Sant' Ebregisilo (Evergislo) di Colonia

Vescovo

Festa: 24 ottobre

Nascita-morte: † 594 circa

Nascita - morte:
† 594 circa

Festa:
24 ottobre

Patronato:
Patrono dei vetrai e dei pittori su vetro a Colonia.

Categoria: I santi che iniziano con la lettera E

Calendario: I santi del 24 ottobre

Martyrologium Romanum Martirologio Romano

Presso Tongeren nel Brabante, nell’odierno Belgio, sant’Evergislo, vescovo di Colonia e martire, che, partito per Poitiers, morì ucciso per strada dai briganti mentre attendeva ai suoi doveri pastorali.

Fu vescovo di Colonia nella seconda metà del VI secolo ed è una delle prime figure dell'episcopato renano la cui esistenza è attestata da una fonte contemporanea. Il suo nome compare infatti negli scritti di Gregorio di Tours, che lo presenta come vescovo di Colonia nel contesto delle vicende ecclesiastiche del regno franco e lo ricorda anche per la costruzione di una chiesa a Birten, presso Xanten. Nel 590 Evergisilo partecipò, per incarico del re Childeberto II, alla composizione delle controversie sorte nel monastero femminile di Sainte-Croix a Poitiers. La tradizione medievale gli attribuì invece un'origine a Tongeren e una morte violenta per mano di briganti, trasformandolo in martire. Questa seconda ricostruzione è incompatibile con la cronologia attestata da Gregorio di Tours e appartiene a una tradizione agiografica posteriore. La memoria liturgica di Evergisilo è fissata al 24 ottobre e il suo culto è rimasto particolarmente legato a Colonia e alle reliquie che nel X secolo furono trasferite nella città.

Biografia

A cura di Niccolò Del Re

Le notizie sulla nascita e sulla formazione di Evergisilo (Eberigisil, Ebergisil, Ebregisil, Eberegisil, Ebregislus, Evergislus, Evergisilus, Everigisil, Everigisilus) sono incerte. Le fonti medievali lo fanno originario di Tongeren, l'antica Aduatuca Tungrorum, nell'attuale provincia belga del Limburgo, ma questo dato non è confermato da testimonianze contemporanee. Anche il racconto secondo cui sarebbe stato discepolo e poi arcidiacono del vescovo Severino di Colonia appartiene a una Vita medievale e non può essere conciliato con la cronologia storica del personaggio.
L'elemento più solido della sua biografia è costituito dalle testimonianze di Gregorio di Tours. Il nome compare nella forma Eberigisilus o Eberegisilus e identifica un vescovo di Colonia attivo alla fine del VI secolo. Evergisilo è considerato il quinto vescovo di Colonia storicamente ben attestato e il primo della serie episcopale cittadina a portare un nome di evidente origine franca.

L'attività episcopale
Gregorio di Tours ricorda Evergisilo in relazione alla vita religiosa della regione renana. Il vescovo fece costruire a Birten, presso l'odierna Xanten, una chiesa dedicata al martire Malloso. Secondo il racconto di Gregorio, in precedenza esisteva sul luogo un oratorio nel quale era invocato il martire e non era ancora certa l'esatta collocazione della sua sepoltura. Evergisilo predispose una nuova chiesa e vi incorporò l'antico oratorio. In seguito, grazie alla visione avuta da un diacono proveniente da Metz, venne individuato il luogo della sepoltura attribuita a Malloso e il corpo fu trasferito nella chiesa. Il racconto appartiene alla letteratura miracolistica di Gregorio e non consente di verificare autonomamente tutti i particolari relativi al ritrovamento delle reliquie.
Lo stesso Gregorio ricorda un episodio nel quale Evergisilo soffriva di forti dolori alla testa mentre si trovava in una villa nei pressi di Colonia. Il suo diacono avrebbe raccolto della polvere presso un pozzo della basilica dei cosiddetti 'Santi Aurei', identificata con la successiva chiesa di San Gereone, e l'avrebbe portata al vescovo. Secondo Gregorio, il dolore scomparve dopo il contatto con quella polvere. L'episodio appartiene alla narrazione miracolistica dello storico di Tours e costituisce anche una testimonianza dell'esistenza, alla fine del VI secolo, di un culto di martiri presso la basilica romana e paleocristiana di Colonia.

L'intervento a Poitiers nel 590
La testimonianza più importante per la cronologia di Evergisilo è contenuta nei libri storici di Gregorio di Tours. Nel 590 il vescovo di Colonia fu tra gli ecclesiastici coinvolti nella soluzione delle gravi controversie sorte nel monastero femminile di Sainte-Croix a Poitiers. La vicenda era collegata alla ribellione di alcune monache contro l'autorità dell'abbadessa e aveva assunto dimensioni tali da richiedere l'intervento del potere regio e di diversi vescovi.
Evergisilo partecipò all'iniziativa in qualità di vescovo e rappresentante nell'ambito dell'intervento promosso dal re Childeberto II. La sua presenza a Poitiers nel 590 costituisce una testimonianza storica particolarmente significativa, perché Gregorio di Tours era contemporaneo agli avvenimenti e conobbe personalmente l'ambiente ecclesiastico della Gallia merovingia.

La morte
La data della morte di Evergisilo non è conosciuta. Gregorio di Tours lo ricorda al passato e la sua testimonianza permette di stabilire soltanto che il vescovo era morto entro il 594 circa. Non è possibile indicare con sicurezza né il giorno né il luogo della morte.
Una tradizione medievale racconta una storia completamente diversa. Una Vita attribuita a un anonimo e databile, secondo l'analisi dei Bollandisti, al X o all'XI secolo, presenta Evergisilo come originario di Tongeren, lo collega direttamente a Severino di Colonia e racconta che, recatosi nella propria città d'origine, sarebbe stato ucciso da briganti con una freccia. La tradizione colloca quindi la sua morte in un'epoca molto più antica rispetto a quella del vescovo attestato da Gregorio di Tours.
La stessa tradizione non è compatibile con la presenza di Evergisilo negli avvenimenti del 590. Per questo motivo l'identificazione del vescovo storico con il personaggio della Vita medievale deve essere mantenuta distinta dalla ricostruzione documentaria.

La tradizione del martirio
Il titolo di martire attribuito a Evergisilo è antico nella tradizione liturgica. Il Martyrologium Romanum in una redazione storica lo ricorda il 24 ottobre come vescovo e martire di Colonia e riferisce la morte a Tongeren per mano di briganti. Anche le antiche tradizioni liturgiche e alcuni uffici medievali celebravano Evergisilo come vescovo e martire.
Tuttavia, la documentazione contemporanea non conferma una morte violenta. La testimonianza di Gregorio di Tours colloca Evergisilo ancora in attività nel 590 e non parla di un martirio. La ricostruzione più prudente considera pertanto storicamente sicura la sua esistenza come vescovo di Colonia nella seconda metà del VI secolo, mentre la morte per mano di briganti appartiene alla tradizione agiografica posteriore. Anche la storiografia cattolica moderna ha sottolineato questa incompatibilità cronologica.

Il problema dell'identificazione con un omonimo
La tradizione medievale relativa a Evergisilo si intreccia con quella di un altro vescovo chiamato Ebregisilo o Ebregisus, associato alla sede di Maastricht. Gli stessi Acta Sanctorum dedicarono ampio spazio alla questione dell'identità dei diversi personaggi e alle oscillazioni delle liste episcopali. La somiglianza delle forme onomastiche favorì la sovrapposizione di tradizioni diverse.
Il vescovo di Colonia vissuto alla fine del VI secolo è tuttavia identificabile con il personaggio chiamato Eberigisilus da Gregorio di Tours, presente a Poitiers nel 590 e associato alle vicende di Birten. Questa figura deve essere distinta dal personaggio inserito nelle tradizioni medievali relative a un'epoca molto anteriore.

Il culto e la traslazione delle reliquie
Il culto di Evergisilo si sviluppò particolarmente a Colonia. Secondo la tradizione relativa alla traslazione, l'arcivescovo Bruno I trasferì nel 954 da Tongeren a Colonia le reliquie attribuite al santo e le depose nella chiesa di Santa Cecilia. La narrazione della traslazione fu successivamente collegata a una visione nella quale Evergisilo sarebbe apparso a Bruno chiedendo di essere riportato nella propria sede episcopale. L'episodio appartiene alla tradizione agiografica e non costituisce una testimonianza contemporanea al trasferimento.
Le reliquie attribuite a Evergisilo sono oggi conservate nella chiesa di San Pietro a Colonia. La memoria del santo è rimasta inserita nel calendario dell'arcidiocesi di Colonia, dove il 24 ottobre è indicato come memoria di Sant'Evergisilo, vescovo di Colonia.

Patronato
Evergisilo è venerato tradizionalmente come patrono dei vetrai e dei pittori su vetro. Il patronato è attestato nella tradizione cultuale di Colonia ed è collegato anche alla sua rappresentazione nell'arte locale.

Curiosità
- Il nome Evergisilo presenta un numero particolarmente elevato di varianti, dovute alla trasmissione latina e medievale e alla diversa interpretazione della sua forma germanica.
- La festa del 24 ottobre è attestata nella tradizione liturgica di Colonia e compare anche in antichi libri liturgici della città.
- L'arcidiocesi di Colonia conserva ancora oggi la memoria liturgica di Evergisilo il 24 ottobre, ma nel calendario diocesano il titolo indicato è quello di vescovo, senza l'appellativo di martire.

Cronologia
- VI secolo - Nascita di Evergisilo, secondo la tradizione medievale a Tongeren; il dato non è storicamente verificabile.
- Seconda metà del VI secolo - Evergisilo è vescovo di Colonia.
- 590 - Evergisilo partecipa a Poitiers alla composizione delle controversie sorte nel monastero di Sainte-Croix, nell'ambito dell'intervento promosso da re Childeberto II.
- Fine del VI secolo - Evergisilo promuove a Birten, presso Xanten, la costruzione di una chiesa dedicata al martire Malloso e partecipa alla ricerca e alla traslazione delle sue reliquie secondo il racconto di Gregorio di Tours.
- Prima del 594 - Morte di Evergisilo; la data e il luogo non sono conosciuti con precisione.
- X-XI secolo - Viene composta la Vita medievale che presenta Evergisilo come originario di Tongeren e morto per mano di briganti; questa tradizione contribuisce alla sua qualificazione come martire.
- 954 - Secondo la tradizione della traslazione, l'arcivescovo Bruno I trasferisce da Tongeren a Colonia le reliquie attribuite a Evergisilo e le depone presso Santa Cecilia.

Valutazione storico-critica
- Evergisilo è storicamente attestato come vescovo di Colonia nella seconda metà del VI secolo. La fonte fondamentale è Gregorio di Tours, che lo ricorda direttamente in relazione agli avvenimenti del 590 e alle attività ecclesiastiche presso Colonia e Birten.
- La cronologia del vescovo storico esclude la tradizionale collocazione della sua vita nel V secolo. La presenza di Evergisilo a Poitiers nel 590 costituisce infatti una testimonianza incompatibile con la Vita medievale che lo presenta come discepolo di Severino e morto circa un secolo prima.
- La nascita a Tongeren non è documentata da fonti contemporanee. Il dato appartiene alla tradizione agiografica medievale e non può essere assunto come fatto storico certo.
- La morte per mano di briganti e il conseguente martirio sono elementi della tradizione agiografica. Gregorio di Tours, pur essendo una fonte contemporanea agli ultimi anni della vita di Evergisilo, non riferisce un martirio. La documentazione storica consente invece di stabilire soltanto che il vescovo era morto entro il 594 circa.
- Il titolo di martire è fortemente radicato nella tradizione liturgica medievale e nel Martyrologium Romanum storico, ma la natura della morte rimane storicamente incerta. Il calendario dell'arcidiocesi di Colonia presenta oggi Evergisilo semplicemente come vescovo.
- L'associazione con la costruzione della chiesa di Birten e con il culto di Malloso è invece sostenuta da una fonte molto più antica, Gregorio di Tours, benché i particolari miracolosi relativi al ritrovamento delle reliquie appartengano alla narrazione agiografica dello storico.
- Le reliquie trasferite da Tongeren a Colonia nel 954 appartengono alla storia del culto di Evergisilo. L'identificazione materiale delle reliquie con i resti del vescovo storico non è tuttavia dimostrata indipendentemente dalla tradizione della traslazione.
- La confusione tra Evergisilo di Colonia e altri personaggi omonimi o quasi omonimi ha contribuito alla formazione di una biografia composita. La figura storicamente meglio attestata è il vescovo di Colonia ricordato da Gregorio di Tours nel 590.

Fonti e bibliografia essenziale
- Gregorio di Tours, Decem libri historiarum, X, 15, testimonianza contemporanea sulla presenza di Eberigisilo tra i vescovi intervenuti a Poitiers nel 590.
- Gregorio di Tours, Liber in gloria martyrum, capp. 61-62, testimonianza su Eberigisilo, sulla basilica dei 'Santi Aurei' di Colonia e sulla costruzione della chiesa di Malloso a Birten.
- Acta Sanctorum, 24 ottobre, commento e testi relativi a Sant'Evergisilo, BHL 2368, con analisi delle tradizioni agiografiche, delle varianti onomastiche e della traslazione delle reliquie.
- Erzbistum Köln, Directorium, calendario liturgico dell'arcidiocesi di Colonia, 24 ottobre: Sant'Evergisilo, vescovo di Colonia, vissuto intorno al 590.
- New Catholic Encyclopedia, voce 'Evergislus, St.', sintesi storico-critica sulla distinzione tra il vescovo attestato da Gregorio di Tours e la Vita medievale.
- Deutsche Biographie, voce Evergislus, indice biografico con le principali varianti onomastiche del vescovo di Colonia.

Autore: Giampietro Cattini
 


 

Vescovo di Colonia dalla fine del secolo VI, Ebregisilo fu discepolo di san Severino, che lo fece suo arcidiacono e al quale dovette poi succedere in quella sede. La prima menzione di Ebregisilo vescovo di Colonia ricorre nella Historia Francorum di Gregorio di Tours, il quale peraltro accenna anche ad un altro Ebregisilo che nel 590 sarebbe stato inviato, insieme ad altri vescovi e prelati, dal re Childeberto II, a Poitiers per ristabilire l’ordine e la disciplina ecclesiastica nel locale monastero di Santa Croce, fondato non molto tempo prima da san Radegonda. Le due citazioni di san Gregorio relative ad Ebregisilo non possono in realtà che riferirsi a una stessa persona, diversamente indicata; d’altra parte la cronotassi dei vescovi di Colonia, redatta tra l'870 e l'889, non ricorda, tra san Severino (397) e Solario (614), che un Carentinus e un Ebregisilo, il quale deve corrispondere all'Ebregisilo cui san Gregorio attribuisce la missione suddetta.
Il Martirologio Romano riporta inoltre che, dimorando Ebregisilo a Tongres (Belgio) e recandosi tutto solo ogni notte nel monastero di Santa Maria Madre di Dio per pregare, venne mortalmente colpito una notte da una freccia scagliatagli contro da alcuni briganti «a latronibus sagitta percussus occubuit»; questa morte violenta, accaduta prima del 594, gli valse il titolo di martire e la particolare venerazione di cui fu subito fatto oggetto. Secondo i Gesta episcoporum Leodensium, Ebregisilo venne sepolto a Trutmonia, l’odierna Termogne, presso Celles-les-Waremme, a sud di Waremme, nella provincia di Luettich: «Beatus quoque Ebergisus succedens 24. in Trutmonia eiusdem episcopatus villa fuit tumulatus».
La Vita di Ebregisilo diffusasi a Colonia tra gli anni 1050 e 1160 è priva di ogni fondamento storico.
La festa di san Ebregisilo, vescovo di Colonia, viene celebrata il 24 ottobre.

Fonte: Bibliotheca Sanctorum

Aggiunto/modificato il 6 ottobre 2026