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San Felice di Como Vescovo

Festa: 8 ottobre

† Como, dopo il 392/393.

E' il primo vescovo di Como storicamente attestato e la sua figura è strettamente legata all'organizzazione della comunità cristiana comense nella seconda metà del IV secolo. Il rapporto con sant'Ambrogio di Milano è documentato da alcune lettere del vescovo milanese, che mostrano Felice impegnato nell'evangelizzazione della popolazione di Como e già in grado di raccogliere numerosi nuovi fedeli. Ambrogio ricorda inoltre la sua ordinazione episcopale e il suo ministero pastorale, delineando il profilo di un vescovo inserito nella rete delle Chiese dell'Italia settentrionale. La data della consacrazione è comunemente ricondotta al 1 novembre 386, sulla base di una lettera di Ambrogio, anche se l'anno non è esplicitamente indicato nel testo. Più complessa è la cronologia della sua morte: la tradizione comense la colloca nel 391 e ne celebra la memoria l'8 ottobre, ma un Felice identificato come vescovo di Como compare tra i vescovi coinvolti nella condanna di Gioviniano nel 392/393. La divergenza impedisce di considerare certa la data 391. La tradizione gli attribuisce anche la fondazione della prima chiesa cristiana comense nell'area dell'attuale basilica di San Carpoforo, presso le memorie dei primi martiri locali.

Patronato: Compatrono principale della diocesi di Como insieme a sant'Abbondio.

Etimologia: Dal latino Felix, 'felice', 'fortunato', 'favorevole'.

Martirologio Romano: A Como, san Felice, vescovo, che, ordinato da sant’Ambrogio da Milano, resse per primo la Chiesa di questa città.


Le origini familiari e geografiche di Felice non sono documentate. Le fonti tarde hanno formulato diverse ipotesi sulla sua provenienza, ma nessuna consente di stabilirla con certezza. L'ipotesi secondo cui fosse originario del territorio comasco appartiene alla tradizione storiografica locale e non può essere considerata un dato biografico sicuro.
La prima attestazione certa della sua attività è costituita dalla corrispondenza di sant'Ambrogio. Felice era già vescovo di Como quando Ambrogio gli scrisse, e le lettere mostrano tra i due un rapporto personale particolarmente stretto.

Il vescovo inviato da Ambrogio
Una delle lettere di Ambrogio a Felice presenta il vescovo comense impegnato nella predicazione e nell'organizzazione della comunità cristiana. Ambrogio si rallegra perché numerosi cittadini di Como hanno già accolto la fede e osserva che Felice dispone di pochi collaboratori per un'attività pastorale ormai in crescita. La lettera costituisce una testimonianza contemporanea particolarmente importante perché documenta direttamente l'attività evangelizzatrice del primo vescovo comense.
Un'altra lettera di Ambrogio precisa che Felice aveva ricevuto da lui l'ordinazione episcopale e che l'anniversario della consacrazione cadeva il 1 novembre. L'anno non viene indicato. La tradizione storiografica ha proposto date differenti, dal 379 al 386. La data del 1 novembre 386 è oggi quella maggiormente utilizzata, perché il 1 novembre cadde di domenica in quell'anno e l'ordinazione episcopale è stata ricondotta alle consuetudini liturgiche del tempo. Rimane tuttavia una data ricostruita, non esplicitamente registrata nella lettera.
Ambrogio indica inoltre il desiderio di Bassiano, vescovo di Lodi, di avere Felice presente alla dedicazione della basilica degli Apostoli da lui edificata. L'episodio testimonia l'inserimento di Felice nella rete di rapporti tra i vescovi dell'Italia settentrionale e il ruolo di Milano nella formazione delle nuove comunità episcopali della regione.

L'attività pastorale a Como
L'attività di Felice si svolse in una fase nella quale il cristianesimo si stava consolidando nelle città dell'Italia settentrionale e nelle campagne circostanti. La lettera di Ambrogio mostra che a Como esisteva già una comunità cristiana capace di accogliere nuovi fedeli, ma ancora carente di ministri ecclesiastici.
La tradizione successiva attribuisce a Felice la costruzione della prima chiesa cristiana di Como nell'area oggi occupata dalla basilica di San Carpoforo, presso il colle del Baradello e fuori dall'antico centro urbano. Secondo questa tradizione, l'edificio sarebbe stato collegato alla memoria dei martiri Carpoforo e compagni e sarebbe sorto sul luogo di un precedente spazio di culto pagano. L'archeologia conferma l'antichità dell'insediamento cristiano di San Carpoforo, con elementi riconducibili a un primo impianto di età tardoantica, ma l'attribuzione diretta della costruzione a Felice rimane affidata alla tradizione.
Un'antica iscrizione, oggi perduta e trascritta alla fine del XVI secolo durante la visita pastorale del vescovo Feliciano Ninguarda, ricordava Felice come colui che per primo aveva annunciato la parola divina a Como. L'iscrizione costituisce una significativa testimonianza della memoria ecclesiale sviluppatasi intorno al protovescovo, ma la sua datazione originaria non è sufficientemente documentata per utilizzarla come fonte contemporanea alla vita di Felice.

Il rapporto con Ambrogio
Le lettere conservate mostrano un rapporto personale che non si limitava alle questioni ecclesiastiche. In una lettera Ambrogio ringrazia Felice per un dono di funghi e scherza affettuosamente sulla sua scarsa frequenza nelle visite. In un'altra gli comunica il proprio desiderio di incontrarlo e ricorda la sua consacrazione episcopale.
Queste testimonianze sono particolarmente importanti perché sono contemporanee a Felice e permettono di cogliere, al di là delle successive elaborazioni agiografiche, alcuni aspetti concreti del suo ministero: la predicazione, la necessità di collaboratori, i rapporti con gli altri vescovi e la sua stretta relazione con Ambrogio.

La questione della morte
La tradizione ecclesiastica comense colloca la morte di Felice nel 391 e ne ha tramandato la memoria l'8 ottobre. La cronologia tradizionale collega inoltre l'inizio dell'episcopato del successore Probino al 391. La diocesi di Como continua a indicare Felice negli anni 386-391 nella propria cronologia episcopale.
Esiste però una difficoltà cronologica rilevante. Un documento conservato nella raccolta delle lettere di Ambrogio presenta un Felice Comensis, cioè di Como, tra i vescovi che aderirono alla condanna di Gioviniano. La documentazione relativa a questa controversia è generalmente datata al 392/393, e studi prosopografici e recenti ricerche storiche identificano quel Felice con il vescovo comense. Se l'identificazione è corretta, Felice era ancora vivo almeno nel 392/393 e la morte nel 391 non può essere mantenuta come certa.
La conseguenza è che l'8 ottobre non può essere utilizzato automaticamente come data certa della morte. È attestato come giorno della sua memoria liturgica e come tradizionale dies natalis, mentre l'anno 391 appartiene alla cronologia ecclesiastica tradizionale e rimane problematico alla luce della documentazione conciliare.

La memoria e le reliquie
La tradizione vuole che Felice sia stato sepolto presso i martiri venerati nella basilica di San Carpoforo. Le spoglie attribuitegli rimasero legate a quel luogo fino al trasferimento nella nuova chiesa di Santa Brigida nel 1932, quando la sede parrocchiale fu trasferita dalla basilica di San Carpoforo. La venerazione delle reliquie è tuttora collegata a Santa Brigida.
La memoria liturgica di Felice è fissata all'8 ottobre nel calendario romano. La diocesi di Como lo iscrive nel proprio calendario come vescovo e fondatore della Chiesa comense. Nel contesto della tradizione ambrosiana è ricordato anche il 31 agosto.

La prima Chiesa di Como
L'affermazione secondo cui Felice avrebbe fondato la Chiesa di Como deve essere intesa in senso storico-istituzionale e non come indicazione di una completa assenza di cristiani prima del suo arrivo. Le lettere di Ambrogio mostrano infatti che al momento dell'attività di Felice esistevano già persone convertite alla fede cristiana. Il suo ruolo consiste soprattutto nell'organizzazione episcopale e nella guida pastorale di una comunità in fase di consolidamento. Il Martirologio Romano lo definisce il primo a guidare la Chiesa della città.

Felice e la controversia su Gioviniano
La presenza di un Felice identificato come vescovo di Como tra i firmatari della condanna di Gioviniano costituisce una delle principali questioni cronologiche della sua biografia. La controversia ebbe il suo sviluppo tra Roma e Milano tra il 392 e il 393. La documentazione conservata collega il vescovo comense alla risposta di Ambrogio alle decisioni romane. Se l'identificazione è corretta, essa fornisce un termine cronologico posteriore al 391 per la vita di Felice.

Curiosità
- Il nome Felice deriva dal latino felix, termine riferito a una persona fortunata, felice o favorita dalla sorte.
- Una delle lettere di sant'Ambrogio a Felice nasce da un dono di grandi funghi, circostanza che rivela il tono personale e familiare del rapporto tra i due vescovi.
- Un'altra lettera di Ambrogio conserva indirettamente la memoria dell'anniversario della consacrazione episcopale di Felice, fissato al 1 novembre, senza indicarne esplicitamente l'anno.

Cronologia
- 1 novembre 386 - Data tradizionalmente e storiograficamente proposta per la consacrazione episcopale di Felice da parte di sant'Ambrogio; l'anno è ricostruito, non esplicitamente indicato dalla lettera ambrosiana.
- 387 - Felice è collegato alla dedicazione della basilica degli Apostoli edificata da san Bassiano a Lodi.
- 392-393 - Un Felice identificato come Felix Comensis compare tra i vescovi coinvolti nella condanna di Gioviniano.
- 8 ottobre - Dies natalis e memoria liturgica tradizionale di san Felice di Como; l'anno della morte non è stabilito con certezza.
- 1932 - Le reliquie attribuite a san Felice vengono trasferite dalla basilica di San Carpoforo alla nuova chiesa parrocchiale di Santa Brigida a Como.

Valutazione storico-critica
- L'identificazione di Felice come primo vescovo storicamente attestato di Como è solida. Le lettere di sant'Ambrogio costituiscono la principale documentazione contemporanea e attestano direttamente il suo episcopato e la sua attività evangelizzatrice.
- Le origini familiari e geografiche di Felice non sono documentate. L'ipotesi di un'origine comasca appartiene alla tradizione storiografica e non raggiunge il livello di certezza documentaria.
- La consacrazione episcopale al 1 novembre è attestata dalla lettera di Ambrogio; l'attribuzione dell'anno 386 deriva invece da una ricostruzione cronologica. Le fonti più antiche e moderne hanno proposto anche altre date.
- L'attribuzione a Felice della fondazione materiale della basilica di San Carpoforo appartiene alla tradizione. L'esistenza di un edificio cristiano di età tardoantica nell'area è invece sostenuta dalle testimonianze archeologiche.
- La data 391 per la morte di Felice è tradizionale e recepita dalla cronologia episcopale della diocesi, ma non è comprovata da una testimonianza contemporanea esplicita.
- La presenza di un Felix Comensis nella documentazione relativa alla condanna di Gioviniano nel 392/393 crea una seria difficoltà rispetto alla morte tradizionalmente fissata nel 391. Gli studi prosopografici e una recente ricerca storica identificano quel vescovo con Felice di Como. La contraddizione cronologica rimane pertanto non risolta.
- L'8 ottobre è documentato come memoria liturgica di Felice e come dies natalis tradizionale, ma non costituisce da solo una prova contemporanea della data della morte.
- La memoria ecclesiale di Felice come fondatore della Chiesa di Como è molto antica nella tradizione locale e trova una formulazione autorevole nel Martirologio Romano, che lo presenta come il vescovo ordinato da Ambrogio e primo pastore della Chiesa comense.
- Non risultano una causa moderna di beatificazione o canonizzazione né un decreto di canonizzazione riferibile a Felice. Il suo culto appartiene alla tradizione dei santi vescovi dell'antichità cristiana.

Fonti e bibliografia essenziale
- Ambrogio di Milano, Epistulae, libro I, epistole 3 e 4, lettere indirizzate a Felice, con testimonianze dirette sul rapporto personale, sulla consacrazione episcopale e sull'attività pastorale a Como.
- Ambrogio di Milano, Epistula extra collectionem 15, nella documentazione relativa alla condanna di Gioviniano, con la sottoscrizione di Felix Comensis.
- Diocesi di Como, Cronologia dei Vescovi Comensi, con Felice indicato come primo vescovo della serie episcopale, 386-391.
- Saverio Xeres, Origini cristiane a Como (secc. IV-V), in Prime pietre. Gli esordi del cristianesimo a Como: uomini, fonti e luoghi, Cermenate, Iubilantes, 2001, pp. 13-49.
- Marco Sannazaro, I primi cristiani di Como alla luce delle testimonianze epigrafiche, in Prime pietre. Gli esordi del cristianesimo a Como: uomini, fonti e luoghi, Como, Iubilantes, 2001, pp. 67-85.
- Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), per la documentazione prosopografica relativa ai vescovi italiani del IV secolo e alla partecipazione di Felix Comensis alla vicenda di Gioviniano.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Liturgia, archeologia, storia attestano che Felice fu il primo vescovo di Como. La notizia è confermata anche dagli ultimi versi dell'antica iscrizione incisa sull'urna delle reliquie dei protomartiri comensi (Carpoforo, Essanto, Cassio, Licinio, Secondo e Severo), già trascritta dal vescovo F. Niguarda alla fine del secolo XVI, nella sua Visita Pastorale, nella descrizione della basilica di san Carpoforo:
EXTAT ET HIC FELIX, DIVINUS DUCTUS HABENIS
VERBUM DIVINUM STUDUIT QUI DICERE PRIMUS
COMI; NAMQUE BONUS PRIMUS FUIT ILLE PATRONUS
IN COELIS FELIX; MERITO FUIT NOMINE FELIX.

Il primo documento che presenti Felice è una lettera di sant'Ambrogio di Milano, dalla quale si rileva che l'opera di recente evangelizzazione del protovescovo, sebbene avesse determinato la conversione di parecchie persone, richiedeva indispensabile e costante collaborazione di alcuni cooperatori: «So bene che non ti manca il lavoro nella vigna del Signore, specialmente perché sono con te pochi operai, di quelli che ci possono aiutare; ma questo è lamento vecchio e troppo noto a noi: la mano di Dio però non si è raccorciata; essa ti aiuterà nel bisogno e ti manderà nuovi operai per la raccolta del suo grano. Io ringrazio assai il Signore e mi felicito cordialmente con te, sentendo come parecchi di questi cittadini di Como abbiano già accettato la fede cattolica. Colui che ti ha favorito nella conversione di queste anime, ti favorirà anche di ministri necessari al tuo bisogno».
Dal testo integrale della lettera, che è senza data, risulta che Felice godeva della familiarità e della predilezione paterna di sant'Ambrogio, il quale gli aveva conferito la consacrazione episcopale la domenica 1° novembre, quasi certamente del 386, e lo aveva inviato a Lodi per la consacrazione della basilica dei SS. Apostoli, edificata da san Bassiano, vescovo di quella città, il quale bramava la presenza del protovescovo comense.
L'origine di Felice rimane ignota e le opinioni in proposito sono diverse. Più verosimile è quella che vede nel protovescovo un «signore comasco» (dominus Vallis Cumanae), al quale Ambrogio commise l'evangelizzazione della città e del municipio.
In un'altra lettera, di squisito sapore familiare, comunemente ascritta all’anno 387, Ambrogio ringrazia Felice del dono di un cesto di tartufi, ma anche si lamenta perché troppo raramente gli rende visita.
Secondo un'antica tradizione, riferita dal Tatti, Felice avrebbe eretto sull'aprica falda del colle Baradello la prima chiesa cristiana di Como (derivandola dalla trasformazione di un tempio dedicato a Mercurio), in onore dei santi Carpoforo e compagni martiri, ed in essa seppellì i loro corpi. Più tardi, ad opera del re Liutprando, su quella area sorse l’attuale basilica carpoforiana.
La tradizione ha tramandato come suo dies natalis l’8 ottobre, anche attualmente suo giorno liturgico.
Fu sepolto nella primitiva chiesa di san Carpoforo e successivamente nell'ampliata basilica omonima, finché, nel 1932, il suo corpo, ricomposto in artistica urna, fu trasferito nella nuova chiesa parrocchiale di santa Brigida, dove il suo culto è sempre vivo, e collocato sotto la mensa dell'altare principale. 


Autore:
Pietro Gini


Fonte:
Bibliotheca Sanctorum

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Aggiunto/modificato il 2026-09-21

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