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Santa Águeda de Gesalibar, Arrasate/Mondragón, Gipuzkoa, Paesi Baschi, Spagna, 19 giugno 1890 - Carrión de Calatrava, Ciudad Real, Castiglia-La Mancia, Spagna, 25 settembre 1936
Fu un sacerdote della Congregazione della Passione di Gesù Cristo, originario dei Paesi Baschi e attivo per molti anni anche in Messico, negli Stati Uniti e a Cuba. Entrato tra i passionisti da giovane, assunse il nome religioso di Juan Pedro de San Antonio e fu ordinato sacerdote a Chicago nel 1916. La sua esperienza religiosa fu segnata dunque anche dalla dimensione missionaria internazionale della Congregazione, prima del ritorno definitivo in Spagna. Nel 1936, quando la comunità passionista di Daimiel fu costretta ad abbandonare il convento a causa della persecuzione religiosa durante la guerra civile spagnola, Bengoa si rifugiò a Ciudad Real insieme al confratello Paolo Maria Leoz y Portillo. I due furono arrestati il 24 settembre e condotti a Carrión de Calatrava, dove furono fucilati nelle prime ore del 25 settembre. La Chiesa li ha riconosciuti martiri e li ha beatificati nel 1989 insieme agli altri ventiquattro passionisti di Daimiel. La memoria individuale di Bengoa e del suo compagno Leoz è celebrata il 25 settembre, mentre il gruppo passionista dei ventisei martiri di Daimiel possiede una memoria liturgica collettiva distinta.
Martirologio Romano: Nella cittadina di Carrión de Calatrava vicino a Ciudad Real sempre in Spagna, beati martiri Giovanni Pietro (Giuseppe) Bengoa Aranguren, sacerdote, e Paolo Maria (Pietro) Leoz y Portillo, religioso della Congregazione della Passione, e Gesù Hita Miranda, religioso della Società di Maria, che, durante la persecuzione, furono fucilati dai miliziani in odio alla Chiesa.
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José María Bengoa Aranguren nacque il 19 giugno 1890 a Santa Águeda de Gesalibar, località appartenente al territorio di Arrasate/Mondragón, nell’attuale provincia di Gipuzkoa. L’Enciclopedia Auñamendi lo presenta come ecclesiastico guipuzcoano, figlio di genitori originari dell’Álava. Le fonti agiografiche passioniste lo descrivono come appartenente a una famiglia numerosa e cristiana e ricordano l’influenza esercitata su di lui dal sacerdote di Santa Águeda, che ne curò la formazione religiosa e letteraria. Questi particolari provengono però da una tradizione biografica successiva e devono essere distinti dai dati anagrafici e religiosi meglio documentati. La sua vocazione lo condusse alla Congregazione della Passione di Gesù Cristo. Le biografie concordano nel collocare nel 1907 l’ingresso tra i passionisti di Angosto, nell’Álava. Al momento dell’ingresso nella vita religiosa assunse il nome di Juan Pedro de San Antonio. Una fonte biografica indica il 15 agosto 1907 come data dell’ingresso nella Congregazione e il 9 novembre 1908 come data della prima professione religiosa. La documentazione ufficiale della Congregazione pubblicata nel 1939 conferma almeno l’anno di professione, 1908, riportando José María Bengoa Aranguren con il nome religioso di padre Juan Pedro de San Antonio.
Gli anni di formazione e la missione in Messico La formazione passionista di Bengoa si svolse nel contesto della forte vocazione missionaria che caratterizzava la provincia religiosa alla quale apparteneva. Nell’estate del 1910 fu destinato alla comunità studentesca di Toluca, in Messico, dove i passionisti preparavano i religiosi destinati al ministero sacerdotale e alle missioni. Il soggiorno messicano fu però interrotto dalla situazione politica e religiosa determinata dalla rivoluzione messicana. Le fonti passioniste ricordano che nel 1914, con l’aggravarsi della persecuzione durante la rivoluzione carranzista, gli studenti religiosi dovettero abbandonare il paese. Bengoa e altri confratelli passarono quindi negli Stati Uniti, dove completò gli studi necessari all’ordinazione sacerdotale. L’episodio è significativo perché costituisce la prima esperienza diretta di persecuzione religiosa nella sua vita e anticipa, a distanza di oltre vent’anni, la vicenda che lo avrebbe condotto alla morte in Spagna.
Il sacerdozio a Chicago Bengoa fu ordinato sacerdote il 17 giugno 1916 a Chicago. Le fonti concordano sull’ordinazione negli Stati Uniti, anche se alcune tradizioni biografiche forniscono informazioni differenti sulla cronologia immediatamente successiva. Dopo l’ordinazione fu destinato a Cuba e successivamente ritornò in Spagna, prima di essere nuovamente inviato in Messico. La sua vicenda mostra quindi il carattere internazionale della formazione e dell’apostolato passionista del tempo: Europa, America settentrionale, Messico e Caraibi costituirono le principali tappe della sua attività religiosa. All’inizio degli anni Venti tornò in Messico come superiore della casa passionista di Toluca. Una fonte biografica colloca questo nuovo incarico nel 1921 e riferisce che vi rimase impegnato nell’attività pastorale fino al ritorno in Spagna nel 1923. Non disponiamo, nelle fonti facilmente accessibili, di una documentazione sufficientemente dettagliata per ricostruire giorno per giorno il suo ministero americano, ma il quadro complessivo è coerente nel presentarlo come sacerdote impegnato nella predicazione e nella cura pastorale delle comunità passioniste.
Il ritorno in Spagna e l’attività pastorale Nel 1923 Bengoa rientrò definitivamente in Spagna. Fu destinato a Corella, dove esercitò il ministero della predicazione nei centri vicini. Nel 1926 passò a Daimiel e successivamente fu nominato rettore della nuova comunità passionista di Saragozza. Le fonti passioniste ricordano la sua intensa attività di predicatore popolare, in continuità con la tradizione missionaria della Congregazione. Nel 1932 tornò a Daimiel come vicario. La sua salute era già compromessa e, secondo le testimonianze raccolte nelle biografie posteriori, negli ultimi anni dovette talvolta servirsi di un bastone o di stampelle. Nonostante le condizioni fisiche, continuò a svolgere attività pastorale e a predicare nei centri della zona. La documentazione disponibile permette quindi di riconoscere in lui soprattutto un sacerdote inserito nel ministero ordinario passionista, con particolare attenzione alla predicazione e alla formazione religiosa.
La comunità di Daimiel nel 1936 Il convento passionista di Daimiel, presso il santuario del Cristo de la Luz, era in quegli anni soprattutto un centro di formazione. La comunità comprendeva numerosi giovani religiosi che si preparavano al sacerdozio e alla futura attività missionaria, in particolare verso l’America Latina. Nella sua omelia per la beatificazione del 1989 Giovanni Paolo II ricordò che i religiosi di Daimiel non erano impegnati in attività politiche e che la comunità era caratterizzata da studio, preghiera e formazione missionaria. La notte tra il 21 e il 22 luglio 1936 uomini armati entrarono nel convento e costrinsero i passionisti ad abbandonarlo. Prima della dispersione, il superiore provinciale Nicéforo Díez riunì la comunità nella chiesa, dove i religiosi si confessarono e ricevettero la comunione. Successivamente i passionisti si divisero in diversi gruppi, cercando rifugio in luoghi differenti. La vicenda di Bengoa appartiene a uno dei gruppi che riuscirono inizialmente a raggiungere Ciudad Real.
Il rifugio a Ciudad Real Bengoa si mosse insieme al fratello passionista Paolo Maria Leoz y Portillo. Dopo il difficile trasferimento verso Ciudad Real, i due trovarono alloggio in una pensione. Nella stessa struttura si trovava anche Gesù Hita Miranda, religioso della Società di Maria, che sarebbe stato ucciso insieme a loro. Per alcune settimane riuscirono a sottrarsi alla cattura. La situazione cambiò alla vigilia del loro arresto. Le fonti riferiscono che Bengoa e Leoz furono individuati e arrestati il 24 settembre 1936. Furono condotti al seminario di Ciudad Real, trasformato in luogo di detenzione, e nella notte furono trasferiti a Carrión de Calatrava. La documentazione passionista e le testimonianze successive concordano sostanzialmente sul percorso finale, anche se le fonti non sono perfettamente uniformi nella registrazione della data e del luogo esatto della morte.
Il martirio a Carrión de Calatrava La memoria liturgica della Chiesa colloca la morte di Giovanni Pietro Bengoa al 25 settembre 1936. Il Martirologio Romano lo ricorda insieme a Paolo Maria Leoz y Portillo e a Gesù Hita Miranda, specificando che i tre furono fucilati a Carrión de Calatrava durante la persecuzione contro la Chiesa. La stessa data è riportata dalla scheda ufficiale di Santi e Beati e dalle fonti passioniste moderne. Esiste tuttavia una piccola ma significativa anomalia documentaria. Nell’Acta Congregationis della Congregazione della Passione pubblicata nel 1939, l’elenco dei religiosi uccisi durante la guerra civile registra Bengoa e Leoz sotto la data del 26 settembre e indica Ciudad Real come luogo. Le fonti successive, comprese quelle utilizzate nel culto liturgico e nella causa di beatificazione, concordano invece sul 25 settembre e su Carrión de Calatrava. È ragionevole considerare la registrazione del 1939 come una testimonianza amministrativa precoce ma non sufficiente a modificare la data tradizionalmente e ufficialmente riconosciuta del martirio. Le fonti relative alla persecuzione riferiscono che i corpi dei tre religiosi furono gettati in un pozzo o in una fossa insieme a numerosi altri cadaveri. Dopo la guerra risultò impossibile procedere a una sicura identificazione individuale dei resti dei due passionisti uccisi a Carrión. Alcune fonti riferiscono il successivo trasferimento dei resti al Valle de los Caídos nel 1961, mentre la Congregazione passionista indica oggi la cripta del Cristo de la Luz a Daimiel come luogo di venerazione delle reliquie dei martiri di Daimiel. La documentazione disponibile non permette quindi di stabilire con sicurezza la destinazione individuale dei resti di Bengoa.
La beatificazione La causa dei martiri passionisti di Daimiel portò al riconoscimento ecclesiale del loro martirio. Il 1 ottobre 1989 papa Giovanni Paolo II celebrò in San Pietro la beatificazione di Nicéforo Díez e dei suoi venticinque compagni. Bengoa era quindi compreso nel gruppo dei ventisei martiri passionisti di Daimiel. Nell’omelia il papa sottolineò che i religiosi della comunità non avevano preso parte ad attività politiche e interpretò la loro morte nel contesto della persecuzione religiosa subita dalla comunità passionista. Per Bengoa esiste inoltre una particolarità liturgica. Il suo ricordo individuale, insieme a quello di Paolo Maria Leoz e di Gesù Hita Miranda, compare il 25 settembre nel Martirologio Romano. La Congregazione della Passione celebra invece collettivamente i ventisei martiri di Daimiel il 23 luglio, data scelta in memoria del primo gruppo di religiosi uccisi nel 1936. La differenza non costituisce una contraddizione, ma riflette due livelli diversi della memoria liturgica: quello specifico dei martiri di Carrión de Calatrava e quello collettivo dell’intero gruppo passionista.
Un sacerdote tra missione e persecuzione La vicenda di Bengoa presenta un elemento particolarmente significativo: prima ancora della persecuzione spagnola del 1936, aveva sperimentato personalmente le difficoltà incontrate dai religiosi in Messico. La sua permanenza a Toluca fu interrotta dalla rivoluzione e dalla situazione di ostilità nei confronti degli ambienti ecclesiastici, costringendolo a trasferirsi negli Stati Uniti. Dopo l’ordinazione a Chicago, tornò a operare in America e successivamente in Spagna. La sua vita religiosa fu dunque attraversata da due differenti esperienze storiche di conflitto e persecuzione, senza che sia necessario sovrapporre le rispettive circostanze.
Il significato storico della comunità di Daimiel La comunità passionista di Daimiel non era semplicemente un convento destinato alla vita interna. Era un centro di formazione di giovani religiosi destinati al sacerdozio e alle missioni. Giovanni Paolo II, nel 1989, sottolineò proprio questa caratteristica, ricordando l’orientamento missionario verso il Messico, Cuba e il Venezuela. Il martirio di Bengoa assume quindi un significato particolare all’interno di una comunità che univa formazione religiosa, vita comunitaria e prospettiva missionaria.
Una memoria liturgica distinta da quella del gruppo Il caso di Bengoa permette di comprendere come la memoria dei martiri possa articolarsi su più livelli. Il gruppo dei ventisei passionisti di Daimiel viene ricordato dalla Congregazione il 23 luglio, mentre il Martirologio Romano inserisce Bengoa, Leoz e Hita il 25 settembre, giorno della loro morte. La celebrazione del 25 settembre è quindi direttamente collegata all’episodio di Carrión de Calatrava, mentre quella del 23 luglio conserva la memoria complessiva della persecuzione subita dalla comunità di Daimiel.
Curiosità - José María Bengoa Aranguren assunse nella Congregazione il nome di Juan Pedro de San Antonio, con il quale è prevalentemente ricordato nella documentazione passionista. - Fu ordinato sacerdote a Chicago nel 1916, dopo avere lasciato il Messico a causa della situazione di persecuzione e aver proseguito la formazione negli Stati Uniti. - La sua memoria individuale cade il 25 settembre, mentre la Congregazione passionista celebra collettivamente i ventisei martiri di Daimiel il 23 luglio. - Nella documentazione della Congregazione pubblicata nel 1939 Bengoa compare già come padre Juan Pedro de San Antonio, vicario, con anno di nascita 1890 e professione religiosa nel 1908.
Cronologia - 19 giugno 1890 - Nasce José María Bengoa Aranguren a Santa Águeda de Gesalibar, nel territorio di Arrasate/Mondragón, Gipuzkoa. - 1907 - Entra nella Congregazione della Passione ad Angosto e assume il nome religioso di Juan Pedro de San Antonio. - 9 novembre 1908 - Emette la prima professione religiosa, secondo la tradizione biografica e i dati della Congregazione. - 1910 - È destinato alla comunità passionista di Toluca, in Messico. - 1914 - Lascia il Messico con gli altri studenti religiosi a causa della persecuzione e si trasferisce negli Stati Uniti. - 17 giugno 1916 - È ordinato sacerdote a Chicago. - 1921 - Torna in Messico come superiore della casa passionista di Toluca, secondo le fonti biografiche successive. - 1923 - Rientra in Spagna e viene destinato a Corella per l’attività pastorale e la predicazione. - 1926 - Passa a Daimiel e viene successivamente nominato rettore della nuova comunità passionista di Saragozza. - 1932 - Torna a Daimiel come vicario e continua il ministero pastorale nonostante le condizioni di salute. - 21-22 luglio 1936 - La comunità passionista di Daimiel viene espulsa dal convento e i religiosi si disperdono in diversi gruppi. - 24 settembre 1936 - Bengoa e Paolo Maria Leoz vengono arrestati a Ciudad Real e condotti in detenzione. - 25 settembre 1936 - Bengoa, Leoz e Gesù Hita Miranda vengono fucilati a Carrión de Calatrava. - 1 ottobre 1989 - Giovanni Paolo II beatifica a Roma Nicéforo Díez e i venticinque compagni martiri di Daimiel. - 25 settembre - La Chiesa celebra la memoria di Giovanni Pietro Bengoa Aranguren, insieme a Paolo Maria Leoz y Portillo e Gesù Hita Miranda.
Valutazione storico-critica - L’identificazione di José María Bengoa Aranguren con il religioso passionista Juan Pedro de San Antonio è solida e non presenta problemi significativi di omonimia nelle principali fonti consultate. - La data di nascita del 19 giugno 1890 è concordemente attestata dalle principali biografie moderne e dall’Enciclopedia Auñamendi; l’Acta Congregationis del 1939 conferma almeno l’anno 1890. - Sono ben documentati l’appartenenza alla Congregazione della Passione, il nome religioso, la professione del 1908 e l’ordinazione sacerdotale a Chicago nel 1916. Alcuni dettagli intermedi della sua attività pastorale derivano invece soprattutto da biografie passioniste posteriori. - La permanenza in Messico e il successivo passaggio negli Stati Uniti sono coerenti in più fonti e costituiscono un elemento importante della sua biografia, ma la documentazione pubblicamente reperibile non permette di ricostruire nel dettaglio tutti gli incarichi e gli spostamenti del periodo americano. - La morte a Carrión de Calatrava il 25 settembre 1936 è quella recepita dal Martirologio Romano e dalla documentazione liturgica contemporanea. L’Acta Congregationis del 1939 presenta tuttavia una registrazione discordante, indicando il 26 settembre e Ciudad Real. La discrepanza va segnalata ma non modifica la data liturgica ufficialmente riconosciuta. - Il riconoscimento del martirio è inserito nel più ampio processo relativo ai ventisei martiri passionisti di Daimiel, beatificati da Giovanni Paolo II il 1 ottobre 1989. La testimonianza pontificia del 1989 presenta la comunità come estranea alla politica e vittima della persecuzione religiosa. - La vicenda dei resti mortali presenta una questione documentaria non completamente risolta. Fonti relative ai martiri di Carrión riferiscono l’impossibilità di identificare individualmente i corpi, mentre la Congregazione passionista indica la venerazione delle reliquie dei martiri nella cripta del Cristo de la Luz. È quindi prudente non attribuire a Bengoa, senza ulteriori prove, una specifica sepoltura individuale. - La figura storica di Bengoa è sufficientemente documentata nei suoi tratti fondamentali, ma molte descrizioni delle sue virtù personali, delle circostanze spirituali della prigionia e delle ultime parole appartengono alla memoria agiografica posteriore e non devono essere presentate automaticamente come dati storici indipendenti. - L’interesse storico della sua vicenda risiede soprattutto nell’intreccio tra formazione passionista, esperienza missionaria internazionale, persecuzione religiosa in Messico e martirio durante la guerra civile spagnola. La sua memoria deve pertanto essere distinta dalla ricostruzione complessiva, più ampia, della persecuzione anticlericale del 1936.
Fonti e bibliografia essenziale - Congregazione della Passione di Gesù Cristo, Acta Congregationis, 1939, elenco dei religiosi della Provincia della Sacra Famiglia uccisi durante la guerra civile, pp. 127 ss., documento della Congregazione passionista. - Giovanni Paolo II, Beatificazione di Niceforo e 25 Compagni martiri, di Lorenzo Salvi, di Geltrude Comensoli e di Francisca-Ana Carbonell. Omelia, 1 ottobre 1989, Santa Sede. - Congregazione della Passione di Gesù Cristo, Los beatos Nicéforo de Jesús y María y 25 compañeros mártires, scheda ufficiale sui martiri passionisti di Daimiel. - Martyrologium Romanum, 25 settembre, memoria dei beati Giovanni Pietro Bengoa Aranguren, Paolo Maria Leoz y Portillo e Gesù Hita Miranda. - Auñamendi Eusko Entziklopedia, voce ‘BENGOA ARANGUREN, José María (Religiosos) Juan Pedro San Antonio’, Fondo Bernardo Estornés Lasa. - Lamberto de Echeverría, ‘Juan Pedro Bengoa y Pablo María Leoz, Beatos’, in Año Cristiano, BAC, 2005, riprodotto con indicazione della fonte bibliografica. - P. Artola, C.P., Pasiología, Congregazione della Passione di Gesù Cristo, per il repertorio dei beati passionisti e il contesto della spiritualità della Congregazione.
Autore: Giampietro Cattini
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