenti. Teodomiro e Evenzio furono uccisi insieme l'8 settembre 1936, sulla strada per Roquetas de Mar. Per Teodomiro quel giorno coincideva con il ventinovesimo compleanno. Giuseppe Cecilio fu invece assassinato alcuni giorni dopo, nella notte tra il 12 e il 13 settembre, insieme al direttore della comunità, il beato Aurelio Maria Villalón Acebrón. Le loro esistenze erano state segnate soprattutto dall'insegnamento. Provenienti dalla provincia di Burgos, avevano seguito il percorso formativo dei Fratelli delle Scuole Cristiane e avevano prestato servizio in diversi collegi prima di giungere ad Almería. La loro storia non è quindi quella di figure ecclesiastiche impegnate in ruoli straordinari, ma di religiosi educatori, inseriti nella vita quotidiana della scuola e della comunità. La loro beatificazione fu celebrata da Giovanni Paolo II a Roma il 10 ottobre 1993, insieme agli altri cinque Fratelli di La Salle e ai vescovi Diego Ventaja Milán e Manuel Medina Olmos.

Emblema: Abito dei Fratelli delle Scuole Cristiane, croce, palma del martirio e, nelle rappresentazioni collettive, libro o elementi legati all'insegnamento cristiano.

Martirologio Romano: Ad Almería sulla costa andalusa in Spagna, beati Giuseppe Cecilio (Bonifacio) Rodríguez González, Teodemiro Gioacchino (Adriano) Sáinz Sáinz ed Evenzio Riccardo (Eusebio Alfonso) Urjurra, martiri, che, Fratelli delle Scuole Cristiane, conseguirono la palma del martirio nella persecuzione contro la religione durante la guerra civile.


La presenza dei Fratelli delle Scuole Cristiane ad Almería si inseriva nell'opera educativa avviata dall'Istituto fondato da san Giovanni Battista de La Salle. Nel 1936 la comunità cittadina era numerosa: diciannove Fratelli svolgevano la loro attività educativa in due sedi. Quindici operavano nel Colegio San José, mentre quattro erano impegnati nella scuola di Las Chocillas.
La loro attività aveva carattere essenzialmente educativo e religioso. I Fratelli vivevano la propria consacrazione attraverso i voti e il servizio della scuola, secondo la tradizione dell'Istituto. L'omelia pronunciata da Giovanni Paolo II in occasione della beatificazione ricordò proprio questo aspetto: la testimonianza dei religiosi di Almería era maturata nel lavoro quotidiano, umile e silenzioso, dell'educazione cristiana dei bambini e dei giovani.
La situazione precipitò nell'estate del 1936, dopo l'inizio della guerra civile. I religiosi furono arrestati nel clima di persecuzione che colpì in particolare sacerdoti, religiosi e persone identificate con la Chiesa. Cinque Fratelli furono arrestati nella scuola, mentre altri due vennero fermati mentre si recavano a spedire lettere alle proprie famiglie. Furono condotti in luoghi di detenzione improvvisati e sottoposti a privazioni e maltrattamenti.
I sette Fratelli non furono uccisi tutti nello stesso momento. Tre furono assassinati nella notte tra il 30 e il 31 agosto; Teodomiro ed Evenzio l'8 settembre; Aurelio Maria e Giuseppe Cecilio nella notte tra il 12 e il 13 settembre. La loro vicenda è quindi quella di un'unica comunità religiosa colpita progressivamente nel corso di alcune settimane.

Giuseppe Cecilio Rodríguez González
Giuseppe Cecilio nacque a La Molina de Ubierna, nella provincia e diocesi di Burgos, il 14 maggio 1885. Al secolo si chiamava Bonifacio Rodríguez González. Fu battezzato lo stesso giorno nella parrocchia di San Román Abad. I suoi genitori erano Primitivo e Isabel. Nel 1889 circa la famiglia si trasferì a Bilbao, dove il giovane Bonifacio frequentò la scuola dei Fratelli in Iturribide. Due fratelli maggiori avevano già scelto la vita religiosa nell'Istituto delle Scuole Cristiane.
Il 4 maggio 1899 entrò nell'Aspirantato di Bujedo. Il 21 ottobre 1901 passò al noviziato e il 21 novembre ricevette l'abito religioso e il nome di Fratello José Cecilio. Dopo la formazione professionale, iniziò il ministero educativo, passando attraverso diverse comunità: Los Corrales, Isla, Deusto, Bilbao, Madrid, Puebla de Trives e nuovamente Madrid. Emise i voti perpetui a Gijón il 12 agosto 1913.

Un educatore al servizio dell'Istituto
Nel corso degli anni Giuseppe Cecilio svolse incarichi differenti. Nel 1930 fu destinato al Colegio Nuestra Señora de las Maravillas di Madrid come infermiere. Nello stesso periodo fu testimone dell'incendio che distrusse il collegio durante le violenze rivoluzionarie. Dopo l'incendio fu incaricato di recuperare quanto era stato possibile salvare e trasferirlo a Griñón.
Nel 1935 venne inviato ad Almería per occuparsi dei lavori del nuovo collegio. Il suo compito era dunque legato soprattutto all'organizzazione materiale della nuova struttura, ma rimaneva inserito nella vita della comunità religiosa e nella missione educativa dei Fratelli.

Il martirio
Arrestato durante la persecuzione religiosa, Giuseppe Cecilio rimase nelle mani dei suoi persecutori fino alla fase finale della sua vita. Nella notte tra il 12 e il 13 settembre 1936 fu condotto, insieme al direttore della comunità Aurelio Maria, nella zona di Venta de los Yesos e Contraviesa, nel territorio di Tabernas. I due furono assassinati e i loro corpi vennero gettati in un pozzo asciutto abbandonato, indicato nelle fonti come pozzo di Tahal.
Aveva cinquantuno anni. La documentazione della Santa Sede colloca il suo martirio nella notte tra il 12 e il 13 settembre 1936.

Teodomiro Gioacchino Sáinz Sáinz
Teodomiro Gioacchino nacque a Puentedey, nella provincia e diocesi di Burgos, l'8 settembre 1907. Il suo nome civile era Adriano Sáinz Sáinz. I genitori erano Justo e Felipa. Fu battezzato il 15 settembre nella parrocchia di San Pelayo Mártir e ricevette la cresima nel 1916 nella parrocchia di Nuestra Señora de Quintanilla de Sotoscueva.
Il 14 aprile 1921 entrò nell'Aspirantato di Bujedo. Il 3 gennaio 1923 iniziò il noviziato e il 15 agosto dello stesso anno ricevette l'abito religioso e il nome di Fratello Teodomiro Gioacchino. Emise i voti perpetui a Bujedo il 17 agosto 1932.

L'attività educativa
Conclusa la formazione, iniziò il ministero scolastico nel 1926 presso la scuola San José di Jerez de la Frontera. Nel 1929 fu trasferito a Melilla. Durante l'anno scolastico 1932-1933 prestò servizio nel collegio di Lorca, nella regione di Murcia, e nel 1933 raggiunse il Colegio San José di Almería.
Il suo itinerario mostra il carattere itinerante della missione educativa dei Fratelli delle Scuole Cristiane: la formazione ricevuta a Bujedo veniva messa al servizio di comunità scolastiche diverse, in un'attività quotidiana rivolta all'educazione e alla formazione cristiana.

Il giorno del martirio
L'8 settembre 1936 Teodomiro fu condotto fuori dalla città insieme al Fratello Evencio Ricardo. Furono assassinati sulla strada per Roquetas de Mar e i loro corpi furono lasciati sul posto. La documentazione della Santa Sede conferma l'8 settembre come data del martirio.
La coincidenza della data assume un rilievo particolare nella sua biografia: Teodomiro era nato proprio l'8 settembre 1907 e fu ucciso nello stesso giorno del 1936, quando compiva ventinove anni. Il dato è attestato dalle fonti biografiche dell'Istituto.

Evenzio Riccardo Alonso Uyarra
Evenzio Riccardo nacque a Viloria de Rioja, nella provincia di Burgos e nell'antica diocesi di Calahorra y La Calzada, il 5 marzo 1907. Il suo nome civile era Eusebio Alonso Uyarra. I genitori erano Anacleto e Luisa. Fu battezzato il 6 marzo 1907 e ricevette la cresima nel 1908. Nel 1916 fece la prima Comunione.
Frequentò la scuola dei Fratelli presente nella sua località natale. A tredici anni, il 18 giugno 1920, entrò nell'Aspirantato di Bujedo. Il 29 agosto 1922 passò al noviziato e il 2 febbraio 1923 ricevette l'abito religioso e il nome di Fratello Evencio Ricardo. Emise la professione perpetua a Bujedo il 17 agosto 1932. Un fratello, Blas, seguì successivamente la sua stessa vocazione entrando anch'egli tra i Fratelli delle Scuole Cristiane.

Il servizio scolastico
Terminata la preparazione professionale, nel 1926 fu inviato al collegio di Beneficencia di Madrid. Nel 1928 passò al Colegio Nuestra Señora de las Maravillas. Nel 1929 si trasferì a Melilla per il servizio militare e nel 1934 fu destinato ad Almería, dove entrò nella comunità del Colegio San José.
La sua attività si svolse quindi prevalentemente nell'ambito dell'insegnamento e della formazione dei giovani, secondo la missione propria dell'Istituto.

La morte
Evencio Ricardo fu arrestato insieme agli altri Fratelli durante la persecuzione del 1936. L'8 settembre venne condotto fuori Almería insieme a Teodomiro Gioacchino. I due furono assassinati sulla strada per Roquetas de Mar. La Santa Sede indica precisamente l'8 settembre 1936 come data del martirio di entrambi.
Evenzio aveva ventinove anni. La sua morte avvenne poche settimane dopo l'inizio della persecuzione che aveva progressivamente disperso e colpito la comunità dei Fratelli di Almería.

I sette Martiri lasalliani di Almería
Giuseppe Cecilio, Teodomiro Gioacchino ed Evenzio Riccardo non costituiscono un gruppo isolato. La causa di beatificazione comprendeva infatti sette Fratelli delle Scuole Cristiane della comunità di Almería: Aurelio Maria Villalón Acebrón, Giuseppe Cecilio Rodríguez González, Edmigio Primo Rodríguez, Amalio Zariquiegui Mendoza, Valerio Bernardo Herrero Martínez, Teodomiro Gioacchino Sáinz Sáinz ed Evenzio Riccardo Alonso Uyarra. La stessa causa era collegata ai vescovi Diego Ventaja Milán, vescovo di Almería, e Manuel Medina Olmos, vescovo di Guadix.
La Santa Sede conserva la documentazione della causa sotto il riferimento ai martiri di Almería e registra i sette Fratelli come compagni dei due vescovi. Il breve di beatificazione è pubblicato negli Acta Apostolicae Sedis, vol. LXXXVI, 1994, pp. 563-565.
La sequenza delle uccisioni fu la seguente:
- nella notte tra il 30 e il 31 agosto 1936 furono assassinati Edmigio Primo Rodríguez, Amalio Zariquiegui Mendoza e Valerio Bernardo Herrero Martínez;
- l'8 settembre furono uccisi Teodomiro Gioacchino Sáinz Sáinz ed Evenzio Riccardo Alonso Uyarra;
- nella notte tra il 12 e il 13 settembre furono uccisi Aurelio Maria Villalón Acebrón e Giuseppe Cecilio Rodríguez González.
La vicenda dei sette religiosi si sviluppò quindi nell'arco di poco più di due settimane.

La beatificazione
Il riconoscimento ecclesiale della loro testimonianza culminò il 10 ottobre 1993, quando Giovanni Paolo II li proclamò beati a Roma insieme agli altri membri della causa dei Martiri di Almería. Il gruppo comprendeva i due vescovi e i sette Fratelli delle Scuole Cristiane.
Nell'omelia della beatificazione il Papa ricordò specificamente i Fratelli del Colegio San José, sottolineando che la loro vita consacrata si era formata attraverso la povertà, la castità e l'obbedienza e attraverso il lavoro educativo quotidiano. La loro testimonianza fu quindi presentata non come il risultato di una missione eccezionale, ma come il compimento di una vocazione vissuta nella normalità del servizio scolastico e religioso.
La beatificazione riconobbe come martirio la morte subita nel contesto della persecuzione religiosa. La documentazione della Santa Sede registra infatti il gruppo come martiri della persecuzione del 1936 e indica il postulatore della causa nel Fratello Cosma Meoli.

Il culto e le reliquie
Dopo la beatificazione, i resti dei Martiri di Almería furono oggetto di una complessa opera di identificazione, conservazione e trasferimento. Per i Fratelli delle Scuole Cristiane fu predisposta una cripta martiriale nella chiesa di San Miguel Arcángel, a Las Salinas de San Miguel, nella zona di Cabo de Gata. Con autorizzazione della Santa Sede, i resti dei Martiri lasalliani furono trasferiti dalla cappella della Cattedrale dell'Incarnazione di Almería alla nuova cripta.
La diocesi ha inoltre provveduto alla separazione di alcune reliquie di primo grado, accompagnate dalla relativa documentazione ecclesiastica di autenticità, destinate a familiari, parrocchie e altri luoghi di culto.
Il culto liturgico ha conosciuto una successiva evoluzione. La Congregazione per il Culto Divino aveva approvato per l'Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane una memoria libera dei Martiri di Almería il 16 novembre. In seguito, nel calendario della Chiesa in Spagna, la celebrazione dei martiri della persecuzione religiosa del XX secolo è stata organizzata in forma più ampia il 6 novembre. La diocesi di Almería conferma che i Martiri di Almería sono compresi in tale memoria.

Il significato della loro testimonianza
La caratteristica più significativa della vicenda di Giuseppe Cecilio, Teodomiro Gioacchino ed Evenzio Riccardo è il carattere ordinario della loro esistenza prima del martirio. Nessuno dei tre occupò un ruolo di particolare rilievo nella gerarchia ecclesiastica: erano Fratelli delle Scuole Cristiane, educatori e religiosi impegnati nella vita delle comunità scolastiche.
La loro storia permette quindi di cogliere un aspetto importante della persecuzione religiosa spagnola del 1936: insieme ai vescovi, ai sacerdoti e ad altri rappresentanti pubblici della Chiesa furono colpite anche persone la cui attività consisteva soprattutto nell'insegnamento e nella vita comunitaria. Nel caso dei Fratelli di Almería, la loro identità religiosa e la loro appartenenza a un istituto dedito all'educazione cristiana furono il contesto nel quale maturò la persecuzione che portò alla loro morte. La Santa Sede li presenta infatti come testimoni di Cristo attraverso la loro consacrazione e il loro servizio educativo.
Per Teodomiro e Evenzio il martirio giunse insieme, sulla strada per Roquetas de Mar. Per Giuseppe Cecilio arrivò pochi giorni più tardi, nella zona di Tabernas. Tre biografie differenti, dunque, ma unite dalla medesima appartenenza religiosa, dalla stessa missione educativa e dalla stessa sorte.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-01

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