Laudo (Laudus, Lauto, Laud, Lô, Lo) visse in una fase di profonda trasformazione della Gallia, quando le strutture ecclesiastiche ereditate dall'età romana si stavano adattando al nuovo quadro politico dominato dai Franchi. La diocesi di Coutances apparteneva alla provincia ecclesiastica di Rouen e comprendeva il territorio del Cotentin, regione nella quale l'organizzazione cristiana era ancora in fase di consolidamento. Le fonti non consentono di stabilire con sicurezza né il luogo né la data di nascita di Laudo. Una tradizione medievale e moderna lo collega a Courcy, presso Coutances, mentre altre ricostruzioni lo hanno messo in rapporto con Briovère, l'odierna Saint-Lô. Lo studioso Bernard Jacqueline osserva tuttavia che l'affermazione della nascita a Courcy deriva da un biografo molto più tardo e non è documentata dalle fonti antiche. Anche l'origine familiare aristocratica, frequentemente riportata nelle biografie tradizionali, non può essere considerata un dato certo. Ancora più problematico è il racconto secondo cui Laudo sarebbe diventato vescovo quando aveva soltanto dodici anni. L'episodio compare nella tradizione agiografica e nella liturgia locale, ma non trova riscontro nella documentazione contemporanea. Non è quindi possibile utilizzarlo come dato biografico.
L'episcopato di Coutances Laudo fu certamente vescovo di Coutances nel secondo quarto del VI secolo. La documentazione conciliare costituisce il nucleo più solido per ricostruirne l'attività. Il suo nome è collegato al concilio di Orléans del 533 e a quello del 538. È inoltre attestato al concilio di Orléans del 549, dove compare nella documentazione episcopale relativa alla Chiesa della Gallia. Una tradizione documentaria gli attribuisce anche una partecipazione per procura al concilio del 541. La diversa modalità con cui compare nelle fonti mostra che la sua attività va collocata all'interno della rete episcopale della Gallia merovingia, nella quale i vescovi svolgevano un ruolo religioso ma anche istituzionale. Queste presenze conciliari sono particolarmente importanti perché permettono di distinguere la figura storica di Laudo dalla sua successiva elaborazione agiografica. Per il VI secolo, infatti, esse costituiscono testimonianze contemporanee o quasi contemporanee molto più affidabili delle Vitae medievali. La sua diocesi si trovava in un'area nella quale l'organizzazione ecclesiastica era ancora in consolidamento. Gli studi moderni sottolineano che proprio nel VI secolo si precisarono progressivamente i confini delle diocesi e le strutture della vita ecclesiale nel Cotentin. In questo quadro l'episcopato di Laudo va probabilmente interpretato soprattutto come parte del processo di consolidamento della Chiesa locale.
Briovère e la futura Saint-Lô Uno degli elementi più importanti della memoria di Laudo è il rapporto con Briovère, località che in seguito assunse il nome di Saint-Lô. Le fonti medievali e la tradizione locale collegarono strettamente il vescovo alla località, fino a farne uno dei principali luoghi della sua memoria. Gli stessi titoli episcopali antichi possono presentare variazioni fra Coutances e Briovère, circostanza che ha alimentato discussioni sulla configurazione delle sedi episcopali dell'epoca. Gli studiosi ritengono però che non si debba proiettare automaticamente nel VI secolo l'organizzazione ecclesiastica molto più tarda. È dunque prudente parlare di un forte legame storico fra Laudo e Briovère senza affermare, in assenza di documentazione sufficiente, che egli abbia trasferito la sede episcopale a quella località o che ne sia stato formalmente vescovo distinto da quello di Coutances. Il nome stesso di Saint-Lô conserva comunque la memoria del vescovo. La trasformazione di Briovère in un centro identificato con il suo patrono costituisce uno degli esempi più significativi della sopravvivenza della memoria di un vescovo altomedievale attraverso la toponomastica.
I rapporti con altri vescovi La tradizione attribuisce a Laudo anche un ruolo nelle esequie di altri importanti vescovi della regione. In particolare, viene collegato alla sepoltura di san Paterno, vescovo di Avranches, e di san Marculfo. La notizia è ripresa dalla tradizione agiografica e da repertori successivi, ma le circostanze precise non possono essere ricostruite con la stessa sicurezza delle presenze ai concili. Questi racconti sono comunque indicativi della posizione che la memoria ecclesiastica successiva attribuì a Laudo all'interno dell'episcopato della Gallia settentrionale: non soltanto vescovo di una sede locale, ma membro di una più ampia rete di rapporti fra le Chiese della regione.
La morte La data della morte di Laudo non è conosciuta con precisione. Le ricostruzioni tradizionali la collocano intorno al 565 oppure al 568, mentre studi moderni propongono una data compresa più prudentemente tra il 565 e il 573. Anche il luogo della sepoltura non è assolutamente certo. La tradizione ha indicato diversi luoghi e, proprio per questo, la storia delle reliquie deve essere trattata separatamente dalla biografia.
Le Vitae e la costruzione della memoria La vita di Laudo fu messa per iscritto soltanto diversi secoli dopo la sua morte. Il repertorio dei leggendari latini dell'Institut de recherche et d'histoire des textes registra per lui più testi agiografici, fra cui le Vitae BHL 4728 e 4729 e testi relativi alle traslazioni delle reliquie, BHL 4730. Una delle Vitae è attestata in un manoscritto conservato nella Bibliothèque nationale de France e risalente al X secolo. La distanza cronologica tra questi testi e il vescovo storico impone cautela. Le Vitae sono preziose soprattutto per studiare la formazione della memoria di Laudo, ma non possono essere utilizzate senza critica come cronaca del VI secolo. Fra gli episodi tramandati compare anche quello dell'elezione episcopale in giovanissima età e quello di una guarigione miracolosa della vista. Si tratta di elementi propri della tradizione agiografica, non di fatti che la documentazione contemporanea consenta di verificare. La stessa pagina di Santi e Beati sottolinea la scarsa attendibilità delle Vitae e della tradizione relativa alla traslazione delle reliquie.
Il culto e la città di Saint-Lô Il fenomeno più importante nella storia postuma di Laudo è probabilmente la trasformazione del suo nome in quello della città di Saint-Lô. La località di Briovère, legata alla memoria del vescovo, divenne progressivamente identificata con il santo, al punto che il suo nome è oggi inseparabile dalla storia della città. Il rapporto fra santo e luogo mostra come, nell'Europa medievale, la memoria dei vescovi potesse diventare un elemento strutturante dell'identità urbana. Nel caso di Laudo, il culto non si limitò alla commemorazione liturgica, ma lasciò una traccia permanente nella geografia della Normandia.
Le reliquie e Angers La tradizione riferisce che, durante le incursioni normanne del IX secolo, le reliquie di Laudo furono trasferite per essere sottratte alla distruzione. Una parte importante della tradizione le collega ad Angers, dove furono custodite presso un'istituzione canonicale. La parrocchia Saint-Laud di Angers riconduce le origini della propria storia proprio all'arrivo delle reliquie del vescovo di Coutances. La successiva storia delle reliquie è complessa e non tutte le attribuzioni possono essere considerate certe. Fonti e tradizioni ricordano trasferimenti o presenze a Bayeux, Rouen, Angers e successivamente Saint-Lô. La dispersione delle reliquie e la moltiplicazione dei luoghi che ne rivendicarono la custodia sono parte integrante della storia medievale del culto, ma non consentono da sole di ricostruire con certezza il percorso materiale dei resti.
Un culto legato alla guarigione della vista Laudo è ricordato anche come santo taumaturgo e, nella devozione locale, è stato invocato soprattutto contro le malattie degli occhi e la cecità. A Courcy è attestata una fontana associata al suo culto, collegata alla tradizione delle guarigioni della vista. Il racconto della guarigione di una donna cieca appartiene alla tradizione agiografica e non può essere presentato come un evento storicamente verificato. La persistenza di questa memoria, invece, è storicamente significativa perché mostra come il culto di Laudo abbia assunto anche una dimensione terapeutica.
La memoria liturgica La festa di Laudo è celebrata il 22 settembre ed è indicata in questa data anche dal Martirologio Romano. La Chiesa di Francia, attraverso il repertorio liturgico Nominis, lo presenta come vescovo di Coutances morto intorno al 565 e come patrono della diocesi di Coutances e Avranches. Le fonti storiche ricordano tuttavia anche altre date locali, fra cui il 21 e il 23 settembre; ciò riflette la varietà dei calendari liturgici medievali e locali.
Curiosità - Il nome di Laudo sopravvive direttamente nel nome della città francese di Saint-Lô, oggi capoluogo del dipartimento della Manica. - A Angers il culto di Laudo diede origine a un'importante istituzione ecclesiastica e al toponimo Saint-Laud, tuttora presente nella città e nella denominazione della stazione ferroviaria Angers-Saint-Laud. - Una tradizione locale lo considera particolarmente efficace contro le malattie degli occhi; a Courcy il suo culto è stato associato a una fontana ritenuta benefica per la vista. - Le fonti agiografiche medievali conservarono racconti molto più dettagliati della vita di Laudo rispetto a quelli realmente documentabili per il VI secolo: proprio questo contrasto rende la sua figura un interessante esempio della formazione della memoria agiografica medievale.
Cronologia - VI secolo - Laudo diviene vescovo di Coutances; la data precisa dell'inizio dell'episcopato non è documentata. - 533 - È attestata la sua partecipazione al concilio di Orléans. - 538 - È nuovamente attestato al concilio di Orléans. - 541 - Una tradizione documentaria gli attribuisce una partecipazione per procura al concilio di Orléans. - 549 - È attestata la sua presenza al concilio di Orléans. - 565-573 circa - Periodo entro il quale viene generalmente collocata la morte di Laudo. - IX secolo - La tradizione colloca la traslazione di parte delle reliquie in seguito alle incursioni normanne; Angers diventa uno dei principali centri del suo culto. - X secolo - È attestata una Vita di Laudo nella tradizione manoscritta latina. - 22 settembre - Laudo è commemorato nel Martirologio Romano.
Valutazione storico-critica - L'esistenza storica di Laudo e il suo episcopato a Coutances sono solidamente documentati dalla partecipazione ai concili della Gallia del VI secolo. - Le informazioni sulla nascita, sull'origine familiare e sull'età alla quale sarebbe diventato vescovo non possono essere considerate certe. In particolare, l'episodio dell'elezione a dodici anni appartiene alla tradizione agiografica tarda. - La data della morte deve essere indicata approssimativamente: le fonti moderne oscillano soprattutto fra il 565 e il 568, mentre una ricostruzione più prudente la colloca fra il 565 e il 573. - Le Vitae conservate sono posteriori di diversi secoli alla vita del vescovo e sono quindi più importanti per la storia del culto e della memoria agiografica che per la ricostruzione degli avvenimenti del VI secolo. - Il legame con Briovère e la successiva identificazione della località con Saint-Lô costituiscono un dato fondamentale della storia del culto, ma non autorizzano a ricostruire senza ulteriori prove una precisa organizzazione della sede episcopale del VI secolo. - La tradizione delle reliquie, il culto taumaturgico e i racconti delle guarigioni appartengono soprattutto alla storia successiva della venerazione di Laudo e devono essere distinti dai dati biografici direttamente documentati.
Fonti e bibliografia essenziale - Molinier, Auguste, Les Sources de l'histoire de France - Des origines aux guerres d'Italie (1494), I, Paris, A. Picard et fils, 1901, p. 112, scheda n. 282, Laudus (S.), S. Lô, évêque de Coutances. - Duchesne, Louis, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, II, Paris, 1907-1915, p. 238. - Vita Laudus episcopi Constantiensis, in Catalogus codicum hagiographicorum Latinorum antiquiorum saeculo XVI qui asservatur in Bibliotheca Nationali Parisiensi, I, Bruxelles, 1889, pp. 496-500; repertorio BHL 4728-4729 per le Vitae di Laudo. - Pigeon, Ernest-A., Vies des saints du diocèse de Coutances et d'Avranches, Avranches, 1892, I, pp. 137-144. - Jacqueline, Bernard, «Saint Lô, évêque de Coutances et Briovère (VIe siècle)», Revue du département de la Manche, fasc. 139, 1993, pp. 37-53. - Jacqueline, Bernard, «Saint Lô, évêque de Coutances et Briovère (VIe siècle)», recensione in Annales de Normandie, 45, 1995, p. 86. - Flint, Valerie I. J., «Laudus (Lô), St.», in New Catholic Encyclopedia, vol. 8, McGraw-Hill, 1967, p. 532. - Nominis - Conférence des évêques de France, «Saint Lô, évêque de Coutances», con riferimento alla memoria liturgica del 22 settembre e alla tradizione liturgica della diocesi di Coutances e Avranches. - Martyrologium Romanum, memoria di san Laudo il 22 settembre. - Acta Sanctorum, settembre, VI, 1863, pp. 438-448, fonte tradizionale per la documentazione agiografica relativa a Laudo.
Autore: Giampietro Cattini
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