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Sant' Aunacario di Auxerre Vescovo

Festa: 25 settembre

Orléans, Francia, circa 540 - Auxerre, Yonne, Bourgogne-Franche-Comté, Francia, 25 settembre, 603 o 605

Fu vescovo di Auxerre nella seconda metà del VI secolo e nei primi anni del VII, in una fase decisiva della trasformazione della Gallia merovingia. La sua figura è particolarmente importante non tanto per una biografia ricca di episodi personali, quanto per la documentazione concreta lasciata dal suo lungo episcopato: partecipò a importanti assemblee ecclesiastiche, promosse una disciplina più rigorosa del clero, regolò la preghiera e le celebrazioni nella diocesi e convocò un sinodo i cui quarantacinque canoni costituiscono una delle testimonianze più preziose sulla vita religiosa della Gallia merovingia. Aunacario ebbe inoltre un interesse non comune per la conservazione della memoria cristiana di Auxerre: durante il suo episcopato fu prodotto un importante esemplare del Martirologio Geronimiano e il vescovo promosse la redazione delle vite dei suoi predecessori Amatore e Germano. Le fonti tarde lo presentano come appartenente a una famiglia aristocratica dell'Orleanese e gli attribuiscono rapporti di parentela con altri personaggi venerati come santi, ma questi particolari appartengono alla tradizione agiografica e non possono essere tutti considerati ugualmente documentati. Più sicuri sono invece il suo ruolo episcopale, la partecipazione ai concili, l'attività normativa e i rapporti documentati con papa Pelagio II.

Etimologia: Il nome Aunacharius appartiene alla tradizione onomastica germanica diffusa nella Gallia merovingia.

Emblema: Vescovo, libro, pastorale.

Martirologio Romano: Ad Auxerre in Neustria, nell’odierna Francia, sant’Aunacario, vescovo, durante il cui episcopato fu completato il Martirologio Geronimiano.


Aunacario (Aunachaire, Aunaire, Aunarius, Aunharius, Anacharius, Unacharius, Ancharius) visse nel periodo in cui la struttura ecclesiastica della Gallia si stava consolidando all'interno dei regni franchi. La sua diocesi, Auxerre, possedeva una tradizione cristiana particolarmente antica e prestigiosa, legata soprattutto ai vescovi Amatore e Germano. La documentazione relativa allo stesso Aunacario è molto più solida per la sua attività episcopale che per le sue origini familiari e per gli anni della giovinezza.
Le fonti agiografiche lo presentano come appartenente a una famiglia nobile dell'Orleanese e raccontano che durante la giovinezza sarebbe stato inserito nell'ambiente della corte del re Gontrano di Borgogna. Secondo la tradizione, dopo aver abbandonato la vita di corte si recò a Tours, presso la tomba di san Martino, e intraprese la formazione ecclesiastica sotto la guida di Siagrio, vescovo di Autun. La tradizione collega quindi la sua formazione alla rete di importanti centri episcopali della Gallia del VI secolo. Questi particolari sono tramandati dalla Vita di Aunacario, redatta ad Auxerre all'inizio del VII secolo, e devono essere distinti dalla documentazione contemporanea che riguarda direttamente il suo episcopato.
Anche la cronologia della sua elezione episcopale non è completamente uniforme nelle fonti. La tradizione più diffusa indica il 31 luglio 561 come data della consacrazione, mentre altre ricostruzioni collocano l'inizio dell'episcopato intorno al 571-573. La documentazione certa mostra comunque Aunacario già come vescovo di Auxerre al concilio di Parigi del 573. Per questo motivo, il dato più prudente è considerare sicuro il suo episcopato almeno dal 573 e accettare il 561 come possibile data tradizionale di inizio, senza trasformarla in una certezza assoluta.

La presenza nei concili
Aunacario fu una figura attiva nella vita ecclesiastica della Gallia merovingia. Il suo nome compare tra i vescovi che parteciparono al concilio di Parigi del 573. La sua presenza è significativa perché mostra che il vescovo di Auxerre era inserito nella rete delle relazioni ecclesiastiche e politiche che univa le principali sedi episcopali della Gallia.
Partecipò inoltre alle assemblee ecclesiastiche di Mâcon, tradizionalmente datate al 581-583 e al 585. Le fonti moderne non sono sempre uniformi nel denominare e datare questi concili, ma la partecipazione di Aunacario alla vita conciliare della Gallia è ben attestata. Il suo episcopato si colloca dunque all'interno di una fase nella quale i concili rappresentavano uno degli strumenti principali per disciplinare il clero, regolare la vita religiosa e affrontare i rapporti tra Chiesa e società merovingia.

Il sinodo di Auxerre
L'opera per la quale Aunacario è particolarmente importante dal punto di vista storico è il sinodo di Auxerre, del quale sono conservati quarantacinque canoni. La data precisa non è sicura, ma il testo utilizza disposizioni del secondo concilio di Mâcon del 585 e viene quindi generalmente collocato dopo il 585, probabilmente tra il 585 e il 592.
Il sinodo è eccezionale perché rappresenta la più antica assemblea diocesana della Gallia merovingia della quale siano sopravvissuti gli atti in forma sostanziale. Vi parteciparono il vescovo, numerosi sacerdoti, diaconi e sette abati. I canoni riguardano molti aspetti della vita ecclesiastica: disciplina del clero, rapporti tra ecclesiastici, celebrazione dell'Eucaristia, vita monastica, matrimoni, funerali, pratiche religiose popolari e comportamenti considerati superstiziosi.
Il testo permette di conoscere non soltanto le prescrizioni del vescovo, ma anche i problemi concreti che la Chiesa incontrava nella società del tempo. Alcuni canoni cercano infatti di limitare pratiche religiose considerate incompatibili con l'insegnamento cristiano, mentre altri regolano i rapporti tra clero e autorità civili. Un canone stabilisce, per esempio, che un sacerdote o un diacono non debba portare un altro ecclesiastico davanti a un giudice secolare. Un altro vieta ai sacerdoti e ai diaconi di assistere alle esecuzioni pubbliche.
Il sinodo non deve essere interpretato semplicemente come un programma personale di Aunacario. Alcune norme derivano da tradizioni conciliari precedenti, mentre altre rispondono direttamente alle condizioni della diocesi. La sua importanza consiste proprio nella combinazione di norme precedenti e disposizioni specificamente applicate alla Chiesa di Auxerre.

La disciplina liturgica
Aunacario intervenne anche nella regolazione della preghiera pubblica. Una documentazione composta ad Auxerre durante il suo episcopato conserva indicazioni relative a litanie e veglie nelle chiese e nei monasteri della diocesi. La documentazione è databile con probabilità agli anni 585-592 e mostra l'esistenza di una rete organizzata di luoghi di culto cittadini e rurali.
Aunacario promosse l'organizzazione delle litanie e delle celebrazioni nelle diverse comunità della diocesi, stabilendo una disciplina che collegava le singole chiese alla sede episcopale. La cosiddetta Instructio de rogationibus et vigiliis è tradizionalmente associata alla sua attività e costituisce una testimonianza importante della regolamentazione della vita liturgica nella Gallia merovingia.
La sua azione non riguardò soltanto le celebrazioni. Le fonti lo presentano come un vescovo interessato alla disciplina del clero e alla regolarità della preghiera quotidiana. In questo senso Aunacario appartiene a quella generazione di vescovi merovingi che cercarono di rendere più stabile l'organizzazione ecclesiastica dopo la progressiva integrazione delle popolazioni germaniche e galloromane nella società franca.

Il rapporto con papa Pelagio II
Aunacario mantenne anche rapporti diretti con Roma. Sono conservate due lettere di papa Pelagio II indirizzate al vescovo di Auxerre. Una di esse, del 580, mostra che il papa considerava Aunacario un interlocutore dotato di una notevole influenza presso i sovrani franchi.
Il contesto era particolarmente delicato. L'Italia era sottoposta alla pressione dei Longobardi e Pelagio II cercava l'aiuto dei re franchi. Il papa si rivolse quindi ad Aunacario perché esercitasse la propria influenza presso i principi franchi affinché intervenissero in favore di Roma. Questo episodio mostra che il vescovo non era soltanto un amministratore locale, ma partecipava anche alle relazioni politiche più ampie della cristianità occidentale.
Le lettere pontificie costituiscono una delle testimonianze più importanti per valutare storicamente la posizione di Aunacario. A differenza di alcuni racconti agiografici, infatti, si tratta di documentazione contemporanea che permette di cogliere direttamente il ruolo del vescovo nella rete ecclesiastica e politica del suo tempo.

La memoria dei predecessori
Aunacario mostrò un interesse particolare per la memoria dei vescovi che avevano preceduto lui sulla cattedra di Auxerre. È documentato uno scambio epistolare con un sacerdote chiamato Stefano, al quale il vescovo chiese di redigere una vita in prosa di sant'Amatore e una vita in versi di san Germano.
Questa iniziativa è significativa perché mostra il ruolo di Aunacario nella costruzione della memoria storica della Chiesa di Auxerre. Non si limitò quindi a disciplinare la vita presente della diocesi, ma promosse anche la conservazione letteraria del suo passato. La Vita di Amatore, composta alla fine del VI secolo, appartiene a questo ambiente culturale. La documentazione moderna identifica Stefano come l'autore al quale Aunacario affidò almeno parte di questo progetto letterario.
La scelta è particolarmente interessante perché Auxerre possedeva una tradizione episcopale ricca e prestigiosa. Germano, Amatore e gli altri predecessori costituivano punti di riferimento per l'identità religiosa della comunità. Attraverso la redazione delle loro vite, Aunacario contribuì quindi alla formazione di una memoria ecclesiale locale che avrebbe avuto conseguenze importanti sulla successiva agiografia di Auxerre.

Il Martirologio Geronimiano
Uno degli aspetti più importanti dell'attività culturale di Aunacario riguarda il Martirologio Geronimiano. La documentazione di Auxerre permette di collegare il vescovo alla redazione o alla trasmissione di una recensione gallicana del testo.
Il cosiddetto Martirologio Geronimiano non fu scritto da san Girolamo. Il nome deriva dalla tradizione che lo collegò a lui, ma il testo è il risultato di una complessa formazione e trasmissione. La recensione conservata nella tradizione gallicana presenta caratteristiche che permettono di collegarla ad Auxerre e al periodo nel quale Aunacario era vescovo. Una delle caratteristiche più significative è proprio la presenza di una notizia relativa alla sua consacrazione senza una corrispondente indicazione della sua morte, elemento che ha portato gli studiosi a ritenere che il testo fosse stato compilato o aggiornato mentre Aunacario era ancora in vita.
Questo elemento rende Aunacario particolarmente interessante nella storia della cultura cristiana della Gallia. Il suo episcopato appare infatti collegato non soltanto alla disciplina ecclesiastica, ma anche alla conservazione e organizzazione della memoria liturgica dei santi.

L'intervento nella crisi di Poitiers
Nel 589 Aunacario fu coinvolto, insieme ad altri vescovi, nei tentativi di pacificazione dei disordini sorti nel monastero di Santa Croce di Poitiers. La controversia coinvolgeva la comunità monastica e le autorità ecclesiastiche e richiese l'intervento di diversi esponenti dell'episcopato.
La partecipazione di Aunacario conferma ancora una volta la sua posizione all'interno dell'episcopato della Gallia. Il suo ruolo non si limitava alla diocesi di Auxerre, ma si estendeva alle questioni che interessavano più ampiamente la Chiesa franca.

Gli ultimi anni e la morte
La data della morte presenta una delle principali difficoltà cronologiche della sua biografia. Il 25 settembre è stabilmente associato alla sua memoria liturgica, mentre l'anno oscilla nelle fonti tra 603 e 605. Il Martyrologium Romanum lo ricorda ad Auxerre nel 605, mentre diverse fonti storiche e agiografiche moderne utilizzano il 603. La documentazione disponibile non permette di eliminare completamente questa divergenza.
Per la scheda è quindi preferibile indicare il 25 settembre 605 come data della morte secondo la tradizione liturgica romana, segnalando però che 603 compare in altre ricostruzioni. Il dato veramente solido è che Aunacario morì alla fine del suo lungo episcopato e fu sepolto ad Auxerre, nella chiesa di Saint-Germain.
Secondo la tradizione, dispose che parte del suo patrimonio fosse destinata alle chiese di Auxerre. La sepoltura presso Saint-Germain assume particolare significato perché collegava fisicamente la sua memoria a quella di san Germano, uno dei più importanti predecessori sulla cattedra episcopale.

La Vita di Aunacario e il problema delle tradizioni familiari
La Vita latina di Aunacario, composta ad Auxerre all'inizio del VII secolo, presenta il vescovo come un ideale pastore e gli attribuisce anche miracoli compiuti durante la vita e dopo la morte. Secondo questo testo, Aunacario sarebbe stato ordinato presso la tomba di san Martino e sarebbe stato sepolto vicino a san Germano. La stessa tradizione sviluppa inoltre l'immagine di una famiglia particolarmente legata all'episcopato e alla santità.
La parentela con altri personaggi santi deve però essere trattata con prudenza. Le fonti agiografiche tarde attribuiscono ad Aunacario un fratello, Austreno, vescovo di Orléans, e una sorella, Austrégilde, madre di Lupus di Sens. Queste informazioni appartengono alla tradizione biografica e non possiedono lo stesso grado di certezza delle notizie ricavabili dai concili, dalle lettere pontificie e dagli atti sinodali. È quindi metodologicamente preferibile non utilizzare tali rapporti familiari come dati biografici certi senza qualificarne la provenienza.

I quarantacinque canoni di Auxerre
Il sinodo di Auxerre è una fonte di eccezionale valore per la conoscenza della società cristiana della Gallia merovingia. I canoni mostrano che la cristianizzazione non aveva cancellato immediatamente pratiche religiose precedenti e che il clero doveva intervenire per regolare comportamenti considerati incompatibili con la disciplina ecclesiastica.
La documentazione permette inoltre di osservare il rapporto tra norme ecclesiastiche e istituzioni civili. Il divieto rivolto ai chierici di trascinare altri ecclesiastici davanti ai giudici secolari mostra il tentativo di costruire uno spazio disciplinare interno alla Chiesa. Altri canoni riguardano la vita dei monasteri, il comportamento dei sacerdoti e dei diaconi, le celebrazioni e i rapporti con la popolazione.

Auxerre come centro della memoria cristiana
Durante l'episcopato di Aunacario Auxerre appare come un importante centro di produzione e organizzazione della memoria cristiana. Le fonti relative alle litanie e alle veglie citano numerose chiese dedicate a santi, tra cui Germano, Amatore, Mariano, Pietro, Valeriano e Martino. Questa rete di luoghi di culto mostra come la memoria dei santi fosse integrata nella vita liturgica ordinaria della diocesi.
L'interesse di Aunacario per la redazione delle vite dei suoi predecessori e per la tradizione del Martirologio Geronimiano appartiene allo stesso progetto culturale: rafforzare l'identità della Chiesa locale attraverso la memoria dei suoi santi e attraverso una liturgia organizzata.

Curiosità
- Il nome Aunacharius presenta numerose forme nei manoscritti e nella tradizione medievale, tra cui Aunarius, Aunachaire e Aunaire. La forma italiana Aunacario deriva dalla forma latina Aunacharius.
- Il sinodo di Auxerre convocato durante il suo episcopato è considerato dagli studiosi il più antico sinodo diocesano della Gallia merovingia del quale siano sopravvissuti gli atti in maniera significativa.
- Una delle caratteristiche più interessanti del materiale liturgico di Auxerre è la presenza di litanie organizzate secondo una successione di chiese e monasteri della diocesi, testimonianza concreta dell'organizzazione religiosa del territorio.
- La sua corrispondenza con papa Pelagio II mostra che un vescovo della Gallia poteva essere considerato un interlocutore politico utile anche per questioni riguardanti direttamente Roma e l'Italia longobarda.
- Nel 1567 le reliquie conservate a Saint-Germain furono coinvolte nelle profanazioni compiute durante le guerre di religione; secondo la tradizione, una parte dei resti fu nascosta e successivamente recuperata.

Cronologia
- circa 540: nascita nell'area di Orléans secondo la tradizione; la data non è documentata con certezza.
- circa 561 o, secondo una cronologia più prudente, 571-573: inizio dell'episcopato di Aunacario ad Auxerre.
- 573: partecipazione al concilio di Parigi.
- 581-583: partecipazione alla vita conciliare di Mâcon, secondo la cronologia delle fonti.
- 585: partecipazione al secondo concilio di Mâcon.
- dopo il 585 e probabilmente tra 585 e 592: sinodo di Auxerre e promulgazione dei quarantacinque canoni disciplinari.
- 580 e 585-586: corrispondenza con papa Pelagio II.
- 589: partecipazione ai tentativi di pacificazione dei disordini nel monastero di Santa Croce di Poitiers.
- 585-592 circa: redazione o organizzazione ad Auxerre di documentazione liturgica relativa a litanie e veglie e attività collegata alla trasmissione del Martirologio Geronimiano.
- 25 settembre, 603 o 605: morte ad Auxerre; il 605 è la data recepita dal Martyrologium Romanum, mentre il 603 compare in altre fonti.
- dopo la morte: sepoltura presso Saint-Germain di Auxerre e sviluppo del culto locale.

Valutazione storico-critica
- L'esistenza storica di Aunacario e il suo episcopato ad Auxerre sono solidamente documentati. La sua presenza al concilio di Parigi del 573, la partecipazione alla vita conciliare successiva, il sinodo di Auxerre e la corrispondenza con papa Pelagio II forniscono una base documentaria molto più sicura rispetto alle tradizioni contenute nella sua Vita.
- La data di inizio dell'episcopato non è completamente pacifica. Il 31 luglio 561 compare nella tradizione e nei repertori, mentre la prima attestazione contemporanea sicura è il concilio di Parigi del 573. È quindi preferibile non presentare il 561 come dato assolutamente incontestabile.
- La data della morte costituisce una seconda questione aperta. Il 25 settembre è sicuro come giorno della memoria, mentre l'anno oscilla tra 603 e 605. Il Martyrologium Romanum adotta il 605, ma la storiografia non è unanime. La scheda deve pertanto mantenere esplicitamente questa cautela.
- Il valore storico della documentazione relativa al sinodo di Auxerre è eccezionale. I quarantacinque canoni, databili con maggiore probabilità dopo il 585, costituiscono una fonte primaria fondamentale per la disciplina ecclesiastica e per la storia religiosa della Gallia merovingia.
- La tradizione sulla famiglia aristocratica, sui genitori, sui fratelli e sulle parentele con altri santi deve essere distinta dalla documentazione contemporanea. La Vita di Aunacario fu composta all'inizio del VII secolo e presenta il vescovo secondo i modelli dell'ideale episcopale e agiografico, includendo anche episodi miracolosi.
- La documentazione liturgica e agiografica di Auxerre mostra tuttavia che Aunacario ebbe un ruolo concreto nella costruzione della memoria cristiana locale. Il suo interesse per le vite dei predecessori, per il Martirologio Geronimiano e per l'organizzazione delle litanie rende il suo episcopato particolarmente significativo anche sul piano della storia culturale.
- Nel complesso, Aunacario è una figura storicamente ben attestata, ma la sua biografia personale è meno sicura della documentazione relativa alla sua attività episcopale. La ricostruzione più affidabile deve quindi privilegiare concili, canoni, lettere pontificie, documenti liturgici e corrispondenza letteraria, utilizzando la Vita soprattutto per la storia della memoria agiografica del vescovo.

Fonti e bibliografia essenziale
- Stiltingus, Joannes, Suyskenus, Constantinus, Perierus, Joannes, Cleus, Joannes, Acta Sanctorum Septembris, t. VII, Anversa, 1760, sezione relativa a sant'Aunario o Aunachario, con particolare riferimento alle pp. 86-102.
- de Clercq, C., Concilia Galliae a. 511-695, Corpus Christianorum, Series Latina 148A, Turnhout, Brepols, 1963, pp. 264-272, per la Synodus Autissiodorensis e i quarantacinque canoni del sinodo di Auxerre.
- MGH, Concilia aevi Merovingici, per la documentazione dei concili gallici e del sinodo di Auxerre.
- Di Berardino, Angelo, Oden, Thomas C., Elowsky, Joel C., Hoover, James, Encyclopedia of Ancient Christianity, voce 'Aunacarius of Auxerre', per la sintesi delle fonti antiche e degli scritti attribuiti o collegati al vescovo.
- The Cult of Saints, University of Oxford, record E05909, per la Vita Aunarii/Aunacharii, la sua datazione e la caratterizzazione del santo come vescovo e taumaturgo nella tradizione agiografica.
- The Cult of Saints, University of Oxford, record E05911, per la documentazione sulle litanie e sulle veglie delle chiese e dei monasteri di Auxerre durante l'episcopato di Aunacario.
- The Catholic Encyclopedia, voce 'St. Aunarius', per la sintesi tradizionale della biografia, dell'attività disciplinare, del culto e delle reliquie.
- Pelagio II, lettere ad Aunacharius, raccolte nella Patrologia Latina, vol. 72, per la documentazione dei rapporti tra il papa e il vescovo di Auxerre.
- Gundlach, Wilhelm, ed., Epistolae, Monumenta Germaniae Historica, per la corrispondenza tra Aunacharius e il sacerdote Stefano relativa alla redazione delle vite di Amatore e Germano.
- Gaudemet, Jean, studi sulla formazione del diritto canonico e sul governo della Chiesa, per la collocazione del sinodo di Auxerre nella storia delle assemblee diocesane della Gallia merovingia.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Figlio di Pastore e di Ragnoara, nobili; orleanesi, fratello di Austreno, vescovo di Orléans. e di sant'Austregilde, madre di san Lupo, vescovo di Sens, Aunacario, dopo aver passato qualche anno alla corte di Borgogna, si recò alla tomba di san Martino di Tours e chiese di essere accolto nel clero mettendosi sotto la disciplina di Siagrio, vescovo di Autun. Fu eletto vescovo di Auxerre e consacrato il 31 luglio 561. Questa data è iscritta nel Martirologio Geronimiano che non ci dà, invece, quella della sua morte: donde si può concludere che l'esemplare del Geronimiano, dal quale derivano tutti quelli da noi posseduti, fu scritto ad Auxerre al tempo di Aunacario.
Presente al IV concilio di Parigi (573), al I e II concilio di Macon (rispettivamente 583 e 585) Aunacario nel 589 fu tra i vescovi che tentarono di reprimere la rivolta delle monache di Santa Croce di Poitiers. Si conoscono due lettere indirizzategli da papa Pelagio II, nel 580 e nel 585, per annunziargli l'invio di reliquie. Il papa aggiunge le sue felicitazioni personali per la prosperità della diocesi di Auxerre. Gli Atti della vita di Aunacario menzionano donazioni e fondazioni monastiche, come quella di Cassy-les-Bois. Aunacario poi ordinò suddiacono sant'Austregisilo, più tardi vescovo di Bourges, curò la redazione di un esemplare del Martirologio Geronimiano e fece scrivere dal prete Stefano l'Africano la Vita in prosa di sant'Amatore e la Vita in versi di san Germano, suoi predecessori. Aunacario è noto anche per i regolamenti dati alla sua diocesi, specialmente sulle vigilie delle feste e sulla recita delle litanie nel primo giorno di ogni mese, sorta di rogazioni mensili per le quali ci si recava in una chiesa della città. Un sinodo diocesano, di cui si ignora la data, pubblicò quarantacinque articoli sulla disciplina ecclesiastica e sulla superstizione.
Aunacario morì probabilmente nel 605, il 25 settembre, giorno in cui è commemorato dal Martirologio Romano. Le sue reliquie, nascoste nel 1567 per essere sottratte alla profanazione dei calvinisti, sono state in seguito ritrovate e riconosciute autentiche.


Autore:
Hubert Claude


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-09-14

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