Le notizie sulle origini di Guntero sono tarde e non completamente concordanti. Le fonti lo collegano a una famiglia nobile della Turingia e la tradizione lo associa alla stirpe dei conti di Käfernburg, successivamente collegata ai conti di Schwarzburg. La Deutsche Biographie lo identifica come Gunther, conte di Käfernburg, ma la stessa tradizione genealogica presenta elementi che non possono essere considerati tutti ugualmente sicuri. Anche il luogo di nascita è incerto: Käfernburg, presso Arnstadt, è una localizzazione tradizionale o probabile, non un dato documentato con certezza. Le informazioni sulla prima parte della sua vita sono scarse. Le fonti lo presentano come uomo appartenente all'aristocrazia e impegnato nella vita secolare prima della conversione monastica. La tradizione agiografica insiste sulla radicalità della sua rinuncia ai beni e alla precedente condizione sociale, ma alcuni particolari della sua vita giovanile appartengono alla costruzione agiografica e non possono essere ricostruiti con precisione.
La conversione e Niederaltaich Un dato storicamente importante è attestato da Lamberto di Hersfeld per il 1006: Gunther, nobile della Turingia, divenne monaco e successivamente si trasferì ad Altaha, cioè Niederaltaich. Prima dell'ingresso definitivo nella comunità monastica aveva rinunciato ai propri beni e intrapreso un pellegrinaggio penitenziale a Roma. Il rapporto con Godeardo, allora protagonista della riforma monastica di Hersfeld e abate di Niederaltaich, ebbe un ruolo decisivo nella sua scelta di vita. Dopo il noviziato a Niederaltaich, Guntero fu associato alla comunità di Göllingen, in Turingia, collegata a Hersfeld. La sua esperienza come superiore della comunità fu breve e non ebbe esito positivo. Tornò quindi a Niederaltaich, dove maturò la scelta della vita eremitica. La Deutsche Biographie colloca questa fase dopo il breve periodo trascorso a Göllingen, mentre le fonti repertoriali indicano il 1008 come l'inizio della sua esperienza eremitica.
La vita eremitica e Rinchnach Verso il 1008 Guntero si ritirò nella foresta bavarese. La sua scelta attirò altri uomini desiderosi di condividere la vita ascetica e rese necessario un insediamento più stabile. Intorno al 1011 egli si stabilì nella valle della Rinchnach, dove furono intraprese opere di dissodamento e fu costruito un centro monastico. Rinchnach divenne progressivamente un avamposto della presenza benedettina nella regione. Le fonti repertoriali collocano Guntero come preposto del monastero dipendente da Niederaltaich tra il 1019 e il 1040. La fondazione di Rinchnach è dunque collegata direttamente alla sua attività, anche se la precisa successione delle fasi costruttive e istituzionali non è ricostruibile in ogni dettaglio. Rinchnach divenne anche un centro dal quale si svilupparono itinerari verso la Boemia. La posizione geografica dell'insediamento rese la comunità parte del più ampio processo di organizzazione ecclesiastica e monastica delle aree forestali situate tra Baviera e Boemia.
Attività missionaria Guntero ebbe rapporti con il regno d'Ungheria e con il re Stefano I. La tradizione lo considera legato alla famiglia reale attraverso la parentela con la regina Gisella, ma la natura precisa di questa parentela non è ugualmente sicura in tutte le ricostruzioni genealogiche. La Vita sancti Stephani regis Ungarorum di Hartvik conserva notizie relative ai soggiorni di Guntero in Ungheria. Le fonti collocano il primo viaggio intorno al 1015 o 1016 e attestano ulteriori soggiorni. A lui è collegata anche la tradizione relativa all'eremo di Bakonybél. La sua attività deve essere compresa nel più ampio processo di consolidamento del cristianesimo nel regno ungherese e nelle regioni slave limitrofe. Non tutti gli episodi missionari tramandati dalla tradizione possono essere ricostruiti con lo stesso grado di certezza. La Vita Guntheri eremitae, composta nel XIII secolo, utilizza infatti materiale precedente ma sviluppa anche episodi con una marcata elaborazione agiografica.
Rapporti con l'Impero e la Boemia La posizione di Guntero non fu esclusivamente monastica. Le fonti lo presentano come uomo ascoltato negli ambienti politici dell'Impero. Nel gennaio 1040 partecipò a un placito ad Augusta e nello stesso periodo il re Enrico III collegò formalmente Rinchnach al monastero di Niederaltaich. Nel conflitto tra Enrico III e il duca di Boemia Břetislav I, Guntero svolse un ruolo di mediazione. Le fonti lo presentano come legato dell'imperatore e gli attribuiscono una parte nella restaurazione della pace. La sua attività diplomatica è quindi attestata nel quadro delle relazioni tra Impero e Boemia, anche se i dettagli delle singole missioni sono trasmessi soprattutto da fonti narrative posteriori.
Gli ultimi anni a Dobrá Voda Intorno al 1040 Guntero lasciò Rinchnach e si ritirò nuovamente in solitudine nel territorio boemo, presso l'attuale Dobrá Voda, vicino a Hartmanice. Qui trascorse gli ultimi anni della sua vita come eremita. Morì il 9 ottobre 1045. Il luogo indicato dalle fonti è Gutwasser, oggi Dobrá Voda presso Hartmanice, nella Repubblica Ceca. La tradizione relativa alla sua morte, secondo cui il duca Břetislav I avrebbe fatto venire il vescovo di Praga per amministrargli i sacramenti, appartiene alla Vita Guntheri eremitae, redatta circa due secoli dopo la morte del santo, e deve quindi essere distinta dal dato storico della morte. Il corpo fu sepolto nell'abbazia benedettina di Břevnov, presso Praga. Il monastero conserva ancora la memoria della sua sepoltura e un'antica lastra tombale, rinvenuta nel 1761 e databile al XIII secolo, che indica il luogo originario della deposizione.
La Vita Guntheri eremitae La principale fonte narrativa dedicata a Guntero è la Vita Guntheri eremitae, conservata in latino. Per lungo tempo l'opera fu considerata molto più antica; gli studi moderni la datano invece generalmente tra il 1251 e il 1260, in relazione ai tentativi di promuovere la canonizzazione del santo. L'autore fu un monaco di Břevnov, che utilizzò ampiamente la Vita sancti Godehardi di Wolfher di Hildesheim. La distanza cronologica dalla vita di Guntero impone una distinzione tra le informazioni che possono essere confrontate con documenti più antichi e gli elementi propri della narrazione agiografica. Particolarmente marcata è l'elaborazione dei rapporti tra Guntero e il duca Břetislav I.
I miracoli e la memoria di Břevnov A Břevnov furono raccolte anche numerose narrazioni di miracoli attribuiti all'intercessione di Guntero. I Miracula b. Guntheri comprendono racconti databili tra il 1248 e il 1361 e furono raccolti nel contesto dei tentativi di ottenere la canonizzazione. La maggior parte dei miracoli è collegata alla tomba di Břevnov, mentre altri sono riferiti all'Ungheria, alla Turingia e a Niederaltaich. Questi racconti costituiscono una testimonianza importante della storia del culto medievale, ma non costituiscono per se stessi una prova contemporanea degli eventi miracolosi narrati.
Culto e canonizzazione Il culto di Guntero è attestato già nel Medioevo. Nel XIII secolo furono intrapresi tentativi di promuoverne la canonizzazione: papa Innocenzo IV affidò nel 1251 a una commissione composta da autorità monastiche l'esame della causa, mentre nel 1261 l'abate di Niederaltaich presentò ad Alessandro IV una relazione relativa agli sviluppi della procedura. La canonizzazione formale non fu tuttavia portata a conclusione. Un documento pontificio di Bonifacio IX del 1390 concede un'indulgenza a quanti visitavano la chiesa di Břevnov dove era venerata la tomba di Guntero. In seguito, la bolla di Urbano VIII del 1634 riconobbe la legittimità della venerazione, sulla base dell'antichità e della continuità del culto. Non risulta quindi una canonizzazione formale conclusa secondo la procedura romana, mentre la venerazione liturgica è stata riconosciuta e mantenuta. Il Martyrologium Romanum contemporaneo ricorda Guntero il 9 ottobre come eremita, collocando la sua deposizione a Břevnov in Boemia.
Reliquie La storia delle reliquie è segnata dalle vicende dell'abbazia di Břevnov e dalle distruzioni provocate dalle guerre hussite. La tradizione attesta la dispersione delle reliquie nel XV secolo. In epoca successiva furono identificati a Politz alcuni resti ritenuti appartenenti a Guntero e successivamente trasferiti a Břevnov; l'identificazione non può tuttavia essere considerata storicamente certa.
Curiosità A Rinchnach Guntero è ancora venerato come patrono della parrocchia e la festa viene celebrata il 9 ottobre. Il nome ceco con cui Guntero è conosciuto è Vintíř, forma ormai strettamente legata alla sua memoria nella tradizione boema. La lastra tombale di Guntero, risalente al XIII secolo circa, fu ritrovata nel 1761 nell'area dell'abbazia di Břevnov e oggi è conservata all'interno della chiesa.
Cronologia 1005 - Guntero, ancora inserito nella vita secolare, dona i propri beni al monastero di Hersfeld e al monastero da lui fondato a Göllingen. 1006 - Dopo il pellegrinaggio penitenziale a Roma, Guntero entra nella vita monastica a Niederaltaich e pronuncia i voti sotto la guida di Godeardo. 1007 - Guntero assume la direzione della comunità monastica di Göllingen, ma l'esperienza si conclude dopo circa un anno per i contrasti sorti con i monaci. 1008 - Guntero rinuncia alla direzione di Göllingen, ritorna per breve tempo a Niederaltaich e quindi si ritira come eremita nel territorio del Böhmerwald, la foresta boema. 1011 - Guntero si stabilisce nella valle della Rinchnach e avvia la costruzione di un insediamento monastico per i discepoli che si sono raccolti intorno a lui. 1017 - Guntero intraprende, secondo una ricostruzione storiografica, un'attività missionaria presso i Liutizi, che si conclude senza successo. 1019 - La chiesa di San Giovanni a Rinchnach, dipendente da Niederaltaich, viene consacrata dal vescovo di Passau. 1029 - L'imperatore Corrado II concede una prima conferma documentaria dei diritti e dei beni legati all'insediamento di Rinchnach. 1034 - Guntero è presente alla dieta imperiale di Ratisbona e interviene, insieme ad altri uomini autorevoli, a favore di Ulrico di Boemia, ottenendone la riconciliazione con l'imperatore Corrado II e la restituzione del ducato. 1040 - Guntero abbandona la guida di Rinchnach, che viene trasferita a Niederaltaich. Nel gennaio è presente alla dieta di Augusta e svolge un ruolo di mediazione nel conflitto tra l'imperatore Enrico III e il duca di Boemia Břetislav I. 1040-1041 - Guntero si ritira come eremita presso Gutwasser, l'attuale Dobrá Voda vicino a Hartmanice, in Boemia. 9 ottobre 1045 - Guntero muore a Gutwasser, presso l'attuale Dobrá Voda vicino a Hartmanice. Il corpo viene sepolto nell'abbazia di Břevnov presso Praga. 1251-1260 - Nel monastero di Břevnov viene composta la Vita Guntheri eremitae, fonte agiografica tarda che sviluppa in particolare i rapporti tra Guntero e il duca Břetislav I. 1248-1361 - Sono attestati i racconti raccolti nei Miracula b. Guntheri, relativi a prodigi attribuiti all'intercessione di Guntero e collegati alla diffusione medievale del suo culto. 1390 - Papa Bonifacio IX concede un'indulgenza ai fedeli che visitano la chiesa di Břevnov presso la quale è venerata la tomba di Guntero. 1634 - Il culto di Guntero viene riconosciuto dalla Santa Sede sulla base della sua antichità, senza che risulti una canonizzazione formale secondo la procedura romana. 1761 - Nell'area dell'abbazia di Břevnov viene ritrovata una lastra tombale medievale riferita alla sepoltura di Guntero. 9 ottobre - La memoria liturgica di san Guntero è celebrata nel Martyrologium Romanum.
Valutazione storico-critica - L'identità di Guntero come nobile turingio, monaco benedettino, eremita e protagonista della fondazione di Rinchnach è solidamente attestata nella tradizione documentaria medievale e nei repertori storici. - Il luogo preciso della nascita non è certo. L'associazione con Käfernburg presso Arnstadt è tradizionale o probabile, mentre la genealogia che lo collega ai successivi conti di Schwarzburg non può essere accettata in ogni dettaglio come documentariamente dimostrata. - La notizia dell'ingresso nella vita monastica nel 1006 è particolarmente significativa perché trova un'attestazione relativamente antica nella tradizione storiografica legata a Lamberto di Hersfeld. - La Vita Guntheri eremitae non è una fonte contemporanea. La datazione al 1251-1260, oggi ritenuta probabile, la colloca circa due secoli dopo la morte di Guntero e ne riduce il valore come testimonianza diretta degli eventi dell'XI secolo, pur rendendola fondamentale per la storia della sua memoria e del suo culto. - I rapporti con l'Ungheria e l'attività missionaria sono attestati dalla tradizione agiografica e da fonti relative a Stefano d'Ungheria, ma alcuni particolari della parentela con la famiglia reale e delle singole missioni rimangono meno sicuri. - L'attività politica e diplomatica di Guntero nel rapporto tra Impero e Boemia è coerente con le fonti che lo ricordano come intermediario e consigliere, ma la ricostruzione dettagliata delle singole missioni dipende in parte da fonti narrative posteriori. - La morte il 9 ottobre 1045 a Gutwasser, oggi Dobrá Voda presso Hartmanice, è concordemente attestata. La narrazione particolareggiata delle circostanze della morte appartiene invece alla tradizione agiografica posteriore. - La sepoltura a Břevnov è storicamente attestata e trova conferma nella tradizione materiale del monastero. La successiva storia delle reliquie è invece complessa e l'identificazione di alcuni resti conservati in epoca moderna rimane problematica. - Il culto medievale è documentato da iniziative di canonizzazione, raccolte di miracoli e attestazioni legate alla tomba di Břevnov. La canonizzazione formale non risulta conclusa, mentre la venerazione fu riconosciuta in epoca moderna e il santo è tuttora inserito nel Martyrologium Romanum. - La memoria liturgica del 9 ottobre è quindi distinta dalla questione della canonizzazione formale: Guntero è riconosciuto nel culto cattolico come santo eremita, pur non essendo documentata una canonizzazione romana conclusa secondo la procedura moderna.
Fonti e bibliografia essenziale - Martyrologium Romanum, editio typica promulgata nel 2001, memoria di san Guntero al 9 ottobre. - Vita Guntheri eremitae, BHL 3713, composta probabilmente tra il 1251 e il 1260 nel monastero di Břevnov. - Miracula b. Guntheri, BHL 3715-3717, raccolta di miracoli riferiti agli anni 1248-1361. - Wilhelm Fink, 'Gunther, Graf von Käfernburg', in Neue Deutsche Biographie, vol. 7, 1966, pp. 324-325. - Gotthard Lang, Gunther der Eremit in Geschichte, Sage und Kult, in Studien und Mitteilungen zur Geschichte des Benediktinerordens und seiner Zweige, 59, 1941-1942, pp. 1-83. - Jan Royt, Der hl. Günther, Eremit, München, 1993. - Petr Kubín, Legenda o sv. Vintířovi. Vita s. Guntheri, Praha, 2014, con edizione e studio della Vita Guntheri eremitae. - Břevnovský klášter, documentazione storica relativa a san Vintíř-Guntero, alla sua sepoltura, al culto e alle reliquie. Autore: Giampietro Cattini
Nacque intorno al 955 da una nobile famiglia della Turingia, probabilmente a Kaefernburg, presso Arnstadt. Dei primi cinquantanni della sua vita si sa ben poco, comunque era illetterato e si era dato alla vita militare. Nel febbraio o marzo del 1006, di ritorno da un pellegrinaggio di penitenza a Roma, si fa converso nel monastero benedettino di Niederaltaich, rinunciando ai suoi beni in favore del monastero di Goellingen, filiale di Hersfeld. L’avvenimento suscitò grande sorpresa, ed è registrato anche da Lamberto di Hersfeld: «1006 Guntherus, nobili vir de Thuringia, monachus factus est Herveldiae, sed postea ad Altaha transivit consilio Gotehardi abbatis».
Guntero da Niederaltaich si trasferì per poco tempo a Goellingen, ma la vita cenobitica non lo soddisfece, sì che nel 1008 scelse quella eremitica, ritirandosi nelle foreste bavaresi. Nel 1011 si stabilì in vicinanza di Rinchnach, dove nel 1012 venne raggiunto da altri monaci di Niederaltaich, coi quali formò una comunità. La loro chiesa fu benedetta dal vescovo di Passau, il 29 agosto 1019. Ogni monaco viveva in una cella propria, ma pregavano e mangiavano in comune. La vita della comunità è descritta da Arnoldo da Regensburg nel II volume della Vita Emmerami, composta intorno al 1036, e da Wolfher da Hildesheim, nelle due redazioni della sua Vita Godehardi episcopi, rispettivamente del 1034 e del 1054. Il 1° gennaio 1029, l’imperatore Corrado II fece una donazione alla chiesa di Rinchnach «a Guntherio monacho inibi primitus heremiticam vitam ducente constructam in honore victoriosissimae crucis sanctaeque Dei Genitricis Mariae necnon b. Iohannis Baptisiae in usum fratrum ibi Deo sub regula S. Benedicti servientium...».
Guntero svolse anche un’attività missionaria tra gli Ungheresi, Slavi e Boemi; essendo parente della regina Gisella d’Ungheria, fu probabilmente per l’intervento di questa che re Stefano, il santo, lo invitò in Ungheria a prender parte nell’opera della conversione degli Ungheresi. Il primo viaggio di Guntero in Ungheria ebbe luogo nel 1015 o 1016, ma secondo la Vita S. Stephani regis Ungarorum di Hartwick, Guntero vi soggiornò varie volte. Per sua iniziativa il re fondò l’eremo di Bakonybél, dove visse ritirato per un certo periodo anche Gerardo, vescovo di Csanàd. Guntero funse da consigliere di Corrado II nelle sue imprese dirette alla conquista della Borgogna; nel gennaio del 1040 partecipò al placito di Augusta; Enrico III, che si dice legato a Guntero da rapporti di amicizia, in quello stesso mese donò la difesa di Rinchnach con tutti i suoi beni al monastero di Niederaltaich. Sempre nel 1040 Guntero funse da legato dell’imperatore nella guerra da questi sostenuta contro il duca di Boemia è secondo l’«Annalista Sassone», il ristabilimento della pace spetta in parte al suo intervento.
Guntero lasciò Rinchnach nel 1040 e si ritirò in solitudine per gli ultimi cinque anni della sua vita. Morì novantenne, il 9 ottobre 1045 e fu sepolto nel monastero di Brevnov, presso Praga. Fu ben presto onorato di pubblico culto assai vivo nel secolo XIII. Benché il processo di canonizzazione non sia mai giunto ad una conclusione, si possono tuttavia citare delle testimonianze indirette di una conferma del culto. A Niederaltaich se ne celebra la festa il 9 ottobre col rito di seconda classe, mentre a Passau con rito di terza. Immagini del santo si trovano a Rinchnach e a Dobravada dove morì. Le sue reliquie si dispersero nel 1420 nella devastazione ussita.
La fonte principale della storia di Guntero è la Vita Guntheri Eremitae auctore anonimo.
Autore: Edith Pasztor
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