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† Cordova, Andalusia, Spagna, 27 settembre, tra l’822 e l’825
Furono due fratelli cristiani di origine sivigliana, ricordati come martiri a Cordova nella prima metà del IX secolo, durante il governo dell’emiro omayyade ’Abd al-Rahman II. La loro vicenda appartiene alla fase iniziale della storia dei martiri cristiani di Cordova e precede di alcuni decenni la più nota stagione di martirii verificatasi tra l’850 e l’859. Le informazioni disponibili derivano soprattutto dalla tradizione agiografica cordovana collegata agli scritti di sant’Eulogio, che attribuisce ai due fratelli un padre musulmano e una madre cristiana, Artemia. Secondo questa tradizione, Adolfo e Giovanni professarono pubblicamente la fede cristiana e furono messi a morte dalle autorità musulmane. La data precisa del martirio non è del tutto sicura: la tradizione liturgica conserva il 27 settembre, mentre le ricostruzioni storiche oscillano soprattutto tra l’822 e l’825. Ancora più importante è la distinzione tra i dati relativi ai due fratelli e gli elementi tramandati successivamente: la loro esistenza, il martirio a Cordova e il legame con la famiglia di Artemia sono sostenuti da una tradizione antica, mentre molti particolari narrativi della loro Passio non possono essere considerati storicamente certi.
Etimologia: Adolfo deriva dal germanico Adalwolf, ‘nobile lupo’; Giovanni deriva dall’ebraico Yohanan, ‘il Signore ha fatto grazia’.
Emblema: Generalmente rappresentati come giovani martiri, talvolta insieme alla sorella santa Aurea.
Martirologio Romano: A Córdova nell’Andalusia in Spagna, santi martiri Adolfo e Giovanni, fratelli, che durante la persecuzione dei Mori, al tempo del re ‘Abd ar-Rahman II, furono coronati dal martirio per Cristo.
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Le notizie più antiche sui due fratelli sono collegate alla comunità cristiana di Cordova e soprattutto alla memoria di santa Aurea, loro sorella. Adolfo e Giovanni erano originari di Siviglia, nell’area dell’Andalusia allora sottoposta al dominio musulmano. La tradizione tramandata da sant’Eulogio li presenta come figli di un uomo musulmano e di una donna cristiana chiamata Artemia. Il particolare della loro origine familiare è storicamente significativo perché riflette una delle situazioni caratteristiche della società dell’al-Andalus: famiglie nelle quali convivevano appartenenze religiose differenti. Eulogio sottolinea in particolare l’origine araba della famiglia paterna e la condizione cristiana della madre. Non sono invece documentati con sicurezza il nome del padre, la sua posizione sociale precisa e le circostanze del matrimonio. Artemia avrebbe educato cristianamente i figli. Dopo la morte del marito, secondo la tradizione, si trasferì con la famiglia da Siviglia a Cordova, dove la presenza della comunità cristiana offriva la possibilità di continuare a praticare la fede.
La scelta cristiana La memoria agiografica dei due fratelli li presenta come cristiani che, nonostante l’origine paterna musulmana, professarono apertamente la fede della madre. Questo elemento è centrale nella loro vicenda e deve essere distinto dalle elaborazioni narrative delle Passioni posteriori. Le fonti non permettono di ricostruire nei dettagli il processo che condusse Adolfo e Giovanni davanti alle autorità. Non sono documentati con certezza né il luogo dell’arresto, né la formulazione dell’accusa, né lo svolgimento del procedimento giudiziario. È però consolidata nella tradizione la memoria del loro rifiuto di rinunciare alla fede cristiana e della conseguente condanna a morte. Il loro caso appare particolarmente significativo perché precede la grande stagione dei martiri cordovani della metà del IX secolo. La loro morte viene infatti ricordata come uno dei primi episodi della lunga serie di martirii che avrebbe segnato la storia della comunità cristiana di Cordova.
Il martirio a Cordova Adolfo e Giovanni furono messi a morte a Cordova durante il regno di ’Abd al-Rahman II, emiro dal 822 al 852. La memoria liturgica fissa la loro celebrazione al 27 settembre, ma l’anno del martirio è oggetto di una tradizione non perfettamente uniforme. Alcune ricostruzioni collocano la morte nel 822, altre nel 824 o nel 825. La documentazione più antica non consente di risolvere definitivamente la questione. È quindi preferibile indicare il martirio come avvenuto nella prima metà degli anni Venti del IX secolo, mantenendo il 27 settembre come data tradizionale della memoria liturgica. Anche la natura esatta dell’accusa deve essere presentata con prudenza. La tradizione cristiana successiva interpretò la morte dei due fratelli come conseguenza della loro professione pubblica della fede. Nel contesto giuridico e sociale dell’al-Andalus del tempo, la situazione dei figli nati da un padre musulmano e da una madre cristiana poteva assumere particolare rilevanza, ma le fonti disponibili non permettono di ricostruire in modo dettagliato il procedimento seguito contro Adolfo e Giovanni. La loro morte avvenne comunque in un contesto diverso da quello della più ampia ondata di martirii cordovani iniziata nell’850. Per questo motivo è opportuno evitare di trasferire automaticamente sui due fratelli tutte le caratteristiche documentate per i martiri di quella fase successiva.
Artemia e Aurea La memoria di Adolfo e Giovanni è strettamente collegata a quella della madre Artemia e della sorella Aurea. Dopo il martirio dei figli, Artemia avrebbe proseguito la propria vita cristiana in un ambiente monastico. La tradizione la collega al monastero di Cuteclara, nei pressi di Cordova, dove sarebbe vissuta insieme alla figlia. Aurea, anch’essa ricordata come martire, avrebbe trascorso circa trent’anni nel monastero di Cuteclara prima di essere arrestata e condannata a morte nel 856. La sua vicenda è documentata soprattutto da sant’Eulogio, che la presenta esplicitamente come sorella dei martiri Adolfo e Giovanni. Il racconto della vita di Aurea costituisce quindi una testimonianza indiretta importante per la memoria dei due fratelli. Eulogio, scrivendo diversi decenni dopo il loro martirio, li considera già figure note nella comunità cristiana cordovana.
Una memoria anteriore alla grande persecuzione La vicenda di Adolfo e Giovanni occupa un posto particolare nella storia dei martiri di Cordova. I loro martirii sono anteriori a quelli di Perfetto, Isacco, Sancio, Flora, Maria, Eulogio e degli altri cristiani uccisi tra l’850 e l’859. Questa differenza cronologica è importante. La cosiddetta persecuzione o ‘movimento dei martiri di Cordova’ della metà del IX secolo costituisce un fenomeno storico complesso, accompagnato da una ricca produzione letteraria cristiana, soprattutto dagli scritti di Eulogio e Álvaro. Adolfo e Giovanni appartengono invece a una fase precedente, nella quale la documentazione sui singoli martiri è molto più scarsa. Il loro caso è quindi particolarmente prezioso perché mostra che la memoria del martirio cristiano a Cordova non ebbe origine soltanto con gli eventi dell’850. La tradizione cristiana cordovana conservò infatti il ricordo di questi due fratelli come testimoni della fede già prima dell’epoca nella quale Eulogio avrebbe assunto un ruolo centrale nella costruzione letteraria della memoria dei martiri.
La testimonianza di sant’Eulogio La principale testimonianza antica collegata alla vicenda di Adolfo e Giovanni è quella di sant’Eulogio di Cordova, sacerdote e scrittore del IX secolo. Eulogio menziona i due fratelli nel Memoriale sanctorum e li presenta come fratelli della martire Aurea. Eulogio non fu però testimone diretto del loro martirio. La vicenda era precedente alla sua attività letteraria e, secondo la tradizione, una narrazione della loro vita era stata composta dall’abate Speraindeo, maestro di Eulogio. Quest’opera non è giunta fino a noi. La perdita della narrazione attribuita a Speraindeo costituisce una delle principali difficoltà per la ricostruzione storica della vicenda. Possediamo infatti una tradizione antica, ma non il testo che avrebbe potuto fornire la testimonianza più vicina agli avvenimenti.
La Passio di Adolfo e Giovanni Esiste inoltre una Passio latina dedicata ad Adolfo e ai suoi compagni, catalogata nella Bibliotheca Hagiographica Latina con il numero BHL 0084. La tradizione manoscritta la collega alla vicenda dei martiri cordovani e il testo si apre con il riferimento al regno di ’Abd al-Rahman. La Passio deve tuttavia essere utilizzata con cautela. La sua datazione e il rapporto con la testimonianza originaria sono problematici e i Bollandisti ne hanno discusso l’autenticità. Non può quindi essere utilizzata senza riserve per ricostruire i dettagli storici del martirio. Il fatto che esista una Passio non significa infatti che tutti gli episodi narrati siano contemporanei agli avvenimenti. La distinzione tra una tradizione agiografica antica e una testimonianza storica diretta è essenziale per comprendere correttamente la figura dei due martiri.
La sepoltura nella chiesa di San Cipriano La tradizione cordovana colloca la sepoltura di Adolfo e Giovanni nella chiesa di San Cipriano a Cordova. La memoria della loro sepoltura in quel luogo divenne importante per la storia successiva del loro culto. La testimonianza è particolarmente interessante perché la chiesa di San Cipriano compare nella storia della comunità cristiana cordovana anche in relazione ad altri episodi documentati nel IX secolo. Il ricordo di una sepoltura locale contribuì probabilmente alla conservazione della memoria dei due fratelli e alla loro successiva presenza nei calendari e nei martirologi.
Cronologia - Inizio del IX secolo: nascita di Adolfo e Giovanni, probabilmente a Siviglia; la data non è documentata. - Primo quarto del IX secolo: trasferimento della famiglia a Cordova secondo la tradizione. - 822-825 circa: Adolfo e Giovanni subiscono il martirio a Cordova sotto l’emiro ’Abd al-Rahman II; l’anno preciso rimane incerto. - IX secolo: la memoria dei due fratelli viene conservata nella comunità cristiana cordovana. - 850-859: durante la grande stagione dei martiri di Cordova la loro memoria è già consolidata. - 856: martirio della sorella Aurea, che nelle opere di Eulogio è esplicitamente ricordata come sorella di Adolfo e Giovanni. - 858: il martirologista Usuardo visita Cordova e conosce la tradizione relativa ai martiri cordovani. - 27 settembre: memoria liturgica tradizionale di Adolfo e Giovanni. - 961: i due fratelli risultano ricordati nel Calendario di Cordova.
Valutazione storico-critica - L’identificazione dei due martiri è sufficientemente solida: Adolfo e Giovanni sono ricordati come fratelli e martiri di Cordova nella tradizione cristiana del IX secolo e nella successiva tradizione liturgica. - La fonte più importante è la tradizione letteraria collegata a sant’Eulogio. La sua testimonianza è antica e preziosa, ma non contemporanea al martirio. Eulogio dipende inoltre, almeno in parte, da tradizioni precedenti, tra le quali viene ricordata la narrazione perduta dell’abate Speraindeo. - Il dato secondo cui i due fratelli erano figli di un padre musulmano e di una madre cristiana, Artemia, appartiene a una tradizione antica e coerente con la successiva memoria della sorella Aurea. Deve tuttavia essere distinto dai dettagli narrativi delle Passioni tarde. - Il martirio sotto ’Abd al-Rahman II è storicamente ben attestato nella tradizione liturgica e agiografica, mentre l’anno preciso non è sicuro. Le indicazioni oscillanti tra 822, 824 e 825 rendono preferibile non presentare una singola data come definitivamente certa. - La data del 27 settembre è la memoria liturgica dei due fratelli, non necessariamente la data cronologica dimostrabile della loro esecuzione. - La Passio BHL 0084 costituisce una fonte agiografica importante per la storia della tradizione, ma la sua datazione e il suo valore come testimonianza diretta devono essere valutati criticamente. Non tutti i suoi particolari possono essere considerati storicamente verificati. - Il legame con Aurea e con il monastero di Cuteclara è particolarmente significativo perché la vicenda di Aurea è documentata in modo più ampio negli scritti di Eulogio. La sua testimonianza rafforza la memoria familiare dei due martiri, senza permettere però di ricostruire tutti i dettagli della loro vita. - Adolfo e Giovanni devono essere distinti dai numerosi altri martiri di Cordova dell’850-859. La loro vicenda è anteriore alla grande stagione dei martirii cordovani e costituisce una testimonianza autonoma della memoria cristiana del martirio nella Cordova del primo IX secolo. - La storia della loro memoria è documentata meglio della loro biografia individuale. Per questo la ricostruzione storica deve concentrarsi sui dati sostenibili e sulla formazione del loro culto, evitando di trasformare la tradizione agiografica successiva in una biografia dettagliata.
Fonti e bibliografia essenziale - Eulogio di Cordova, Memoriale sanctorum, in Patrologia Latina, vol. 115, J.-P. Migne (ed.), Parigi, 1878-1890. - Bibliotheca Hagiographica Latina, BHL 0084, ‘Adulfus et socii martyres Cordubae’, repertorio della tradizione agiografica latina. - Jacques Dubois, Le Martyrologe d’Usuard. Texte et commentaire, Subsidia Hagiographica 40, Bruxelles, Société des Bollandistes, 1965. - Kenneth Baxter Wolf, Christian Martyrs in Muslim Spain, Cambridge, Cambridge University Press, 1988. - Jessica A. Coope, The Martyrs of Cordoba: Community and Family Conflict in an Age of Mass Conversion, Lincoln-London, University of Nebraska Press, 1995. - David Thomas et al., Christian-Muslim Relations. A Bibliographical History, vol. 1, Leiden-Boston, Brill, 2009. - Christian C. Sahner, studi sui martiri cristiani dell’al-Andalus e sulla formazione della memoria dei martiri di Cordova. - Martyrologium Romanum, memoria del 27 settembre: santi martiri Adolfo e Giovanni, fratelli, a Cordova nell’Andalusia. - Calendario di Cordova, 961, per la tradizione liturgica dei martiri cordovani. - Acta Sanctorum, settembre, tradizione bollandista relativa ai martiri cordovani. Autore: Giampietro Cattini
Fioriti nella città di Cordova, in Spagna, durante la dominazione araba nella prima metà del sec. IX. Sant'Eulogio (m. 859) dice che erano originari di Siviglia, figli di un nobile musulmano e di Artemia, cristiana. Questa, morto il marito, si trasferì con Adolfo, Giovanni e la figlia Aurea a Cordova per potervi più liberamente professare la sua religione. Lì Adolfo e Giovanni si convertirono al cristianesimo, attirandosi lo sdegno dei parenti paterni, che li denunziarono al califfo Abd-el-Rhaman II (822-852). Arrestati e condannati, subirono il martirio verso l'824. Mentre la madre entrava nel monastero di Cutellara, di cui diventò poi badessa, la sorella Aurea più tardi, attratta dall'eroico esempio dei fratelli, abbracciò la fede cristiana, seguì la madre nel monastero e morì martire il 19 luglio dell'856. I corpi dei due santi furono sepolti nella chiesa di San Cipriano a Cordova. Qui nell'858 furono visitati da Usuardo, il celebre autore del martirologio, e da Odilardo. Usuardo li introdusse nel suo Martirologio al 27 settembre. Nello stesso giorno sono ricordati nel Calendario di Cordova del 961, nei martirologi successivi e, finalmente, nel Martirologio Romano. L'abate Speraindeo, contemporaneo dei due martiri e maestro di sant'Eulogio, ne scrisse la vita, che purtroppo è andata perduta. La passio, edita nel Martyrologium hispanum, da G. Tamayo Salazar, che propende ad identificarla con quella di Speraindeo, è giudicata dai Bollandisti, che la ripubblicarono negli Acta SS. Septembris, un apocrifo di epoca incerta.
Autore: Garcia Pietro Altabella
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