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† Manzanares, Ciudad Real, Castiglia-La Mancia, Spagna, 23 ottobre 1936
I beati Ildefonso della Croce, Giustiniano di San Gabriele dell'Addolorata, Eufrasio dell'Amore Misericordioso, Onorino dell'Addolorata, Tommaso del Santissimo Sacramento e Giuseppe Maria di Gesù e Maria furono sei religiosi passionisti della comunità di Daimiel uccisi a Manzanares il 23 ottobre 1936, durante la persecuzione religiosa che accompagnò la guerra civile spagnola. Facevano parte di un gruppo di ventisei religiosi della Congregazione della Passione, sacerdoti, studenti e fratelli coadiutori, che furono espulsi dalla loro casa di Daimiel nella notte tra il 21 e il 22 luglio 1936 e successivamente uccisi in luoghi e momenti diversi. I sei di Manzanares costituiscono un gruppo particolarmente significativo perché erano sopravvissuti al primo attacco del 23 luglio, nel quale erano stati gravemente feriti, e dopo circa tre mesi di ricovero furono nuovamente prelevati dall'ospedale e uccisi. La Santa Sede riconobbe nel 1988 il loro martirio in odio alla fede e Giovanni Paolo II li beatificò il 1 ottobre 1989 insieme agli altri venti membri della comunità. Il Martirologio Romano li ricorda il 23 ottobre come martiri della Congregazione della Passione.
Martirologio Romano: A Ciudad Real in Spagna, beati martiri Ildefonso García e Giustiniano Cuesta, sacerdoti ed Eufrasio de Celis, Onorino Carracedo, Tommaso Cuartero e Giuseppe Maria Cuartero, religiosi, della Congregazione della Passione, che, durante la persecuzione contro la religione, furono fucilati per Cristo e per la Chiesa.
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La comunità passionista di Daimiel Nel luglio 1936 la comunità passionista di Daimiel, nella diocesi di Ciudad Real, comprendeva trenta religiosi professi, in gran parte studenti impegnati nella formazione filosofica e teologica. La comunità apparteneva alla Congregazione della Passione di Gesù Cristo, istituto fondato da san Paolo della Croce e caratterizzato dalla particolare attenzione alla meditazione della Passione di Cristo. Padre Niceforo di Gesù e Maria, superiore provinciale, raggiunse Daimiel quando la situazione politica e religiosa divenne sempre più pericolosa. Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 1936 un gruppo armato circondò la casa passionista e costrinse i religiosi ad abbandonarla. Prima di uscire, la comunità si riunì nella chiesa del Cristo de la Luz. Secondo la testimonianza recepita nella causa di beatificazione, Niceforo impartì l'assoluzione generale e distribuì la Comunione ai confratelli. I religiosi furono quindi allontanati e divisi in diversi gruppi.
Il primo attacco a Manzanares Ildefonso García, Giustiniano Cuesta, Eufrasio de Celis, Onorino Carracedo, Tommaso Cuartero e Giuseppe Maria Cuartero facevano parte del gruppo guidato da Niceforo, diretto verso Manzanares. Lungo il percorso i religiosi furono riconosciuti come appartenenti alla Congregazione della Passione e sottoposti a un primo attacco armato il 23 luglio 1936, nei pressi della stazione ferroviaria di Manzanares. Cinque religiosi morirono immediatamente o nelle ore successive. I sei che sarebbero stati uccisi il 23 ottobre rimasero gravemente feriti e furono trasportati all'ospedale di Manzanares. La documentazione pontificia sulla beatificazione li identifica esplicitamente come i sei superstiti del primo attacco, successivamente uccisi nel mese di ottobre.
I sei sopravvissuti - Ildefonso della Croce, al secolo Anatolio García Nozal, era nato a Becerril del Carpio il 15 marzo 1898. Aveva emesso la professione religiosa nella Congregazione della Passione il 25 maggio 1914 ed era stato ordinato sacerdote il 17 dicembre 1924. Al momento della morte svolgeva l'incarico di rettore degli studenti della comunità. - Giustiniano di San Gabriele dell'Addolorata, al secolo Justiniano Cuesta Redondo, era nato ad Alba de los Cardaños il 19 agosto 1910. Aveva emesso i voti religiosi il 29 settembre 1926 ed era stato ordinato sacerdote il 15 dicembre 1934. - Eufrasio dell'Amore Misericordioso, al secolo Eufrasio de Celis Santos, era nato a Salinas de Pisuerga il 13 marzo 1915. Aveva emesso la professione religiosa il 23 ottobre 1932 e apparteneva al gruppo degli studenti della comunità. - Onorino dell'Addolorata, al secolo Honorino Carracedo Ramos, era nato a La Lastra il 21 aprile 1917. Aveva emesso la professione religiosa il 29 ottobre 1933 e proseguiva la formazione come studente passionista. - Tommaso del Santissimo Sacramento, al secolo Tomás Cuartero Gascón, era nato a Tabuenca il 22 febbraio 1915. Aveva emesso la professione religiosa il 29 ottobre 1933 e si trovava a Daimiel per la formazione religiosa e filosofica. - Giuseppe Maria di Gesù e Maria, al secolo José María Cuartero Gascón, era nato a Tabuenca il 24 aprile 1918. Fratello minore di Tommaso, aveva emesso la professione religiosa il 23 ottobre 1935. Era il più giovane dei ventisei religiosi della comunità di Daimiel.
Il secondo martirio Dopo il primo attacco, i sei religiosi rimasero per circa tre mesi nell'ospedale di Manzanares. La loro condizione fisica migliorò abbastanza da permettere loro di essere nuovamente trasferiti. Il 23 ottobre 1936 furono prelevati dall'ospedale e uccisi lungo la strada tra Manzanares e Daimiel. La documentazione ufficiale della Santa Sede indica che furono uccisi con armi da fuoco. Il Martirologio Romano ricorda i sei come Ildefonso García e Giustiniano Cuesta, sacerdoti, ed Eufrasio de Celis, Onorino Carracedo, Tommaso Cuartero e Giuseppe Maria Cuartero, religiosi della Congregazione della Passione, uccisi durante la persecuzione religiosa. La loro morte conclude la vicenda dei ventisei religiosi della comunità passionista di Daimiel. I sei non costituirono una causa separata rispetto agli altri compagni: furono compresi nella causa collettiva di Niceforo di Gesù e Maria e venticinque compagni, nella quale la Santa Sede riconobbe il martirio di tutti i ventisei.
I ventisei martiri di Daimiel I sei martiri commemorati il 23 ottobre appartengono al più ampio gruppo dei ventisei passionisti della comunità di Daimiel. I religiosi furono uccisi in cinque gruppi e in località differenti tra il 23 luglio e il 23 ottobre 1936: Manzanares, Carabanchel Bajo, Urda, Carrión de Calatrava e nuovamente Manzanares. La causa ecclesiastica li considerò unitariamente come membri della stessa comunità e vittime della persecuzione religiosa. La denominazione dei sei come gruppo di Manzanares del 23 ottobre non deve essere confusa con il primo gruppo di Manzanares del 23 luglio. Nel primo caso si tratta dei sei religiosi sopravvissuti al primo attacco e uccisi tre mesi dopo; nel secondo si tratta di Niceforo e degli altri religiosi colpiti il 23 luglio. La distinzione è attestata dalla documentazione pontificia relativa alla causa.
Beatificazione e riconoscimento del martirio Il 28 novembre 1988 Giovanni Paolo II promulgò il decreto sul martirio di Niceforo di Gesù e Maria e dei venticinque compagni, riconoscendo che erano stati uccisi in odio alla fede. La beatificazione fu celebrata a Roma il 1 ottobre 1989. Nella formula di beatificazione il gruppo fu denominato Niceforo Díez Tejerina e venticinque compagni, martiri. La lettera apostolica di beatificazione fissò per l'intero gruppo dei ventisei la celebrazione liturgica al 23 luglio. Successivamente il Martirologio Romano ha inserito il gruppo dei sei uccisi il 23 ottobre nella memoria del 23 ottobre, con un elogio proprio. Per questo motivo il 23 ottobre è la data liturgica associata ai sei martiri di Manzanares oggetto di questa scheda, mentre il 23 luglio rimane la memoria collettiva dei ventisei martiri della comunità di Daimiel.
Reliquie e culto I resti dei ventisei martiri furono trasferiti nella casa passionista di Daimiel e sono conservati nella cripta del Cristo de la Luz. Il luogo costituisce il principale centro della memoria cultuale della comunità martire. La presenza delle reliquie dei ventisei nella cripta è documentata anche dalla Congregazione dei Passionisti e dalla diocesi di Ciudad Real.
Cronologia - 15 marzo 1898 - Nasce Anatolio García Nozal, futuro Ildefonso della Croce, a Becerril del Carpio. - 19 agosto 1910 - Nasce Justiniano Cuesta Redondo, futuro Giustiniano di San Gabriele dell'Addolorata, ad Alba de los Cardaños. - 25 maggio 1914 - Anatolio García Nozal emette la professione religiosa nella Congregazione della Passione. - 13 marzo 1915 - Nasce Eufrasio de Celis Santos, futuro Eufrasio dell'Amore Misericordioso, a Salinas de Pisuerga. - 22 febbraio 1915 - Nasce Tomás Cuartero Gascón, futuro Tommaso del Santissimo Sacramento, a Tabuenca. - 21 aprile 1917 - Nasce Honorino Carracedo Ramos, futuro Onorino dell'Addolorata, a La Lastra. - 24 aprile 1918 - Nasce José María Cuartero Gascón, futuro Giuseppe Maria di Gesù e Maria, a Tabuenca. - 23 ottobre 1932 - Eufrasio de Celis emette la professione religiosa. - 29 settembre 1933 - Tomás Cuartero emette la professione religiosa. - 29 ottobre 1933 - Honorino Carracedo emette la professione religiosa. - 15 dicembre 1934 - Justiniano Cuesta viene ordinato sacerdote. - 23 ottobre 1935 - José María Cuartero emette la professione religiosa. - 21-22 luglio 1936 - La comunità passionista di Daimiel viene espulsa dalla propria casa durante la persecuzione religiosa. - 23 luglio 1936 - Ildefonso García, Giustiniano Cuesta, Eufrasio de Celis, Honorino Carracedo, Tommaso Cuartero e José María Cuartero rimangono gravemente feriti nel primo attacco a Manzanares. - 23 ottobre 1936 - I sei religiosi vengono prelevati dall'ospedale di Manzanares e uccisi lungo la strada verso Daimiel. - 23 aprile 1941 - I resti dei ventisei martiri della comunità di Daimiel vengono trasferiti nella casa passionista e deposti nella cripta. - 28 novembre 1988 - Giovanni Paolo II promulga il decreto sul martirio di Niceforo di Gesù e Maria e dei venticinque compagni. - 1 ottobre 1989 - Giovanni Paolo II beatifica a Roma i ventisei martiri passionisti di Daimiel.
Valutazione storico-critica - L'identificazione dei sei martiri è solida: la documentazione pontificia della causa li presenta come membri della stessa comunità passionista di Daimiel e li distingue dagli altri venti compagni uccisi in altri luoghi e date. - La data del secondo martirio, 23 ottobre 1936, è attestata dalla lettera apostolica di beatificazione e coincide con la memoria del Martirologio Romano. - Il primo ferimento del 23 luglio 1936 e la successiva uccisione dei sei il 23 ottobre costituiscono una caratteristica documentata della loro vicenda e spiegano la distinzione tra i due gruppi di Manzanares. - La Santa Sede riconobbe formalmente il carattere martiriale della morte dei ventisei religiosi, dichiarando nel 1988 il martirio e la causa del martirio in odio alla fede. - Il gruppo di sei commemorato il 23 ottobre non costituisce una causa autonoma rispetto ai ventisei martiri di Daimiel. La beatificazione del 1989 fu collettiva e riguardò Niceforo di Gesù e Maria e venticinque compagni. - Esiste una distinzione tra la memoria collettiva dei ventisei martiri, fissata nella lettera apostolica di beatificazione al 23 luglio, e la memoria del gruppo dei sei inserita nel Martirologio Romano al 23 ottobre. La differenza deriva dalla successiva articolazione della memoria liturgica e non da una diversa causa di beatificazione. - Le reliquie dei ventisei martiri sono conservate a Daimiel nella cripta del Cristo de la Luz, luogo centrale della memoria cultuale passionista. - La ricostruzione biografica individuale è più ampia per alcuni membri del gruppo che per altri. Le date fondamentali di nascita, professione religiosa, ordinazione e morte dei sei sono comunque riportate nella documentazione della Santa Sede relativa alla beatificazione.
Fonti e bibliografia essenziale - Giovanni Paolo II, lettera apostolica Quemadmodum communicatis, 1 ottobre 1989, con la quale furono proclamati beati Niceforo Díez Tejerina e venticinque compagni martiri. - Congregazione delle Cause dei Santi, decreto sul martirio di Niceforo di Gesù e Maria e dei venticinque compagni, 28 novembre 1988, pubblicato negli Acta Apostolicae Sedis, vol. 81, 1989. - Congregazione della Passione di Gesù Cristo, documentazione sui beati martiri di Daimiel e sulla loro vicenda durante la persecuzione religiosa del 1936. - Fernando Piélagos, C.P., Vida y testimonio. Homenaje a los 26 Mártires Pasionistas de Daimiel, PP. Pasionistas, Zaragoza, 1989. - Fernando Piélagos, C.P., I Martiri Passionisti di Daimiel - 1936, CIPI, Roma, 1993. - Congregatio pro Causis Sanctorum, Nicephori a Iesu et Maria et XXV sociorum, Positio super martyrio, Roma, 1987.
Autore: Giampietro Cattini
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