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Beata Vergine Maria della Mercede

Festa: 24 settembre

Origine dell'advocazione: Barcellona, Spagna, XIII sec.

E' un'advocazione mariana nata nell'ambiente religioso della Barcellona del XIII secolo e strettamente legata all'origine e alla missione dell'Ordine della Mercede, fondato da san Pietro Nolasco per il riscatto dei cristiani caduti in schiavitù. La tradizione mercedaria attribuisce alla Vergine un intervento decisivo nella nascita dell'Ordine, attraverso una visione avuta nella notte tra il 1º e il 2 agosto 1218 da Pietro Nolasco e, secondo la tradizione sviluppatasi successivamente, anche da san Raimondo di Penyafort e dal re Giacomo I d'Aragona. L'esistenza storica di una visione simultanea dei tre personaggi non può però essere dimostrata dalle fonti contemporanee e appartiene alla memoria agiografica elaborata dall'Ordine. È invece storicamente documentabile lo sviluppo, nella prima metà del XIII secolo, di una comunità impegnata nell'assistenza e nella redenzione dei prigionieri e il progressivo affermarsi del titolo mariano della Mercede. La devozione si consolidò a Barcellona, si diffuse nel Mediterraneo e, attraverso l'espansione dei Mercedari, raggiunse la penisola iberica e l'America. Il 24 settembre, festa della Mercede, divenne nel 1696 una celebrazione estesa alla Chiesa latina, mentre il culto rimase particolarmente vivo nell'Ordine e nelle Chiese locali legate alla sua tradizione.

Etimologia: Dal latino merces, mercedis, termine originariamente legato all'idea di prezzo o ricompensa e sviluppatosi nel latino medievale e nelle lingue romanze anche nel senso di favore, grazia, misericordia.

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Un titolo nato dalla misericordia verso i prigionieri
La Mercede non identifica una persona diversa dalla Vergine Maria, ma una particolare forma della venerazione mariana. Il termine catalano mercè e quello spagnolo merced indicavano nel Medioevo la misericordia, il favore, la benevolenza e l'opera di carità compiuta in favore di chi si trovava nel bisogno. Nel contesto barcellonese del XIII secolo il vocabolo assunse un significato particolarmente concreto in rapporto alla redenzione dei cristiani tenuti prigionieri nei territori musulmani. La Basilica della Mercè ricorda che l'espressione 'far mercede' era collegata alla liberazione dalla schiavitù e che gli uomini impegnati in quest'opera erano chiamati uomini della mercede. Da questo ambiente derivò progressivamente il titolo attribuito alla Vergine: Santa Maria della Mercede, cioè Maria associata alla misericordia esercitata verso i prigionieri e gli emarginati.
Il significato dell'advocazione è quindi inseparabile dalla particolare missione dell'Ordine della Mercede. Non si tratta semplicemente di un titolo mariano tra i molti sorti nel Medioevo, ma della forma cultuale attraverso la quale una comunità religiosa collegò la propria opera di redenzione alla protezione e alla figura materna di Maria.

Pietro Nolasco e le origini dell'Ordine
La figura centrale nelle origini della Mercede è san Pietro Nolasco. La documentazione relativa alla sua vita è tuttavia più complessa di quanto lasci intendere la tradizione agiografica. Anche il suo luogo di nascita è stato discusso: la tradizione antica lo collegava al territorio della Linguadoca, mentre altri studi hanno sostenuto un'origine barcellonese. La scarsità delle fonti contemporanee e la presenza di documenti successivi rivelatisi problematici rendono prudente una ricostruzione dettagliata della sua giovinezza. È invece sicuro il suo legame con Barcellona e con un'attività organizzata a favore dei cristiani prigionieri. Una testimonianza del 1219 lo presenta già inserito nell'ambiente dell'opera redentrice.
Secondo la tradizione mercedaria, Nolasco avrebbe iniziato a dedicarsi al riscatto dei prigionieri già all'inizio del XIII secolo. Le fonti tarde attribuiscono alla sua attività numerosi riscatti e descrivono un gruppo di laici che raccoglieva elemosine per liberare i cristiani caduti in schiavitù. La documentazione permette di riconoscere il nucleo storico di questa attività, ma non consente di accettare automaticamente tutti i numeri e gli episodi trasmessi dalle successive cronache dell'Ordine.

La visione della Vergine
Il momento più celebre della tradizione mercedaria è la visione della Vergine attribuita a Pietro Nolasco nella notte tra il 1º e il 2 agosto 1218. Secondo il racconto tradizionale, Maria gli avrebbe chiesto di trasformare l'opera di redenzione dei prigionieri in una nuova istituzione religiosa posta sotto la sua protezione.
La tradizione successiva racconta che la stessa visione sarebbe stata ricevuta, nella medesima circostanza, anche da Giacomo I d'Aragona e da Raimondo di Penyafort. I tre avrebbero quindi riconosciuto concordemente l'origine soprannaturale dell'iniziativa. Questo episodio costituisce uno degli elementi fondamentali dell'identità spirituale dell'Ordine, ma la sua storicità non può essere dimostrata sulla base della documentazione contemporanea. Gli studi sulla formazione della memoria mercedaria mostrano infatti che il racconto della triplice apparizione appartiene a una tradizione agiografica sviluppatasi e consolidatasi posteriormente.
La distinzione è importante. L'incertezza sulla visione non mette in discussione l'esistenza dell'opera di redenzione dei prigionieri né l'importanza storica di Nolasco. Significa semplicemente che la spiegazione soprannaturale fornita dalla tradizione deve essere presentata come tale.

La fondazione del 1218
Il 10 agosto 1218 viene tradizionalmente considerato il momento della fondazione dell'Ordine della Mercede nella cattedrale di Barcellona. La tradizione racconta che il vescovo Berenguer de Palou avrebbe imposto l'abito bianco a Pietro Nolasco e ai suoi compagni e che il re Giacomo I avrebbe sostenuto la nuova comunità.
La documentazione storica conferma l'esistenza di un'iniziativa redentrice legata a Nolasco e il successivo sviluppo dell'istituzione, ma la rappresentazione della fondazione come un unico atto solenne perfettamente documentato deve essere usata con prudenza. L'Archivo Histórico Nacional spagnolo registra comunque il 10 agosto 1218 come data tradizionale della fondazione a Barcellona e il 17 gennaio 1235 come data della conferma pontificia di Gregorio IX.
Il giovane Giacomo I ebbe certamente un ruolo importante nella protezione dell'iniziativa, ma anche su questo punto la storiografia ha evidenziato una difficoltà significativa: il re era nato nel 1208 o 1209 e nel 1218 era ancora un bambino. Inoltre, le sue grandi cronache autobiografiche non raccontano la fondazione dell'Ordine nel modo in cui la tradizione mercedaria successiva la presenta. Questo non elimina il suo rapporto con l'istituzione, ma invita a distinguere la storia documentaria dalla successiva elaborazione celebrativa della fondazione.

Dalla fraternità all'Ordine riconosciuto dalla Chiesa
L'istituzione nacque inizialmente in una forma diversa dagli Ordini religiosi già pienamente strutturati. Il primo gruppo era costituito soprattutto da laici impegnati nella redenzione dei prigionieri e nell'assistenza ai poveri. La comunità ebbe come prima sede l'ospedale di Santa Eulalia di Barcellona, collegato alla sua attività caritativa.
La progressiva trasformazione dell'iniziativa in un Ordine religioso richiese una definizione giuridica più precisa. Un momento decisivo fu la conferma pontificia di Gregorio IX del 17 gennaio 1235. La Chiesa riconobbe l'istituzione e ne regolò la vita secondo la Regola di sant'Agostino. La missione della redenzione dei prigionieri rimase il tratto distintivo dell'Ordine.
Questa evoluzione spiega anche perché la devozione alla Vergine della Mercede non possa essere separata dalla storia dell'Ordine. Maria non fu semplicemente aggiunta in seguito come patrona di una comunità già esistente: la memoria mercedaria interpretò progressivamente l'intera opera redentrice come posta sotto la sua ispirazione e protezione.

Le Costituzioni del 1272
Un documento fondamentale per comprendere l'evoluzione dell'identità mercedaria è costituito dalle Costituzioni promulgate dal maestro generale Pietro d'Amer nel 1272. Il testo fu redatto in catalano e approvato dal capitolo generale di Barcellona il 1º maggio 1272.
Le Costituzioni sono particolarmente importanti perché rappresentano una delle prime formulazioni sistematiche dell'identità dell'Ordine. Nel proemio vengono messi in evidenza il fondatore Pietro Nolasco, la finalità redentrice dell'istituzione e il rapporto con Maria. È in questo processo di consolidamento istituzionale che il titolo di Santa Maria della Mercede assume una forma particolarmente definita.
La stessa documentazione mostra però un aspetto importante per la valutazione storica: il nome e il racconto delle origini non rimasero immutabili fin dal 1218. L'identità dell'Ordine fu progressivamente elaborata, formalizzata e reinterpretata nei decenni successivi. Per questo motivo la narrazione tradizionale della fondazione non deve essere letta come la trascrizione diretta di un unico documento contemporaneo.

Le prime testimonianze del culto
L'advocazione della Mercede è attestata a Barcellona già intorno al 1230. La prima chiesa dedicata a questo titolo fu costruita nella metà del XIII secolo, tra il 1249 e il 1267 secondo la ricostruzione dell'Enciclopèdia Catalana. Una confraternita dedicata alla Vergine della Mercede è documentata nel 1255 e nel 1259 è attestata una donazione destinata a mantenere lampade accese davanti all'altare di Santa Maria.
Questi dati sono particolarmente importanti perché costituiscono testimonianze concrete della diffusione del culto, indipendentemente dalla possibilità di dimostrare storicamente l'apparizione del 1218. La devozione alla Mercede è quindi documentabile molto presto e appare strettamente connessa alla vita concreta della comunità mercedaria.

La missione della redenzione
La spiritualità mercedaria si sviluppò attorno alla liberazione dei cristiani prigionieri. I religiosi raccoglievano denaro e altri beni destinati ai riscatti e affrontavano personalmente le missioni nei territori nei quali i prigionieri erano detenuti.
Una caratteristica particolarmente significativa della tradizione dell'Ordine era la disponibilità dei religiosi a rimanere come ostaggi qualora il denaro disponibile non fosse sufficiente per completare un riscatto. Questo elemento fu poi assunto come espressione estrema del carisma mercedario.
La devozione alla Mercede nacque quindi in un contesto nel quale la misericordia non aveva un significato soltanto spirituale. La libertà fisica, il rischio di perdita della fede, la povertà e la condizione dei prigionieri costituivano problemi concreti della società mediterranea medievale. L'immagine di Maria come Madre della Mercede divenne così il simbolo religioso di un'opera di liberazione esercitata attraverso l'Ordine.

L'immagine della Mercede a Barcellona
La devozione si consolidò anche attraverso le immagini. La statua oggi venerata nella Basilica della Mercè è una scultura lignea gotica del XIV secolo, tradizionalmente attribuita allo scultore Pere Moragues. La datazione e l'attribuzione sono compatibili con la documentazione artistica della seconda metà del XIV secolo, anche se l'identificazione dell'autore non deve essere considerata assolutamente certa.
L'immagine presenta Maria seduta con il Bambino. Nel corso della storia dell'advocazione si svilupparono anche rappresentazioni nelle quali Maria appare con il caratteristico abito bianco mercedario e con simboli dell'Ordine. In altre opere il suo manto diventa il segno della protezione dei prigionieri, secondo il più ampio tema iconografico della Vergine della Misericordia. La ricerca storico-artistica ha mostrato come questa iconografia abbia assunto forme diverse nella penisola iberica e nel mondo americano, adattandosi ai contesti sociali e religiosi nei quali il culto si diffuse.

La diffusione nel Mediterraneo e in America
L'Ordine della Mercede si diffuse progressivamente al di fuori della Catalogna. La sua attività redentrice contribuì alla diffusione del titolo mariano lungo le coste del Mediterraneo e, in età moderna, nei territori americani raggiunti dai Mercedari.
La devozione assunse forme particolarmente importanti nei territori di lingua spagnola. Nella Repubblica Dominicana la Virgen de las Mercedes è tuttora riconosciuta come patrona del popolo dominicano e il 24 settembre è una delle principali celebrazioni religiose nazionali.
Anche in Perù il culto della Mercede acquisì una particolare rilevanza storica. La Conferenza episcopale peruviana ricorda il ruolo dei Mercedari nell'evangelizzazione del territorio e i successivi riconoscimenti attribuiti alla Vergine, tra cui quello di Patrona delle Armi della Repubblica nel 1823 e quello di Gran Marescialla del Perù nel 1921.

La Mercede e Barcellona
Il rapporto tra la Vergine della Mercede e Barcellona divenne particolarmente forte in età moderna. Nel 1687 la città fu colpita da una grave invasione di locuste. Il Consell de Cent ricorse alla protezione della Vergine e il 25 settembre 1687 la proclamò patrona della città, chiedendo successivamente la conferma pontificia.
La proclamazione civile del 1687 non coincide però con il riconoscimento ecclesiastico definitivo. Nel 1868 papa Pio IX riconobbe la Vergine della Mercede come patrona dell'allora diocesi di Barcellona. La documentazione conservata nell'Archivio diocesano permette di ricostruire la procedura attraverso la quale la città e le autorità ecclesiastiche chiesero alla Santa Sede il riconoscimento ufficiale.
Nel 1888, durante l'Esposizione Universale di Barcellona, l'immagine fu incoronata canonicamente nella cattedrale dal vescovo Jaume Català, con l'approvazione di papa Leone XIII. Nello stesso periodo la basilica fu arricchita dalla grande cupola coronata dalla monumentale statua bronzea della Vergine.

La festa del 24 settembre
La festa della Mercede ha avuto una storia liturgica complessa. In origine la celebrazione apparteneva alla famiglia mercedaria e fu progressivamente estesa ad altri territori. Nel 1615 la Congregazione dei Riti approvò la celebrazione della festa nel contesto mercedario; nel 1680 essa fu concessa alla Spagna e nel 1690 alla Francia. Il 22 febbraio 1696 papa Innocenzo XII la estese alla Chiesa latina e stabilì per la celebrazione la data del 24 settembre.
Il 24 settembre è pertanto una data storicamente consolidata per la devozione alla Mercede, ma occorre evitare un equivoco liturgico. Dopo la riforma del Calendario romano successiva al Concilio Vaticano II, la celebrazione non fu mantenuta nel Calendario romano generale, mentre rimase nei calendari propri delle comunità e delle Chiese locali interessate, in particolare nell'Ordine della Mercede e a Barcellona. Il motu proprio Mysterii Paschalis di Paolo VI del 1969 stabilì infatti che numerose celebrazioni fossero lasciate ai calendari particolari delle Chiese, delle nazioni o delle famiglie religiose.

Un'advocazione legata alla libertà
Nel corso dei secoli il significato della Mercede si è ampliato. Il problema della schiavitù dei prigionieri cristiani nel Mediterraneo medievale non costituisce più il contesto immediato della devozione, ma il tema della liberazione è rimasto centrale nella spiritualità mercedaria.
Le Costituzioni dell'Ordine e la sua attività contemporanea interpretano oggi il concetto di cattività in senso più ampio, comprendendo situazioni nelle quali la dignità e la libertà della persona sono gravemente minacciate. Questa evoluzione non cancella la storia originaria del culto, ma mostra come un'advocazione medievale sia stata reinterpretata nel corso del tempo mantenendo come nucleo simbolico la misericordia rivolta a chi è privato della libertà.

La questione dell'apparizione del 1218
La tradizione dell'apparizione è il principale problema storico-critico dell'advocazione. La notte tra il 1º e il 2 agosto 1218 è indicata dalle fonti mercedarie come momento decisivo dell'origine dell'Ordine, ma la documentazione più antica non consente di ricostruire l'episodio nei dettagli con la sicurezza con cui viene narrato nelle opere agiografiche successive.
Particolarmente significativo è il fatto che la tradizione della visione simultanea di Pietro Nolasco, Giacomo I e Raimondo di Penyafort appartenga alla costruzione della memoria dell'Ordine. Gli studi moderni hanno sottolineato che la presenza di Giacomo I nella fondazione è più complessa di quanto suggerisca il racconto tradizionale e che le cronache del re non menzionano la fondazione dell'Ordine nel modo atteso.
La posizione storicamente più prudente è quindi quella di riconoscere l'esistenza di un movimento redentore guidato da Nolasco e il suo progressivo riconoscimento ecclesiastico, lasciando invece alla tradizione religiosa la spiegazione dell'origine soprannaturale attribuita alla Vergine.

Il significato del nome Mercede
Il titolo non deriva semplicemente dall'idea generica di misericordia. Il termine merces in latino indicava originariamente il compenso, la ricompensa o il prezzo. Nel passaggio al latino medievale e alle lingue romanze il vocabolo assunse anche significati relativi al favore, alla grazia e alla misericordia. Nel contesto mercedario il termine fu quindi reinterpretato in rapporto concreto all'opera di riscatto dei prigionieri.

Una festa universale diventata celebrazione particolare
L'estensione della festa del 1696 alla Chiesa latina rappresentò il momento di massima universalizzazione liturgica della devozione. La riforma del 1969 la collocò invece tra le celebrazioni lasciate ai calendari particolari. Questo passaggio è significativo perché mostra come la permanenza di una devozione non dipenda necessariamente dalla sua presenza nel Calendario romano generale: la Mercede continua infatti a essere celebrata solennemente dall'Ordine e in numerose Chiese locali.

Il rapporto con la Basilica della Mercè
La basilica barcellonese rappresenta il principale centro storico del culto. La prima chiesa dedicata alla Vergine risale al XIII secolo; l'edificio attuale fu costruito nel XVIII secolo e conserva la celebre immagine gotica attribuita a Pere Moragues. La chiesa e l'annesso convento costituiscono una testimonianza materiale della progressiva trasformazione di una comunità impegnata nella redenzione dei prigionieri in uno dei principali centri della religiosità cittadina di Barcellona.

Curiosità
- Il termine catalano Mercè è diventato anche un diffuso nome femminile, derivato dal titolo mariano Maria de la Mercè.
- Nel 1255 è già documentata a Barcellona una confraternita dedicata alla Vergine della Mercede, testimonianza precoce della diffusione del culto.
- La statua della Mercede conservata nella basilica barcellonese è una scultura gotica del XIV secolo attribuita con prudenza a Pere Moragues.
- Nel 1888 l'immagine fu incoronata canonicamente nella cattedrale di Barcellona, in occasione dell'Esposizione Universale.
- La festa del 24 settembre, oggi particolarmente legata a Barcellona e all'Ordine della Mercede, fu estesa alla Chiesa latina da Innocenzo XII nel 1696.
- In Perù la Vergine della Mercede è venerata come Patrona delle Armi della Repubblica e come Gran Marescialla del Perù.
- Nella Repubblica Dominicana la Virgen de las Mercedes è patrona del popolo dominicano e la sua festa del 24 settembre costituisce una delle principali manifestazioni religiose nazionali.

Cronologia
- 1218: la tradizione mercedaria colloca in questo anno l'ispirazione mariana di Pietro Nolasco e la fondazione dell'Ordine a Barcellona.
- 1219: Pietro Nolasco compare già nella documentazione come protagonista dell'attività redentrice.
- circa 1230: è attestato il titolo della Vergine della Mercede a Barcellona.
- 1235: papa Gregorio IX conferma l'Ordine della Mercede e ne regola la vita secondo la Regola di sant'Agostino.
- 1249-1267: viene costruito il primo tempio barcellonese dedicato alla Mercede.
- 1255: è documentata una confraternita dedicata alla Vergine della Mercede.
- 1272: Pietro d'Amer promulga le prime Costituzioni mercedarie note, nelle quali il rapporto tra Ordine, fondatore, missione redentrice e Maria viene formalizzato.
- 1615-1616: la celebrazione della festa viene regolata nel contesto dell'Ordine mercedario.
- 1687: il Consell de Cent proclama la Vergine della Mercede patrona di Barcellona dopo la cessazione della grave invasione di locuste.
- 1696: Innocenzo XII estende la festa alla Chiesa latina e fissa la celebrazione al 24 settembre.
- 1868: Pio IX riconosce la Vergine della Mercede come patrona della diocesi e della città di Barcellona.
- 1888: l'immagine di Barcellona viene incoronata canonicamente nella cattedrale.
- 1969: la riforma del Calendario romano lascia la celebrazione della Mercede ai calendari particolari, non mantenendola nel Calendario romano generale.
- oggi: la solennità del 24 settembre continua a essere celebrata dall'Ordine della Mercede e in numerose Chiese locali, con particolare rilievo a Barcellona e nel mondo ispanico.

Valutazione storico-critica
- L'esistenza storica dell'Ordine della Mercede e la sua attività di redenzione dei prigionieri sono ben documentate a partire dal XIII secolo; molto più problematica è la ricostruzione dettagliata delle sue origini immediate.
- L'apparizione della Vergine a Pietro Nolasco nella notte tra il 1º e il 2 agosto 1218 appartiene alla tradizione fondativa dell'Ordine, ma non può essere presentata come fatto storico dimostrato.
- La tradizione della triplice apparizione a Pietro Nolasco, Giacomo I e Raimondo di Penyafort è particolarmente importante per la memoria mercedaria, ma deve essere distinta dalla documentazione contemporanea.
- La data del 10 agosto 1218 costituisce la tradizionale data fondativa dell'Ordine, mentre il successivo riconoscimento pontificio del 1235 rappresenta una testimonianza documentaria molto più solida della sua progressiva istituzionalizzazione.
- Il culto della Mercede è storicamente attestato molto presto a Barcellona, almeno intorno al 1230, e la presenza di una confraternita nel 1255 conferma che la devozione non è soltanto una costruzione agiografica posteriore.
- Le Costituzioni del 1272 costituiscono una testimonianza fondamentale per comprendere come l'Ordine abbia progressivamente formalizzato la propria identità mariana e redentrice.
- Il significato storico dell'advocazione risiede soprattutto nel rapporto tra misericordia, liberazione dei prigionieri e identità dell'Ordine della Mercede, non nella possibilità di dimostrare l'apparizione soprannaturale che la tradizione pone all'origine dell'istituzione.
- La storia del culto è molto meglio documentata della narrazione soprannaturale delle origini: chiese, confraternite, immagini, liturgia, patronati e diffusione geografica permettono di seguire concretamente l'evoluzione della devozione.
- La festa del 24 settembre ha avuto una lunga storia liturgica. La sua estensione alla Chiesa latina nel 1696 è documentata, mentre dal 1970 la celebrazione appartiene ai calendari particolari e conserva particolare importanza per l'Ordine e per le Chiese locali.
- Nel complesso, la Mercede costituisce un caso significativo nel quale la documentazione storica permette di ricostruire con buona sicurezza lo sviluppo di un culto e di un'istituzione, mentre lascia necessariamente nel campo della tradizione la spiegazione soprannaturale delle loro origini.

Fonti e bibliografia essenziale
- Archivo Histórico Nacional, PARES, autoridad institucional: Mercedarios, scheda storica dell'Ordine della Mercede e della sua conferma pontificia nel 1235.
- Vicent Francesc Zuriaga Senent, La imagen devocional en la Orden de Nuestra Señora de la Merced, Universitat de València, studio sulla formazione dell'identità iconografica e sulle Costituzioni del 1272.
- Vicent Francesc Zuriaga Senent, El rey fundador: Jaime I en la iconografía mercedaria, in Potestas, 15, 2019, pp. 7-26, studio critico sul ruolo attribuito a Giacomo I nella fondazione dell'Ordine.
- Gran Enciclopèdia Catalana, voce 'la Mercè', per la storia dell'advocazione, le prime attestazioni, il tempio medievale e la diffusione del culto.
- Basilica de la Mercè di Barcellona, materiali storici sulla Vergine della Mercede, sulla confraternita del 1255, sulla basilica e sull'immagine attribuita a Pere Moragues.
- Arzobispado de Barcelona, '24 de septiembre - Virgen de la Merced', per il patronato di Barcellona e la memoria liturgica locale.
- Arzobispado de Barcelona, 'Virgen de la Merced, princesa de Barcelona', per la fondazione dell'Ordine e la memoria storica barcellonese.
- Paul VI, Mysterii Paschalis, motu proprio del 14 febbraio 1969 sulla revisione del Calendario romano, fonte ufficiale della Santa Sede per i criteri della riforma liturgica.
- Catholic Encyclopedia, 'Feast of Our Lady of Ransom', New York, 1911, per la storia della festa, la sua estensione alla Chiesa latina nel 1696 e la data del 24 settembre.
- Katrena Kugler, Bridging Heaven and Spain: The Virgin of Mercy from the Late Medieval Period to the Age of Exploration, University of Oregon, 2013, studio storico-artistico sulla devozione e sull'iconografia della Vergine della Misericordia.
- Conferencia Episcopal Peruana, 'Solemnidad de Nuestra Señora de la Merced, Patrona del Perú y de las Fuerzas Armadas', per la storia del patronato peruviano.
- Presidencia de la República Dominicana, documentazione istituzionale sulla festa della Virgen de las Mercedes e sul suo patronato della Repubblica Dominicana.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

La Beata Vergine Maria è considerata a tutti gli effetti l’ispiratrice della fondazione, da parte di s. Pietro Nolasco (1180-1245), dell’antico Ordine della Mercede; il titolo con cui viene onorata è strettamente correlato alla storia di quest’Ordine, che da lei prese la denominazione.
S. Pietro Nolasco nacque a Mais Saintes Puellas (Tolosa, Francia) verso il 1180 e fin da adolescente si stabilì con la famiglia a Barcellona in Spagna.
La prima notizia della sua presenza a Barcellona si ha nel 1203, quando profondamente addolorato nel vedere lo stato miserevole dei cristiani fatti schiavi dai Mori, padroni allora di gran parte della Spagna, egli si trasformò in mercante, per insinuarsi facilmente tra i maomettani ed a Valenza liberò con suo denaro trecento schiavi.
Esaurite le sua ricchezze, si unì ad altri generosi e nobili giovani, per raccogliere offerte e quindi ripetere ogni anno il riscatto di gruppi di schiavi; ma per quanta solerzia impiegassero in questa meritoria opera, vedevano il numero degli schiavi aumentare sempre più.
Bisogna dire che in precedenza vari re e Ordini militari si erano occupati del riscatto degli schiavi, in Francia per esempio era sorto l’Ordine dei Trinitari che se ne interessava, ma molto limitatamente, mentre gli Ordini militari si erano presto estinti.
La situazione degli schiavi, trasportati nei Paesi arabi dai musulmani, era diventata angosciante per Pietro Nolasco e i suoi compagni, che nei 15 anni trascorsi, avevano operato altri cinque grandi riscatti detti “redenzioni” per migliaia di cristiani.
Pietro ad un certo punto valutò la possibilità di ritirarsi a vita contemplativa, sentendosi impotente ad arginare la situazione, alimentata in continuazione dai Mori di Spagna.
E in una di queste veglie di preghiera, la notte fra il 1° e il 2 agosto 1218, la Vergine Maria gl’ispirò, illuminando la sua intelligenza, di fondare un Ordine religioso che si dedicasse alle opere di misericordia e specialmente alla redenzione degli schiavi, anche a costo della propria vita.
Dopo averne parlato con il giovane re d’Aragona, Giacomo I e con il vescovo di Barcellona, Berenguer, il 10 agosto 1218, Pietro Nolasco costituì ufficialmente il nuovo ‘Ordine Religioso Redentore’, nella cattedrale di Santa Croce di Barcellona, prendendo la Regola di S. Agostino.
Inoltre il vescovo consegnò ai giovani laici del gruppo, la veste di lana bianca in omaggio alla purezza immacolata della Vergine Maria, sotto il cui patrocinio sorgeva l’Ordine; re Giacomo I consegnò loro lo scudo del suo regno d’Aragona come distintivo (quattro sbarre rosse in campo oro) e il vescovo autorizzò di poter portare sopra l’abito la Croce, segno della sua cattedrale.
In quel memorabile giorno il re Giacomo I ‘il Conquistatore’ (1208-1276) regnante dal 1213, donò all’Ordine l’Ospedale di S. Eulalia in Barcellona, che divenne il primo convento dei religiosi (che erano tutti laici, compreso Pietro Nolasco), fungendo anche come casa d’accoglienza per gli schiavi liberati e sede delle opere di misericordia a favore degli infermi e poveri.
Sotto la guida del fondatore, si mise in moto tutta una organizzazione a favore della libertà dei cristiani messi in schiavitù, che oltre ad aver persa la libertà, erano in pericolo per le pressioni e sofferenze inflitte, di abiurare la propria fede e passare all’islamismo.
La ‘redenzione’ avveniva con il pagamento di un riscatto in denaro o altri generi, fatto al padrone mediante una terza persona, la somma variava secondo l’età, le condizioni sociali, economiche e fisiche dei riscattandi.
Il denaro veniva raccolto dai religiosi con il contributo di ogni ceto sociale dell’epoca, compreso le famiglie che avevano qualche loro componente schiavo in terra araba, vittima delle scorrerie saracene che funestarono dall’inizio del XIII secolo, le coste di Spagna, Francia, Sardegna, Sicilia e Italia Meridionale.
Le ‘redenzioni’ venivano accuratamente preparate, precedute da una cerimonia religiosa prima dell’imbarco; le spedizioni erano dense di pericoli, per i pirati che infestavano il Mediterraneo, i naufragi frequenti, la possibilità di un tradimento degli arabi, che impadronitisi del denaro, trattenevano anche i Mercedari come schiavi, in attesa di un altro riscatto.
Innumerevoli furono i religiosi che incontrarono la morte anche atroce, nell’espletare queste missioni redentrici; si calcola che con questo sistema siano stati liberati circa 52.000 schiavi cristiani nei primi 130 anni della costituzione dell’Ordine Religioso. Al ritorno positivo delle spedizioni, veniva cantato in cattedrale un solenne ‘Te Deum’ di ringraziamento, unitamente agli schiavi liberati.
Caratteristica eroica dei Mercedari durante le redenzioni, era quella di proporsi al posto di uno schiavo, se il denaro non bastava e rimanere prigionieri fino all’arrivo della somma dall’Europa, cosa che non sempre avveniva in tempo specie per gli agguati dei pirati, allora il religioso veniva ucciso barbaramente per vendetta.
L’Ordine fu approvato da papa Gregorio IX il 17 gennaio 1235, in seguito i componenti furono anche sacerdoti e non più solo laici come agli inizi, a cui si aggiunsero la Confraternita e il Terz’Ordine della Mercede. Nel 1265 con s. Maria di Cervellon si aggregò il ramo femminile delle Monache Mercedarie, a cui seguirono in tempi più moderni altre Congregazioni religiose femminili della stessa spiritualità della Mercede.
I Mercedari furono presenti come cappellani con Cristoforo Colombo, quando fu scoperto il Continente Americano; il primo convento fu fondato nel 1514 a Santo Domingo.
L’Ordine Religioso Redentore come si è detto era sotto la protezione della Madonna che ne fu l’ispiratrice; nel 1272 i redattori delle Costituzioni stabilirono che l’Ordine assumesse la denominazione di “S. Maria della Mercede”, titolo attribuitale perché della Mercede o della Misericordia deriva da quanto diceva il re Alfonso X ‘il Savio’ (1221-1284) “Redimere gli schiavi è opera di grande ‘Merced’ “, ossia di Misericordia.
La Vergine è considerata dai religiosi Mercedari, Madre sia di sé stessi, quanto degli schiavi per la cui salvezza eterna i religiosi si devono preoccupare.
È chiaro che oggi per schiavitù s’intende tutti quei pericoli ed affanni che contraddistinguono il peregrinare degli uomini, anelanti alla salvezza eterna, non solo di quella fisica e Maria Corredentrice del genere umano, con amore continua la sua opera come nostra avvocata e ministra della salvezza.
La Chiesa ha voluto valorizzare questo titolo prettamente mariano, stabilendo un ricordo particolare nella liturgia il 24 settembre.


Autore:
Antonio Borrelli

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Aggiunto/modificato il 2026-09-14

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