San Quintino

Martire, venerato a Meaux

Festa: 4 ottobre

Nascita-morte: † Turenna, Francia, seconda metà del VI sec.

Immagini di San Quintino Martire, venerato a Meaux

Nascita - morte:
† Turenna, Francia, seconda metà del VI sec.

Festa:
4 ottobre

Etimologia:
Quintino = il quinto figlio nato, dal latino

Categoria: I santi che iniziano con la lettera Q

Calendario: I santi del 4 ottobre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

Nel territorio di Tours in Francia, san Quintino, martire.

E' un martire venerato soprattutto in Turenna e a Meaux, distinto dal più noto san Quintino di Vermandois, martire del III-IV secolo commemorato il 31 ottobre. Le fonti liturgiche e agiografiche riferiscono il culto di Quintino alla seconda metà del VI secolo, ma le informazioni sulla sua vita sono tarde e presentano alcune divergenze. Una tradizione agiografica lo considera originario dell'area parigina e lo colloca al servizio di Gontranno, personaggio identificato variamente con il re burgundo Guntram o con il duca Gontranno Boso. Secondo il racconto, Quintino sarebbe stato ucciso presso un corso d'acqua della Turenna dopo aver respinto le proposte della moglie del proprio signore. Il suo culto è attestato a Tours almeno dall'XI secolo e successivamente si diffuse nella regione; reliquie attribuitegli erano venerate a Meaux almeno dal XIII secolo. La memoria liturgica ricorre il 4 ottobre.

Biografia

A cura di Giampietro Cattini

San Quintino (Quintin, Quentin, Quintinus) appartiene al gruppo dei santi di tradizione turonense la cui memoria è antica, ma la cui biografia è documentata soprattutto attraverso fonti posteriori agli eventi. Gli Acta Sanctorum lo collocano nella seconda metà del VI secolo e lo distinguono espressamente dal celebre san Quintino martire di Vermandois, la cui memoria ricorre il 31 ottobre.
Le informazioni sulla sua origine non sono uniformi. Una tradizione lo presenta nato nella regione parigina, mentre una redazione liturgica conservata nel breviario della chiesa di San Martino di Tours lo dice originario del territorio parigino ma nato a Meaux. Gli stessi Bollandisti rilevarono l'incertezza circa l'identificazione del luogo d'origine. Per questo non è possibile indicare come certa né Parigi né Meaux né Ville-Parisis.

Il servizio presso Gontranno
Secondo la tradizione agiografica, Quintino entrò al servizio di un personaggio chiamato Gunthramnus o Gontranno. Le fonti posteriori non consentono di stabilire con certezza se si trattasse del re Guntram di Borgogna, che regnò dal 561 al 593, oppure del duca Gontranno Boso, attivo nel regno di Sigeberto I. Gli Acta Sanctorum registrano entrambe le possibilità.
Il racconto del breviario di San Martino di Tours presenta Quintino come un giovane di buona condizione sociale, dotato di bellezza e virtù, che si mise al servizio del proprio signore nel territorio della Turenna. Il suo ruolo viene descritto genericamente come servizio personale o militare, senza elementi sufficienti per definirne con precisione la professione.

Il martirio
La tradizione agiografica riferisce che la moglie del suo signore, chiamata Aga in una delle redazioni, avrebbe cercato di indurlo a una relazione illecita. Quintino avrebbe rifiutato, richiamandosi alla fedeltà dovuta al proprio signore e alla castità. Secondo il racconto, la donna, irritata dal rifiuto, avrebbe fatto ricorso a propri complici, che lo uccisero con la decapitazione presso un corso d'acqua chiamato nelle fonti Ageriscus o Angeriscus.
L'episodio deve essere distinto dalla documentazione storica relativa alla sua esistenza. La prima memoria liturgica disponibile presenta infatti Quintino semplicemente come martire nel territorio della Turenna, senza precisare la causa della morte. Le informazioni sulla castità e sulla donna che avrebbe provocato il martirio appartengono a tradizioni agiografiche sviluppatesi in seguito. Gli Acta Sanctorum osservano inoltre che alcune versioni della narrazione divergono tra loro in particolari significativi.
La tradizione racconta anche che, dopo la decapitazione, Quintino avrebbe preso la propria testa e l'avrebbe immersa nell'acqua di una fonte, che sarebbe poi diventata miracolosa. Questo particolare appartiene alla narrazione agiografica e non è sostenuto da una testimonianza contemporanea agli eventi.

Il culto a Tours
La memoria di Quintino è attestata nella tradizione liturgica turonense. Gli Acta Sanctorum registrano diverse testimonianze medievali e moderne che lo commemorano il 4 ottobre nel territorio della Turenna. Il culto era già presente a Tours nell'XI secolo, secondo la documentazione raccolta dalla Conférence des évêques de France, e successivamente si diffuse nella regione.
Un breviario della chiesa di San Martino di Tours, pubblicato nel 1653, conserva un ufficio dedicato a Quintino. In quel calendario la celebrazione compare il 5 ottobre, mentre altre fonti liturgiche la collocano il 4 ottobre. Gli Acta Sanctorum spiegano la celebrazione del 5 ottobre nel breviario turonense con la coincidenza del 4 ottobre con la festa di san Francesco d'Assisi, alla quale era attribuito un ufficio di grado superiore.

La venerazione a Meaux
Il culto di Quintino raggiunse anche Meaux, dove sono attestate reliquie a lui attribuite. La cattedrale di Saint-Étienne ne conserva una tradizione cultuale almeno dal XIII secolo. Una pubblicazione ottocentesca dei Petits Bollandistes indica più precisamente il 1238 come anno nel quale un braccio attribuito al martire sarebbe stato trasferito a Meaux.
La presenza delle reliquie a Meaux contribuì alla caratterizzazione locale del santo come martire venerato dalla Chiesa di quella città. Essa non modifica però l'origine tradizionalmente turonense del culto e del martirio.

Il problema dell'identificazione di Gontranno
L'identificazione di Gontranno è uno degli aspetti più incerti della tradizione. Il nome può riferirsi al re Guntram, figlio di Clotario I e re di Borgogna dal 561 al 593, oppure al duca Gontranno Boso, figura militare dell'epoca di Sigeberto I. Gli Acta Sanctorum registrano esplicitamente entrambe le possibilità senza considerare risolta la questione.

Le diverse tradizioni sull'origine
Le fonti non concordano sul luogo di nascita. Il Martyrologio parigino del 1727 e altre tradizioni indicano Ville-Parisis o il territorio parigino; il breviario turonense parla invece di nascita a Meaux e di origine dal territorio parigino. Gli Acta Sanctorum discutono esplicitamente l'alternativa tra Meaux e Ville-Parisis. L'incertezza impedisce di trasformare una delle due indicazioni in un dato biografico certo.

Distinzione da san Quintino di Vermandois
La distinzione da san Quintino di Vermandois è fondamentale. Quest'ultimo è il martire tradizionalmente associato ad Amiens e a Augusta Viromanduorum, l'attuale Saint-Quentin, e la sua memoria liturgica ricorre il 31 ottobre. Gli Acta Sanctorum precisano all'inizio del commento dedicato al martire turonense che si tratta di una persona diversa.

Curiosità
- La memoria di Quintino compare in tradizioni liturgiche turonensi con una celebrazione il 4 ottobre, mentre il breviario di San Martino di Tours del 1653 la colloca il 5 ottobre.
- Il nome latino Quintinus appartiene alla famiglia onomastica derivata da Quintus, 'quinto'.
- Gli Acta Sanctorum aprono il commento su questo Quintino sottolineando esplicitamente che è diverso dal celebre martire di Vermandois commemorato il 31 ottobre.

Cronologia
- Seconda metà del VI secolo - Periodo generalmente attribuito alla vita e al martirio di Quintino in Turenna.
- XI secolo - Il culto di Quintino è attestato a Tours.
- XII secolo - Una fonte agiografica conservata a Parigi tramanda il racconto del martirio e l'origine parigina del santo secondo la tradizione.
- 1238 - Una tradizione riportata dai Petits Bollandistes colloca in quest'anno il trasferimento a Meaux di un braccio attribuito a Quintino.
- 1653 - Il breviario della chiesa di San Martino di Tours contiene un ufficio proprio di Quintino, celebrato il 5 ottobre.
- 1727 - Il Martyrologio parigino riporta per il 4 ottobre una memoria di Quintino in territorio turonense e riferisce la tradizione della nascita presso Ville-Parisis, del servizio presso Gontranno e del martirio presso l'Angeriscus.

Valutazione storico-critica
- L'esistenza di un culto antico di Quintino in Turenna è meglio attestata della sua biografia individuale. La memoria liturgica e la tradizione cultuale costituiscono il nucleo più solido della documentazione.
- La collocazione cronologica nella seconda metà del VI secolo è sostenuta dalla tradizione agiografica e dalla valutazione dei Bollandisti, ma non è accompagnata da una data precisa di nascita o di morte.
- Il luogo di nascita rimane incerto. Le fonti oscillano tra il territorio parigino, Ville-Parisis e Meaux; gli Acta Sanctorum registrano esplicitamente tale divergenza.
- L'identificazione di Gontranno con il re Guntram o con il duca Gontranno Boso non è risolta. Entrambe le possibilità sono registrate nella tradizione erudita senza una prova conclusiva.
- Il racconto del rifiuto della moglie del signore e della conseguente decapitazione appartiene alla tradizione agiografica. Le prime formule liturgiche che ricordano Quintino come martire non forniscono gli stessi dettagli narrativi.
- Il particolare della decapitazione presso l'Ageriscus o Angeriscus e quello della fonte miracolosa derivano da redazioni agiografiche tarde e non risultano confermati da testimonianze contemporanee al martire.
- Le reliquie venerate a Meaux costituiscono un elemento importante della storia del culto, attestato almeno dal XIII secolo, ma la documentazione disponibile non consente di stabilire con certezza l'autenticità storica dei resti attribuiti a Quintino.
- La distinzione da san Quintino di Vermandois è storicamente necessaria. Le due figure appartengono a tradizioni differenti e sono commemorate in date diverse.
- La memoria liturgica del 4 ottobre e la venerazione di Quintino come martire sono consolidate nella tradizione ecclesiastica, mentre la sua biografia dettagliata rimane in larga misura affidata a fonti agiografiche posteriori.

Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, ottobre, tomo II, commento a De S. Quintino martyre in Turonia, Galliae provincia, pp. 470-472. Il commento esamina criticamente culto, cronologia, luogo e causa del martirio e confronta le diverse tradizioni liturgiche e agiografiche.
- Conférence des évêques de France, Nominis, voce Saint Quintin. Riporta la memoria liturgica del 4 ottobre, la tradizione agiografica, l'attestazione del culto a Tours e la venerazione delle reliquie a Meaux.
- Usuarium, Digital Collection of Sources, calendario liturgico medievale. Attesta la celebrazione di sancti Quintini Meldensis martyr il 4 ottobre in una tradizione liturgica.
- Giry e Guérin, Les Petits Bollandistes, XIX secolo, voce relativa a san Quintino martire in Turenna. La tradizione vi è distinta da quella del martire di Vermandois e vi è riferita la presenza di una reliquia del braccio a Meaux.
- Martyrologium Parisiense, Parigi, 1727, memoria del 4 ottobre, come riportata e discussa negli Acta Sanctorum.

Biografia

A cura di Antonio Borrelli

Secondo una ‘Vita’ conservata alla Biblioteca Nazionale di Parigi, scritta nel secolo XIII, Quintino nativo della regione parigina, era al servizio di Gontranno, nobile della Turingia, dignitario alla corte di Clotario I (m. 561).
Avendo rifiutato le oscene proposte della moglie del suo padrone, Aza, questa vendicativa donna decise di sbarazzarsene; gli dà incarico di condurre dei cavalli sulle rive dell’Indre, lì giunto lo fece uccidere e decapitare da suoi complici.
La testa gettata in una fontana fece diventare miracolose le sue acque. La vicenda è credibilissima se si inquadra nel contesto storico e ancora assai barbaro del VI secolo, dove la lussuria e la violenza erano usuali alle corti franche.
L’oscuro autore conclude il suo racconto con una invettiva violenta contro le donne malvagie, con l’intenzione di dare una lezione morale.
Di s. Quintino si sa che ebbe un culto al 4 ottobre già nel secolo XI a Tours, che da lì si estese un poco alla volta all’intera regione; nella cattedrale di S. Stefano di Meaux sono custodite, perlomeno dal secolo XIII, le reliquie di s. Quintino martire, venerato appunto a Meaux, ucciso per aver voluto rispettare i Comandamenti di Dio e la fedeltà al suo padrone.

Il nome Quintino è uno dei derivati dal nome latino Quintus (Quinto), molto diffuso fra i romani e che originariamente indicava il “quinto figlio”.

Fonte:

Aggiunto/modificato il 17 settembre 2026