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Exeter, Devon, Inghilterra, circa 1560 - Kingston upon Thames, Surrey, Inghilterra, 23 settembre 1588
Fu un sacerdote cattolico inglese formato nei collegi per il clero missionario della Francia e rientrato in Inghilterra nel dicembre 1586, durante il regno di Elisabetta I, quando l’esercizio clandestino del ministero cattolico esponeva i sacerdoti a gravi pene. La sua nascita è collocata nella diocesi di Exeter intorno al 1560, ma le fonti non consentono di stabilire con certezza il luogo preciso: Richard Challoner lo dice originario della Cornovaglia, mentre altre testimonianze antiche lo collocano nel Devon. Ricevette la tonsura a Reims nel 1584 e fu ordinato sacerdote a Laon il 18 settembre 1586. Tornato in patria, svolse per alcuni mesi il ministero clandestino prima di essere arrestato e rinchiuso nel carcere del Clink. Nel settembre 1588 fu processato a Newgate e condannato a morte come sacerdote cattolico. Il 23 settembre fu giustiziato a Kingston upon Thames mediante impiccagione, sventramento e squartamento. La documentazione contemporanea e successiva permette di ricostruire con buona sicurezza le principali tappe della sua vicenda, mentre alcuni particolari biografici e soprattutto il luogo preciso dell’esecuzione rimangono discussi. Beatificato da Pio XI nel 1929, Way è oggi ricordato dalla Chiesa come uno dei martiri cattolici inglesi dell’età elisabettiana.
Emblema: Abito sacerdotale, palma del martirio.
Martirologio Romano: In località Kingston sul Tamigi in Inghilterra, beato Guglielmo Way, sacerdote e martire, che, condannato a morte sotto la regina Elisabetta I per essere entrato in Inghilterra da sacerdote, morì impiccato sul patibolo.
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Le notizie sull’infanzia e sulla famiglia di Guglielmo Way sono molto scarse. Le fonti più autorevoli lo collegano alla diocesi di Exeter, nell’Inghilterra sud-occidentale. La questione del luogo di nascita non può essere considerata definitivamente risolta: Challoner, nella sua raccolta dei sacerdoti missionari martirizzati in Inghilterra, lo indicò come originario della Cornovaglia, mentre altre testimonianze lo collocavano nel Devon. Per questo è più prudente indicare come dato sicuro soltanto l’appartenenza alla diocesi di Exeter e collocare la nascita intorno al 1560. Una ricerca locale più recente ha proposto di identificare Way con un William Way battezzato a Exeter il 21 maggio 1561 nella chiesa di St Petrock e figlio di un omonimo William Way, personaggio di una certa importanza nella comunità cittadina. Si tratta tuttavia di una ricostruzione genealogica interessante, ma non sufficientemente solida da poter essere presentata come certezza biografica.
La formazione a Reims Way entrò nel circuito dei collegi destinati alla formazione dei sacerdoti inglesi che dovevano rientrare clandestinamente in patria. La documentazione dei collegi inglesi di Douai e Reims costituisce una delle fonti più importanti per la sua biografia. Il 31 marzo 1584 ricevette la prima tonsura nella cattedrale di Reims dal cardinale di Guisa. Nei due anni successivi completò il percorso verso il sacerdozio. Il 22 marzo 1586 fu ordinato suddiacono e il 5 aprile diacono. Il 18 settembre dello stesso anno ricevette l’ordinazione sacerdotale a Laon, probabilmente dal vescovo benedettino Valentine Douglas. La prudenza con cui le fonti attribuiscono l’ordinazione a Douglas mostra che anche per questa circostanza è opportuno distinguere il dato certo dall’identificazione del ministro dell’ordinazione, che non è assolutamente documentata. La sua formazione si colloca nel periodo in cui i collegi inglesi continentali stavano assumendo un’importanza decisiva per la sopravvivenza del cattolicesimo inglese. Dopo la rottura con Roma e l’affermazione della Chiesa d’Inghilterra, i sacerdoti formati all’estero venivano preparati specificamente al ministero clandestino in patria. Il loro rientro non aveva quindi carattere puramente personale, ma faceva parte di una rete missionaria organizzata.
Il ritorno in Inghilterra Way lasciò il collegio il 9 dicembre 1586 e tornò in Inghilterra come sacerdote missionario. Il suo ministero si svolse in condizioni di clandestinità e di crescente pericolo. Le leggi inglesi contro i sacerdoti cattolici erano diventate particolarmente severe: il semplice esercizio del sacerdozio cattolico poteva essere trattato come un atto di alto tradimento, soprattutto quando il sacerdote era considerato un emissario di una potenza straniera. Way adottò anche nomi alternativi. Le fonti lo ricordano come William May e William Flower. L’uso degli alias era comune tra i sacerdoti missionari, sia per proteggere la propria identità sia per rendere più difficile la loro individuazione da parte delle autorità. La sua attività clandestina durò soltanto alcuni mesi. Secondo la tradizione documentaria raccolta dalle fonti successive, nel giugno 1587 fu arrestato e trasferito nel Clink, il carcere di Southwark utilizzato anche per detenuti cattolici. Una ricostruzione locale più recente colloca l’arresto nella zona di Lambeth intorno al 29 giugno 1587, ma questo particolare deve essere mantenuto come proposta ricostruttiva e non come dato assolutamente certo.
Il carcere del Clink La permanenza nel Clink costituisce una delle poche fasi della sua vita per le quali esiste una documentazione relativamente precisa. Il carcere era allora uno dei luoghi nei quali venivano rinchiusi cattolici accusati di violare le disposizioni religiose della monarchia. Le fonti agiografiche ricordano Way come un sacerdote particolarmente austero, incline all’astinenza e a una rigorosa disciplina personale. Alcuni racconti trasmessi dalla tradizione dei martiri inglesi descrivono anche il suo desiderio di affrontare il martirio. Questi particolari provengono però da testimonianze di carattere agiografico e devono essere utilizzati con cautela: sono utili per comprendere la memoria che si formò intorno alla sua figura, ma non consentono di ricostruire in modo completo il suo carattere psicologico. Un episodio riferito dalle fonti racconta che, quando altri prigionieri venivano chiamati a comparire davanti alle autorità mentre Way rimaneva escluso dai primi processi, egli avrebbe temuto di essere stato dimenticato e si sarebbe recato a confessarsi, interpretando la mancata chiamata come possibile segno di una propria colpa. Quando arrivò invece il momento del suo processo, le fonti descrivono una reazione opposta, caratterizzata da grande serenità e gioia nell’affrontare la prospettiva del martirio. Il racconto appartiene alla tradizione dei martiri inglesi e va letto come testimonianza della loro memoria spirituale più che come cronaca psicologica verificabile in ogni dettaglio.
Il processo a Newgate Nel settembre 1588 Way fu trasferito a Newgate per essere giudicato. Il suo caso si inseriva nella repressione del clero cattolico durante gli ultimi anni del regno di Elisabetta I, aggravata dal clima politico seguito al conflitto con la Spagna e alla sconfitta dell’Armada spagnola nell’estate di quell’anno. Secondo le fonti, Way fu incriminato essenzialmente in quanto sacerdote cattolico. La procedura assunse una particolare configurazione quando egli rifiutò di essere giudicato da un tribunale secolare. Fu quindi chiamato il vescovo di Londra. Way, però, non riconosceva la giurisdizione religiosa del vescovo anglicano e non accettava la sovranità della regina nelle questioni spirituali. La controversia non rimase quindi confinata all’accertamento della sua attività sacerdotale: coinvolse il nodo centrale della separazione tra l’autorità religiosa romana e quella della monarchia inglese. Le fonti cattoliche successive riferiscono che Way fu condannato immediatamente dopo avere rifiutato di riconoscere il vescovo e la regina come autorità suprema nella Chiesa. Il quadro storico generale è coerente con la legislazione elisabettiana contro i sacerdoti cattolici, mentre i dettagli delle singole fasi processuali devono essere ricostruiti con prudenza attraverso le diverse testimonianze disponibili.
Il martirio a Kingston Il 23 settembre 1588 Way fu condotto a Kingston upon Thames, dove venne giustiziato. Il Martirologio Romano ne conserva la memoria come sacerdote e martire, indicando Kingston sul Tamigi come luogo della morte e ricordando che fu condannato perché era entrato in Inghilterra come sacerdote durante il regno di Elisabetta I. La pena applicata ai sacerdoti condannati per alto tradimento era particolarmente cruenta: impiccagione, sventramento e squartamento. Le fonti storiche concordano nel riferire che Way subì questa forma di esecuzione. Non è invece altrettanto sicuro il luogo preciso del patibolo. Per lungo tempo la tradizione locale ha collocato l’esecuzione sulla collina di Kingston. Uno studio di storia locale ha però riesaminato la documentazione e ha sostenuto che l’esecuzione potrebbe essere avvenuta nella piazza del mercato di Kingston. La questione non è dunque completamente risolta e la collocazione nella piazza deve essere presentata come un’ipotesi, non come un fatto certo. La morte di Way si colloca inoltre in una sequenza particolarmente intensa di esecuzioni di sacerdoti cattolici nell’Inghilterra del 1588. Il suo nome compare nelle ricostruzioni dei martiri inglesi insieme ad altri sacerdoti formati nei collegi continentali.
La memoria del martire La memoria di Guglielmo Way fu conservata all’interno della tradizione cattolica inglese dei sacerdoti martiri. La sua vicenda entrò nelle raccolte dedicate ai missionari cattolici che avevano subito la pena capitale durante il periodo della persecuzione. Una particolare difficoltà storiografica riguarda la sua identificazione. Le fonti antiche e moderne hanno infatti talvolta confuso Way con altre persone dal nome simile. Tra queste figura William Wiggs, sacerdote che fu imprigionato nel Clink e successivamente trasferito a Wisbech, dove rimase detenuto per anni. Uno studio pubblicato sulla rivista British Catholic History ha mostrato come la confusione tra Wiggs e Way risalga già alle prime compilazioni di storia dei martiri inglesi e abbia prodotto attribuzioni errate nelle liste dei martiri. Un’altra possibile confusione riguarda Richard Flower, laico e martire, anch’egli giustiziato nel 1588. La somiglianza dei nomi è particolarmente insidiosa perché Way stesso utilizzò Flower come alias. Richard Flower, però, era una persona distinta e fu giustiziato a Tyburn il 30 agosto 1588. La distinzione è quindi indispensabile per evitare di trasferire a Way episodi appartenenti alla vicenda di un altro martire.
La beatificazione Il riconoscimento ecclesiale della sua memoria maturò nel contesto della rivalutazione dei martiri cattolici inglesi. Guglielmo Way fu beatificato da papa Pio XI il 15 dicembre 1929 insieme a numerosi altri martiri dell’Inghilterra e del Galles. La beatificazione del 1929 comprese un ampio gruppo di sacerdoti e laici messi a morte per motivi religiosi tra il XVI e il XVII secolo. Way non è stato canonizzato e la sua memoria liturgica individuale ricorre il 23 settembre. Il Martirologio Romano lo presenta come beato sacerdote e martire, ricordando sinteticamente la sua entrata in Inghilterra come sacerdote, la condanna e la morte sul patibolo di Kingston. A Kingston la memoria locale del martire è rimasta particolarmente viva. Nella chiesa cattolica di St Agatha’s esiste un santuario dedicato al beato Guglielmo Way, indicato dalla stessa parrocchia come il sacerdote di Kingston martirizzato il 23 settembre 1588. Il santuario costituisce una testimonianza moderna della continuità della memoria locale, distinta dalla documentazione relativa alla vita e al processo del martire.
Un sacerdote formato per una missione clandestina La vicenda di Way permette di comprendere il ruolo dei collegi inglesi istituiti sul continente europeo dopo la Riforma. Reims e Douai non erano semplicemente luoghi di studio per giovani ecclesiastici inglesi: costituivano centri fondamentali per la formazione del clero destinato a mantenere la presenza cattolica in Inghilterra. I registri dei collegi ricordano Way come uno dei sacerdoti formati in questo ambiente e successivamente martirizzati. Una documentazione relativa ai Douay Diaries lo presenta come il sessantasettesimo studente del collegio morto martire.
Il problema degli alias L’uso dei nomi May e Flower non è un dettaglio secondario. In una società nella quale il sacerdote cattolico clandestino poteva essere ricercato dalle autorità, l’adozione di un alias era uno strumento di sicurezza. Nel caso di Way, tuttavia, l’alias Flower produsse anche una conseguenza storiografica inattesa: contribuì alla confusione successiva con Richard Flower, un altro martire cattolico morto nello stesso anno.
Il luogo del martirio La memoria locale di Kingston conserva ancora il ricordo di Way, ma la precisa localizzazione dell’esecuzione rimane oggetto di discussione. La tradizione più antica e alcune ricostruzioni moderne hanno indicato Kingston Hill; uno studio specifico di David A. Kennedy ha invece sostenuto che il patibolo fosse probabilmente nella piazza del mercato. L’esistenza stessa di questa discussione mostra come la storia del culto e della memoria locale possa conservare informazioni importanti senza che ogni particolare della tradizione possa essere trasformato automaticamente in un dato certo.
Curiosità - Guglielmo Way è ricordato con gli alias May e Flower, nomi che compaiono nelle fonti relative ai sacerdoti cattolici clandestini dell’epoca. - L’alias Flower ha contribuito alla successiva confusione con il beato Richard Flower, laico e martire, che fu invece giustiziato a Tyburn il 30 agosto 1588. - Nella chiesa cattolica di St Agatha’s a Kingston è presente un santuario dedicato a Way; la parrocchia segnala la sua morte il 23 settembre 1588. - La sua vicenda è ricordata nel Martirologio Romano, che ne celebra la memoria il 23 settembre.
Cronologia - Circa 1560: nasce nella diocesi di Exeter; il luogo preciso non è documentato con certezza. - 31 marzo 1584: riceve la prima tonsura nella cattedrale di Reims dal cardinale di Guisa. - 22 marzo 1586: riceve l’ordinazione a suddiacono. - 5 aprile 1586: riceve l’ordinazione a diacono. - 18 settembre 1586: viene ordinato sacerdote a Laon, probabilmente dal vescovo Valentine Douglas. - 9 dicembre 1586: lascia il collegio e rientra in Inghilterra per esercitare clandestinamente il ministero sacerdotale. - Giugno 1587: viene arrestato e rinchiuso nel Clink. - Settembre 1588: viene processato a Newgate e condannato a morte. - 23 settembre 1588: viene giustiziato a Kingston upon Thames. - 15 dicembre 1929: viene beatificato da papa Pio XI. - 23 settembre: memoria liturgica individuale del beato Guglielmo Way.
Valutazione storico-critica - L’identità di Guglielmo Way come sacerdote cattolico inglese formato nei collegi continentali e martirizzato a Kingston nel 1588 è ben documentata da fonti agiografiche, repertori dei martiri e documentazione relativa ai collegi di Reims e Douai. - Le date della tonsura, delle ordinazioni, della partenza per l’Inghilterra e del martirio sono tramandate con una precisione insolita rispetto alle informazioni disponibili sulla sua infanzia. Il nucleo cronologico della sua vicenda può quindi essere considerato solido. - Il luogo preciso di nascita non è stabilito. La tradizione che lo vuole nato in Cornovaglia non coincide con altre testimonianze che lo collocano nel Devon; è pertanto preferibile indicare la diocesi di Exeter e non attribuirgli un paese preciso come dato certo. - La proposta di identificarlo con un William Way battezzato a Exeter nel 1561 è interessante, ma non raggiunge il livello di certezza necessario per essere inserita nella biografia come fatto acquisito. - La morte per esecuzione a Kingston il 23 settembre 1588 è storicamente ben attestata. Rimane invece discussa la localizzazione esatta del patibolo, con una tradizione che indica Kingston Hill e una ricerca locale che propone la piazza del mercato. - Le fonti agiografiche descrivono Way come particolarmente austero e desideroso del martirio. Tali testimonianze sono importanti per la storia della memoria del beato, ma non devono essere confuse con una documentazione psicologica contemporanea completa. - La confusione con William Wiggs e con Richard Flower costituisce un problema storiografico reale. La distinzione tra queste figure è necessaria per evitare di attribuire a Way episodi appartenenti ad altri cattolici perseguitati nello stesso periodo. - La documentazione relativa alla sua formazione, al ministero clandestino, alla prigionia e al martirio è nettamente più consistente di quella relativa alla nascita, alla famiglia e alla vita precedente al seminario. La ricostruzione storica deve quindi mantenere questa diversa graduazione documentaria. - Il culto di Way è stato consolidato dal riconoscimento ecclesiale della beatificazione del 1929 e dalla conservazione della memoria locale a Kingston. Il santuario moderno di St Agatha’s rappresenta una testimonianza della continuità della memoria, non una prova aggiuntiva sugli eventi del 1588.
Fonti e bibliografia essenziale - Richard Challoner, Memoirs of Missionary Priests, and Other Catholics of Both Sexes, That Have Suffered Death in England on Religious Accounts, from the Year of Our Lord 1577 to 1684, edizione riveduta da J. H. Pollen, Burns, Oates & Washbourne, London, 1924, voce William Way, p. 146. - John B. Wainewright, ‘Ven. William Way’, in The Catholic Encyclopedia, vol. XV, Robert Appleton Company, New York, 1912. La voce utilizza, tra le altre, le pubblicazioni della Catholic Record Society, i Douay Diaries, gli Acts of English Martyrs, i Troubles of Our Catholic Forefathers, Challoner e il Calendar of State Papers Domestic. - John H. Pollen, Acts of English Martyrs, London, 1891. - John Morris, The Troubles of Our Catholic Forefathers Related by Themselves, 3 voll., London, 1872-1877. - Douay Diaries, pubblicati da T. F. Knox, London, 1878, fonte fondamentale per la formazione dei sacerdoti inglesi nei collegi continentali. - Robert Lemon, ed., Calendar of State Papers, Domestic Series, of the Reign of Elizabeth, 1585-1590, London, Longman, Green, Longman, Roberts and Green, 1865, p. 423. - Catholic Record Society, Publications, vol. II, London, 1906, pp. 277, 279, e vol. V, London, 1908, pp. 10, 154, 159, 160, 290, 398. - C. J. Sisson, ‘A Note on William Wigges, Priest’, British Catholic History, vol. 5, 1959, pp. 40-41, studio importante per distinguere William Wigges da William Way. - David A. Kennedy, ‘The Martyrdom of the Blessed William Way in Kingston upon Thames on 23 September 1588. Was it in the Market Place?’, ricerca di storia locale dedicata alla controversa localizzazione dell’esecuzione. - Martyrologium Romanum, memoria del 23 settembre, che ricorda il beato William Way come sacerdote e martire morto a Kingston sul Tamigi nel 1588.
Autore: Giampietro Cattini
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