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San Giovanni Xenos Monaco, eremita

Festa: 6 ottobre

Siba, Heraklion, Creta, Grecia, circa 970 - Nazogírea o Nazogeraia, Creta, Grecia, dopo il 20 settembre 1031

Fu un monaco ed eremita cretese dell'XI secolo, ricordato soprattutto per l'intensa attività di fondazione di chiese, monasteri e comunità ascetiche nella Creta bizantina. La sua figura presenta una caratteristica particolare per l'agiografia medievale: una parte considerevole delle notizie biografiche deriva da uno scritto autobiografico attribuito allo stesso Giovanni, il Bios kai politeia, conservato in due tradizioni manoscritte, una rappresentata da un codice quattrocentesco della Bodleian Library e l'altra dal Codex Cisamensis, copiato nel 1703. Nato probabilmente intorno al 970 a Siba, nell'area della Messara, Giovanni percorse diverse regioni dell'isola dedicandosi alla vita eremitica e alla fondazione di istituzioni monastiche. Tra le sue principali opere figura il monastero della Theotokos Antiphonetria a Myriokephala, fondato all'inizio dell'XI secolo. Il suo testamento, datato 20 settembre 1031, costituisce una delle testimonianze più importanti sulla sua attività e sulle proprietà delle fondazioni da lui promosse. Il Martirologio Romano ne colloca la memoria al 6 ottobre e lo ricorda a Nazogírea come colui che diffuse la vita monastica nell'isola di Creta.

Etimologia: Giovanni deriva dall'ebraico Yohanan, con il significato di 'YHWH è benevolo' o 'Dio ha fatto grazia'. Xenos deriva dal greco ξένος, 'straniero', 'forestiero', 'ospite'.

Martirologio Romano: A Nazogírea nell’isola di Creta, san Giovanni, detto Xenos, che diffuse nell’isola la vita monastica.


Giovanni nacque a Siba, località che gli studi prosopografici identificano probabilmente con Sivas, nella parte meridionale di Creta, presso la pianura della Messara. Il Codex Cisamensis fissa la nascita al 970, ma questa data appartiene a una tradizione manoscritta tarda e non può essere considerata certa. Le fonti concordano comunque nel collocare la sua vita nella seconda metà del X e nella prima metà dell'XI secolo. Giovanni stesso ricorda di essere figlio di genitori ricchi residenti a Siba. Non sono conservati i loro nomi.
Fin dalla giovinezza Giovanni desiderò condurre vita monastica. La sua autobiografia lo presenta come un asceta itinerante, che attraversava le zone montuose e solitarie dell'isola, vivendo in luoghi appartati. Il soprannome Xenos, 'forestiero' o 'straniero', compare già nella documentazione relativa alla sua persona e non costituisce semplicemente una moderna traduzione del nome.
La sua esperienza si colloca nella fase di riorganizzazione della vita cristiana cretese successiva alla riconquista bizantina dell'isola nel 961. Il territorio era stato sottoposto per oltre un secolo al dominio musulmano dell'emirato di Creta e, dopo la conquista bizantina guidata da Niceforo Foca, conobbe una progressiva riorganizzazione delle strutture ecclesiastiche e monastiche. L'attività di Giovanni si inserisce in questo processo, ma non coincide con una semplice opera di evangelizzazione: le sue fondazioni furono anche centri economici e istituzionali dotati di terreni e altre proprietà.

Le prime fondazioni
Secondo il Bios kai politeia, una delle prime fondazioni di Giovanni sorse nella regione di Retimno ed era dedicata ai santi Eutichio ed Eutichiano. Il racconto attribuisce l'iniziativa a una visione ricevuta dall'eremita. La visione appartiene al carattere agiografico dell'autobiografia e non costituisce una testimonianza indipendente dell'evento soprannaturale. La fondazione della chiesa, invece, rientra nella complessiva attività ecclesiastica attribuita a Giovanni.
In seguito Giovanni fondò il monastero della Madre di Dio Antiphonetria presso Myriokephala, nella regione di Retimno. Il complesso fu una delle sue principali fondazioni e divenne il centro al quale Giovanni avrebbe subordinato le altre istituzioni da lui create. Il nucleo più antico della chiesa risale all'inizio dell'XI secolo e viene generalmente collegato alla fondazione di Giovanni intorno al 1020. L'edificio conserva importanti testimonianze della pittura bizantina, con strati di affreschi appartenenti a epoche successive.
La tradizione relativa alla fondazione di Myriokephala narra di un'immagine della Vergine e di una manifestazione miracolosa che avrebbe indicato a Giovanni il luogo nel quale edificare il monastero. Questo episodio appartiene alla tradizione agiografica legata al santuario e non può essere utilizzato come prova storica dell'origine soprannaturale della fondazione. L'esistenza del monastero e la sua antica datazione sono invece confermate dalla documentazione monumentale.

Le altre fondazioni cretesi
L'attività di Giovanni non si limitò a Myriokephala. La sua autobiografia ricorda chiese dedicate a san Giorgio, tra cui quelle denominate Dubrikas e Opsaropiastes, entrambe nell'area di Retimno. Giovanni non amministrava necessariamente personalmente ciascuna fondazione: affidava le singole comunità a propri discepoli e provvedeva a dotarle di risorse economiche sufficienti alla loro sopravvivenza. La documentazione relativa alle proprietà è particolarmente significativa perché mostra come le fondazioni monastiche fossero organizzate anche sotto il profilo economico.
Tra le ulteriori fondazioni ricordate nelle fonti figurano una chiesa della Madre di Dio a Koufos, dotata di terreni agricoli e di una vigna, un oratorio dedicato a san Paolo presso Aigialos e una chiesa di san Giorgio presso Nazogeraia. Quest'ultima località viene collegata all'area dell'attuale Azogyres, nella parte occidentale dell'isola.
Le fonti attribuiscono inoltre a Giovanni una particolare attenzione alla gestione agricola delle fondazioni. La sua autobiografia registra terreni, vigneti, frutteti e altri beni destinati al sostentamento delle comunità. Le informazioni contenute nel testo hanno valore anche per la storia economica della Creta dell'XI secolo, perché documentano pratiche agricole, proprietà fondiarie e forme di organizzazione delle risorse monastiche.

Il viaggio a Costantinopoli
A un certo punto della sua attività Giovanni si recò a Costantinopoli per ottenere privilegi a favore delle sue fondazioni. La ricostruzione di questo episodio presenta però alcuni problemi documentari. Il Codex Cisamensis riferisce che un imperatore concesse un chrysobullon destinato al monastero di Myriokephala, comprendente una sovvenzione annuale e beni per il sostentamento dei monaci. La stessa tradizione attribuisce al patriarca Alessio Studita un provvedimento con il quale il monastero avrebbe ottenuto una particolare autonomia ecclesiastica.
Le due versioni conservate dell'autobiografia non coincidono pienamente. Il manoscritto più antico non nomina esplicitamente l'imperatore Romano III Argiro e parla genericamente degli imperatori ortodossi, mentre la tradizione del Codex Cisamensis identifica il sovrano con Romano III, il cui regno iniziò nel 1028. La cronologia dell'episodio è quindi successiva al 1027 e si colloca verosimilmente durante il regno di Romano III. Gli studi prosopografici hanno inoltre rilevato dubbi sull'autenticità formale dei privilegi nella forma trasmessa, pur senza considerare priva di fondamento l'esistenza dell'attività diplomatica di Giovanni.

Gli ultimi anni
Dopo il ritorno da Costantinopoli, Giovanni proseguì l'attività fondatrice nella parte occidentale di Creta. Le sue fondazioni si estesero progressivamente verso l'area di Kisamos. L'autobiografia si interrompe senza fornire una narrazione completa degli ultimi anni della sua vita. Le tradizioni locali aggiungono il soggiorno presso Spelia e collegano la sua sepoltura al monastero di Gouverneto, ma questi elementi non sono attestati direttamente dal testo autobiografico.
Un documento decisivo è il testamento di Giovanni. Il testo è trasmesso integralmente nel Codex Cisamensis e porta la data del 20 settembre. La datazione presenta una difficoltà: il manoscritto associa al 20 settembre l'anno 1027, ma il computo dell'era indicata nel documento corrisponde al 1031. Gli studi della Prosopographie der mittelbyzantinischen Zeit considerano errato l'anno 1027 e ritengono che il testamento debba essere datato al 20 settembre 1031. Giovanni era dunque ancora vivo alla data del testamento e morì successivamente.
Il luogo tradizionalmente associato alla sua morte è Nazogírea o Nazogeraia, nella parte occidentale di Creta. Il Martirologio Romano colloca proprio a Nazogírea la memoria di san Giovanni Xenos. L'esatta data della morte non è conservata. La tradizione che indica il 1027 è incompatibile con la data del testamento del 20 settembre 1031 e deve pertanto essere respinta come data storica della morte.

Gli scritti
A Giovanni è attribuito il Bios kai politeia, una rara testimonianza autobiografica della letteratura bizantina medievale. Il testo non costituisce una biografia completa nel senso moderno del termine, ma conserva numerose informazioni sulle fondazioni, sui possedimenti e sulle attività dell'autore.
L'opera è trasmessa in due principali tradizioni manoscritte: una versione deriva da un manoscritto quattrocentesco conservato alla Bodleian Library di Oxford, mentre l'altra è contenuta nel Codex Cisamensis, copiato nel 1703 a Creta. Quest'ultimo conserva anche il testo completo del testamento. La tesi di dottorato di Sophia Oikonomou, dedicata al Bios di Giovanni Xenos, costituisce uno studio specifico della tradizione testuale e del commento storico all'opera.
Sono inoltre stati attribuiti a Giovanni alcuni inni e testi omiletici, ma l'attribuzione della produzione innografica non presenta lo stesso grado di sicurezza delle opere autobiografiche e testamentarie.

La funzione delle fondazioni monastiche
L'attività di Giovanni Xenos mostra come il monachesimo cretese dell'XI secolo fosse legato non soltanto alla ricerca della solitudine ascetica, ma anche alla costruzione di una rete stabile di chiese e comunità. Le sue fondazioni disponevano di terreni, vigne, frutteti e altre risorse. Il testamento cercò di ricondurre le diverse istituzioni sotto l'autorità del monastero di Myriokephala, creando una struttura patrimoniale unitaria.

Myriokephala
Il monastero della Theotokos Antiphonetria rappresenta la più importante testimonianza monumentale collegata a Giovanni Xenos. La chiesa originaria fu costruita all'inizio dell'XI secolo, probabilmente intorno al 1020. Il katholikon conserva affreschi appartenenti a più campagne decorative, dall'XI al XIV secolo, che documentano la continuità della funzione religiosa del luogo attraverso il Medioevo.

Katholiko e la tradizione dell'eremita
Una tradizione cretese collega Giovanni anche al complesso monastico di Katholiko, nell'Akrotiri, presso Chania, e alla grotta nella gola di Avlaki. Il complesso è oggi in rovina e la tradizione locale considera Giovanni fondatore o figura fondatrice del luogo. La connessione con la sua attività rientra tuttavia in una tradizione distinta dalle fondazioni documentate direttamente nel Bios kai politeia e nel testamento.

Curiosità
- Il Bios kai politeia di Giovanni Xenos è particolarmente interessante perché unisce il carattere autobiografico a informazioni concrete sull'organizzazione economica delle fondazioni monastiche cretesi dell'XI secolo.
- Le fonti relative a Giovanni conservano informazioni anche sull'apicoltura: alcune proprietà collegate alle sue fondazioni disponevano di alveari e la sua attività contribuì alla gestione produttiva dei territori monastici.

Cronologia
- circa 970 - Nascita di Giovanni a Siba, località probabilmente identificabile con Sivas nella pianura della Messara.
- fine X secolo - Inizio della vita ascetica e monastica di Giovanni in diverse località montuose di Creta.
- inizio XI secolo - Fondazione, nell'area di Retimno, della chiesa dedicata ai santi Eutichio ed Eutichiano.
- inizio XI secolo - Fondazione del monastero della Theotokos Antiphonetria a Myriokephala.
- circa 1020 - Costruzione del nucleo originario della chiesa della Theotokos a Myriokephala.
- prima metà dell'XI secolo - Fondazione delle chiese di san Giorgio Dubrikas e san Giorgio Opsaropiastes e di altre istituzioni religiose nell'area di Retimno.
- durante il regno di Romano III Argiro, 1028-1034 - Viaggio di Giovanni a Costantinopoli per ottenere privilegi a favore delle proprie fondazioni.
- prima metà dell'XI secolo - Fondazione di ulteriori chiese e oratori nella parte occidentale di Creta, presso Koufos, Aigialos e Nazogeraia.
- 20 settembre 1031 - Redazione del testamento di Giovanni Xenos.
- dopo il 20 settembre 1031 - Morte di Giovanni, tradizionalmente collegata a Nazogírea o Nazogeraia, nella Creta occidentale.
- 6 ottobre - Memoria di san Giovanni Xenos nel Martirologio Romano.
- 20 settembre - Memoria liturgica di Giovanni Xenos nella tradizione ortodossa cretese.

Valutazione storico-critica
- Giovanni Xenos è una figura storicamente ben attestata del monachesimo bizantino cretese dell'XI secolo. La sua identificazione con il monaco, eremita e fondatore di chiese e monasteri indicato nelle fonti è solida.
- La nascita intorno al 970 è plausibile, ma non certa. L'anno 970 compare nel Codex Cisamensis, manoscritto del 1703, e non in una testimonianza contemporanea alla vita di Giovanni.
- Siba è generalmente identificata con l'attuale Sivas, nella Messara, ma l'identificazione toponomastica resta una ricostruzione degli studiosi e non una forma moderna esplicitamente registrata dal testo medievale.
- La data del 1027, talvolta associata alla morte di Giovanni, non è sostenibile come data certa. Il testamento reca la data del 20 settembre e il computo dell'era bizantina corrisponde al 1031; Giovanni era quindi ancora vivo il 20 settembre 1031. La morte deve essere collocata posteriormente.
- Il luogo di morte è indicato dal Martirologio Romano in Nazogírea. L'identificazione di Nazogírea con Nazogeraia, nell'area dell'attuale Azogyres, è coerente con la tradizione geografica relativa alle fondazioni occidentali di Giovanni, ma la documentazione autobiografica non fornisce una descrizione conclusiva dei suoi ultimi giorni.
- Il Bios kai politeia costituisce una fonte di particolare rilievo perché contiene informazioni autobiografiche e patrimoniali direttamente collegate alle fondazioni di Giovanni. La sua trasmissione, tuttavia, è tarda rispetto agli eventi: una versione è conservata in un manoscritto del XV secolo e un'altra nel Codex Cisamensis del 1703.
- Le notizie sulle visioni, sulle rivelazioni e sulle circostanze soprannaturali delle fondazioni appartengono alla forma agiografica del racconto. Le fondazioni materiali e la loro organizzazione patrimoniale sono invece sostenute dalla documentazione testuale e monumentale.
- I privilegi imperiali e patriarcali ricordati dalla tradizione testuale presentano problemi di autenticità e di trasmissione. Gli studi prosopografici registrano i dubbi formulati da Grumel e Darrouzès, pur rilevando che non esiste un motivo decisivo per negare in assoluto l'esistenza dei privilegi.
- La tradizione che collega Giovanni alla sepoltura nel monastero di Gouverneto e quella che lo associa a specifiche grotte e luoghi eremitici dell'Akrotiri appartengono alla memoria cultuale locale e non sono documentate con la stessa solidità delle sue fondazioni attestate dal Bios e dal testamento.
- Il culto di Giovanni è attestato sia nella tradizione ortodossa cretese, dove è commemorato il 20 settembre come ὅσιος, sia nella Chiesa cattolica attraverso la presenza nel Martirologio Romano, che ne celebra la memoria il 6 ottobre.

Fonti e bibliografia essenziale
- Sophia Oikonomou, The Life of Ioannes Xenos: Critical Edition and Commentary, tesi di dottorato, King's College London, 1999. Studio specificamente dedicato al testo della vita di Giovanni Xenos e alla sua tradizione manoscritta.
- Gianfranco Fiaccadori, John Xenos: Testament of John Xenos for the Monastery of the Mother of God Antiphonetria of Myriokephala on Crete, in John Philip Thomas, Angela Constantinides Hero (edd.), Byzantine Monastic Foundation Documents: A Complete Translation of the Surviving Founders' Typika and Testaments, vol. I, Dumbarton Oaks, Washington D.C., 2000, pp. 143-147. Edizione e traduzione del testamento di Giovanni Xenos.
- Alexander Kazhdan (ed.), The Oxford Dictionary of Byzantium, Oxford University Press, 1991, voce 'Xenos, John'. Repertorio specialistico sulla figura e sull'attività del monaco cretese.
- Prosopographie der mittelbyzantinischen Zeit, voce Ioannes 23109, con varianti onomastiche, dati biografici, fondazioni, testamento e discussione dei problemi cronologici e documentari.
- N. B. Tomadakes, 'Ho hagios Ioannes ho Xenos kai Eremites en Krete (10os-11os aion)', Epeteris Etaireias Byzantinon Spoudon, 46, 1983-1986, pp. 1-117, edizione fondamentale della tradizione relativa a Giovanni Xenos e del suo testamento.


Autore:
Giampietro Cattini

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Aggiunto/modificato il 2026-09-18

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