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† Numidia, Africa romana, 410 circa
Fu vescovo cattolico di Bagai, importante centro della Numidia romana e, tra IV e V secolo, uno dei luoghi nei quali il conflitto tra cattolici e donatisti assunse forme particolarmente aspre. Le notizie sulla sua vita provengono soprattutto dagli scritti di sant'Agostino, che lo presenta come un ex donatista passato alla comunione cattolica e divenuto vescovo di Bagai. Nel 402 Massimiano chiese di essere sollevato dall'incarico episcopale nel tentativo di porre fine alle tensioni provocate dalla sua presenza, ma continuò successivamente a essere identificato come vescovo cattolico della città. Nel corso delle violenze contro i cattolici fu aggredito nella basilica, gravemente ferito e infine gettato da una torre, creduto morto dai suoi aggressori. Sopravvisse e la sua vicenda contribuì alla conoscenza, presso le autorità imperiali, delle violenze esercitate dai donatisti. La sua memoria liturgica è celebrata il 3 ottobre.
Etimologia: Dal latino Maximianus, nome formato da Maximus, collegato a maximus, 'grandissimo', 'il più grande'.
Martirologio Romano: Commemorazione di san Massimiano, vescovo di Bagaï in Numidia, nell’odierna Algeria, che, dopo avere più volte patito dagli eretici atroci torture, fu infine gettato da una torre e abbandonato come morto; ma, raccolto poi dai passanti e sanato, non desistette dal lottare per la fede cattolica.
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Massimiano apparteneva alla Chiesa africana della Numidia e fu vescovo di Bagai, antica città oggi identificata con Ksar Bagai, nell'attuale Algeria. La città era stata un importante centro cristiano e costituiva anche una delle roccaforti del donatismo, movimento sorto in Africa settentrionale all'inizio del IV secolo e separatosi dalla comunione cattolica. Le notizie biografiche su Massimiano sono limitate. Non sono conosciuti il luogo e la data della sua nascita, né sono note con certezza le circostanze della sua formazione o della sua ordinazione episcopale. Le informazioni più antiche e significative provengono da sant'Agostino, che conobbe direttamente la situazione della Chiesa africana e utilizzò il caso di Massimiano nelle sue opere contro i donatisti. L'Encyclopedia of Ancient Christianity lo identifica come vescovo cattolico di Bagai all'inizio del V secolo e riferisce che in precedenza era stato probabilmente donatista, prima di entrare nella Chiesa cattolica.
Dalla comunione donatista a quella cattolica Il passaggio di Massimiano dal donatismo alla Chiesa cattolica è attestato dalla tradizione agostiniana. La sua vicenda si inserisce in un periodo nel quale il conflitto tra le due comunità cristiane africane non era soltanto dottrinale, ma coinvolgeva anche il possesso delle basiliche, l'esercizio dell'autorità episcopale e il ricorso alle autorità civili. Prima del 402 Massimiano era divenuto vescovo cattolico di Bagai. La sua presenza nella città provocò una forte reazione dei donatisti. Nel concilio di Milevi del 402 fu presa in considerazione anche la situazione di Bagai e Massimiano manifestò la volontà di rinunciare al proprio incarico episcopale per contribuire a ristabilire la pace. Le fonti successive mostrano tuttavia che egli rimase legato alla sede di Bagai e continuò a svolgere il proprio ministero episcopale. La successione e l'effettiva applicazione delle decisioni relative alla sua rinuncia non sono del tutto chiare.
L'aggressione nella basilica La vicenda per la quale Massimiano è ricordato dalle fonti antiche è l'aggressione subita nella basilica di Bagai. Sant'Agostino, nella Lettera 185, riferisce che, dopo che le autorità civili avevano riconosciuto ai cattolici il diritto sulla basilica contesa, Massimiano si trovava presso l'altare quando un gruppo di donatisti lo assalì. Il vescovo fu colpito con bastoni e con diverse armi e venne ferito gravemente all'inguine da un'arma da taglio. La perdita di sangue avrebbe potuto provocarne la morte. Gli aggressori lo trascinarono quindi fuori dalla basilica e, dopo aver impedito ai cattolici di portarlo in salvo, lo gettarono da una torre, ritenendolo ormai morto. Massimiano, invece, sopravvisse alla caduta. Sant'Agostino racconta che precipitò su un cumulo di materiale soffice che attenuò l'impatto e che venne ritrovato durante la notte da alcune persone, le quali lo trasportarono in un luogo religioso. Dopo alcuni giorni di cure riuscì a riprendersi dalle gravissime ferite. La notizia della sua morte si era nel frattempo diffusa oltre l'Africa; quando ricomparve vivo, le ferite ancora recenti testimoniavano la gravità dell'aggressione subita.
La testimonianza di sant'Agostino Il caso di Massimiano ebbe un'importanza particolare nella polemica cattolica contro il donatismo. Sant'Agostino lo presenta esplicitamente come il vescovo cattolico di Bagai vittima della violenza donatista e collega l'aggressione alle controversie per il possesso delle basiliche. Nella Lettera 185, composta nel contesto della controversia donatista, Agostino ricorda che l'aggressione contro Massimiano aveva contribuito a portare all'attenzione delle autorità imperiali la gravità delle violenze subite dai vescovi e dai fedeli cattolici. L'episodio si colloca quindi nel periodo nel quale il governo dell'imperatore Onorio adottò nuove misure contro il movimento donatista. La testimonianza agostiniana è particolarmente importante perché è contemporanea agli eventi e consente di distinguere il nucleo storico della vicenda dai successivi sviluppi agiografici. Le fonti antiche documentano l'aggressione e la sopravvivenza di Massimiano, ma non permettono di ricostruire con sicurezza tutti gli anni successivi della sua vita.
Gli ultimi anni Dopo l'aggressione Massimiano compare ancora nella documentazione relativa alla controversia tra cattolici e donatisti, ma le notizie biografiche diventano progressivamente più scarse. È attestato come vescovo cattolico di Bagai nel contesto delle violenze dei primi anni del V secolo. La data della sua morte non è conosciuta. La tradizione agiografica la colloca generalmente intorno al 410, ma questa indicazione non deriva da una testimonianza contemporanea sufficientemente precisa. La sua presenza storicamente documentata appartiene invece ai primi anni del V secolo, con attestazioni collegate agli eventi del 402-405.
Bagai e il donatismo Bagai era uno dei centri più importanti del donatismo in Numidia. Nel 394 vi si era riunito un grande concilio donatista, al quale parteciparono più di trecento vescovi. Questo contesto spiega la particolare tensione che accompagnò la presenza di un vescovo cattolico nella città. La vicenda di Massimiano non deve essere confusa con quella dell'omonimo Massimiano che, negli anni Novanta del IV secolo, fu protagonista di una frattura interna al donatismo e divenne per un certo periodo rivale di Primiano di Cartagine. Si tratta di una questione onomastica importante: le fonti moderne distinguono il vescovo cattolico di Bagai dal Massimiano legato allo scisma interno al donatismo.
La memoria liturgica La memoria di Massimiano fu inserita nel Martirologio Romano dal cardinale Cesare Baronio nel XVI secolo, sulla base soprattutto delle testimonianze di sant'Agostino. Non sono note attestazioni sicure di un culto pubblico anteriore a questo periodo. La memoria liturgica è fissata al 3 ottobre. Il Martirologio Romano lo presenta come vescovo di Bagai in Numidia e ricorda le torture subite dagli eretici, la caduta dalla torre e la sua sopravvivenza. Il termine 'confessore' risulta più appropriato rispetto a 'martire' in senso stretto, poiché Massimiano non morì nell'aggressione che costituisce il centro della sua memoria agiografica.
Curiosità - Il nome latino Maximianus appartiene alla famiglia dei nomi derivati da Maximus, collegato al superlativo latino maximus, 'grandissimo' o 'il più grande'. - La città di Bagai, oggi Ksar Bagai, era situata nella Numidia romana e fu uno dei centri africani maggiormente coinvolti nelle controversie tra cattolici e donatisti. - Sant'Agostino riferisce che la notizia della morte di Massimiano si diffuse prima che fosse riconosciuto come ancora vivo; la sua successiva comparsa permise di constatare direttamente la gravità delle ferite riportate.
Cronologia - 402-08-27 - Nel concilio di Milevi viene affrontata la situazione di Massimiano, vescovo cattolico di Bagai, che aveva manifestato la volontà di rinunciare all'episcopato per contribuire alla pacificazione della città. - 404 - Massimiano è vittima di una violenta aggressione nella basilica contesa di Bagai; viene gravemente ferito e gettato da una torre, ma sopravvive. - 405 - La vicenda di Massimiano rientra nel contesto delle misure imperiali adottate contro le violenze dei donatisti durante il regno di Onorio. - dopo il 405 - Le fonti non consentono di stabilire con certezza ulteriori episodi della vita di Massimiano né la data della sua morte. - XVI secolo - Cesare Baronio introduce la memoria di Massimiano nel Martirologio Romano alla data del 3 ottobre.
Valutazione storico-critica - Massimiano di Bagai è storicamente identificabile come vescovo cattolico della città di Bagai, in Numidia, all'inizio del V secolo. La sua esistenza e il suo episcopato sono attestati soprattutto dalle opere e dalle lettere di sant'Agostino. - Il passaggio di Massimiano dal donatismo alla comunione cattolica è riferito dalla tradizione agostiniana e trova posto nel quadro delle controversie ecclesiali africane dell'epoca. L'Encyclopedia of Ancient Christianity considera probabile la sua precedente appartenenza al donatismo. - L'aggressione subita a Bagai costituisce l'episodio meglio documentato della sua vita. La descrizione di sant'Agostino comprende le ferite, il tentativo di soccorso, la caduta dalla torre e la successiva guarigione. - La data della morte non è documentata con precisione. L'indicazione tradizionale intorno al 410 deve quindi essere considerata approssimativa; le attestazioni storiche sicure appartengono ai primi anni del V secolo. - Il Massimiano vescovo cattolico di Bagai deve essere distinto dal Massimiano coinvolto negli anni 393-394 nello scisma interno al donatismo. L'omonimia ha favorito successive confusioni, ma le due figure appartengono a contesti differenti. - Non è documentato un culto di Massimiano anteriore al XVI secolo. La sua memoria fu inserita nel Martirologio Romano da Cesare Baronio sulla base delle testimonianze agostiniane. - Massimiano non può essere qualificato propriamente come martire, poiché sopravvisse all'aggressione. La sua memoria liturgica conserva invece la figura di un vescovo che subì violenza a causa della propria appartenenza alla Chiesa cattolica.
Fonti e bibliografia essenziale - Sant'Agostino, Epistula 185, 26-27, testimonianza contemporanea sull'aggressione subita da Massimiano, vescovo cattolico di Bagai. - Sant'Agostino, Contra Cresconium grammaticum et Donatistam, III, 43, testimonianza sulla violenza subita da Massimiano nel contesto della controversia donatista. - Concilia Africae a. 345-a. 525, a cura di Charles Munier, Corpus Christianorum, Series Latina 149, Turnhout, Brepols, 1974. - De S. Maximiano episcopo confessore Bagaiae in Africa, in Acta Sanctorum, Octobris, II, Parigi-Roma, 1866, pp. 160-163. - Pietro Bertocchi, Massimiano, vescovo di Ksar Bagai, in Bibliotheca Sanctorum, IX, coll. 15-16. - Auguste Audollent, Bagai, in Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, VI, 1932, coll. 188-191. - André Mandouze, Prosopographie chrétienne du Bas-Empire, 1. Prosopographie de l'Afrique chrétienne (303-533), Paris, Éditions du Centre National de la Recherche Scientifique, 1982, pp. 723-725, Maximianus 6. - Anatole Toulotte, Géographie de l'Afrique chrétienne. Numidie, Rennes-Paris, 1894, pp. 57-60. - Angelo Di Berardino, Maximian of Bagai, in Encyclopedia of Ancient Christianity, II, Downers Grove, InterVarsity Press, 2014, p. 743. - Martyrologium Romanum, editio typica altera, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2004, memoria del 3 ottobre. Autore: Giampietro Cattini
Ksar Bagai è l’antica città romana di Bagai, oggi deserta, a circa cento Kilometri in linea d’aria da Costantina, una delle sedi vescovili della Numidia, ma purtroppo anche una delle roccheforti dell’eresia donatista.
Massimiano, che ne fu vescovo nei primi anni del secolo V, ci è noto solo per ciò che ne scrive sant'Agostino: da questi sappiamo che era stato donatista, ma che, essendosi riconciliato con la Chiesa, aveva indirizzato al concilio di Milevi (27 agosto 402) una lettera con la quale sollecitava le proprie dimissioni, sperando ossi di calmare le agitazioni dei donatisti della Sua città.
Si trovò: invece esposto al loro odio, poiché il concilio aveva accettate le sue dimissioni, ma nel contempo lo aveva mantenuto nella sua sede.
Lo troviamo infatti ancora vescovo nel 404, anno nel quale le lotte religiose, già prima molto accese, scoppiarono violente: i donatisti incendiarono perfino una basilica e ne bruciarono i libri sacri; in più, avendo Massimiano emesso una sentenza relativa ad una basilica eretta sul fondo Calvianum, da loro usurpata, si scatenarono ferocemente contro di lui, lo inseguirono fin sotto l’altare dov’egli tentava di rifugiarsi, lo colpirono selvaggiamente, gli strapparano le vesti, lo trascinarono e, strappatolo dalle mani dei cattolici che erano accorsi a liberarlo, lo batterono di nuovo, e di notte lo gettarono dall’alto di una torre. L’infelice cadde sopra un mucchio di immondizie e lì fu rinvenuto e raccolto miracolosamente ancora vivo.
Ormai, anche in Italia, dov’era giunta eco di quelle atrocità, lo si credeva morto; ma Massimiano sopravvisse; pare anzi che abbia potuto sostenere il viaggio fino a Roma, dove l’imperatore Onorio, turbato alla vista delle sue cicatrici e sollecitato, inoltre, dalla delegazione inviata dal concilio di Cartagine del 404, emanò, nel febbraio 405, nuovi e più severi editti contro i donatisti.
Con tutto ciò le agitazioni non finirono; quanto a Massimiano non ne sappiamo più nulla; nessun martirologio antico lo ricorda; né abbiamo traccia di culto antico; il Baronio, però, lo introdusse nel Martirologio Romano al 3 ottobre basandosi sui testi di sant'Agostino che, invero, sono ancora oggi una testimonianza vigorosamente commossa.
Autore: Pietro Bertocchi
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