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Beato Diego Botello Martire

Festa: 1 ottobre

† Piccole Antille, 1516

E' ricordato nella tradizione francescana come martire delle prime missioni cristiane nelle Americhe. Le notizie biografiche individuali sono estremamente scarse e la sua figura è strettamente legata a quella del francescano Fernando, o Hernando, de Salcedo e a un terzo religioso rimasto anonimo. Una fonte fondamentale, la Historia eclesiástica indiana di Gerolamo de Mendieta, riferisce che i tre furono uccisi dai Caribi nel 1516 e che i loro corpi furono mangiati, mentre le teste e gli abiti vennero portati come trofei. Tuttavia, la cronologia tradizionale presenta un problema rilevante: documentazione e studi relativi alla presenza francescana nella costa orientale dell’attuale Venezuela collocano un frate Diego Botello nelle missioni della regione negli anni 1530 e una fonte storiografica segnala la sua presenza come guardiano del convento di Cubagua ancora nel 1537. L’identificazione tra questo religioso e il martire ricordato da Mendieta non può quindi essere considerata definitivamente risolta.

Etimologia: E' un nome medievale iberico dal latino Didacus e Diago; la sua etimologia è discussa. L’origine da didakhé, ‘insegnamento’.

Emblema: Palma


Non sono noti il luogo e la data di nascita di Diego Botello, né sono documentati con sicurezza i suoi genitori, la formazione, l’anno di ingresso nell’Ordine dei Frati Minori o l’ordinazione sacerdotale.
È invece associato alla Provincia francescana di Santa Cruz de la Española, istituita nel contesto della prima organizzazione dell’Ordine nelle Indie occidentali. La provincia aveva il proprio centro nell’isola Española e comprendeva le attività missionarie francescane sviluppatesi nei territori caraibici e successivamente sulla terraferma.
Le fonti che lo ricordano non forniscono una biografia autonoma. Diego appare soprattutto come uno dei tre religiosi coinvolti in un episodio di martirio attribuito alle prime attività missionarie francescane nel mondo caraibico.

La testimonianza di Gerolamo de Mendieta
La principale fonte narrativa è la Historia eclesiástica indiana di Gerolamo de Mendieta, composta nel XVI secolo. Mendieta riferisce che i Caribi, popolazioni che abitavano diverse isole della regione e che gli europei descrivevano attraverso categorie fortemente condizionate dalla polemica missionaria dell’epoca, uccisero tre frati francescani: Hernando de Salcedo, Diego Botello e un terzo compagno il cui nome non è tramandato.
Secondo Mendieta, i tre furono colpiti con frecce, uccisi e poi mangiati; gli aggressori portarono con sé gli abiti e le teste dei religiosi come trofei. Lo storico colloca l’episodio nel 1516.
Questa testimonianza costituisce la base della tradizione che considera Diego Botello martire insieme a Fernando de Salcedo e al compagno anonimo. La narrazione, tuttavia, è posteriore di diversi decenni agli avvenimenti e non offre informazioni sufficienti per ricostruire la vita individuale di Diego prima del martirio.

Il problema della data e del luogo del martirio
La cronologia tradizionale del 1516 non è priva di difficoltà.
La documentazione relativa alla successiva evangelizzazione francescana della costa orientale dell’attuale Venezuela registra nel 1534 l’invio di cinque religiosi alla costa della terraferma nel settore delle perle. Lo storico francescano Lino Gómez Canedo ritiene probabile che tra questi figurassero proprio Hernando de Salcedo e Diego Botello, diretti verso Cubagua dalla villa di San Miguel de Paria.
Un’altra sintesi storica segnala inoltre che Diego Botello, indicato come vittima dei Caribi, compare ancora nel 1537 come guardiano del convento di Cubagua. La stessa fonte rinvia alla documentazione relativa alla concessione di fondi della Corona per il convento.
Se il religioso attestato a Cubagua nel 1537 è lo stesso Diego Botello ricordato dalla tradizione martiriale, la morte nel 1516 diventa cronologicamente impossibile. Rimane quindi aperta una delle due possibilità: la notizia del 1516 è stata attribuita erroneamente al Diego Botello successivamente attivo in Venezuela, oppure le attestazioni posteriori riguardano un omonimo.

Le missioni nella costa venezuelana
La presenza francescana nella costa orientale dell’attuale Venezuela precedette il definitivo consolidamento delle missioni francescane nel territorio. Gómez Canedo ricorda un primo ciclo di attività nella regione di Cumaná tra il 1514 e il 1522 e successivi tentativi nel 1531, 1533 e 1534. Nel 1534 cinque francescani furono destinati alla costa della terraferma nel settore collegato al commercio delle perle; due di essi potrebbero essere stati Hernando de Salcedo e Diego Botello.
La ricostruzione della morte di Diego Botello deve quindi essere separata dalla ricostruzione della presenza francescana nella regione. È storicamente documentato che un religioso di nome Diego Botello fu associato alla presenza francescana nell’area di Cubagua negli anni Trenta del XVI secolo; non è invece dimostrato in modo definitivo che questo religioso coincida con il martire di cui parla Mendieta.

Il martirio nella tradizione francescana
La tradizione francescana considera Diego Botello, Fernando de Salcedo e il compagno anonimo come martiri delle prime missioni americane. La loro memoria fu recepita nel Martirologio Francescano, che li ricorda con il titolo di beati il 1 ottobre. La tradizione martirologica successiva attribuì loro anche il luogo del martirio in Venezuela, ma tale indicazione entra in tensione sia con la testimonianza di Mendieta sia con la complessa documentazione relativa alla loro attività nella regione.
Il titolo di beato appartiene dunque alla tradizione martirologica francescana. Il Martyrologium Romanum del 2004 non comprende Diego Botello nella commemorazione del 1 ottobre, che presenta invece altri santi e beati riconosciuti nel calendario romano.
Non risultano documentati una cerimonia di beatificazione pontificia individuale, un decreto sulle virtù o un decreto ecclesiastico sul martirio riferito specificamente a Diego Botello. Il suo titolo di beato va pertanto distinto dallo status dei beati formalmente proclamati dalla Santa Sede in epoca moderna.

I Caribi e la prima evangelizzazione
La testimonianza di Mendieta colloca il martirio nel contesto delle attività missionarie dei francescani tra le isole caraibiche e la terraferma. Il suo racconto presenta i Caribi attraverso la terminologia e le categorie proprie della letteratura missionaria del XVI secolo. Il particolare dell’uccisione mediante frecce e della successiva esposizione delle teste e degli abiti appartiene alla narrazione trasmessa da Mendieta e non dispone, nelle fonti qui esaminate, di una documentazione contemporanea indipendente che consenta di ricostruirne ogni dettaglio.

La Provincia di Santa Cruz
La Provincia francescana di Santa Cruz delle Indie fu uno dei primi organismi territoriali dell’Ordine nelle Americhe. La sua giurisdizione comprendeva inizialmente un’area molto vasta e le attività dei suoi religiosi si estesero dalle isole caraibiche alla costa continentale. La presenza francescana nella regione venezuelana fu caratterizzata da ripetuti tentativi missionari prima del successivo sviluppo stabile dei conventi.
La questione dell’omonimia
Il contrasto tra la morte attribuita a Diego Botello nel 1516 e la sua attestazione a Cubagua nel 1537 rende necessario considerare concretamente l’ipotesi di due religiosi omonimi. Le fonti disponibili non consentono però di dimostrare l’esistenza di due distinti Diego Botello. Per questo motivo non è possibile utilizzare automaticamente le notizie venezuelane degli anni Trenta per ricostruire la biografia del martire ricordato da Mendieta.

Curiosità
- Il nome del terzo francescano ucciso insieme a Diego Botello e Hernando de Salcedo non è stato tramandato.
- La memoria liturgica tradizionale di Diego Botello è fissata al 1 ottobre.
- La vicenda è una delle più antiche tradizioni di martirio francescano legate alle missioni nelle Americhe, ma la cronologia individuale di Diego Botello rimane problematica.

Cronologia
- 1505 - Viene eretta la Provincia francescana di Santa Cruz delle Indie, alla quale è collegata la prima attività francescana nell’area caraibica.
- 1514-1522 - Si sviluppa un primo ciclo di attività francescana nella regione di Cumaná e nella costa orientale dell’attuale Venezuela.
- 1516 - Gerolamo de Mendieta colloca in questo anno l’uccisione di Hernando de Salcedo, Diego Botello e di un terzo francescano anonimo da parte dei Caribi.
- 1534 - Cinque francescani vengono destinati alla costa della terraferma nel settore delle perle; Lino Gómez Canedo ritiene probabile che tra essi vi fossero Hernando de Salcedo e Diego Botello.
- 1537 - Una fonte storiografica segnala Diego Botello come guardiano del convento francescano di Cubagua, dato che entra in evidente contrasto con la tradizionale morte del 1516.

Valutazione storico-critica
- L’esistenza storica di un francescano di nome Diego Botello operante nel contesto delle prime missioni americane è attestata dalla tradizione storiografica francescana e dalle ricostruzioni della presenza dell’Ordine nella costa venezuelana.
- La fonte narrativa principale per il martirio è la Historia eclesiástica indiana di Gerolamo de Mendieta, che ricorda Diego Botello insieme a Hernando de Salcedo e a un terzo francescano anonimo e colloca la loro uccisione nel 1516.
- La data 1516 non può essere considerata definitivamente sicura per Diego Botello, perché una fonte storiografica segnala un Diego Botello ancora attivo come guardiano del convento di Cubagua nel 1537.
- La storiografia relativa alla prima evangelizzazione venezuelana colloca inoltre un Diego Botello tra i francescani inviati verso la costa orientale nel 1534. La stessa ricostruzione usa però una formulazione probabilistica e non dimostra che il religioso del 1534 sia identico al martire di Mendieta.
- La tradizione che identifica Diego Botello come martire insieme a Hernando de Salcedo è antica nella storiografia francescana, ma la documentazione disponibile non permette di ricostruire con certezza né il luogo preciso del martirio né la sua cronologia individuale.
- L’attribuzione del martirio al Venezuela non può essere accettata senza riserve: la tradizione martirologica francescana indicò tale territorio, mentre la testimonianza di Mendieta colloca l’episodio nel più ampio contesto delle isole frequentate dai Caribi.
- Non sono documentati il luogo e la data di nascita, la famiglia d’origine, la formazione religiosa, l’anno di professione o l’ordinazione di Diego Botello.
- Non sono documentate reliquie riconoscibili con certezza, né un patronato specifico.
- Il titolo di beato è attestato nella tradizione francescana, ma non risulta documentata una beatificazione pontificia individuale. Diego Botello non compare nel Martyrologium Romanum del 2004.
- La divergenza cronologica tra il 1516 e le attestazioni venezuelane degli anni 1530 costituisce il principale problema storico della sua identificazione e rimane irrisolta.

Fonti e bibliografia essenziale
- Gerolamo de Mendieta, Historia eclesiástica indiana, libro I, cap. XIII: testimonianza sul martirio di Hernando de Salcedo, Diego Botello e del terzo francescano anonimo.
- Lino Gómez Canedo, ‘Los franciscanos en Venezuela, evangelizadores criollos’, Archivo Ibero-Americano, 74, n. 279, 2014, pp. 667-678: ricostruzione della presenza francescana nella costa orientale venezuelana e riferimento alla probabile presenza di Hernando de Salcedo e Diego Botello tra i religiosi inviati nel 1534.
- Enrique Dussel, Historia general de la Iglesia en América Latina, tomo IV: discussione della presenza di Diego Botello a Cubagua nel 1537 e della conseguente difficoltà cronologica rispetto alla tradizione del martirio del 1516.
- Martyrologium Romanum, editio typica altera, 2004: calendario del 1 ottobre; Diego Botello non figura tra le commemorazioni di tale data.
- Isidoro da Villapadierna, voce relativa a Diego Botello nel repertorio agiografico francescano: tradizione del martirio, memoria del 1 ottobre e trasmissione del titolo di beato nella tradizione francescana.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-16

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