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† Takaboko, porto di Nagasaki, Giappone, 1 ottobre 1617
Furono due laici cattolici giapponesi della comunità cristiana di Nagasaki, attivi come catechisti e membri della Confraternita del Rosario durante la fase di crescente persecuzione contro il cristianesimo nel Giappone dei Tokugawa. Nel 1617 offrirono ospitalità e protezione a sacerdoti missionari costretti a operare clandestinamente dopo i provvedimenti contro la presenza cristiana. Gaspare era legato al domenicano Alfonso Navarrete, mentre Andrea era associato al sacerdote agostiniano Hernando de San José de Ayala. Arrestati nel corso della repressione, furono decapitati il 1 ottobre 1617 a Takaboko, un'isola all'ingresso del porto di Nagasaki. La loro vicenda appartiene alla prima fase della persecuzione che avrebbe prodotto, tra il 1617 e il 1632, il gruppo dei 205 martiri del Giappone, beatificati da Pio IX nel 1867. La memoria liturgica individuale di Gaspare e Andrea ricorre il 1 ottobre.
Etimologia: Gaspare, dal nome persiano Gathaspar, interpretato come 'tesoriere' o 'colui che custodisce il tesoro'; Andrea, dal greco Andréas, collegato ad andrós, 'uomo', 'valoroso'.
Martirologio Romano: A Nagasaki in Giappone, beati Gaspare Hikojiro e Andrea Yoshida, martiri, che, catechisti, subirono la decapitazione per avere accolto in casa dei sacerdoti.
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Gaspare Hikojiro e Andrea Yoshida appartenevano alla comunità cattolica di Nagasaki, uno dei principali centri del cristianesimo giapponese. Le fonti non conservano dati attendibili sulla loro nascita, sui genitori, sulla formazione familiare o sulle prime fasi della loro vita. Anche le rispettive date di nascita rimangono sconosciute. Entrambi erano laici e membri della Confraternita del Rosario. Gaspare è identificato nelle fonti anche con il nome di Gaspare Ueda Hikojiro e con la forma Gaspare Ficogirò, mentre Andrea compare come Andreas o Andrew Yoshida. La documentazione relativa ai due uomini è soprattutto collegata alla loro attività a favore dei missionari durante la persecuzione e al successivo martirio. La loro posizione nella comunità cristiana non fu quella di religiosi. Il Martirologio Romano li presenta come catechisti e ricorda che furono messi a morte per avere accolto sacerdoti nelle loro abitazioni. Fonti storiche relative ai 205 martiri precisano invece i rapporti personali con i missionari che essi ospitarono.
L'ospitalità ai missionari Nel 1614 il cristianesimo fu sottoposto a una nuova fase di repressione e i missionari stranieri furono costretti a operare clandestinamente. La presenza di sacerdoti nascosti dipendeva in larga misura dalla collaborazione dei cristiani giapponesi, che offrivano loro abitazione, cibo, protezione e possibilità di esercitare il ministero. Gaspare fu legato al domenicano Alfonso Navarrete, uno dei principali responsabili della missione domenicana in Giappone. Secondo una fonte storica dedicata alla persecuzione, Gaspare gli aveva dato ospitalità per un lungo periodo, fino a circa tre anni. Una ricostruzione accademica identifica Gaspare e Andrea come due abitanti di Nagasaki che nel 1617 offrirono alloggio rispettivamente ad Alfonso Navarrete e all'agostiniano Hernando de Ayala. Andrea Yoshida era invece legato a Hernando de San José de Ayala, sacerdote agostiniano e missionario. Le fonti lo descrivono come suo collaboratore e, in alcune ricostruzioni, come un precedente allievo del seminario. La documentazione lo identifica inoltre come catechista associato alla missione agostiniana. I due non furono uccisi perché sacerdoti o membri di un ordine religioso, ma per il loro coinvolgimento nella rete clandestina che consentiva ai missionari di continuare la loro attività. La loro morte mostra quindi il ruolo assunto dai laici nella conservazione della comunità cattolica durante la persecuzione.
L'arresto e il martirio Nel corso del 1617 la repressione divenne più intensa. Alfonso Navarrete e Hernando de San José furono arrestati e decapitati a Ōmura il 1 giugno 1617 insieme al catechista gesuita Leone Tanaka. Gaspare e Andrea continuarono a essere coinvolti nella rete di assistenza ai missionari. Le fonti divergono su alcuni particolari relativi alla cronologia immediatamente precedente all'arresto. Una ricostruzione accademica colloca il loro arresto nel mese di agosto 1617 e riferisce che furono inizialmente trattenuti a Nagasaki. Un'altra tradizione indica per Gaspare un arresto il 17 agosto. La documentazione concorda tuttavia sulla conclusione della vicenda: entrambi furono condotti a morte a Nagasaki il 1 ottobre 1617. Un elenco cronologico della persecuzione giapponese, fondato sulle fonti relative ai processi, registra per il 1 ottobre 1617 la decapitazione di Gaspare Hikojiro e Andrea Yoshida a Takaboko, nel porto di Nagasaki. Anche il Martirologio Romano colloca il loro martirio a Nagasaki e identifica la decapitazione come conseguenza dell'ospitalità concessa ai sacerdoti cattolici. Una fonte accademica recente precisa che i due furono decapitati su una piccola isola all'ingresso della baia di Nagasaki e interpreta l'esecuzione anche nel quadro della politica repressiva rivolta contro quanti fornivano rifugio ai missionari. La collocazione a Takaboko è confermata dagli elenchi cronologici della persecuzione.
I 205 martiri del Giappone Gaspare e Andrea furono inseriti nella causa dei 205 martiri del Giappone, gruppo comprendente missionari appartenenti a diversi Ordini religiosi e numerosi cristiani giapponesi. I due appartengono alla componente laicale del gruppo e sono identificati come membri della Confraternita del Rosario. Il decreto sul martirio dei 205 testimoni fu promulgato il 26 febbraio 1866. La beatificazione avvenne a Roma il 7 luglio 1867 sotto il pontificato di Pio IX. Alcune fonti secondarie riportano erroneamente il 7 maggio 1867, ma studi storici e repertori specialistici concordano sulla data del 7 luglio 1867. Gaspare e Andrea non furono successivamente canonizzati e sono pertanto tuttora venerati con il titolo di beati.
La Confraternita del Rosario L'appartenenza alla Confraternita del Rosario costituisce uno degli elementi meglio attestati della loro identità religiosa. La confraternita ebbe un ruolo importante nell'organizzazione della comunità cattolica giapponese e nella collaborazione con i missionari domenicani. Gaspare e Andrea figurano tra i membri laici della confraternita compresi nella beatificazione del 1867. La loro vicenda testimonia quindi una forma di partecipazione laicale particolarmente significativa nella Chiesa clandestina giapponese. L'attività dei fedeli non consisteva soltanto nell'assistenza materiale, ma comprendeva anche la conservazione della vita comunitaria e il sostegno ai sacerdoti costretti a nascondersi.
La persecuzione del 1617 Il martirio dei due beati si colloca all'inizio della lunga serie di esecuzioni che interessarono la comunità cattolica giapponese tra il 1617 e il 1632. Nel 1617 furono messi a morte diversi sacerdoti, religiosi e laici. L'esecuzione di Gaspare e Andrea, avvenuta a Nagasaki, fu particolarmente significativa perché colpì due cittadini che avevano offerto rifugio ai missionari. La persecuzione non si limitò quindi ai membri del clero. La responsabilità attribuita ai laici che proteggevano i missionari divenne progressivamente un motivo autonomo di repressione. La vicenda dei due beati appartiene a questa fase di trasformazione della persecuzione da provvedimento rivolto principalmente contro i missionari a repressione più ampia della comunità cristiana clandestina.
Curiosità - Gaspare è indicato in diverse fonti con la forma giapponese Hikojiro e con la variante trascritta Ficogirò o Fisogiro. - Gaspare Ueda Hikojiro e Andrea Yoshida sono ricordati insieme perché il loro martirio avvenne nello stesso luogo e nello stesso giorno, anche se erano legati rispettivamente a due differenti famiglie missionarie, quella domenicana e quella agostiniana. - La registrazione cronologica del martirio indica esplicitamente Takaboko, nel porto di Nagasaki, come luogo della decapitazione del 1 ottobre 1617.
Cronologia - 1614 - L'intensificarsi della persecuzione costringe i missionari cattolici rimasti in Giappone a operare clandestinamente; Gaspare e Andrea partecipano alla rete di assistenza ai sacerdoti. - 1617-06-01 - Alfonso Navarrete e Hernando de San José de Ayala vengono decapitati a Ōmura insieme al catechista Leone Tanaka. - 1617-08 - Gaspare e Andrea vengono arrestati nel contesto della repressione contro i cristiani che offrivano rifugio ai missionari; alcuni particolari della cronologia dell'arresto divergono nelle fonti. - 1617-10-01 - A Takaboko, nel porto di Nagasaki, Gaspare Hikojiro e Andrea Yoshida vengono decapitati. - 1866-02-26 - Viene promulgato il decreto sul martirio dei 205 martiri del Giappone. - 1867-07-07 - Papa Pio IX beatifica a Roma i 205 martiri del Giappone, comprendenti Gaspare Hikojiro e Andrea Yoshida.
Valutazione storico-critica - L'identità di Gaspare Ueda Hikojiro e Andrea Yoshida è sufficientemente consolidata nelle fonti agiografiche e negli elenchi storici dei martiri del Giappone. Le varianti Hikojiro, Ficogirò, Fisogiro e le diverse trascrizioni del nome di Andrea riflettono la trasmissione dei nomi giapponesi attraverso lingue e sistemi di traslitterazione differenti. - Le date di nascita e i dati relativi alle famiglie di origine non sono documentati nelle fonti utilizzate. Non risultano pertanto elementi sufficienti per ricostruire l'infanzia o la formazione dei due martiri. - È documentata la loro condizione di laici della comunità cristiana di Nagasaki e la loro appartenenza alla Confraternita del Rosario. Il Martirologio Romano li presenta inoltre come catechisti. - La relazione di Gaspare con Alfonso Navarrete e quella di Andrea con Hernando de San José de Ayala sono attestate dalle fonti sulla persecuzione. La tradizione relativa alla lunga ospitalità offerta da Gaspare a Navarrete è più dettagliata nelle fonti secondarie e deve essere distinta dai dati essenziali del martirio. - Le fonti concordano sul martirio del 1 ottobre 1617 a Nagasaki e sulla decapitazione a Takaboko. Alcuni particolari relativi all'arresto e ai giorni immediatamente precedenti l'esecuzione presentano invece differenze nella tradizione documentaria. - La beatificazione appartiene alla causa collettiva dei 205 martiri del Giappone. La data documentata è il 7 luglio 1867; il 7 maggio, presente in alcune fonti secondarie, costituisce una variante errata della data della beatificazione. - Gaspare e Andrea non furono canonizzati. Il loro riconoscimento ecclesiastico rimane quello di Beati e martiri. - La documentazione storica consente di collegare il loro martirio alla persecuzione contro il cristianesimo giapponese e, più specificamente, alla repressione di coloro che proteggevano i missionari clandestini. L'elemento fondamentale della memoria agiografica è quindi l'ospitalità concessa ai sacerdoti, mentre numerosi particolari biografici personali rimangono sconosciuti.
Fonti e bibliografia essenziale - Martyrologium Romanum, memoria dei beati Gaspare Hikojiro e Andrea Yoshida al 1 ottobre. - Conferenza Episcopale Italiana, Santo del giorno, 1 ottobre, testo dell'elogio tratto dal Martirologio Romano. - The New Catholic Encyclopedia, voce 'Japan, Martyrs of', sintesi basata sugli atti del processo e sugli elenchi dei 205 martiri. - Carla Tronu, Sacred Space and Ritual in Early Modern Japan, studio sulla comunità cristiana di Nagasaki e sull'attività clandestina dei missionari e dei loro collaboratori giapponesi. - Christian Ehalt, studio sulla missione clandestina in Giappone e sui martiri Gaspare Ueda Hikojirō e André Yoshida. - Japan, Martyrs of, repertorio storico sui 205 martiri del Giappone, con riferimento agli atti della causa. - Beati 205 Martiri Giapponesi, elenco dei membri del gruppo con indicazione di Gaspare Ueda Hikojirō e Andrea Yoshida quali laici della diocesi di Nagasaki e membri della Confraternita del Rosario. - Congregazione per le Cause dei Santi, documentazione storica relativa alle cause dei martiri e alla beatificazione dei gruppi di martiri giapponesi.
Autore: Giampietro Cattini
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