Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati



Newsletter
Per ricevere i Santi di oggi
inserisci la tua mail:


E-Mail: [email protected]


> Home > Sezione I santi che iniziano con la lettera C > San Caprasio di Agen Condividi su Facebook

San Caprasio di Agen Martire

Festa: 20 ottobre

† Agen, Lot-et-Garonna, Nuova Aquitania, Francia, III o IV sec.

La sua memoria è collegata a quella di santa Fede, o Foi, anch'essa martire di Agen, e alle tradizioni relative ai martiri locali. Le fonti agiografiche medievali raccontano che Caprasio, rifugiatosi in una grotta per sottrarsi alla persecuzione, avrebbe deciso di affrontare il martirio dopo aver assistito o appreso della testimonianza di Fede. La narrazione comprende anche il prodigio dell'acqua scaturita dalla roccia e la decapitazione del martire. Questi particolari appartengono tuttavia a una tradizione agiografica relativamente tarda. La memoria di Caprasio è più antica delle sue Passioni conservate: il suo culto è attestato nei martirologi e una basilica a lui dedicata esisteva ad Agen già nel VI secolo, come riferisce Gregorio di Tours. L'identificazione di Caprasio come primo vescovo di Agen, invece, non è sostenuta da documentazione antica e appartiene a una tradizione sviluppatasi posteriormente.

Etimologia: Caprasius è un nome collegato al latino capra, 'capra'.

Martirologio Romano: Ad Agen in Aquitania, ora in Francia, san Caprasio, martire.


Le notizie storiche su Caprasio (Caprasius, Caprais, Caprasi, Capras) sono molto scarse. Il personaggio è ricordato come martire di Agen, ma non sono documentati con certezza né la sua nascita, né la sua origine familiare, né la sua formazione, né un'attività ecclesiastica precedente al martirio.
La tradizione agiografica lo colloca durante una persecuzione dell'Impero romano e lo mette in relazione con santa Fede. Le diverse versioni della Passione non sono però contemporanee agli eventi narrati. La Bibliotheca Hagiographica Latina registra una Passione propria di Caprasio, BHL 1558, e una più ampia Passione di Fede, Caprasio, Primo e Feliciano, BHL 2928-2965.
Gli Acta Sanctorum, esaminando criticamente le tradizioni relative al martire, osservano che la Passione di Caprasio presenta forti analogie con quella di san Sinforiano di Autun. Le somiglianze riguardano elementi strutturali della narrazione, compresi il contesto della persecuzione e alcuni particolari del racconto. I Bollandisti ritennero quindi problematico utilizzare la Passione come testimonianza diretta degli eventi e collocarono il martirio, con prudenza, intorno al 303.

La tradizione della grotta
Secondo la Passione, Caprasio si sarebbe rifugiato in una grotta per sottrarsi alla persecuzione. Avendo appreso del coraggio con cui santa Fede affrontava il martirio, avrebbe desiderato condividere la sua sorte. Prima di uscire dal nascondiglio avrebbe pregato Dio chiedendo un segno della propria dignità al martirio. La tradizione riferisce che dalla roccia della grotta sarebbe scaturita acqua limpida.
Questo episodio è entrato stabilmente nella memoria cultuale di Agen. La fonte collegata alla grotta di Caprasio è tuttora ricordata nella tradizione locale, ma il prodigio appartiene al racconto agiografico e non può essere assunto come dato storico verificato.

Il martirio
Secondo le Passioni, Caprasio avrebbe quindi abbandonato il proprio rifugio, si sarebbe presentato alle autorità romane e avrebbe rifiutato di rinnegare la fede cristiana. Il racconto tradizionale attribuisce al martire la morte per decapitazione.
Anche l'identificazione del persecutore e la precisa collocazione cronologica presentano problemi. Le tradizioni medievali oscillano soprattutto fra la persecuzione di Diocleziano e quella di Massimiano, mentre gli Acta Sanctorum rilevano discrepanze fra i diversi manoscritti e giudicano più probabile una collocazione intorno al 303.
Il Martyrologium Romanum conserva la memoria di Caprasio al 20 ottobre e presenta il racconto del suo rifugio nella caverna, della preghiera e dell'acqua scaturita dalla roccia, con il martirio collocato sotto Massimiano.

Caprasio e l'episcopato di Agen
La tradizione successiva ha attribuito a Caprasio il titolo di primo vescovo di Agen. Tale attribuzione, tuttavia, non è sostenuta dalle testimonianze più antiche.
La storia della diocesi di Agen conosce infatti come primo vescovo attestato storicamente Febadio, attivo nel IV secolo e presente al concilio di Rimini del 359. Una fonte storica di riferimento per l'antico episcopato agenese non offre una documentazione comparabile per Caprasio. La tradizione che lo presenta come vescovo appartiene quindi a uno sviluppo successivo del culto.
Uno studio dedicato alla tradizione letteraria di santa Fede osserva inoltre che Caprasio fu considerato primo vescovo di Agen soltanto posteriormente, mentre le fonti più antiche non forniscono elementi sufficienti per attribuirgli un'appartenenza documentata al clero.

La memoria nel VI secolo
Un dato particolarmente importante per la storia del culto è costituito dalla basilica dedicata a Caprasio ad Agen. Gregorio di Tours, nella Historia Francorum, riferisce nel VI secolo dell'esistenza della basilica di San Caprasio, dove si rifugiò la moglie del generale Renaud durante gli avvenimenti politici della seconda metà del VI secolo.
La basilica costituisce quindi una testimonianza relativamente antica dell'esistenza di un culto locale dedicato al martire. Gli scavi archeologici e gli studi sul complesso di Saint-Caprais hanno confermato la presenza di un importante santuario cristiano nell'area dell'attuale cattedrale, sorta su un'area funeraria antica.

La diffusione del culto
Il culto di Caprasio si sviluppò soprattutto nell'Aquitania e nella Francia meridionale. Il suo nome è rimasto legato a numerose località, chiese e cappelle, mentre ad Agen la memoria del martire è rimasta stabilmente associata alla basilica e poi alla cattedrale che portano il suo nome.
La cattedrale di Saint-Caprais conserva una tradizione cultuale e iconografica molto importante. L'edificio attuale fu costruito a partire dal XII secolo sul luogo dell'antica basilica e divenne cattedrale di Agen all'inizio del XIX secolo, dopo la distruzione dell'antica cattedrale di Saint-Étienne.

La basilica di Saint-Caprais
La basilica dedicata al martire è documentata almeno dal VI secolo. Gli scavi archeologici hanno evidenziato la presenza di una necropoli antica nell'area dell'attuale cattedrale e una lunga continuità d'uso dell'area sacra. L'edificio medievale oggi esistente appartiene invece principalmente alle fasi costruttive comprese fra XII e XV secolo.

Le fonti agiografiche
La tradizione relativa a Caprasio è conservata soprattutto attraverso testi agiografici medievali. La BHL distingue una Passione propria di Caprasio, BHL 1558, e una Passione comune a Fede, Caprasio, Primo e Feliciano. Gli Acta Sanctorum sottolineano i problemi derivanti dalla trasmissione di questi testi e dalle loro somiglianze con altre Passioni.

Curiosità
- La memoria liturgica di Caprasio ricorre il 20 ottobre ed è attestata nei repertori agiografici e nei calendari medievali.
- Il nome francese Caprais deriva dalla forma latina Caprasius; sono attestate anche forme regionali come Caprasi e Capras.
- La cattedrale di Agen conserva rappresentazioni di Caprasio collegate sia alla sua dignità episcopale tradizionale sia al suo martirio.

Cronologia
- III secolo - Tradizionale collocazione della vita e del martirio di Caprasio ad Agen.
- circa 303 - Gli Acta Sanctorum collocano con probabilità il martirio nel contesto della persecuzione di Diocleziano e Massimiano.
- VI secolo - Gregorio di Tours attesta l'esistenza ad Agen di una basilica dedicata a San Caprasio.
- IX-X secolo - Sono attestati nella tradizione manoscritta i testi agiografici relativi a Caprasio e ai martiri di Agen; la loro trasmissione presenta elementi leggendari e dipendenze letterarie.
- XII secolo - Inizia la costruzione dell'attuale edificio medievale dedicato a San Caprasio ad Agen.
- 1803 - La chiesa di Saint-Caprais viene elevata a cattedrale di Agen.

Valutazione storico-critica
- La storicità di un martire di nome Caprasio venerato ad Agen è sostenuta dall'antichità del culto, dalla sua presenza nei martirologi e dalla basilica a lui dedicata già nel VI secolo.
- I particolari della biografia, compresi il rifugio nella grotta, il miracolo dell'acqua, l'incontro con il persecutore e le modalità precise del martirio, provengono soprattutto da Passioni agiografiche tarde e non possono essere considerati testimonianze contemporanee agli eventi.
- La cronologia del martirio non è completamente sicura. Le tradizioni oscillano fra diverse persecuzioni, mentre gli Acta Sanctorum ritengono verosimile una collocazione intorno al 303.
- L'attribuzione a Caprasio del titolo di primo vescovo di Agen non è attestata dalle fonti antiche. Il primo vescovo di Agen storicamente documentato è Febadio, nel IV secolo.
- La memoria di Caprasio è comunque antica e storicamente significativa per la comunità cristiana di Agen: nel VI secolo esisteva già una basilica a lui dedicata.
- Le Passioni di Caprasio presentano problemi di trasmissione e analogie molto strette con la Passione di san Sinforiano di Autun, circostanza che limita il loro valore come testimonianza diretta della vicenda individuale del martire.
- La venerazione delle reliquie e l'iconografia episcopale appartengono allo sviluppo storico del culto. L'immagine di Caprasio come vescovo non costituisce una prova della sua effettiva dignità episcopale.

Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, ottobre, tomo VIII, 20 ottobre, Commentarius praevus de S. Caprasio martyre Aginni, con le Passioni di Caprasio, Fede, Primo e Feliciano.
- Bibliotheca Hagiographica Latina, BHL 1558, Caprasius martyr Aginni, e BHL 2928-2965, Fides virgo, Caprasius, Primus et Felicianus martyres Aginni.
- Gregorio di Tours, Historia Francorum, VI, 12, testimonianza sulla basilica di San Caprasio ad Agen nel VI secolo.
- Martyrologium Romanum, memoria di San Caprasio al 20 ottobre.
- Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, II, per la successione dei vescovi di Agen e la distinzione fra tradizione episcopale e documentazione storica.
- Anne Métois, Agen (Lot-et-Garonne). Cathédrale Saint-Caprais, in Archéologie médiévale, 23, 1993, pp. 346-347.
- Biblissima, scheda di Caprais e repertorio delle testimonianze manoscritte e iconografiche.


Autore:
Giampietro Cattini

______________________________
Aggiunto/modificato il 2026-09-30

___________________________________________
Translate this page (italian > english) with Google


Home . Per Nome . Per Data . Patronati . Diz.Nomi . Ricerca . Ultimi . Più visitati