Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera E > Sant' Emiliano di Valence Condividi su Facebook

Sant' Emiliano di Valence Vescovo

Festa: 13 settembre

Valence, Gallia Lugdunense, dopo il 374

Era vescovo di Valence nel 374. Prima, con san Eusebio di Vercelli, egli aveva consacrato san Marcellino, primo vescovo di Embrun (20 aprile). Nel 374 firmò il concilio interprovinciale tenuto nella sua città vescovile. Egli è il primo vescovo di Valence, debitamente attestato dalle liste episcopali. Dovette tuttavia avere dei predecessori in questa sede perché vi esisteva una comunità cristiana dalla fine del secolo II: san Ireneo di Lione, infatti, vi aveva inviato dei missionari e dei preti. La cronaca di Valence lo chiama "vir sanctissimus"

Patronato: Diocesi di Valence.

Etimologia: Dal latino Aemilianus, derivato dal nomen Aemilius, famiglia romana, con il significato di 'appartenente alla gens Emilia' o 'rivalutante'.

Emblema: Abiti vescovili, pastorale, mitra.

Martirologio Romano: A Valence sempre nella Gallia lugdunense, sant’Emiliano, venerato come primo vescovo della città.


Valence, situata nella Gallia Lugdunense lungo la valle del Rodano, ospitava una comunità cristiana già dalla fine del II secolo. Sant'Ireneo di Lione vi aveva inviato missionari e presbiteri per evangelizzare la regione. Tuttavia, non possediamo notizie certe sui primi responsabili di questa comunità prima di Emiliano. Alcuni studiosi, tra cui il celebre storico ecclesiastico Louis Duchesne, hanno espresso dubbi sul fatto che Emiliano fosse effettivamente il protovescovo di Valence, suggerendo che potesse aver avuto predecessori non documentati.

Il ministero episcopale
Emiliano assunse la guida della Chiesa di Valence nella prima metà del IV secolo, in un periodo di profonda trasformazione per il cristianesimo. L'impero romano aveva cessato le persecuzioni e la Chiesa stava organizzando le proprie strutture gerarchiche in modo stabile. Il vescovo di Valence doveva affrontare le sfide tipiche del suo tempo: consolidare la fede dei cristiani, evangelizzare le popolazioni ancora pagane, mantenere l'ortodossia dottrinale contro le eresie e organizzare la disciplina ecclesiastica.

La consacrazione di san Marcellino di Embrun
Uno degli atti più significativi del ministero di Emiliano fu la consacrazione episcopale di san Marcellino come primo vescovo di Embrun. Secondo la Vita di san Marcellino, ritenuta degna di fede dagli storici, Emiliano agì insieme a sant'Eusebio di Vercelli in questa consacrazione. Marcellino era originario dell'Africa Proconsolare, proveniente da famiglia nobile, ed era giunto in Gallia con due compagni, Vincenzo e Domnino, con l'intento di evangelizzare le regioni alpine.
Questa consacrazione dovette avvenire necessariamente prima del 371, anno della morte di sant'Eusebio di Vercelli, e probabilmente intorno al 354, data in cui Marcellino iniziò il suo episcopato a Embrun. Il fatto che Emiliano partecipasse a una consacrazione episcopale insieme a un vescovo italiano come Eusebio di Vercelli testimonia i legami esistenti tra le Chiese della Gallia e dell'Italia settentrionale nel IV secolo, e dimostra che Emiliano era già riconosciuto come vescovo di autorevolezza.
Eusebio di Vercelli, nativo della Sardegna, era stato uno dei campioni dell'ortodossia nicena contro l'arianesimo, subendo anche l'esilio per la sua fede. La collaborazione tra Emiliano ed Eusebio suggerisce che anche il vescovo di Valence fosse impegnato nella difesa della dottrina cattolica in un periodo ancora segnato dalle controversie ariane.

Il Concilio di Valence del 374
Il 12 luglio 374, Emiliano ospitò nella sua città episcopale un importante concilio interprovinciale, al quale parteciparono circa ventiquattro o trenta vescovi della Gallia. Questo concilio rappresenta il momento più documentato della vita di Emiliano e costituisce la prova storica principale della sua esistenza.
Il concilio fu convocato per rimediare a disordini che si erano introdotti nella disciplina della Chiesa gallica. I padri conciliari affrontarono diverse questioni: la regolamentazione delle ordinazioni, il problema dei digami (coloro che contraevano un secondo matrimonio) che non potevano essere ammessi all'ordinazione, la gestione della penitenza canonica, e altre questioni disciplinari. Un caso specifico discusso fu il rifiuto di Acceptus di diventare vescovo di Forum Iulii (l'attuale Fréjus).
Emiliano, ospitando il concilio e sottoscrivendo la lettera sinodale, dimostrò la sua posizione di rilievo nell'episcopato gallico del tempo. La sua sede era evidentemente riconosciuta come centro importante per la vita ecclesiastica della regione.

Gli ultimi anni e la morte
Dopo il concilio del 374, le fonti tacciono su Emiliano. Non conosciamo la data esatta della sua morte: le fonti indicano genericamente 'dopo il 374', anche se alcuni autori suggeriscono che possa essere morto proprio in quell'anno. Mancano completamente notizie sulle sue ultime attività, sulla durata del suo episcopato e sulle circostanze della morte.
Quello che possiamo affermare con certezza è che Emiliano lasciò una Chiesa organizzata e inserita nella rete delle relazioni ecclesiali galliche. La sua partecipazione ai concili e il coinvolgimento nella consacrazione di altri vescovi testimoniano un ministero attivo e consapevole delle responsabilità pastorali del tempo.

Il culto e la memoria liturgica
Il culto di sant'Emiliano è antico e radicato nella tradizione della Chiesa di Valence. Fin dall'antichità, la sua memoria liturgica veniva celebrata il 10 settembre. Tra il 1705 e il 1725, il vescovo Jean de Catelan ne spostò la celebrazione al 12 settembre, rendendola obbligatoria per tutta la diocesi.
Nel Martirologio Romano riformato dopo il Concilio Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo Paolo II nel 2004, sant'Emiliano è inserito al 13 settembre con questa qualifica: 'A Valence nella Gallia lugdunense, sant'Emiliano, venerato come primo vescovo della città'. Questa menzione ufficiale nel Martirologio Romano conferma il riconoscimento del suo culto da parte della Chiesa universale.
Un antico manoscritto della cattedrale di Valence, forse risalente al X secolo, conserva la memoria di Emiliano chiamandolo 'Aemilianus vir sanctissimus', testimonianza della venerazione di cui godeva presso la sua Chiesa.

Questioni storiografiche
La figura di Emiliano presenta alcune questioni storiografiche interessanti. Alcuni autori hanno cercato di identificarlo con il vescovo Emiliano che sottoscrisse una lettera sinodale al Concilio di Sardica del 343/344. Tuttavia, anche in quel caso il nome del vescovo non è accompagnato dall'indicazione della sede episcopale, il che solleva dubbi sull'identificazione. Se l'identificazione fosse corretta, Emiliano sarebbe stato vescovo già negli anni '40 del IV secolo, il che allungherebbe considerevolmente la durata del suo episcopato.
Louis Duchesne, il massimo studioso delle liste episcopali galliche, ha sostenuto che non ci sono motivi sufficienti per considerare Emiliano il protovescovo di Valence, suggerendo implicitamente che potrebbero esserci stati vescovi precedenti non documentati. Questa posizione riflette la cautela metodologica necessaria quando si studiano le sedi episcopali galliche del IV secolo, dove spesso la documentazione è frammentaria e le liste episcopali presentano lacune.

Curiosità
La collaborazione tra Emiliano di Valence e Eusebio di Vercelli per la consacrazione di Marcellino di Embrun rappresenta un esempio interessante di cooperazione transalpina tra Chiese di diverse regioni. Eusebio veniva dall'Italia settentrionale, Emiliano dalla Gallia, e insieme contribuirono all'evangelizzazione delle regioni alpine francesi.

Cronologia
- Prima metà del IV secolo: Emiliano diventa vescovo di Valence
- Circa 354: Consacrazione di san Marcellino come primo vescovo di Embrun, insieme a sant'Eusebio di Vercelli
- 12 luglio 374: Partecipazione e sottoscrizione del Concilio di Valence
- Dopo il 374: Morte di Emiliano (data incerta)
- X secolo (?): Un manoscritto della cattedrale di Valence lo ricorda come 'vir sanctissimus'
- 1705-1725: Il vescovo Jean de Catelan sposta la memoria liturgica al 12 settembre
- 2004: Inserimento nel Martirologio Romano riformato al 13 settembre.


Autore:
Enrico Quiri

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-09-04

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google

Album Immagini


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati