San Martino di Vertou
Abate
Festa: 24 ottobre
Nascita-morte: Nantes, Francia, VI sec. - Durinum, oggi Saint-Georges-de-Montaigu, Francia, circa 601
Nascita - morte:
Nantes, Francia, VI sec. - Durinum, oggi Saint-Georges-de-Montaigu, Francia, circa 601
Festa:
24 ottobre
Etimologia:
Dal latino Martinus, forma derivata da Mars, Martis, 'di Marte', quindi 'consacrato a Marte' o 'relativo a Marte'.
Categoria: I santi che iniziano con la lettera M
Calendario: I santi del 24 ottobre
Martirologio Romano
Fu un ecclesiastico del VI secolo legato alla prima organizzazione cristiana delle campagne a sud della Loira, nell'area corrispondente al territorio di Retz e al basso Poitou. Le notizie biografiche certe sono limitate, mentre le principali narrazioni della sua vita furono redatte diversi secoli dopo la sua morte e hanno incorporato elementi agiografici e leggendari. Il dato fondamentale conservato dalla tradizione liturgica è il suo legame con il vescovo Felice di Nantes, che lo avrebbe inviato come missionario presso popolazioni ancora pagane, e con il monastero di Vertou, del quale fu fondatore e abate. La tradizione gli attribuisce anche attività eremitica, altre fondazioni monastiche e un'intensa opera di evangelizzazione. Particolarmente celebre è il racconto della città di Herbauges, identificata dalla tradizione con una località poi sommersa dalle acque del lago di Grand-Lieu: l'episodio appartiene alla leggenda agiografica e non può essere assunto come resoconto storico. Il culto di Martino si consolidò nell'area di Nantes, Vertou e del Poitou e la sua memoria liturgica è attestata il 24 ottobre.
Biografia
A cura di Giampietro Cattini
Le informazioni sulla nascita di Martino sono tarde. La tradizione gli attribuisce la nascita a Nantes intorno al 527, ma questa data non è documentata da fonti contemporanee. Anche l'anno della morte, comunemente indicato intorno al 601, deriva dalla ricostruzione della tradizione agiografica e non da una testimonianza coeva. Lo storico Auguste Molinier collocava infatti la morte verso il 601.
Martino visse nel VI secolo, in un periodo nel quale la cristianizzazione delle campagne della Gallia occidentale era ancora incompleta. Nantes costituiva il centro della diocesi, mentre i territori a sud della Loira erano in rapporto anche con l'area ecclesiastica di Poitiers. In questo contesto il vescovo Felice di Nantes, attestato sul seggio episcopale dal 549 al 582, promosse l'evangelizzazione delle campagne. Il Martyrologium Romanum collega direttamente Martino a questa attività missionaria.
Il diacono e la missione
La tradizione agiografica presenta Martino come diacono della Chiesa di Nantes e come collaboratore di Felice. Il suo incarico consisteva nell'evangelizzare le popolazioni non ancora cristiane del territorio di Retz e delle regioni circostanti.
La testimonianza liturgica più autorevole non conserva i numerosi particolari presenti nelle Vitae medievali, ma conferma i due elementi essenziali: Martino era diacono e abate e fu mandato da Felice di Nantes presso i pagani della regione.
Le Vitae sviluppano invece ampiamente il racconto della missione e presentano una località chiamata Herbadilla o Herbauges. Secondo questo racconto, Martino avrebbe incontrato una forte opposizione e la città sarebbe stata successivamente distrutta e sommersa dalle acque. La vicenda costituisce uno degli episodi più caratteristici della tradizione su Martino, ma non è possibile utilizzarla come prova storica dell'esistenza di una città sommersa nel luogo oggi occupato dal lago di Grand-Lieu. La leggenda di Herbauges è ancora fortemente radicata nella memoria culturale del Pays de Retz.
La vita eremitica e Vertou
Dopo la fase missionaria, la tradizione colloca Martino in una zona boscosa nei pressi della Sèvre nantaise, a sud-est di Nantes. Qui avrebbe condotto una vita eremitica e raccolto progressivamente intorno a sé dei discepoli.
L'origine del monastero di Vertou è collegata a questa esperienza. L'eremo sarebbe divenuto una comunità stabile e Martino ne sarebbe stato il fondatore e primo abate. L'associazione fra il santo e Vertou è particolarmente antica nella tradizione locale e costituisce il nucleo storico più importante della sua memoria.
Le fonti agiografiche medievali attribuiscono a Martino anche altre fondazioni monastiche, fra cui quella di Durinum, località identificata con l'attuale Saint-Georges-de-Montaigu. Queste attribuzioni appartengono tuttavia a una tradizione agiografica posteriore e non possono essere ricostruite nei loro dettagli con la stessa sicurezza del rapporto fra Martino e Vertou.
Non è inoltre possibile affermare con certezza che Martino fosse benedettino nel senso istituzionale successivo del termine. Le fonti relative alle origini di Vertou non permettono di dimostrare che la Regola di san Benedetto fosse applicata alla comunità fin dalla fondazione. La documentazione relativa a Saint-Jouin-de-Marnes mostra invece l'importanza che la tradizione benedettina assunse in seguito.
Le Vitae medievali
La principale difficoltà nella ricostruzione della vita di Martino deriva dalla cronologia delle fonti. Le Vitae conservate negli Acta Sanctorum non sono contemporanee al santo. La Vita antiquissima sancti Martini abbatis Vertavensis, la Vita sancti Martini Vertavensis, l'Alia vita e i racconti dei miracoli e della traslazione furono composti posteriormente. La bibliografia dell'abbaziale di Saint-Jouin-de-Marnes sottolinea esplicitamente che nessuna di queste Vitae è contemporanea all'epoca di Martino.
Uno studio di Auguste Molinier colloca la riscrittura della Vita dopo le invasioni normanne e segnala che la più antica delle biografie conservate non risalirebbe al VI secolo. Molinier riferisce inoltre il problema posto dagli studiosi circa la dipendenza di alcuni elementi della narrazione dalla tradizione relativa a san Martino di Tours.
La critica moderna deve quindi distinguere il nucleo storico, costituito soprattutto dal legame con Nantes, Felice, la missione evangelizzatrice e Vertou, dagli episodi sviluppati nelle Vitae successive.
La morte
La tradizione colloca la morte di Martino nel monastero di Durinum, identificato con Saint-Georges-de-Montaigu, e generalmente la data al 24 ottobre intorno al 601. Tuttavia il giorno e l'anno non possono essere considerati documentati con certezza storica indipendente.
La tradizione relativa alla morte a Durinum è particolarmente significativa perché la redazione antica della Vita conservata negli Acta Sanctorum tratta esplicitamente della morte del santo nell'asceterio di Durinum.
Il Martyrologium Romanum attuale, invece, ricorda Martino nel monastero di Vertou e non fornisce nel testo dell'elogio il luogo della morte. Una redazione precedente del Martirologio romano ricordava invece il monastero di Durinum e la successiva traslazione del corpo a Vertou.
Le reliquie e le invasioni normanne
Il culto delle reliquie costituisce una parte importante della storia successiva di Martino. Nel IX secolo, durante le incursioni normanne, i monaci di Vertou abbandonarono il monastero portando con sé le reliquie del fondatore. Le fonti relative a Saint-Jouin-de-Marnes collegano la loro presenza nel monastero di Ension, l'odierna Saint-Jouin-de-Marnes, all'anno 843. Un atto di Pépin II d'Aquitania, databile fra il 24 giugno 843 e il 24 marzo 847, attesta inoltre la presenza dei monaci di Saint-Martin de Vertou a Ension.
La tradizione di Saint-Jouin conserva il ricordo della traslazione delle reliquie e del loro successivo culto. L'identificazione e la storia materiale delle singole reliquie sono però più complesse e non tutti gli elementi tramandati possono essere considerati storicamente certi. È documentata anche la presenza di reliquie attribuite a Martino in altre chiese francesi, fra cui Ambillou-Château, dove una traslazione fu formalmente registrata nel 1754.
Il culto
Il culto di Martino si sviluppò soprattutto nella Francia occidentale, con particolare intensità nell'area di Vertou, Nantes, Retz e Poitou. La memoria liturgica del 24 ottobre è attestata nel Martirologio Romano, che lo presenta come diacono e abate e ne ricorda la missione evangelizzatrice affidata da Felice di Nantes.
La memoria del santo rimase legata a Vertou anche dopo la dispersione della comunità monastica. La chiesa di Vertou continua a portare il suo nome e gli archivi parrocchiali conservano documentazione relativa al culto, alle reliquie e alla memoria di san Martino.
La sua venerazione si estese anche a numerose altre località della Francia occidentale, dove chiese e comunità furono poste sotto il suo patrocinio.
La tradizione di Herbauges
Il racconto di Herbauges è l'episodio leggendario più noto associato a san Martino di Vertou. Le Vitae medievali raccontano di una città pagana, chiamata Herbadilla, ostile alla predicazione cristiana di Martino e successivamente distrutta da un'improvvisa catastrofe. La tradizione locale ha identificato questa città con una presunta località sommersa sotto il lago di Grand-Lieu.
Non esiste una documentazione storica e archeologica sufficiente per identificare una città di nome Herbauges sommersa nel lago di Grand-Lieu in conseguenza della missione di Martino. Il racconto appartiene quindi alla tradizione agiografica e alla memoria leggendaria del Pays de Retz.
La tradizione monastica di Saint-Jouin-de-Marnes
Il rapporto fra Martino e Saint-Jouin-de-Marnes ebbe particolare importanza nella storia del culto. Le tradizioni dell'abbazia ricordano l'arrivo dei monaci di Vertou con le reliquie del loro fondatore nel IX secolo. La documentazione storica relativa agli spostamenti dei monaci conferma il collegamento fra i due monasteri nel contesto delle invasioni normanne.
Curiosità
- La memoria di san Martino è rimasta particolarmente legata alla città di Vertou, il cui nome è divenuto inseparabile da quello del fondatore della comunità monastica medievale.
- La tradizione locale attribuisce a Martino un bastone da pellegrino che, piantato a Vertou, avrebbe messo radici trasformandosi in un albero. Il motivo appartiene alla leggenda agiografica e divenne anche un elemento della simbologia civica di Vertou.
Cronologia
- VI secolo - Vita di Martino, nel contesto della cristianizzazione delle campagne della Gallia occidentale.
- VI secolo - Martino è ricordato dalla tradizione come diacono legato alla Chiesa di Nantes.
- VI secolo - Il vescovo Felice di Nantes lo invia a evangelizzare le popolazioni pagane del territorio di Retz.
- VI secolo - Martino si stabilisce a Vertou e intorno al suo eremo si forma una comunità monastica.
- VI secolo - Vertou diviene il principale centro della memoria monastica legata a Martino.
- Fine VI secolo o circa 601 - La tradizione colloca la morte di Martino a Durinum, identificata con Saint-Georges-de-Montaigu.
- 24 ottobre - Memoria liturgica di san Martino di Vertou nel Martirologio Romano.
- 843 - I monaci di Vertou si rifugiano a Ension, l'odierna Saint-Jouin-de-Marnes, portando con sé le reliquie del fondatore.
- IX secolo - La memoria di Martino viene trasmessa attraverso Vitae agiografiche posteriori alla sua epoca.
Valutazione storico-critica
- L'esistenza storica di Martino di Vertou e il suo legame con il monastero di Vertou sono sostenuti da una tradizione agiografica e liturgica consolidata, ma la documentazione contemporanea al VI secolo è molto scarsa.
- Il Martyrologium Romanum conserva come nucleo essenziale della memoria storica Martino quale diacono e abate di Vertou, inviato dal vescovo Felice di Nantes a evangelizzare i pagani della regione.
- La data di nascita, tradizionalmente fissata intorno al 527, non è sufficientemente documentata. Anche la data della morte, comunemente indicata nel 601, deve essere considerata una ricostruzione tradizionale piuttosto che una data attestata da una fonte contemporanea.
- Il 24 ottobre è una data liturgica anticamente consolidata, ma non costituisce da sola una prova indipendente che Martino sia morto proprio quel giorno.
- Le Vitae conservate negli Acta Sanctorum sono posteriori alla vita del santo. La più antica tradizione scritta conservata risale al Medioevo e contiene elementi che la critica agiografica deve distinguere dal nucleo storico.
- Il racconto della città di Herbauges sommersa dal lago di Grand-Lieu appartiene alla tradizione agiografica e alla leggenda locale. Non esiste una documentazione storica sufficiente per considerarlo un avvenimento verificato.
- L'attribuzione a Martino di numerose fondazioni monastiche e di particolari episodi missionari deriva in larga parte dalle Vitae medievali e non presenta lo stesso grado di certezza del rapporto fra Martino, Felice di Nantes e Vertou.
- L'appartenenza originaria di Martino all'ordine benedettino non è dimostrata. La presenza della Regola di san Benedetto nelle tradizioni relative a Saint-Jouin-de-Marnes appartiene soprattutto alla storia successiva delle comunità monastiche.
- La traslazione delle reliquie a Saint-Jouin-de-Marnes nel IX secolo è inserita in una documentazione storica più ampia relativa alla presenza dei monaci di Vertou a Ension durante le incursioni normanne.
- Non risulta una causa moderna di beatificazione o canonizzazione: il culto di Martino appartiene alla venerazione dei santi formatasi in epoca medievale, prima dell'attuale procedura canonica.
Fonti e bibliografia essenziale
- Acta Sanctorum, Octobris, t. X, 24 ottobre, Bruxelles, 1861 e Paris-Roma, 1869, pp. 802-817: Vita antiquissima sancti Martini abbatis Vertavensis, Vita sancti Martini Vertavensis, Alia vita, Miracula et translatio sancti Martini Vertavensis.
- Bruno Krusch, Miracula Martini abbatis Vertavensis, in Monumenta Germaniae Historica, Scriptores rerum Merovingicarum, III, Hannover, 1896, pp. 564-575. La tradizione testuale di Martino è stata oggetto di analisi critica anche in relazione alla cronologia delle Vitae.
- Auguste Molinier, Les Sources de l'histoire de France des origines aux guerres d'Italie (1494), I, Paris, 1901, n. 582, p. 161, voce dedicata a Martino abate di Vertou.
- Dom Jean Coquet, 'Les églises de « Château » à Saint-Jouin-de-Marnes (Deux-Sèvres)', Bulletin de la Société nationale des Antiquaires de France, 1968-1970, pp. 56-57, per la documentazione archeologica relativa al rapporto fra Saint-Jouin-de-Marnes e la memoria di Martino.
- Archivio diocesano di Nantes, Archives paroissiales de Vertou, per la documentazione relativa alla memoria cultuale e alle reliquie di san Martino.
Biografia
A cura di Jean Evenou
Il Martirologio Romano pone al 24 ottobre «nel monastero di Vertou la morte di san Martino abate» e anche la città di Vertou, posta ad alcuni Kilometri a Sud-Est di Nantes (Loire-Atlantique), sulle rive della Sèvre nantese, conserva il ricordo di Martino abate.
«Per dire il giusto - scrive Lobineau - bisogna riconoscere che si ignorano le date della sua nascita e della sua morte», ma si sa che egli visse al tempo di san Felice, vescovo di Nantes dal 549 al 582. La diocesi di Nantes era allora limitata dalla Loira, mentre il territorio a Sud del fiume dipendeva da Poitiers. Ciò non impedì a san Felice desideroso di convertire le popolazioni ancora pagane della regione (che è attualmente il paese di Retz), di mandarvi il suo diacono Martino.
La missione di quest’ultimo fu un vero insuccesso che, in seguito, la leggenda elaborerà raccontando che Martino nella città favolosa e pervertita di Herbauges (Herbadilla) ricevette la medesima accoglienza di Lot a Sodoma e Gomorra. Riprendendo il racconto biblico la leggenda ci mostra Martino accolto soltanto da un certo Romano e poi in fuga con questo e la moglie, per sottrarsi ad un terremoto che avrebbe inghiottito la città, che ora giacerebbe sul fondo del lago di Grandlieu. Per rendere il racconto più conforme alla Bibbia, nella leggenda è detto che la moglie di Romano fu mutata, a causa della sua curiosità, in una statua di pietra. Dopo simili fatti, per espiare la colpa degli abitanti di Herbauges che egli si addossa, il santo va errando per tutta l’Europa.
La vera storia, secondo quello che se ne può conoscere, è più modesta: come spiegare altrimenti il silenzio di Gregorio di Tours, contemporaneo alle vicende, eppure così avido narratore di fatti meravigliosi, sia sulla distruzione di Herbauges, sia su un tal monastero tanto fiorente? Martino si ritirò a Sud-Est di Nantes, in una regione allora ricoperta di foreste, per condurvi vita eremitica. A lui si unirono alcuni discepoli e quella fu l’origine dell’abbazia di Vertou e poi di quella, più a Sud, di Durin, chiamata in seguito St-Georges-de-Montaigu, nel Bocage vandeano (oggi diocesi di Lucon). La leggenda, a questo punto, forzando la storia, fa riunire a Vertou oltre trecento monaci.
Martino morì a Durin verso la fine del VI secolo, ma i monaci di Vertou si ripresero le sue spoglie e la loro abbazia prosperò fino alle invasioni normanne (878). I monaci allora si rifugiarono con le reliquie di Martino nella filiale di St-Jouin-de-Mames (Deux-Sèvres), che ereditò il prestigio e i beni di Vertou e la cui chiesa, dell’XI-XII secolo, è uno dei prototipi classici dell’arte romanica del Poitou.
Quando Vertou venne restaurata, lo fu come dipendenza di St-Jouin, con la qualifica di prevostura e nel 1664 la comunità fu incorporata alla Congregazione di san Mauro.
Il ricordo dell’abate Martino è rimasto vivo in Vandea, nel Poitou e nel Nantese, a Sud della Loira: le diocesi di Nantes, Lucon e Poitiers lo festeggiano il 25 ottobre, le parrocchie di Bignon, Campbon, Gorges, Lavau, Mouzillon, Pont-St.-Martin (diocesi di Nantes) e Le Pertu (diocesi di Rennes) lo hanno per patrono.
Nella stessa Vertou, l’altare marmoreo della chiesa ha fama di essere quello di Martino e nel chiostro si vedeva, ancora nel 1700, un albero venerato da tutti i contadini dei dintorni, nonché dai duchi di Bretagna, perché la tradizione affermava che aveva preso radici da un bastone che Martino aveva piantato, prima di partire per Durin.
In seguito, tuttavia, l’albero è scomparso. Saint-Jouin-de-Marnes, oltre alla festa del 24 ottobre, celebrava anche una traslazione di Martino, avvenuta nel 1130, con una festa nella seconda domenica di settembre, chiamata «festa delle reliquie».

