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> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera A > Sant' Adalgiso di Novara Condividi su Facebook

Sant' Adalgiso di Novara Vescovo

Festa: 7 ottobre

† Novara, Piemonte, 848-854 circa

Fu vescovo di Novara nel pieno del IX secolo, durante la progressiva riorganizzazione delle strutture ecclesiastiche dell'Italia settentrionale sotto il dominio carolingio. La sua attività è conosciuta soprattutto attraverso documenti relativi ai beni della Chiesa novarese e all'organizzazione del clero: nel 840 ottenne dall'imperatore Lotario I importanti concessioni a favore della sede episcopale e promosse l'organizzazione del clero della cattedrale, mentre nel 848 dispose ulteriori beni a favore dei canonici di San Gaudenzio. Gli studi storici più recenti lo collocano nell'ambiente dei vescovi di formazione carolingia e sottolineano i suoi rapporti con l'area transalpina. La tradizione agiografica lo considera santo e gli attribuisce una particolare munificenza verso la Chiesa novarese. La memoria liturgica è attestata il 7 ottobre negli Acta Sanctorum, mentre la diocesi di Novara celebra oggi la sua memoria il 5 ottobre. Le sue reliquie sono venerate nella Basilica di San Gaudenzio.

Etimologia: Dal germanico adal, 'nobile', e gis, interpretato come 'freccia'; da qui il significato tradizionale di 'nobile freccia'.

Emblema: Bastone pastorale


Le notizie sull'origine e sulla giovinezza di Adalgiso (Adalgisio, Adelgiso, Adalgisus) sono scarse. Una tradizione novarese lo considera di origine longobarda e lo collega persino alla famiglia dell'ultimo re longobardo Desiderio, ma questa parentela non trova conferma nella documentazione storica.
Studi recenti propongono invece una probabile origine franca e inseriscono Adalgiso nel gruppo dei vescovi legati alla cultura e alle strutture ecclesiastiche dell'epoca carolingia. Il suo nome compare inoltre nel necrologio del monastero di San Gallo, circostanza che testimonia rapporti con un importante centro religioso e culturale dell'area transalpina.
Non è documentato con certezza il percorso attraverso il quale Adalgiso giunse all'episcopato. Una tradizione lo considera precedentemente canonico della chiesa di San Gaudenzio, ma l'informazione non è sufficientemente attestata per essere considerata un dato biografico certo.

Il vescovo di Novara
Adalgiso divenne vescovo di Novara intorno all'830. La durata del suo episcopato è indicata in circa diciotto anni dai dittici episcopali novaresi. Le ricostruzioni cronologiche non sono tuttavia perfettamente concordi: una tradizione storiografica lo colloca dall'830 o 831 fino all'849 o 850, mentre altre proposte anticipano l'inizio al 834 e collocano la conclusione intorno all'852-853. La diocesi di Novara indica oggi il suo episcopato come 830-848 circa.
Il suo episcopato si svolse nel quadro della riorganizzazione della Chiesa dell'Italia settentrionale promossa dai sovrani carolingi e dai concili riformatori dell'epoca. Adalgiso contribuì al consolidamento delle strutture ecclesiastiche novaresi, soprattutto attraverso l'organizzazione dei capitoli canonicali e la gestione dei beni destinati al servizio liturgico.

Le concessioni del 840
Un momento fondamentale dell'episcopato è costituito dai documenti imperiali del 19 febbraio 840. In quella data Adalgiso ottenne da Lotario I concessioni riguardanti numerosi beni e diritti della Chiesa novarese. La documentazione comprende proprietà e decime appartenenti al territorio della diocesi, tra cui quelle relative a diverse curtes del Novarese.
Le concessioni testimoniano il rapporto tra il vescovo e il potere imperiale e mostrano il progressivo consolidamento della posizione economica e territoriale della sede episcopale novarese. Nello stesso contesto Adalgiso organizzò il servizio liturgico della chiesa di Santa Maria, destinandovi circa quaranta chierici provvisti di benefici.
L'organizzazione del clero cattedrale viene collegata alle riforme ecclesiastiche dell'età carolingia e alla diffusione della vita canonicale. Una tradizione storiografica attribuisce proprio ad Adalgiso la fondazione o il consolidamento del capitolo della cattedrale.

San Gaudenzio e il clero novarese
Adalgiso ebbe un ruolo importante anche nello sviluppo del culto di san Gaudenzio. La basilica extra moenia dedicata al primo vescovo di Novara divenne sede di un collegio di canonici distinto da quello della cattedrale. Le fonti diocesane ricordano che Adalgiso stabilì il numero dei canonici e collegò al capitolo importanti beni situati a Cesto.
Il 30 gennaio 848 un documento attesta una consistente donazione ai canonici di San Gaudenzio, comprendente il possesso di Cesto e altre terre del basso Novarese. Il documento testimonia anche l'attenzione riservata alle esigenze materiali del collegio canonicale.
L'attività di Adalgiso non riguardò quindi soltanto l'amministrazione patrimoniale. La riorganizzazione dei gruppi canonicali, il sostegno al culto di San Gaudenzio e il rafforzamento della cattedrale contribuirono a definire una struttura ecclesiastica destinata a caratterizzare a lungo la vita religiosa di Novara.

La morte
La data esatta della morte di Adalgiso non è conosciuta. Un diploma di Ludovico II del 7 giugno 854 è indirizzato al successore di Adalgiso e dimostra quindi che il vescovo era già morto a quella data. Le fonti moderne della diocesi collocano la morte intorno al 850, mentre alcune ricostruzioni la anticipano al 848.
Non sono documentate le circostanze della morte né esistono elementi attendibili per ricostruire gli ultimi giorni della sua vita.

Il rapporto con l'area carolingia
La figura di Adalgiso si inserisce nella trasformazione della Chiesa dell'Italia settentrionale avvenuta sotto i sovrani carolingi. La diocesi di Novara fu interessata da una crescente integrazione nelle strutture politiche e culturali dell'impero, e Adalgiso appare come un vescovo strettamente inserito in questo processo. Studi recenti lo definiscono di probabile origine franca e sottolineano i suoi rapporti con San Gallo e con altri centri culturali transalpini.

Il mosaico della cattedrale
Alla sua attività è tradizionalmente collegato anche il mosaico posto davanti all'altare maggiore della cattedrale di Novara. La tradizione agiografica attribuisce ad Adalgiso il suo finanziamento o la sua realizzazione, ma la documentazione conservata consente soprattutto di collegare il vescovo alla valorizzazione materiale e liturgica della cattedrale.

Cronologia
- circa 830 - Adalgiso assume la guida della diocesi di Novara.
- 19 febbraio 840 - Tre documenti imperiali attestano concessioni di Lotario I a favore della Chiesa novarese ottenute nel contesto dell'azione di Adalgiso.
- 840 - Adalgiso organizza il servizio della chiesa di Santa Maria con circa quaranta chierici dotati di benefici.
- 30 gennaio 848 - Adalgiso dispone beni a favore dei canonici di San Gaudenzio, tra cui il possesso di Cesto e altre terre del basso Novarese.
- circa 848-854 - Muore Adalgiso; la data precisa non è documentata. Nel giugno 854 è già attestato il suo successore.
- 1553 - Con la demolizione della chiesa di San Gaudenzio fuori le mura, il corpo di Adalgiso viene trasferito entro la città.
- 1927 - Le reliquie di Adalgiso vengono collocate nella Basilica di San Gaudenzio, dove sono tuttora venerate.

Valutazione storico-critica
- L'esistenza storica di Adalgiso e il suo episcopato novarese sono solidamente attestati dalla tradizione episcopale novarese e soprattutto dalla documentazione relativa alle sue attività patrimoniali ed ecclesiastiche.
- La cronologia dell'episcopato non è perfettamente uniforme nelle fonti. La ricostruzione più diffusa lo colloca intorno all'830-848, mentre altre cronotassi propongono estremi più tardi.
- La data della morte rimane incerta. È comunque anteriore al 7 giugno 854, quando un diploma imperiale è indirizzato al suo successore.
- L'origine longobarda e la presunta parentela con il re Desiderio appartengono alla tradizione e non sono documentate. Studi recenti propongono invece una probabile origine franca.
- La numerazione di Adalgiso nella serie episcopale novarese non è uniforme: alcune fonti lo indicano come XXXII vescovo, mentre la diocesi di Novara lo presenta come XXXIII. La divergenza riguarda la numerazione della serie episcopale e non l'identità del personaggio.
- I documenti del 840 e del 848 costituiscono la parte più solida della ricostruzione biografica e mostrano concretamente l'attività di Adalgiso nell'organizzazione patrimoniale e canonicale della Chiesa novarese.
- La memoria di Adalgiso come santo appartiene alla tradizione ecclesiale novarese. Gli Acta Sanctorum lo registrano tra i personaggi trattati nei Praetermissi, mentre la tradizione liturgica novarese ne conserva la memoria e le reliquie.
- La festa del 7 ottobre appartiene alla tradizione agiografica e alla testimonianza degli Acta Sanctorum; il calendario diocesano novarese attuale celebra invece Adalgiso il 5 ottobre.
- Non sono documentati miracoli specifici attribuibili ad Adalgiso né un martirio. La sua memoria cultuale è legata soprattutto alla tradizione ecclesiale novarese e alla venerazione delle reliquie.
- Le reliquie sono attualmente venerate nella Basilica di San Gaudenzio. La tradizione della traslazione è collegata alla demolizione della basilica extra moenia nel 1553 e alla successiva sistemazione delle reliquie entro la città; nel 1927 furono collocate nella sede attuale.

Fonti e bibliografia essenziale
- Carlo Bascapè, Novaria seu de Ecclesia Novariensi libri duo, Novara, 1612, pp. 378-387, opera fondamentale della storiografia ecclesiastica novarese, utilizzata anche dagli Acta Sanctorum.
- Acta Sanctorum, Octobris, III, Anversa, 1770, pp. 945-947, con la memoria di Adalgiso tra i Praetermissi.
- Fedele Savio, Gli antichi vescovi d'Italia dalle origini al 1300 descritti per regioni. I. Il Piemonte, Torino, 1899, pp. 240-255.
- Diocesi di Novara, documentazione istituzionale sulla serie dei vescovi novaresi, sul capitolo della cattedrale e sulla Basilica di San Gaudenzio.
- Tesi di dottorato di ambito storico-medievistico dedicata alle strutture ecclesiastiche e culturali dell'Italia settentrionale, con particolare attenzione ad Adalgiso, ai rapporti con San Gallo e alla riorganizzazione carolingia della Chiesa novarese.
- Enciclopedia Cattolica, voce 'Adalgiso, santo', vol. I, 1948, p. 183, con bibliografia storica relativa al vescovo di Novara.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Fu il trentaduesimo della serie, come si può leggere nei dittici della chiesa novarese, conservati l'uno nella Basilica di S. Gaudenzio (1070?) e l'altro nella Cattedrale (1123 ca.). Più sobrio il primo, più ampio il secondo, attestano tuttavia concordemente che Adalgiso fu vescovo di Novara per diciotto anni, dall'830 (o 831) all'849 (o 850) secondo alcuni, dall'834 all'852-3 (?) secondo altri.
Il Bascapè parla di A. nella sua Novaria, dopo aver descritto l'epoca in cui visse il santo, quella delle vittorie di Carlo Magno sui Longobardi, seguita dall'incoronazione dell'imperatore e dalla costituzione del Sacro Romano Impero, che dà origine alla dominazione carolingia in Italia.
Adalgiso è ritenuto costantemente dalla tradizione di origine longobarda, forse della stessa famiglia dell'ultimo re Desiderio, anzi, addirittura nipote di lui. Ma nulla si sa esattamente dei suoi anni giovanili. Si pensa fosse canonico della chiesa di S. Gaudenzio, essendosi più tardi dimostrato larghissimo dei suoi beni verso il Capitolo di questa chiesa. Neppure risulta se sia stato nominato vescovo per le sue virtù piuttosto che per l'alto lignaggio. Nell'854 non era più tra i vivi, come si rileva dal diploma di Ludovico II imperatore, diretto al successore di Adalgiso, Dodone o Ottone e datato precisamente il 7 giugno di quell'anno.
Oltre che "santissimo vescovo" (le quali parole, scritte in rosso in segno d'onore, sono quanto di più caloroso si legga nei dittici della Cattedrale), gli si attribuisce anche l'elogio rarissimo di "gemma dei sacerdoti", mentre si accenna alle sue "specchiatissime opere".
Si può invece affermare con sicurezza storica la notizia delle sue generose elargizioni ai canonici della Cattedrale, conservate già nell'Archivio vescovile e ora perdute. Le donazioni riguardavano anche i canonici di S. Giulio e di Gozzano, oltre che quelli della Cattedrale di S. Gaudenzio. Sono tre documenti distinti, probabilmente tutti del 19 febbraio 840, ottenuti dall'imperatore su richiesta di Adalgiso.
Dalla stessa lettera risulta che Adalgiso pose al servizio della chiesa di Santa Maria circa quaranta chierici per la celebrazione dei divini Uffici, assegnando loro un congruo beneficio. Arricchì la Cattedrale anche del mirabile mosaico, che ancora oggi si vede dinanzi all'altare maggiore. Da un altro insigne documento, conservato nella biblioteca capitolare di S. Gaudenzio, che porta la data del 30 gennaio 848, si rileva che Adalgiso donò ai canonici di S. Gaudenzio il possedimento di Cesto e altre terre del Basso Novarese, provvedendo loro perfino "le vestimenta e le calzature".
Quando morì, le sue spoglie furono portate dapprima nella chiesa di S. Gaudenzio fuori le mura, poi traslate in città nel 1533, dopo la distruzione di quella chiesa e delle case esterne ad opera di Carlo V. Dal 1927 esse riposano, insieme con le venerate reliquie di altri vescovi novaresi, in S. Gaudenzio, dentro un'artistica urna, sotto l'altare dedicato al suo nome. La sua festa secondo gli Acta Sanctorum ricorre il 7 ottobre, mentre oggi la chiesa novarese la celebra il 5 dello stesso mese.


Autore:
Vincenzo Gilla Gremigni


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-09-21

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