San Romano di Auxerre
Vescovo
Festa: 6 ottobre
Nascita-morte: † Auxerre, Yonne, Borgogna-Franca Contea, Francia, circa 564
Nascita - morte:
† Auxerre, Yonne, Borgogna-Franca Contea, Francia, circa 564
Festa:
6 ottobre
Etimologia:
Dal latino Romanus, 'romano', cioè 'di Roma', 'appartenente a Roma'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera R
Calendario: I santi del 6 ottobre
Martirologio Romano
Fu vescovo di Auxerre nella seconda metà del VI secolo, in una fase nella quale la memoria dei vescovi della città veniva progressivamente organizzata attraverso calendari liturgici, martirologi e tradizioni locali. Le notizie sulla sua vita sono estremamente scarse e non sono conservati documenti contemporanei relativi al suo episcopato. Le fonti antiche lo collocano nella successione episcopale tra Eleuterio ed Eterio e ne ricordano la morte il 6 ottobre. Una tradizione auxerroise, attestata almeno dal IX secolo, presenta la sua morte come un martirio per decapitazione, ma già le fonti medievali esprimevano tale attribuzione con formule dubitative. I martirologi più antichi ricordano semplicemente Romano come vescovo di Auxerre, senza qualificarlo né come martire né come confessore. Il suo culto è tuttavia antico e stabile: il nome compare nei martirologi locali e nelle recensioni del Martyrologium Hieronymianum, mentre la basilica di Saint-Germain di Auxerre ne conservò la memoria funeraria e le reliquie. Il Martirologio Romano attuale lo commemora il 6 ottobre come vescovo.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
La sua nascita, l'origine familiare, la formazione e le attività anteriori all'episcopato sono sconosciute. Non risultano fonti antiche sufficientemente attendibili che permettano di ricostruirne la biografia prima dell'elezione episcopale. Anche per il periodo in cui resse la Chiesa di Auxerre non sono conservati atti, lettere o altri documenti contemporanei attribuibili direttamente a lui.
L'episcopato di Auxerre
Il predecessore di Romano fu sant'Eleuterio. La cronologia del suo episcopato è discussa perché le fonti medievali attribuiscono durate differenti ai vari episcopati e non sempre presentano una successione cronologicamente coerente.
L'analisi delle fonti conduce a collocare l'accesso di Romano alla sede di Auxerre nel 561 o nel 562. La tradizione conservata da Erico di Auxerre, monaco del IX secolo, gli attribuisce un episcopato di tre anni e quindici giorni e collega la sua consacrazione al 22 settembre. Le Gesta pontificum Autissiodorensium gli attribuiscono invece tre anni e quattro giorni. La divergenza impedisce di stabilire con certezza la durata esatta del suo episcopato.
La cronologia più coerente con la successione episcopale porta comunque a collocare la morte di Romano intorno al 564. Il Martirologio Romano lo ricorda oggi ad Auxerre, in Neustria, il 6 ottobre, senza indicare una data precisa per la morte.
La morte e il presunto martirio
La fonte medievale più importante per la tradizione relativa alla sua morte è Erico di Auxerre. Nei Miracula sancti Germani, composti nel IX secolo, Romano è ricordato come un vescovo che avrebbe concluso la propria vita con la decapitazione. Il testo, tuttavia, utilizza una formula equivalente a 'si dice' e quindi non presenta il martirio come un fatto certo.
Anche le Gesta pontificum Autissiodorensium collegano la morte di Romano al 6 ottobre e parlano di martirio per decapitazione. La tradizione era dunque già consolidata ad Auxerre nel IX secolo, ma non è sostenuta da una testimonianza contemporanea al vescovo.
I martirologi più antichi presentano una situazione più prudente. Le recensioni del Martyrologium Hieronymianum ricordano Romano come vescovo di Auxerre e ne indicano la deposizione, senza chiamarlo martire. Anche il martirologio antico della Chiesa di Auxerre registra il 6 ottobre e parla della sua morte come martirio, ma conserva la formula dubitativa 'ut fertur', cioè 'come si riferisce'. Altri martirologi medievali lo qualificano invece come confessore. La stessa varietà delle qualificazioni mostra che la natura della sua morte non era unanimemente stabilita.
Il Martirologio Romano attualmente in uso in Italia lo commemora il 6 ottobre semplicemente come 'san Romano, vescovo', senza il titolo di martire. Questa formulazione riflette una maggiore prudenza rispetto alla tradizione medievale del martirio.
La sepoltura nella basilica di Saint-Germain
Secondo le Gesta pontificum Autissiodorensium, Romano fu sepolto presso i suoi predecessori nella basilica di Saint-Germain di Auxerre. La tradizione della sepoltura in questo complesso è confermata dalla successiva documentazione relativa alle tombe episcopali.
Nel IX secolo, durante l'organizzazione delle cripte della basilica di Saint-Germain, le spoglie di diversi vescovi di Auxerre sepolti precedentemente nella chiesa furono trasferite in nuove strutture funerarie. Tra i corpi ricordati da Erico di Auxerre figura anche quello di Romano. La traslazione è generalmente collocata intorno alla metà del IX secolo, nel contesto della sistemazione delle cripte della basilica.
La memoria delle reliquie
La documentazione dell'età moderna conserva ulteriori testimonianze sul sepolcro attribuito a Romano. Nel 1636 il vescovo di Auxerre Louis de Séguier fece ispezionare le tombe della basilica di Saint-Germain. Il sepolcro identificato come quello di Romano conteneva, secondo il verbale, un corpo ormai in gran parte ridotto in cenere. L'identificazione era accompagnata da un'iscrizione e da una rappresentazione del santo associata alla tradizione del martirio.
La stessa documentazione registra il 6 ottobre come giorno consacrato alla memoria di Romano nella diocesi di Auxerre e nell'abbazia di Saint-Germain. Il culto locale era dunque ancora chiaramente attestato in età moderna.
Romano nella tradizione episcopale di Auxerre
La posizione di Romano nella successione episcopale di Auxerre è stata condizionata dalla trasmissione non sempre affidabile dei cataloghi medievali. Il problema riguarda soprattutto la distinzione tra Valerio e Valeriano, che alcune fonti trattano come due vescovi distinti. Louis Duchesne considerò più probabile che si trattasse di un unico vescovo, riducendo di conseguenza di una unità il numero dei predecessori di Romano. L'identificazione è sostenuta anche dal confronto con testi agiografici più antichi relativi ai primi vescovi di Auxerre.
Il culto e i martirologi
La memoria di Romano è particolarmente significativa per la storia del culto episcopale ad Auxerre. Il suo nome compare nelle recensioni del Martyrologium Hieronymianum legate alla tradizione liturgica auxerroise e nei martirologi locali. Queste attestazioni sono importanti perché mostrano che il suo culto non dipende soltanto dalle Gesta del IX secolo, ma appartiene a una tradizione liturgica più antica.
Il Martyrologium Hieronymianum nella recensione collegata ad Auxerre è particolarmente rilevante per lo studio della memoria dei vescovi della città. Jean-Charles Picard ricorda che la recensione auxerroise del martirologio risale all'episcopato di Aunario, tra la fine del VI e l'inizio del VII secolo.
Il problema del martirio
L'attribuzione del martirio non può essere considerata storicamente certa. La tradizione della decapitazione è antica, essendo già attestata da Erico nel IX secolo, ma non esiste una testimonianza contemporanea alla morte di Romano che descriva un'esecuzione violenta. Le fonti martirologiche più antiche si limitano a ricordarne la morte e la qualità episcopale.
Sono state formulate ipotesi secondo cui Romano potrebbe essere stato vittima di un'uccisione privata o di un conflitto religioso. L'identificazione dei presunti responsabili con Burgundi ariani, simoniaci o altri avversari della fede appartiene però al campo delle congetture e non è sostenuta da una documentazione specifica.
Curiosità
- Il nome di Romano è collegato alla memoria funeraria della basilica di Saint-Germain di Auxerre, dove fu sepolto insieme ad altri vescovi della città e dove le sue spoglie furono successivamente trasferite nelle cripte.
- La tradizione del martirio per decapitazione è rappresentata in una documentazione seicentesca relativa al suo sepolcro, ma la stessa tradizione medievale che la trasmette non la presenta sempre come certa.
Cronologia
- 561 o 562 - Romano accede alla sede episcopale di Auxerre, secondo la ricostruzione cronologica più probabile.
- 22 settembre 561 o 562 - La tradizione riferita da Erico di Auxerre collega a questa data la consacrazione episcopale, sulla base della durata di tre anni e quindici giorni attribuita al suo episcopato.
- circa 564 - Romano muore ad Auxerre. Le fonti medievali divergono sulla durata esatta del suo episcopato, mentre la data del 6 ottobre è stabilmente associata alla sua morte.
- 6 ottobre - Memoria liturgica di san Romano, attestata nei martirologi e nella tradizione della Chiesa di Auxerre.
- IX secolo - Le Gesta pontificum Autissiodorensium inseriscono Romano nella serie dei vescovi di Auxerre e riferiscono la sua morte come martirio per decapitazione.
- circa 859-866 - Le reliquie dei vescovi sepolti nella basilica di Saint-Germain vengono trasferite nelle nuove cripte; tra esse sono comprese quelle attribuite a Romano.
- 1636 - Il vescovo Louis de Séguier fa ispezionare il sepolcro attribuito a Romano nella basilica di Saint-Germain; il corpo è descritto come in gran parte ridotto in cenere.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza di Romano come vescovo di Auxerre è sostenuta da una tradizione liturgica e episcopale antica, attestata dai martirologi e successivamente dalle Gesta pontificum Autissiodorensium.
- La posizione di Romano nella successione episcopale è condizionata dalla probabile duplicazione medievale dei nomi Valerio e Valeriano. La ricostruzione che lo considera sedicesimo vescovo di Auxerre è ritenuta più plausibile da Louis Duchesne e dagli studi successivi sulla serie episcopale.
- La cronologia dell'episcopato rimane approssimativa. Le fonti attribuiscono a Romano tre anni e quindici giorni oppure tre anni e quattro giorni di governo episcopale. La successione di Eleuterio, Romano ed Eterio consente tuttavia di collocare il suo episcopato nella prima metà degli anni Sessanta del VI secolo, con morte intorno al 564.
- La morte il 6 ottobre è fortemente radicata nella tradizione liturgica. La data compare nei martirologi antichi, nelle fonti medievali e nella documentazione relativa al culto auxerrois.
- Il martirio per decapitazione appartiene a una tradizione antica, attestata almeno dal IX secolo, ma non è documentato da una testimonianza contemporanea. La formula dubitativa delle fonti medievali e l'assenza del titolo di martire nei più antichi martirologi che ricordano Romano impediscono di considerare storicamente certa la modalità violenta della morte.
- Il Martirologio Romano attuale lo presenta come vescovo, senza qualificarlo come martire. Questa formulazione si distingue dalle tradizioni medievali e moderne che gli attribuiscono il martirio.
- La sepoltura nella basilica di Saint-Germain e la successiva presenza delle sue spoglie nelle cripte sono elementi ben attestati dalla tradizione documentaria relativa alla basilica. L'identificazione materiale dei resti rimane tuttavia legata alla tradizione cultuale e alle iscrizioni funerarie conservate nel corso dei secoli.
- La biografia personale di Romano resta in gran parte sconosciuta. Non sono documentati con sufficiente sicurezza nascita, origine familiare, formazione, attività anteriori all'episcopato e specifiche iniziative pastorali. Le notizie sulla sua santità derivano soprattutto dalla memoria liturgica e dal culto episcopale locale.
Fonti e bibliografia essenziale
- Gesta pontificum Autissiodorensium, cap. XVII, fonte episcopale auxerroise redatta nella seconda metà del IX secolo, con la notizia dell'episcopato, della morte il 6 ottobre e della sepoltura presso la basilica di Saint-Germain.
- Héric d'Auxerre, Miracula sancti Germani, IX secolo, per la tradizione relativa alla durata dell'episcopato e alla morte per decapitazione.
- Martyrologium Hieronymianum, recensioni auxerroise, Epternacense e Corbeiensis, per le antiche attestazioni di Romano come vescovo di Auxerre e per la memoria del 6 ottobre.
- Acta Sanctorum, Octobris, III, 6 ottobre, De S. Romano episcopo Autissiodori in Gallia, pp. 396-399, commento storico-critico sulla cronologia, sul martirio, sul culto e sulle reliquie di Romano.
- Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, II, Paris, 1910, pp. 430-452, per la successione dei vescovi di Auxerre e la cronologia dell'episcopato di Romano.
- Jean-Charles Picard, 'Espace urbain et sépultures épiscopales à Auxerre', Revue d'histoire de l'Église de France, 62, 1976, pp. 205-222, per la topografia cristiana di Auxerre, le sepolture episcopali e la documentazione relativa alla basilica di Saint-Germain.
- Martyrologium Romanum, editio typica altera, versione italiana approvata nel 2006, 6 ottobre, per la memoria liturgica attuale di san Romano come vescovo di Auxerre.
