San Felice di Bologna

Vescovo

Festa: 4 dicembre

Nascita-morte: † Bologna, 4 dicembre 432

Nascita - morte:
† Bologna, 4 dicembre 432

Festa:
4 dicembre

Etimologia:
Dal latino Felix, 'felice', 'fortunato'

Emblema:
Abiti e insegne episcopali

Categoria: I santi che iniziano con la lettera F

Calendario: I santi del 4 dicembre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

A Bologna, san Felice, vescovo, che era stato diacono della Chiesa di Milano sotto sant’Ambrogio.

Fù un ecclesiastico attivo tra la fine del IV e i primi decenni del V secolo, ricordato come settimo vescovo della città e immediato predecessore di san Petronio. Prima dell'episcopato appartenne al clero di Milano: Ambrogio lo menziona come diacono incaricato nel 394 di recare una lettera all'imperatore Teodosio, con una richiesta di clemenza per persone ricorse alla protezione ecclesiastica. La testimonianza colloca Felice entro le relazioni tra episcopato e potere imperiale nell'ultima fase del regno di Teodosio. La cronologia della sua guida della Chiesa bolognese è approssimativa: le ricostruzioni la situano dopo il 397 e prima dell'ascesa di Petronio, attorno al 431 o 432. Il 4 dicembre 432 è la data di morte trasmessa dalla tradizione, non una data dimostrata da un atto contemporaneo. La Chiesa di Bologna ne celebra oggi la memoria il 3 ottobre, mentre il 4 dicembre rimane associato alla sua commemorazione tradizionale. Il culto è attestato anche dalla venerazione del capo nella cattedrale bolognese, dove fu collocato nel 1586 dal cardinale Gabriele Paleotti.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

Il diacono della Chiesa milanese
La testimonianza più significativa su Felice lo colloca nell'ambiente di Ambrogio, vescovo di Milano. Nella lettera indirizzata all'imperatore Teodosio, generalmente identificata come epistola 62, Ambrogio affida al diacono Felice una comunicazione e un memoriale in favore di persone che avevano chiesto misericordia e protezione alla Chiesa. La missione è datata al 394 nella ricostruzione adottata dall'ufficio liturgico bolognese. L'espressione con cui Ambrogio presenta Felice mostra un rapporto di fiducia, ma non consente di ricostruirne l'origine familiare, gli studi o la precedente carriera.
Il contesto era quello di un episcopato capace di intervenire presso l'autorità imperiale, soprattutto in materia di clemenza e intercessione. Il diacono non appare come semplice portatore anonimo: è investito della rappresentanza del vescovo e dell'incarico di esporre una richiesta. Ciò non equivale però a documentare ulteriori missioni diplomatiche o un ruolo stabile presso la corte.

Dalla testimonianza ambrosiana alla sede di Bologna
La tradizione episcopale di Bologna identifica il diacono di Ambrogio con il successivo vescovo Felice. La corrispondenza cronologica rende plausibile tale identificazione; resta necessario distinguere la menzione contemporanea del diacono dalla ricostruzione successiva della successione episcopale. Paolino, autore della Vita di Ambrogio, conserva il ricordo di Felice nell'ambiente milanese, mentre la cronotassi bolognese lo registra come settimo vescovo.
L'ordine tradizionale dei presuli colloca prima di lui Eustasio e dopo di lui Petronio. La cronotassi pubblicata dall'Arcidiocesi propone per Felice un inizio attorno al 397 e una conclusione nel 431; la Biblioteca comunale dell'Archiginnasio indica più prudentemente un episcopato successivo al 397 e anteriore al 431/432. Non sono conservati, nelle testimonianze qui considerate, atti di consacrazione, decreti episcopali o lettere sicuramente scritte da Felice durante il governo bolognese.

Una Chiesa tra Milano e Bologna
La comunità cristiana bolognese si era sviluppata nel IV secolo e manteneva rapporti significativi con la Chiesa di Milano. Ambrogio aveva favorito la venerazione dei martiri Vitale e Agricola, legati alla memoria cristiana cittadina. In tale contesto l'arrivo di un ecclesiastico formato nel clero milanese è coerente con la circolazione di persone e modelli pastorali nell'Italia settentrionale tardoantica.
Non è tuttavia possibile attribuire personalmente a Felice specifiche fondazioni, interventi edilizi, sinodi o iniziative disciplinari. La conoscenza della sua attività bolognese deriva soprattutto dalla sua posizione nella successione dei vescovi, non da un racconto contemporaneo articolato del suo governo. Anche le valutazioni della durata dell'episcopato dipendono dalle date, in parte congetturali, attribuite ai suoi predecessori e successori.

La morte e la successione di Petronio
La tradizione indica il 4 dicembre 432 come giorno della morte di Felice. L'indicazione non coincide perfettamente con tutte le ricostruzioni cronotassiche: la successione di Petronio è collocata intorno al 431 o 432. Per questo la data precisa della morte non può essere assunta come certezza indipendente. È invece stabilmente attestata nella memoria locale la posizione di Felice come predecessore di Petronio, destinato a diventare il principale patrono di Bologna.
L'assenza di una biografia antica dettagliata non deve essere colmata con episodi edificanti. Non sono documentate parole pronunciate sul letto di morte, miracoli compiuti durante l'episcopato o circostanze particolari della sepoltura originaria. La tradizione cultuale, pur importante per la storia religiosa della città, non costituisce una cronaca diretta degli ultimi giorni del vescovo.

La memoria e le reliquie
Il culto di Felice è conservato nella liturgia della Chiesa bolognese. Il calendario proprio attuale ne fissa la memoria al 3 ottobre. La pagina liturgica diocesana ricorda invece il 4 dicembre 432 come data tradizionale della morte. La distinzione tra commemorazione locale vigente e data tramandata evita di considerare le due indicazioni come reciprocamente esclusive.
Un momento significativo della storia del culto fu la collocazione del capo attribuito a Felice nella cattedrale, per iniziativa del cardinale Gabriele Paleotti nel 1586. L'evento testimonia la valorizzazione della memoria dei vescovi antichi nella Bologna della riforma cattolica; non prova, da solo, la continuità documentaria dell'identificazione della reliquia dal V al XVI secolo.

Cronologia

- 394 - Felice, diacono milanese, è incaricato da Ambrogio di una missione presso Teodosio, secondo la datazione della tradizione liturgica bolognese.
- Dopo il 397 - Inizio probabile dell'episcopato bolognese.
- Circa 431/432 - Fine dell'episcopato e successione di Petronio.
- 4 dicembre 432 - Data tradizionale della morte, non accertata con precisione documentaria.
- 1586 - Il cardinale Gabriele Paleotti colloca nella cattedrale il capo venerato come reliquia di Felice.

Valutazione storico-critica

- La lettera di Ambrogio costituisce una testimonianza prossima agli avvenimenti sull'attività del diacono Felice.
- L'identificazione del diacono milanese con il vescovo bolognese è tradizionale e cronologicamente coerente, ma le fonti non forniscono una biografia continua.
- La cronotassi episcopale è approssimativa: le indicazioni 431 e 432 non permettono di fissare con certezza il giorno della morte.
- Il 3 ottobre è la memoria liturgica locale vigente; il 4 dicembre appartiene alla tradizione commemorativa relativa alla morte.
- La presenza del capo nella cattedrale è attestata dalla tradizione ecclesiastica relativa al 1586; l'autenticità materiale della reliquia non risulta dimostrata da documentazione contemporanea al santo.

Fonti e bibliografia essenziale

- Ambrogio di Milano, Epistola 62, 3, nella tradizione editoriale Patrologia Latina, vol. 16.
- Arcidiocesi di Bologna, Ufficio liturgico, 3 ottobre: San Felice, vescovo, calendario proprio bolognese.
- Arcidiocesi di Bologna, La cronotassi dei vescovi diocesani.
- Biblioteca comunale dell'Archiginnasio, Il governo di Bologna: Vescovi di Bologna dalle origini a oggi.
- Arcidiocesi di Bologna, La storia dell'Arcidiocesi bolognese.

Aggiunto/modificato il 2 novembre 2026