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† Nivesdonck, presso Lier, Belgio, 11 ottobre (714?) 775
E' un santo laico dell'area di Lier, nell'attuale Belgio, vissuto nell'VIII secolo e ricordato dal Martirologio Romano come soldato devoto a Dio. La sua figura storica è difficile da ricostruire nei particolari, poiché le principali narrazioni della sua vita furono redatte diversi secoli dopo la sua morte. La tradizione agiografica lo presenta come uomo di origine nobile, legato alla corte franca e impegnato in campagne militari, che dopo la vita matrimoniale si ritirò a Nivesdonck, dove fece costruire un oratorio e condusse un'esistenza di preghiera e penitenza. Attorno al luogo della sua sepoltura si sviluppò progressivamente la comunità dalla quale sarebbe sorta Lier. Il suo culto si consolidò nel Medioevo e si diffuse nei Paesi Bassi e nelle regioni vicine. Il Martirologio Romano ne celebra la memoria l'11 ottobre e ricorda l'oratorio costruito con i suoi beni, nel quale fu sepolto.
Etimologia: Forma latinizzata di un nome germanico collegato alla radice *gund, 'guerra, battaglia', e a *mērijaz, 'famoso'; il significato complessivo sarebbe quindi 'famoso in battaglia'.
Martirologio Romano: Presso Lier in Brabante, nell’odierno Belgio, san Gummario, che, soldato devoto a Dio, costruì in questo luogo con i suoi beni un oratorio, dove fu poi deposto.
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Le fonti più antiche oggi conosciute non permettono di stabilire con precisione né l'anno di nascita né l'esatta condizione familiare di Gummaro. La sua origine è posta a Emblehem, località dell'area di Lier, nell'odierno Belgio. La tradizione lo considera appartenente a una famiglia nobile di ambiente franco. L'epoca della sua vita è generalmente collocata nell'VIII secolo. I Bollandisti, nell'edizione degli Acta Sanctorum, lo considerano un personaggio dell'VIII secolo e osservano che la sua Vita fu composta molto più tardi. Le principali fonti narrative sono una Vita in prosa e una Vita metrica attribuite a Theobaldus. La ricerca bibliografica dell'Institut de recherche et d'histoire des textes identifica per queste opere i numeri BHL 3694-3697. L'edizione degli Acta Sanctorum precisa che la Vita in prosa fu composta da Theobaldus e che la versione metrica deriva dalla stessa materia narrativa; i Bollandisti escludono quindi l'esistenza di una Vita anteriore oggi conservata che possa essere utilizzata come testimonianza diretta della vita del santo.
Alla corte franca Secondo la tradizione trasmessa da Theobaldus, Gummaro fu condotto alla corte del re franco Pipino e vi ricoprì un incarico di rilievo. La stessa tradizione lo presenta come soldato e lo collega alle campagne militari del sovrano. Questo quadro biografico non può essere verificato nei particolari attraverso documenti contemporanei. Il Martirologio Romano conserva però un elemento essenziale della tradizione, definendo Gummaro un soldato devoto a Dio e ricordando che costruì con i propri beni un oratorio nel luogo in cui sarebbe stato poi sepolto.
Il matrimonio La Vita di Theobaldus racconta che Gummaro sposò una donna chiamata con diverse forme, tra cui Guinimaria, Gwinmaria e Grimmara. Il matrimonio viene presentato come difficile e la moglie è descritta dalla tradizione agiografica come responsabile di durezza e soprusi nei confronti dei dipendenti e dei contadini. Il racconto appartiene alla costruzione agiografica della Vita e non è verificabile attraverso testimonianze contemporanee. Il motivo narrativo assume un'importanza particolare nella successiva devozione a Gummaro, divenuto anche intercessore invocato per le difficoltà matrimoniali e per le relazioni spezzate.
Le campagne militari e il ritiro Secondo la Vita, Gummaro rimase per diversi anni lontano dalle sue terre a causa del servizio militare. Al ritorno avrebbe trovato i propri dipendenti sottoposti a trattamenti ingiusti e avrebbe cercato di riparare i danni provocati durante la sua assenza. La tradizione racconta quindi il progressivo distacco dalla vita matrimoniale e il ritiro a Nivesdonck, dove Gummaro avrebbe fatto costruire una cappella dedicata agli apostoli Pietro e Paolo. Qui avrebbe condotto una vita ritirata, mantenendo tuttavia il rapporto con i beni e le responsabilità della propria condizione sociale. L'esistenza di un luogo di culto collegato alla sua memoria è coerente con il nucleo conservato dal Martirologio Romano, ma i particolari della sua fondazione appartengono alla tradizione agiografica tarda.
Nivesdonck e la morte Nivesdonck, presso la confluenza delle due Nete, divenne il centro del culto di Gummaro e costituisce il luogo tradizionalmente identificato con l'origine dell'insediamento che sarebbe diventato Lier. La memoria locale conserva il luogo della sua sepoltura nella zona della successiva cappella di San Pietro. La data della morte non è però sicura. La tradizione di Lier colloca la morte l'11 ottobre 714, mentre altre fonti agiografiche e repertori successivi indicano il 774 o il 775. La cronologia del 714 presenta un elemento a suo favore nella tradizione relativa alla successiva elevazione delle reliquie nel 754, ma anche questa data dell'elevazione appartiene alla tradizione locale e non può essere assunta senza riserve come documentazione contemporanea. Gli stessi studi dedicati alla storia del santo sottolineano l'incertezza della cronologia. Il Martirologio Romano non indica l'anno della morte, ma celebra l'11 ottobre la depositio di Gummaro a Lier. La memoria liturgica dell'11 ottobre è pertanto più sicura dell'anno attribuito alla morte.
La formazione del culto Il culto di Gummaro si sviluppò intorno al luogo della sepoltura e divenne progressivamente uno degli elementi fondamentali della storia religiosa di Lier. Le fonti medievali collegano la crescita della comunità locale alla venerazione delle sue reliquie. La tradizione di Lier colloca nel 754 l'elevazione delle reliquie, avvenuta alla presenza del vescovo di Cambrai. Nella prassi ecclesiastica dell'alto Medioevo, l'elevazione delle reliquie poteva costituire una forma di riconoscimento locale del culto. Non si tratta però di una canonizzazione nel senso giuridico moderno, e non è documentata una causa di canonizzazione secondo le procedure introdotte nei secoli successivi. Gli Acta Sanctorum dedicano ampio spazio alla sepoltura, alla traslazione e al culto di Gummaro, confermando l'antichità della venerazione, ma collocano la redazione della sua Vita in epoca molto posteriore alla sua esistenza.
Le reliquie a Lier Le reliquie furono conservate a Lier e divennero il centro della devozione locale. Nel corso dei secoli furono sottoposte a diverse ricognizioni ecclesiastiche. Una ricognizione è documentata nel 1354; altre seguirono nel 1370, 1406, 1475, 1587, 1595, 1601, 1666, 1865, 1890, 1965, 1990 e 2015. Durante la crisi iconoclasta del 1580 le reliquie furono disperse. Una parte significativa fu successivamente recuperata e nuovamente raccolta. La documentazione relativa alla ricognizione del 1587 distingue inoltre tra ossa ritenute autentiche e altri frammenti la cui appartenenza a Gummaro non poteva essere stabilita con assoluta certezza. Le reliquie sono oggi custodite nella chiesa collegiata di San Gummaro a Lier. Il grande reliquiario d'argento, realizzato nel XVII secolo, viene portato annualmente in processione.
La memoria liturgica e la devozione Il Martirologio Romano inserisce Gummaro al giorno 11 ottobre con una breve commemorazione che sottolinea la sua condizione di soldato devoto a Dio e la costruzione dell'oratorio con i suoi beni. A Lier il culto è rimasto particolarmente vivo. La processione annuale con il reliquiario costituisce una tradizione attestata almeno dal Medioevo e la sua continuità è documentata da fonti scritte a partire dal XIV secolo. Nel 2019 la processione di San Gummaro è stata inserita nell'inventario del patrimonio culturale immateriale delle Fiandre. Gummaro è patrono di Lier e di Emblem ed è invocato soprattutto contro le fratture fisiche e, per estensione simbolica della sua tradizione, contro le fratture nei rapporti matrimoniali e familiari.
Tradizioni agiografiche Le Vitae medievali attribuiscono a Gummaro diversi miracoli, fra i quali quello dell'albero reciso che sarebbe tornato a crescere dopo la preghiera del santo, quello della fonte fatta scaturire per dissetare alcuni lavoratori e altri episodi di guarigione e liberazione. Questi racconti costituiscono parte integrante della tradizione agiografica di Lier, ma non sono testimonianze contemporanee alla vita di Gummaro. Gli Acta Sanctorum pubblicano la Vita di Theobaldus e, separatamente, una raccolta di miracoli attribuiti alla sua intercessione nel 1475. La distanza cronologica fra questi testi e gli eventi narrati impone di distinguere il valore storico della tradizione dal valore documentario dei singoli episodi miracolosi.
Cronologia - Seconda metà del VII secolo - inizio dell'VIII secolo - Tradizionale collocazione della nascita di Gummaro a Emblehem, nell'area di Lier. - VIII secolo - Gummaro è collocato dalla tradizione alla corte franca e nel servizio militare. - VIII secolo - Secondo la Vita di Theobaldus, Gummaro costruisce un oratorio presso Nivesdonck e vi conduce una vita ritirata. - 11 ottobre, anno incerto tra il 714 e il 775 circa - Morte di Gummaro a Nivesdonck secondo tradizioni cronologiche divergenti. - 754 - La tradizione locale colloca in questo anno l'elevazione delle reliquie e il riconoscimento del culto. - 1041-1044 circa - È attestata l'esistenza a Lier di un capitolo collegato alla chiesa dedicata a san Giovanni Battista, successivamente associata al culto di Gummaro. - 1354 - Ricognizione delle reliquie di Gummaro. - 1475 - Nuova ricognizione delle reliquie; gli Acta Sanctorum conservano inoltre una raccolta di miracoli attribuiti alla sua intercessione nello stesso anno. - 1580 - Durante la crisi iconoclasta di Lier le reliquie vengono disperse; una parte viene successivamente recuperata. - 1587 - Ricognizione delle reliquie recuperate. - 1668 - Le reliquie vengono collocate nel grande reliquiario d'argento di Lier.
Valutazione storico-critica - L'esistenza storica di Gummaro e il suo legame con l'area di Lier sono sostenuti da una tradizione cultuale antica, dalla memoria liturgica e dalla documentazione medievale relativa alle sue reliquie. - La principale Vita conservata è molto posteriore agli eventi. Gli Acta Sanctorum la attribuiscono a Theobaldus e la collocano nel XII secolo, mentre la tradizione bibliografica relativa alla sua composizione la collega alla fine dell'XI o all'inizio del XII secolo. Non esiste una Vita contemporanea conservata. - La collocazione di Gummaro nell'VIII secolo è ampiamente sostenuta, ma l'anno preciso della morte rimane controverso. Il 714 è conservato nella tradizione locale di Lier, mentre altre fonti indicano 774 o 775. - La data del 754, frequentemente presentata come anno della canonizzazione, appartiene alla tradizione relativa all'elevazione delle reliquie. L'uso del termine canonizzazione deve essere inteso nel contesto delle forme di riconoscimento del culto proprie dell'alto Medioevo e non come una canonizzazione secondo la procedura moderna. - Il Martirologio Romano conferma il culto liturgico e la memoria dell'11 ottobre, ma non fornisce l'anno della morte né i dettagli della biografia narrata nelle Vitae. - Il racconto relativo alla corte di Pipino, al matrimonio, ai soprusi della moglie, alle campagne militari e ai miracoli appartiene principalmente alla tradizione agiografica medievale e non può essere trattato nei dettagli come documentazione contemporanea. - La storia delle reliquie è meglio documentata della biografia. Le numerose ricognizioni medievali e moderne attestano la continuità del culto, mentre la ricognizione del 1587 mostra che non tutti i frammenti recuperati dopo la dispersione del 1580 potevano essere identificati con la medesima sicurezza. - Il culto di Gummaro è storicamente ben attestato a Lier e si è sviluppato in modo particolare attorno alle reliquie, alla processione e alla memoria del santo come patrono cittadino. - I miracoli narrati nelle Vitae e nella tradizione locale appartengono alla storia della devozione e non costituiscono, per la loro tarda attestazione, prove contemporanee degli eventi descritti.
Fonti e bibliografia essenziale - Theobaldus, Vita et translatio sancti Gummari, BHL 3694-3697, testo conservato nella tradizione manoscritta e pubblicato negli Acta Sanctorum. - Acta Sanctorum, Octobris, tomo V, Bruxelles, 1786, pp. 674-697, commento, Vita di Theobaldus, traslazione e miracoli di san Gummaro. - Institut de recherche et d'histoire des textes, Légendiers latins, schede BHL 3694-3699 relative alle Vitae, alla traslazione e ai miracoli di Gummaro. - T. Paaps, De heilige Gummarus in de literatuur, de liturgie en de volksvereering. Critische studie, Anversa, 1944. - P. G. Deckers, Leven en eerdienst van den Heiligen ridder Gummarus, Lier, 1870. - Documentazione storica della Broederschap van Sint-Gummarus relativa alle ricognizioni e alla conservazione delle reliquie a Lier.
Autore: Giampietro Cattini
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