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† Nevers, Francia, 815-816
Fu vescovo di Nevers nell'età di Carlo Magno, in una fase di profonda riorganizzazione politica ed ecclesiastica del regno franco. La sua figura è attestata soprattutto attraverso la tradizione della Chiesa nivernaise, le liste episcopali, la documentazione relativa alla ricostruzione della cattedrale e alcune testimonianze posteriori. Il suo episcopato viene generalmente collocato tra il 795 circa e il 815 o 816. A lui è attribuita la ricostruzione della cattedrale di Nevers, allora in condizioni precarie, e la sua dedicazione ai santi Ciro e Giulitta, in sostituzione dell'antico titolo dei santi Gervasio e Protasio. Girolamo ebbe inoltre rapporti con il potere carolingio, ottenendo la restituzione di beni ecclesiastici sottratti alla Chiesa di Nevers. È ricordata anche la sua partecipazione al concilio di Tours del 813. Il Martyrologium Romanum lo commemora il 5 ottobre, collocandone la morte a Nevers nell'anno 816 e ricordandone la munificenza e la sollecitudine pastorale.
Etimologia: Dal greco Hierṓnymos, composto da hierós, 'sacro', e ónoma, 'nome', con il significato di 'nome sacro' o 'colui che porta un nome sacro'.
Martirologio Romano: A Nevers in Neustria, ora in Francia, san Girolamo, vescovo, che diede lustro alla sua Chiesa con la sua munificenza e la sua sollecitudine pastorale.
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Le notizie sulle origini di Girolamo sono estremamente scarse. Non sono documentati con sicurezza né la data di nascita né i nomi dei genitori o altri particolari della sua famiglia. Le tradizioni agiografiche locali lo presentano come appartenente a un ambiente socialmente elevato e dotato di cultura, ma questi elementi non sono sufficientemente sostenuti da testimonianze contemporanee indipendenti. Anche l'identificazione della sua persona non presenta tuttavia particolari difficoltà: Girolamo appartiene alla successione episcopale di Nevers dell'età carolingia ed è distinto dagli altri santi omonimi. Le liste dei vescovi di Nevers lo collocano immediatamente prima di Giona, attestato dall'inizio del IX secolo.
Il vescovo di Nevers L'episcopato di Girolamo viene generalmente datato dal 795 circa al 815 o 816. Il numero esatto attribuito alla sua posizione nella successione episcopale varia nelle fonti e dipende dalle diverse ricostruzioni delle prime liste dei vescovi di Nevers. Il dato fondamentale, tuttavia, è stabile: Girolamo fu vescovo della città nell'ultimo periodo del regno di Carlo Magno. Quando assunse il governo della diocesi, Nevers risentiva delle devastazioni e delle difficoltà economiche accumulate nei decenni precedenti. Le fonti locali ricordano in particolare il deterioramento degli edifici ecclesiastici e la perdita di beni appartenenti alla Chiesa. Una testimonianza relativa alla tradizione della cattedrale riferisce che Girolamo si adoperò per il recupero dei beni ecclesiastici e per la restaurazione degli edifici di culto.
La ricostruzione della cattedrale L'opera maggiormente legata al suo episcopato è la ricostruzione della cattedrale di Nevers. L'antica chiesa era dedicata ai santi Gervasio e Protasio e, secondo la documentazione e la tradizione successiva, si trovava in condizioni precarie. Girolamo ottenne l'appoggio di Carlo Magno per il recupero di beni ecclesiastici e procedette alla ricostruzione dell'edificio. La cattedrale fu dedicata ai santi Ciro e Giulitta, martiri dell'Asia Minore il cui culto si era diffuso in Occidente. Il sito ufficiale della diocesi di Nevers colloca la dedicazione al 27 ottobre 802, precisando tuttavia che la formula utilizzata è prudenziale. La tradizione nivernaise collega inoltre Girolamo all'arrivo a Nevers di reliquie dei santi Ciro e Giulitta provenienti da Auxerre. Una fonte diocesana moderna riferisce che Girolamo avrebbe ottenuto dall'episcopato di Auxerre reliquie dei due martiri e le avrebbe deposte nella cattedrale. La relazione fra Girolamo e la nuova dedicazione della cattedrale è invece un dato ampiamente attestato dalla tradizione storica di Nevers e dalla storiografia sulla diocesi.
I rapporti con Carlo Magno Un elemento particolarmente significativo riguarda i beni della Chiesa nivernaise. Una carta del 817, posteriore alla morte di Girolamo, lo ricorda come vescovo defunto e attesta il contesto della restituzione dei beni ecclesiastici avvenuta durante l'età carolingia. Le fonti storiche hanno collegato tale intervento all'azione di Girolamo presso Carlo Magno. La tradizione successiva ha ampliato questo episodio, inserendolo in una narrazione più ampia sulla restaurazione della Chiesa di Nevers. Il nucleo storico più sicuro rimane il rapporto fra il vescovo, il sovrano carolingio e il recupero del patrimonio ecclesiastico.
Il concilio di Tours Girolamo è ricordato anche tra i partecipanti al concilio di Tours del 813. L'indice storico degli Acta Sanctorum registra esplicitamente la presenza di S. Hieronymus Nivernensis episcopus al concilio, offrendo un'attestazione particolarmente importante per la sua attività episcopale. Il concilio si inseriva nella più ampia politica di riforma della vita ecclesiastica promossa nell'impero carolingio. La presenza di Girolamo documenta quindi il suo inserimento nella rete episcopale dell'epoca e nel processo di riorganizzazione ecclesiastica promosso sotto Carlo Magno.
L'attività pastorale e la memoria della sua munificenza Le fonti ecclesiastiche posteriori ricordano Girolamo come un vescovo impegnato nella cura della propria Chiesa e nella ricostruzione delle sue strutture. Il Martyrologium Romanum lo presenta come un vescovo la cui munificenza e sollecitudine pastorale contribuirono all'arricchimento della Chiesa nivernaise. Le biografie tarde gli attribuiscono inoltre attenzione verso i poveri, i viandanti e le comunità monastiche, ma questi particolari appartengono soprattutto alla tradizione agiografica sviluppatasi attorno alla sua memoria e non possono essere ricostruiti nei dettagli come una cronaca contemporanea.
La morte La data della morte presenta una discrepanza significativa. Le liste episcopali e diverse fonti storiche collocano la conclusione dell'episcopato intorno al 815, mentre il Martyrologium Romanum indica il 816. Il sito della diocesi di Nevers propone anch'esso una successione episcopale 795-815, mentre la commemorazione liturgica romana indica esplicitamente Nevers e l'anno 816. Non è pertanto documentabile un giorno preciso della morte. La tradizione riportata in alcune pubblicazioni moderne che indica il 5 febbraio 815 non trova, nelle fonti di maggiore autorevolezza consultate, una conferma sufficiente e non viene assunta come dato storico.
Girolamo e la cattedrale di Nevers La memoria di Girolamo è strettamente legata alla cattedrale di Nevers. La ricostruzione dell'edificio e il passaggio dal titolo dei santi Gervasio e Protasio a quello dei santi Ciro e Giulitta rappresentano il principale intervento architettonico e cultuale associato al suo episcopato. Studi storico-artistici sulla cattedrale ricordano che l'edificio precedente era stato gravemente danneggiato e che Girolamo ne promosse la ricostruzione dopo il recupero dei beni ecclesiastici.
La tradizione del sogno di Carlo Magno Una tradizione locale posteriore collega la ricostruzione della cattedrale a un sogno attribuito a Carlo Magno. Nel racconto, il sovrano avrebbe visto un bambino, identificato con san Ciro, che chiedeva un velo come condizione per la sua protezione. Il velo sarebbe stato interpretato simbolicamente come la restituzione dei beni della Chiesa e la restaurazione della cattedrale. Questo racconto appartiene alla tradizione leggendaria sviluppatasi attorno alla cattedrale e non costituisce una testimonianza contemporanea dell'attività di Girolamo. La storiografia ottocentesca ha già rilevato la presenza di elementi anacronistici nelle versioni tarde della leggenda.
Le reliquie La tradizione nivernaise conserva la memoria delle reliquie di Girolamo. L'indice degli Acta Sanctorum registra una lipsanotheca contenente reliquie attribuite al vescovo e ricorda che il vescovo Eustachio di Nevers le utilizzò in occasione della consacrazione di un altare. La testimonianza dimostra l'esistenza di una memoria cultuale delle sue reliquie, ma non consente da sola di ricostruirne con precisione l'intera storia materiale.
Curiosità - La cattedrale di Nevers conserva il titolo dei santi Ciro e Giulitta, collegato alla riorganizzazione del culto promossa durante l'episcopato di Girolamo. - Girolamo è uno dei pochi vescovi dell'alto Medioevo nivernaise per i quali una fonte relativa alla sua epoca permette di collegare la persona alla politica ecclesiastica dell'età carolingia: gli Acta Sanctorum registrano infatti la sua presenza al concilio di Tours del 813. - Il Martyrologium Romanum non fissa il giorno della sua morte, ma lo ricorda a Nevers nell'anno 816 nella commemorazione del 5 ottobre.
Cronologia - 795 circa - Inizio dell'episcopato di Girolamo a Nevers, secondo le principali liste episcopali e la tradizione storica della diocesi. - 802 - Ricostruzione e dedicazione della cattedrale di Nevers ai santi Ciro e Giulitta, secondo la tradizione documentaria della diocesi. La diocesi indica il 27 ottobre 802 come data della dedicazione. - 813 - Girolamo partecipa al concilio di Tours. - 815 circa - La maggior parte delle liste episcopali colloca intorno a quest'anno la conclusione dell'episcopato di Girolamo. - 816 - Il Martyrologium Romanum colloca a Nevers la morte di san Girolamo. - 817 - Una carta relativa alla Chiesa di Nevers ricorda Girolamo come vescovo defunto e collega la memoria del suo episcopato alla restituzione dei beni ecclesiastici. - Età moderna - Le testimonianze raccolte negli Acta Sanctorum documentano la conservazione a Nevers di reliquie attribuite a Girolamo.
Valutazione storico-critica - L'esistenza storica di Girolamo come vescovo di Nevers nell'età carolingia è solidamente attestata dalla successione episcopale e dalla documentazione relativa alla Chiesa nivernaise. - L'episcopato è generalmente collocato tra il 795 circa e il 815/816. Le fonti non concordano perfettamente sulla data finale: le liste episcopali privilegiano il 815, mentre il Martyrologium Romanum indica il 816. - La partecipazione al concilio di Tours del 813 costituisce una delle attestazioni storiche più significative dell'attività di Girolamo. - La ricostruzione della cattedrale e la sua dedicazione ai santi Ciro e Giulitta sono strettamente associate a Girolamo nella tradizione storica di Nevers. La data del 27 ottobre 802 è attestata dalla tradizione diocesana, mentre le ricostruzioni storiografiche non sono sempre uniformi nella datazione. - Il rapporto con Carlo Magno e la restituzione di beni ecclesiastici appartengono a un nucleo storico documentato, mentre alcuni particolari narrativi sviluppati dalla tradizione locale, soprattutto il racconto del sogno del sovrano, hanno carattere leggendario. - Le informazioni sulle origini familiari, sulla nascita e sui primi anni di vita di Girolamo non sono sufficientemente documentate. Le descrizioni della sua famiglia, della sua formazione e della sua elezione episcopale appartengono in larga misura a tradizioni agiografiche posteriori. - La data precisa del 5 febbraio 815, talvolta riportata in repertori moderni, non trova una conferma adeguata nelle fonti di maggiore autorevolezza considerate. Il Martyrologium Romanum indica invece il 816 come anno della morte e il 5 ottobre come giorno della memoria liturgica. - Il culto di Girolamo è attestato nella tradizione della Chiesa di Nevers e nella memoria liturgica del 5 ottobre. Non risulta documentata una procedura moderna di canonizzazione paragonabile alle cause canoniche contemporanee. - La memoria delle sue reliquie è documentata da fonti posteriori, ma la storia completa della loro conservazione e delle eventuali traslazioni non è sufficientemente ricostruibile sulla base delle attestazioni disponibili.
Fonti e bibliografia essenziale - Martyrologium Romanum, commemorazione del 5 ottobre: 'À Nevers en Neustrie, en 816, saint Jérôme, évêque, dont la munificence et la sollicitude pastorale enrichirent son Église'. - Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, II, L'Aquitaine et les Lyonnaises, Paris, Fontemoing, 1910, pp. 484-485, per la successione episcopale di Nevers e la posizione di Girolamo. - Acta Sanctorum, Octobris, Appendix III, indice storico, per le testimonianze relative a Girolamo, alla sua partecipazione al concilio di Tours del 813, ai rapporti con Carlo Magno e alle reliquie conservate a Nevers. - Augustin-Joseph Crosnier, Monographie de la cathédrale de Nevers, Nevers/Paris, 1854, per la storia della cattedrale, la tradizione relativa a Girolamo e la documentazione locale. - Gustave Servois, recensione della Monographie de la cathédrale de Nevers di A.-J. Crosnier, Bibliothèque de l'École des chartes, 17, 1856, pp. 605-607, per la discussione critica delle tradizioni relative alla cattedrale e agli episodi collegati a Girolamo. - Diocesi di Nevers, La cathédrale et l'Art Sacré, per la tradizione della dedicazione della cattedrale ai santi Ciro e Giulitta e per la memoria del ruolo di Girolamo. - Jacques Dubois, 'Les listes épiscopales, témoins de l'organisation ecclésiastique et de la transmission des traditions', Revue d'histoire de l'Église de France, 62, 1976, pp. 9-23, per la metodologia storico-critica nell'uso delle liste episcopali medievali. Autore: Giampietro Cattini
Nacque nel Nivernese da genitori ricchi e distinti. La santità della sua vita e la vasta cultura lo fecero scegliere all’unanimità quale vescovo di Nevers, dal clero, dai signori e dal popolo. La sua umiltà lo indusse dapprima al rifiuto, ma poi cedette al voto generale (795 circa).
Uomo di preghiera e caritatevole, quando prese il governo della diocesi vi trovò la miseria. Riceveva perciò i poveri e i viandanti, a cui donava le sue sostanze, anzi «si fece povero lui stesso per alleviare i poveri». Restaurò i monasteri e la cattedrale, fondò il monastero del Santo Salvatore, a Nevers, costruì delle chiese, ottenne da Carlo Magno la restituzione dei beni ecclesiastici passati nelle mani dei laici. Assistette nell’813 al concilio di Tours.
Girolamo avrebbe interpretato un sogno di Carlo Magno il cui significato era che san Ciro domandava la restaurazione della sua cappella nella cattedrale e la restituzione del patrimonio di detta cattedrale. Fu a quel tempo che san Ciro sostituì san Gervasio come titolare della cattedrale e divenne, con san Giulitta, patrono della diocesi.
Sembra che Girolamo sia morto il 5 febbraio dell’anno 815; in ogni caso, un documento dell’817 nomina il suo successore Jonas. Fu sepolto nella chiesa di S. Martino, a Nevers; fino al 1793 le sue reliquie erano custodite in ima cassa di legno dorato.
Oggi la chiesa di Nolay (Nièvre) ne possiede alcune assai notevoli, mentre la cattedrale custodisce un osso del santo. Il suo culto è attestato nel secolo XV. Un tempo, la sua festa era al 5 ottobre; è stata poi portata al 5 febbraio, e poi ripristinata al 5 ottobre dal nuovo Martirologio Romano.
Autore: Paul Viard
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