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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera F > Beato Francesco Saverio Ponsa Casallarch Condividi su Facebook

Beato Francesco Saverio Ponsa Casallarch Religioso e martire

Festa: 28 settembre

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Moya, Barcelona, Spagna, 20 agosto 1916 - San Feliu de Codines, Barcelona, Spagna, 28 settembre 1936

Appartiene alla giovane generazione di religiosi dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio che furono uccisi durante la persecuzione religiosa sviluppatasi in Spagna nel 1936, all'inizio della guerra civile. Nato a Moià nel 1916, entrò nell'Ordine ancora adolescente e, dopo il noviziato, emise la professione religiosa il 3 giugno 1936, poche settimane prima dello scoppio della guerra. Destinato alla comunità ospedaliera di San Baudilio de Llobregat, si dedicò all'assistenza dei malati, in particolare dei tubercolotici. Quando la comunità fu dispersa, per decisione dei superiori si rifugiò presso la propria famiglia, ma il 27 settembre venne arrestato. Condotto il giorno seguente a Sant Feliu de Codines, fu ucciso mentre era ancora ventenne. Il Martirologio Romano lo ricorda come religioso e martire, sottolineando che durante la persecuzione ottenne la palma della gloria per Cristo e per la Chiesa. La Chiesa cattolica riconobbe il suo martirio nel 1991 e lo beatificò il 25 ottobre 1992 nel gruppo dei 71 religiosi ospedalieri martiri della guerra civile.

Martirologio Romano: Nel villaggio di San Felix de Codines nella Catalogna in Spagna, beato Francesco Saverio Ponsa Casallarch, religioso dell’Ordine di San Giovanni di Dio e martire, che, durante la persecuzione, ottenne la palma della gloria per Cristo e per la Chiesa.


Francesco Saverio Ponsa Casallarch nacque a Moià, nella provincia di Barcelona, il 20 agosto 1916. Una testimonianza biografica legata alla tradizione dell'Ordine indica come genitori Pedro Ponsa e Rosa, e presenta Francesco come il primogenito di tre figli maschi. Il padre, che esercitava il mestiere di agricoltore ed era anche sacrestano, contribuì alla formazione religiosa del figlio. Il giovane frequentò le scuole dei padri scolopi e partecipò alla vita della parrocchia come chierichetto.
Le fonti relative alla sua formazione insistono soprattutto sulla precocità della vocazione ospedaliera. Prima dell'ingresso nell'Ordine lavorò anche come falegname. Il desiderio di consacrarsi all'assistenza dei malati maturò gradualmente e fu accompagnato da un periodo di discernimento spirituale.

La vocazione ospedaliera
La scelta religiosa incontrò inizialmente una forte opposizione da parte del padre. Nel febbraio 1935 Francesco si recò a Vic per parlare con il direttore di una casa di esercizi e, al ritorno, il contrasto con il padre sfociò nell'allontanamento dalla casa familiare. Il giovane non rinunciò tuttavia al proprio proposito e il 20 febbraio 1935 entrò nella comunità dei Fratelli di San Giovanni di Dio a Sant Boi de Llobregat.
L'esperienza del postulandato rafforzò la sua decisione. Il 2 giugno 1935 ricevette l'abito ospedaliero a Calafell ed entrò nel noviziato con il nome religioso di frate Francesco Saverio. Durante il noviziato fu accompagnato nella formazione dal beato Braulio María Corres, che sarebbe stato anch'egli riconosciuto martire.
La madre, gravemente malata durante il noviziato, ricevette la visita del figlio accompagnato dal maestro dei novizi. Secondo la testimonianza tramandata dalla documentazione ospedaliera, la donna, inizialmente contraria alla vocazione del figlio, si rallegrò nel vederlo vestito da religioso.
Il 3 giugno 1936 Francesco emise la professione religiosa. La celebrazione avvenne alla presenza dei familiari, del direttore spirituale e di alcuni sacerdoti. Aveva appena compiuto la professione quando la situazione politica e religiosa spagnola precipitò.

Il servizio ai malati a San Baudilio de Llobregat
Dopo la professione Francesco tornò a Sant Boi de Llobregat, allora San Baudilio de Llobregat, dove continuò la propria formazione come neoprofesso. Qui esercitò il servizio ospedaliero presso i malati, in particolare quelli affetti da tubercolosi.
La comunità dei Fatebenefratelli gestiva il grande complesso psichiatrico di San Baudilio, dove i religiosi prestavano assistenza a un numero molto elevato di ricoverati. La loro attività non si limitava agli aspetti propriamente sanitari, ma comprendeva l'intera vita assistenziale dell'istituzione. La presenza dei religiosi nella cura dei malati divenne uno degli elementi caratteristici della loro testimonianza durante la persecuzione.
Nel luglio 1936, con l'inizio della guerra civile e l'estensione della persecuzione contro numerose istituzioni ecclesiastiche, la comunità di San Baudilio fu sottoposta a minacce, controlli e detenzione. Una parte dei religiosi riuscì infine a lasciare la Spagna e a raggiungere la Francia. Francesco, invece, fu indirizzato dai superiori verso la propria famiglia, ritenendo che in quel modo avrebbe avuto maggiori possibilità di salvarsi.

Il rifugio presso la famiglia
Francesco si ritirò in una casa di campagna appartenente alla famiglia. Le fonti agiografiche riferiscono che vi condusse una vita ritirata e di preghiera, mantenendo il desiderio di tornare alla comunità religiosa e al servizio dei malati.
In questo periodo gli fu suggerito di non esporsi al pericolo. La tradizione conserva una sua risposta nella quale dichiarava di non temere la morte e di essere disposto ad accettarla qualora fosse stata la volontà di Dio. La frase è tramandata dalle fonti devozionali e martiriali posteriori e non può essere verificata indipendentemente in ogni suo dettaglio; il suo valore principale risiede quindi nella memoria costruita intorno alla sua morte.

L'arresto e il martirio
Il 27 settembre 1936 Francesco fu arrestato. Secondo la documentazione agiografica, si trovava nella casa di campagna della famiglia, in località Molino Nuevo. Fu quindi condotto e rinchiuso in un edificio degli scolopi trasformato in luogo di detenzione.
Il giorno successivo fu trasferito a Sant Feliu de Codines. Il Martirologio Romano colloca in questo luogo il suo martirio e ricorda Francesco come religioso dell'Ordine di San Giovanni di Dio e martire della persecuzione. Altre testimonianze precisano che fu condotto nella zona del Coll de Posas, dove venne ucciso nel pomeriggio del 28 settembre.
Secondo la tradizione martiriale, quando comprese che sarebbe stato ucciso chiese di poter disporre di alcuni minuti per pregare. Si inginocchiò e venne colpito dalle scariche dei suoi esecutori. Alcune fonti raccontano inoltre che il cadavere fu cosparso di benzina e incendiato nel tentativo di renderne difficile l'identificazione. Quest'ultimo particolare appartiene alla tradizione biografica e non è necessario per stabilire il fatto essenziale del martirio, che è attestato dalla memoria ecclesiale e dal successivo processo.
Francesco aveva vent'anni. La data del 28 settembre 1936 è quella recepita dal Martirologio Romano, dalla memoria liturgica e dalla documentazione relativa alla beatificazione. Una fonte dell'Archivio storico municipale di Sant Boi indica invece il 27 settembre come data della morte. La divergenza può essere segnalata, ma la ricostruzione ecclesiale e agiografica consolidata considera il 28 settembre la data del martirio.

Le reliquie e la memoria
Il corpo di Francesco fu inizialmente sepolto nel cimitero di Sant Feliu de Codines. Il 18 gennaio 1940 le sue spoglie furono trasferite al panteon dei Fratelli di San Giovanni di Dio nel cimitero di Sant Boi de Llobregat.
Prima della beatificazione, tra l'11 e il 14 febbraio 1992, fu effettuato il riconoscimento canonico dei resti. Le spoglie furono sottoposte a trattamento conservativo e collocate in un'urna identificata con il nome e le date di nascita, martirio e beatificazione. Attualmente sono venerate nella chiesa dell'ospedale di San Giovanni di Dio a Sant Boi de Llobregat, insieme alle reliquie di altri martiri ospedalieri.

Il gruppo dei martiri ospedalieri del 1992
Francesco Saverio Ponsa Casallarch non fu beatificato isolatamente. La sua causa si inserì nel più ampio procedimento relativo ai religiosi dell'Ordine di San Giovanni di Dio uccisi durante la persecuzione religiosa del 1936.
Il 14 maggio 1991 fu riconosciuto il loro martirio. Il 25 ottobre 1992 Giovanni Paolo II beatificò a Roma 71 Fratelli di San Giovanni di Dio, appartenenti alle diverse comunità colpite dalla persecuzione. La stessa Ordine Hospitalaria ricorda ufficialmente quei 71 religiosi come i primi martiri ospedalieri della guerra civile spagnola a essere beatificati.
È opportuno segnalare una piccola oscillazione numerica presente in alcune fonti secondarie: la vecchia scheda di Santi e Beati parla di 76 religiosi riconosciuti nel 1991, mentre la documentazione dell'Ordine e le fonti relative alla beatificazione indicano 71 come il gruppo effettivamente beatificato il 25 ottobre 1992. Per la scheda del singolo beato è quindi preferibile utilizzare il dato documentato di 71 beatificati.

Un giovane religioso nel cuore della persecuzione
La vicenda di Ponsa Casallarch presenta una caratteristica particolare rispetto a quella di molti altri martiri ospedalieri: Francesco aveva appena emesso la professione religiosa quando fu travolto dagli eventi. La sua esperienza nell'Ordine fu quindi brevissima, ma sufficiente a comprendere il legame tra vocazione religiosa e servizio ai malati che caratterizzava la spiritualità dei Fatebenefratelli.
Il suo caso mostra anche come la persecuzione non colpisse soltanto religiosi rimasti nelle grandi comunità. Anche quanti cercarono rifugio presso le proprie famiglie potevano essere identificati e perseguitati in quanto religiosi.

Cronologia
- 20 agosto 1916 - Nasce a Moià, nella provincia di Barcelona.
- 20 febbraio 1935 - Entra nell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio a Sant Boi de Llobregat.
- 2 giugno 1935 - Riceve l'abito ospedaliero a Calafell ed entra nel noviziato.
- 3 giugno 1936 - Emette la professione religiosa.
- Luglio 1936 - La persecuzione provoca la dispersione della comunità di San Baudilio de Llobregat.
- 27 settembre 1936 - Viene arrestato.
- 28 settembre 1936 - Viene ucciso a Sant Feliu de Codines.
- 18 gennaio 1940 - Le sue spoglie vengono trasferite al panteon dei Fratelli di San Giovanni di Dio a Sant Boi de Llobregat.
- 11-14 febbraio 1992 - Viene effettuato il riconoscimento canonico delle reliquie.
- 25 ottobre 1992 - È beatificato da Giovanni Paolo II insieme agli altri 70 martiri ospedalieri.

Valutazione storico-critica
- L'identità di Francesco Saverio Ponsa Casallarch come religioso dell'Ordine di San Giovanni di Dio e martire della persecuzione religiosa spagnola è solidamente attestata dal Martirologio Romano, dalla documentazione dell'Ordine e dal procedimento ecclesiastico che portò alla beatificazione.
- La data di nascita del 20 agosto 1916 a Moià è sostenuta da più fonti specialistiche e dalla documentazione relativa ai martiri ospedalieri. Una fonte secondaria riporta invece il 28 giugno 1916: si tratta di una divergenza da non ignorare, ma il dato del 20 agosto appare meglio sostenuto dalla documentazione dell'Ordine e dagli elenchi dei martiri.
- La data del martirio, 28 settembre 1936, è quella attestata dal Martirologio Romano e dalla tradizione ecclesiale. L'Archivio storico municipale di Sant Boi riporta invece il 27 settembre. Poiché le fonti locali sembrano confondere la data dell'arresto con quella della morte, è preferibile mantenere il 28 settembre, distinguendo chiaramente arresto e martirio.
- I particolari relativi alla preghiera prima dell'esecuzione, alle ultime parole e alla distruzione del cadavere appartengono soprattutto alla tradizione martiriale posteriore. Sono compatibili con la memoria del martire, ma non devono essere presentati tutti come dati documentari dello stesso livello.
- La ricostruzione della sua vocazione, del noviziato, della professione religiosa e dell'attività assistenziale è più dettagliata nelle pubblicazioni legate alla memoria dell'Ordine che nelle fonti liturgiche. Questi dati sono utilizzabili, ma devono essere distinti dal nucleo documentario più sicuro costituito dall'identità, dall'appartenenza religiosa, dall'arresto, dal martirio e dal riconoscimento ecclesiale.
- La storia delle reliquie è particolarmente significativa perché consente di seguire non soltanto la vicenda della persona, ma anche la costruzione e la conservazione della memoria del martire all'interno dell'Ordine Ospedaliero.
- La beatificazione non fu il risultato della dimostrazione di miracoli, ma del riconoscimento del martirio. Francesco è quindi venerato come beato martire, in quanto la Chiesa ha riconosciuto il carattere martiriale della sua morte.

Fonti e bibliografia essenziale
- Martyrologium Romanum, editio typica, memoria del 28 settembre: Francesco Saverio Ponsa Casallarch, religioso dell'Ordine di San Giovanni di Dio e martire.
- Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, documentazione ufficiale sui martiri ospedalieri e sulla beatificazione dei 71 Fratelli del 25 ottobre 1992.
- Lizaso Berruete, Félix, Braulio Ma. Corres, Federico Rubio y compañeros Mártires, Hospitalarios de San Juan de Dios, Madrid, 1992.
- Marcos Bueno, Octavio, Testimonio martirial de los Hermanos de San Juan de Dios en los días de la persecución religiosa española, Madrid, 1980.
- Saucedo Cabanillas, Rafael María, ¡Hasta el cielo! Biografía y martirio de 54 Hermanos Hospitalarios de San Juan de Dios, Madrid, 1952.
- Cárcel Ortí, Vicente, Mártires españoles del siglo XX, Madrid, BAC, 1995.
- Diccionario de Hermanos de la Congregación Española de la Orden Hospitalaria de San Juan de Dios, documentazione biografica sui religiosi martiri.
- Archivo Histórico Municipal de Sant Boi de Llobregat, scheda biografica di Francesc Xavier Ponsa Casallarch.
- Año Cristiano, vol. relativo al 28 settembre, Biblioteca de Autores Cristianos, Madrid, 2003, voce Francesco Saverio Ponsa Casallarch.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-15

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