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San Cipriano di Tolone Vescovo

Festa: 3 ottobre

† Tolone, Var, Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Francia, 546-549

Fu un vescovo della Gallia meridionale nella prima metà del VI secolo e uno dei principali collaboratori di san Cesario d'Arles. La sua figura è documentata soprattutto attraverso gli atti dei concili gallici, una lettera indirizzata al vescovo Massimo di Ginevra e la Vita Caesarii Arelatensis, alla cui composizione partecipò direttamente. Come vescovo di Tolone intervenne nelle controversie teologiche sulla grazia e sul libero arbitrio che interessarono le Chiese della Gallia, sostenendo le posizioni promosse da Cesario e successivamente accolte nel concilio di Orange del 529. Nel concilio di Valenza, al quale Cesario non poté partecipare per malattia, Cipriano rappresentò il suo orientamento teologico. La sua ultima presenza documentata risale al concilio di Orléans del 541; prima dell'ottobre 549 gli era già succeduto il vescovo Palladio. La memoria liturgica di Cipriano è celebrata il 3 ottobre e il suo culto, attestato a Tolone almeno in epoca medievale, lo ha reso uno dei principali patroni della città.

Patronato: Tolone

Etimologia: Dal latino Cyprianus, derivato da cyprius, 'originario di Cipro'.

Martirologio Romano: A Toulon nella Provenza in Francia, san Cipriano, vescovo, che, discepolo di san Cesario di Arles, difese in molti concili la retta fede sulla grazia, sostenendo che nessun beneficio si può di per sé trarre dalle realtà divine, se non prima invocato dalla grazia preveniente di Dio.


Le informazioni sulla nascita e sulla famiglia di Cipriano sono tarde e non possono essere considerate pienamente sicure. Fonti storiografiche moderne lo collocano intorno al 475 e oscillano tra Marsiglia e Arles come luogo di origine. La tradizione che lo presenta come appartenente alla famiglia marsigliese dei Montolieu non è sostenuta da documentazione contemporanea e fu già sottoposta a severe obiezioni dagli studiosi degli Acta Sanctorum.
Cipriano fu discepolo e collaboratore di Cesario d'Arles. La sua formazione si svolse nell'ambiente ecclesiastico e monastico della Provenza e la sua figura emerge progressivamente nella cerchia del vescovo di Arles. Una tradizione biografica successiva gli attribuisce una formazione presso l'abbazia di San Vittore di Marsiglia, ma i dettagli cronologici della sua prima vita non sono sufficientemente documentati.
La relazione con Cesario è invece solidamente attestata. Cipriano divenne membro del clero di Arles e fu ordinato diacono da Cesario nel 506 secondo la tradizione accolta dalla storiografia; in seguito assunse la sede episcopale di Tolone. La cronologia precisa dell'elezione e della consacrazione non è del tutto sicura, mentre la sua presenza come vescovo è documentata almeno dal concilio di Arles del 524.

Vescovo di Tolone
Come vescovo, Cipriano partecipò alla vita conciliare della Gallia meridionale. La sua presenza è attestata negli atti di diversi concili della prima metà del VI secolo, tra cui quelli di Arles, Carpentras, Orange, Vaison, Valenza e Orléans. La documentazione conciliare permette di seguire la sua attività molto meglio di quanto sia possibile ricostruire la sua vita personale.
Il principale ambito nel quale la sua figura acquista rilievo storico è la controversia sulla grazia, il libero arbitrio e la predestinazione, comunemente indicata nella storiografia come controversia semipelagiana. Cipriano si schierò con la posizione teologica sostenuta da Cesario, secondo la quale l'iniziativa della grazia divina precede ogni autentico progresso dell'uomo verso Dio.
La Vita Caesarii ricorda esplicitamente la sua partecipazione al concilio di Valenza. Cesario, impedito dalla malattia, inviò a Valenza alcuni vescovi, tra i quali Cipriano di Tolone. Il testo lo presenta come il principale rappresentante della posizione di Cesario e riferisce che egli fondò le proprie argomentazioni sulla Sacra Scrittura e sull'insegnamento degli antichi Padri.
Il concilio di Orange del 529 aveva già formulato in modo particolarmente autorevole la dottrina sulla necessità della grazia preveniente. Cipriano partecipò a questo movimento teologico e continuò a difenderne le posizioni nelle successive assemblee episcopali. La sua attività mostra quindi il ruolo assunto dai vescovi provenzali nella definizione della dottrina occidentale sulla grazia durante la prima metà del VI secolo.

La lettera a Massimo di Ginevra
A Cipriano è attribuita anche una lettera indirizzata a Massimo, vescovo di Ginevra. La lettera, conservata nella raccolta delle lettere dell'età merovingia, riguarda una questione cristologica discussa nelle Chiese galliche del tempo e costituisce una testimonianza diretta della sua attività teologica. La datazione è generalmente collocata intorno agli anni Venti-Trenta del VI secolo.
Questo documento è particolarmente importante perché permette di conoscere il pensiero di Cipriano attraverso uno scritto direttamente collegato alla sua attività episcopale, indipendentemente dalla successiva tradizione agiografica.

La Vita di Cesario d'Arles
La maggiore opera legata al nome di Cipriano è la Vita Caesarii Arelatensis. L'opera fu composta dopo la morte di Cesario e nacque dalla richiesta di Cesaria, responsabile della comunità femminile fondata ad Arles da Cesario. Il primo libro reca la responsabilità di Cipriano, Firmino e Vivenzio, tutti vescovi; il secondo fu composto dal presbitero Messiano e dal diacono Stefano.
La stessa opera conserva indicazioni preziose sulla partecipazione di Cipriano alla vicenda ecclesiastica del suo tempo. Nel primo libro egli appare non soltanto come biografo, ma come testimone appartenente alla cerchia più vicina a Cesario. Gli autori dichiarano di avere utilizzato ricordi personali, testimonianze di altri discepoli e informazioni ricevute da persone che avevano conosciuto direttamente il vescovo di Arles.
La Vita Caesarii è considerata uno dei testi agiografici più importanti della Gallia del VI secolo. La sua testimonianza è particolarmente significativa per la ricostruzione della vita di Cesario, ma fornisce anche dati di prima importanza sull'attività ecclesiastica dei suoi collaboratori, tra i quali Cipriano.

Gli ultimi anni
Cipriano partecipò al concilio di Orléans del 14 maggio 541, dove sottoscrisse gli atti come vescovo di Tolone. Questa è l'ultima attestazione conciliare certa della sua attività episcopale. Nel concilio di Orléans del 549 compare invece Palladio come vescovo di Tolone. Cipriano dovette quindi morire prima di quella assemblea, probabilmente alcuni anni dopo la morte di Cesario nel 542.
La data tradizionale del 3 ottobre 546 è largamente ripetuta nella storiografia agiografica moderna, ma gli Acta Sanctorum rilevarono già l'impossibilità di dimostrare con sicurezza né l'anno né il giorno della morte. La conclusione più prudente è pertanto quella di collocarla prima dell'ottobre 549, con una possibile datazione intorno al 545-546.
Non risulta che Cipriano sia morto martire. Una tradizione medievale lo collegò a Mandriano e Flaviano e a un presunto martirio durante un'incursione longobarda, ma gli Acta Sanctorum mostrarono l'incompatibilità cronologica di tale racconto: la morte di Cipriano deve essere collocata prima dell'arrivo di Alboino in Italia e non può quindi essere ricondotta alla persecuzione longobarda della seconda metà del VI secolo.

Il culto a Tolone
Il culto di Cipriano è strettamente legato alla Chiesa di Tolone. Gli Acta Sanctorum attestano una venerazione pubblica del santo nella città e ricordano la sua qualifica di patrono di Tolone. Un documento relativo alla fondazione della chiesa di Notre-Dame de la Seds, tradizionalmente datato al 1096, contiene riferimenti a una cappella di San Cipriano e al culto del vescovo, anche se l'autenticità e la trasmissione di quel documento sono state oggetto di discussione critica.
La cattedrale di Tolone conserva ancora una cappella dedicata a San Cipriano, nella quale sono presenti reliquie attribuite a lui e ad altri santi legati alla tradizione locale. La storia dell'edificio documenta inoltre la lunga continuità della memoria del vescovo nella città.

Le reliquie e la festa
Un documento relativo al vescovo Ponzio Rausin attesta la scoperta del corpo attribuito a Cipriano nella casa episcopale nel 1201 e la successiva traslazione delle reliquie. La tradizione medievale collegò a questa traslazione la celebrazione liturgica del 3 ottobre. Gli Acta Sanctorum osservavano infatti che, non essendo conosciuto con certezza il giorno della morte, la memoria del santo poteva essere stata fissata nel giorno dell'invenzione o della traslazione delle reliquie.
La cattedrale di Tolone documenta la presenza delle reliquie di San Cipriano nella cosiddetta cappella delle Sante Reliquie, costruita nel XV secolo e successivamente incorporata nell'edificio cattedrale.

Curiosità
- Cipriano è uno dei principali autori della Vita Caesarii Arelatensis, ma l'opera non è esclusivamente sua: il primo libro fu composto insieme ai vescovi Firmino e Vivenzio, mentre il secondo è attribuito al presbitero Messiano e al diacono Stefano.
- La tradizione che collegava Cipriano alla famiglia marsigliese dei Montolieu fu sottoposta a una critica particolarmente severa negli Acta Sanctorum: l'uso di un cognome familiare di questo tipo per un personaggio del VI secolo fu considerato un forte indizio di posteriorità della tradizione.

Cronologia
- 506 - Cipriano è ordinato diacono da Cesario d'Arles secondo la tradizione storiografica derivata dalle fonti agiografiche.
- 524 - Cipriano compare come vescovo di Tolone al concilio di Arles, prima attestazione conciliare sicura della sua dignità episcopale.
- 527 - Cipriano partecipa al concilio di Carpentras secondo la tradizione documentaria dei concili gallici.
- 529 - Cipriano partecipa alle assemblee episcopali della Gallia meridionale impegnate nella controversia sulla grazia.
- 529 - Al concilio di Valenza Cipriano rappresenta Cesario d'Arles, impedito dalla malattia, e difende la dottrina della grazia preveniente.
- 530 circa - Cipriano redige una lettera indirizzata a Massimo, vescovo di Ginevra, nella quale affronta una controversia cristologica.
- 541-05-14 - Cipriano sottoscrive gli atti del concilio di Orléans come vescovo di Tolone.
- 542 - Muore Cesario d'Arles. Cipriano gli sopravvive e partecipa alla composizione della Vita Caesarii Arelatensis.
- 545-546 circa - Periodo probabile della morte di Cipriano secondo una parte della tradizione storiografica, senza una testimonianza contemporanea decisiva.
- Prima dell'ottobre 549 - Cipriano muore; Palladio risulta già vescovo di Tolone al concilio di Orléans del 549.
- 1096 - Un documento relativo alla fondazione di Notre-Dame de la Seds contiene un riferimento al culto di San Cipriano a Tolone, sebbene l'autenticità e la trasmissione del documento siano state discusse.
- 1201 - Un documento attribuito al vescovo Ponzio Rausin riferisce l'invenzione del corpo di San Cipriano nella casa episcopale di Tolone e la successiva traslazione delle reliquie.

Valutazione storico-critica
- Cipriano di Tolone è un personaggio storicamente ben attestato. La sua esistenza, la dignità episcopale e la partecipazione alla vita ecclesiastica della Gallia meridionale sono documentate dagli atti conciliari e dalla Vita Caesarii Arelatensis.
- La data di nascita non è conosciuta. L'indicazione di circa 475 e l'identificazione di Marsiglia o Arles come luogo d'origine appartengono alla ricostruzione moderna e non possono essere considerate dati certi.
- L'appartenenza di Cipriano alla famiglia dei Montolieu è una tradizione tarda e non documentata da fonti contemporanee. Gli Acta Sanctorum ne contestarono esplicitamente la base documentaria.
- La sua attività episcopale è documentata almeno dal 524 al 541. La presenza di Palladio come vescovo di Tolone nel 549 stabilisce un termine cronologico sicuro per la morte di Cipriano.
- L'anno 546 e la data del 3 ottobre sono frequentemente riportati nelle fonti agiografiche moderne, ma gli Acta Sanctorum conclusero che non era possibile stabilire con sufficiente sicurezza né il giorno né l'anno della morte. La data 3 ottobre appartiene certamente alla tradizione cultuale, mentre la sua coincidenza con il giorno della morte rimane incerta.
- La partecipazione di Cipriano alla controversia sulla grazia è particolarmente ben attestata dalla Vita Caesarii, che lo presenta come rappresentante di Cesario al concilio di Valenza. Il suo ruolo nella diffusione della posizione pro-agostiniana nella Gallia meridionale è confermato dalla storiografia moderna.
- La Vita Caesarii è una fonte di primaria importanza, ma ha carattere agiografico e non costituisce una biografia moderna. Il primo libro fu scritto da Cipriano insieme a Firmino e Vivenzio e il secondo da Messiano e Stefano; la partecipazione diretta di Cipriano è quindi certa, mentre l'attribuzione esclusiva dell'intera opera a lui non è sostenibile.
- La tradizione del martirio di Cipriano durante un'incursione longobarda è cronologicamente incompatibile con la documentazione relativa alla sua morte e non è storicamente sostenibile. Gli Acta Sanctorum esclusero espressamente che il vescovo di Tolone fosse morto martire in quel contesto.
- Il culto di Cipriano a Tolone è antico e storicamente attestato almeno in epoca medievale. Le reliquie attribuitegli furono oggetto di traslazione e venerazione pubblica, ma la distanza cronologica tra la morte e la prima documentazione medievale impedisce di ricostruire con certezza tutte le fasi della loro autenticazione.
- Cipriano è venerato come santo attraverso un culto locale antico; non risulta una procedura moderna di beatificazione o canonizzazione paragonabile a quelle previste dall'attuale disciplina canonica. La memoria liturgica locale ricorre il 3 ottobre.

Fonti e bibliografia essenziale
- Vita Caesarii Arelatensis, libro I, attribuito a Cipriano di Tolone, Firmino di Uzès e Vivenzio, in Sancti Caesarii episcopi Arelatensis opera omnia, a cura di Germain Morin, vol. II, Maredsous, 1942, pp. 291-345.
- Vita Caesarii Arelatensis, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores rerum Merovingicarum, III, pp. 457-501.
- Epistola Cypriani Telonensis ad Maximum Genevensem, in Monumenta Germaniae Historica, Epistolae, III, pp. 434-436.
- Concilia Galliae, Corpus Christianorum, Series Latina, 148-148A, Brepols, 1963, per gli atti dei concili ai quali partecipò Cipriano.
- Acta Sanctorum, 3 ottobre, tomo II, pp. 164-178, studio critico della cronologia, del culto, delle reliquie e delle tradizioni relative a Cipriano di Tolone.
- Victor Saxer, voce 'Cyprian of Toulon', in Encyclopedia of Ancient Christianity, con bibliografia delle principali fonti antiche e degli studi moderni.
- William E. Klingshirn, Caesarius of Arles: Life, Testament, Letters, Liverpool University Press, 1994, traduzione e studio della Vita Caesarii.
- Cathédrale de Toulon, documentazione storica sulla cattedrale, sulla cappella di San Cipriano e sulle reliquie conservate nell'edificio.
- Institut national d'histoire de l'art, Sandrine Chabre, La cathédrale de Toulon, Bulletin de la société des amis du vieux Toulon, 118S, 1996, pp. 1-28, con riferimento anche alle reliquie di San Cipriano.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Ad Arles o a Marsiglia nacque Cipriano uno dei discepoli prediletti del grande san Cesario, dal quale ricevette la sua formazione letteraria e dottrinale. In un brano della sua Vita Caesarii, Cipriano si rammarica umilmente di non aver profittato appieno della familiarità col maestro: «Vae mihi misero Cypriano, qui tam tepidus in discendo extiti, ut modo cognoscam et poeniteam. Quare de tanti fontis fluentis non tantum hausi, quantum mea indigebat ariditas?». Ordinato diacono nel 506 da san Cesario stesso, fu da questi consacrato vescovo di Tolone verso il 515; la data di consacrazione non si può determinare con certezza ma, poiché tra i firmatari del concilio provinciale di Arles del 524 Cipriano precede alcuni vescovi che già nel 517 avevano partecipato al concilio di Epaona, si può ritenere che il suo episcopato sia iniziato qualche tempo prima del 517.
Cipriano prese parte a numerosi concili sostenendo Cesario nella lotta contro il semipelagianesimo.
Nel 529, i vescovi della provincia di Vienne si riunirono a Valence per esaminare con spirito critico le definizioni del celebre concilio di Orange «de gratia et libero arbitrio», nel quale la dottrina cattolica era stata espressa con particolare chiarezza e decisione: san Cesario, non potendo intervenire di persona a causa di una indisposizione, inviò Cipriano il quale, con le sue argomentazioni, riuscì a convincere quei vescovi a far proprie le definizioni di Orange, riconoscendo in esse la retta dottrina cattolica. Quando la Provenza fu incorporata al regno dei Franchi, Cipriano prese parte al concilio nazionale di Orléans del 541, dal quale la dottrina ortodossa, propugnata da san Cesario e dai suoi seguaci, fu diffusa in tutta la Francia. Nel suo testamento san Cesario lasciò a Cipriano il suo «mantum et cinctorium meliorem».
Su richiesta di santa Cesaria la Giovane, badessa del monastero di Arles, alla morte del grande arcivescovo (543), Cipriano ne compose la Vita che resta una delle migliori opere biografiche del sec. VI. Collaborarono a tale opera i vescovi Firmino e Vivenzio, il presbitero Messiano e il diacono Stefano. Di Cipriano è pervenuta anche una lettera sulla dottrina dell'Incarnazione indirizzata a Massimo, vescovo di Ginevra . Cipriano morì prima del 549 (anno in cui al concilio nazionale di Orléans partecipò il suo successore, Palladio), forse verso il 546.
Sul principio del sec. XIII si trovarono le sue reliquie che furono poste in onore nella cattedrae di Tolone, in una cappella a lui dedicata: il capo, invece, fu conservato a parte.
In epoca che non è possibile precisare. Cipriano fu proclamato compatrono della città di Tolone e contitolare della cattedrale. Fin dal sec. XVI la sua festa viene solennemente celebrata il 3 ottobre con Messa e Ufficio proprio: forse a questa data si ricorda una traslazione. Lo stesso giorno egli è celebrato a Marsiglia.


Autore:
Gian Michele Fusconi


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-09-17

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