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San Valentiniano di Coira Vescovo

Festa: 9 settembre

m. 12 gennaio 548

Vescovo di Coira, città della Svizzera, capoluogo del Cantone dei Grigioni, esercitò il suo mandato nel VI secolo quando la giurisdizione dell’episcopato di Coira si estendeva sugli attuali cantoni dei Grigioni, di Schwyr, parte di quello di San gallo, il Liechtenstein.
La storia di questo vescovo la si può apprendere da un epitaffio fatto mettere sulla sua tomba, dal nipote Paolino suo successore nella carica. Di questo epitaffio è rimasto solo un frammento conservato nel Museo di San Gallo, ma l’intera scritta fu copiata nel 1536 e conservata nella biblioteca del monastero di s. Gallo. La sua attività pur densa di amore verso i bisognosi ed i carcerati, si esplicò soprattutto nell’aiuto al popolo della Rezia che conobbe l’invasione e la dominazione dei Franchi, con relativa migrazione. Le sue reliquie con la tomba erano nella chiesa di s. Stefano, poi trasferite nella chiesa di s. Lucio dell’VIII secolo.

Etimologia: Valentiniano = figlio di Valentino, dal latino

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: A Coira, nell’odierna Svizzera, san Valentiniano, vescovo, che beneficò i poveri, riscattò i prigionieri e vestì generosamente gli ignudi.


Valentiniano  mori il 12 gennaio 548, e viene festeggiato il 9 settembre. La fonte più preziosa per la storia di questo santo è l'epitafio che il nipote Paolino, probabilmente suo successore come vescovo di Coira, fece mettere sulla sua tomba. Di questo epitafio è oggi conservato soltanto un frammento (nel museo di San Gallo). L'intera scritta però fu copiata da Aegidius Tschudi nel 1536 quando era ancora completa, ed è oggi conservata nella biblioteca del monastero di San Gallo (cod. 609). In essa si trovano parole piene d'entusiasmo per l'attività di Valentiniano verso i più bisognosi e i carcerati.

Questa lode non è soltanto un panegirico rivolto a questo «vescovo compianto dal paese dei Rezii», ma ha il suo sfondo storico negli sconvolgimenti generati dalle migrazioni di popoli. La Rezia, dove Valentiniano lavorò come vescovo, cadde nel sec. V sotto la dominazione dei Franchi. Secondo il Proprium Curiense del 1646, Valentiniano ha allargato la piccola cella e l'Oratorio che erano stati eretti come residenza vescovile in onore di san Lucio in uno spazioso cenobio.

Se questa notizia è giusta, si tratta della vecchia cappella di Santo Stefano a Coira, di cui sono stati scoperti resti nel 1851, e non della chiesa di S. Lucio che fu costruita soltanto nel sec. VIII. La tomba di Valentiniano era anch'essa probabilmente in Santo Stefano. Solo più tardi le reliquie furono trasportate nella chiesa di San Lucio.


Autore:
Johann Baptist Villiger


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2011-08-01

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